In questi ultimi giorni sono incappato in una serie di articoli più o meno identici, identici nei titoli e identici nei contenuti (praticamente apocalittici).
In sostanza, questi articoli parlavano de “La morte dei librai”.
Cosa innegabilmente vera, tra l’altro.
Al giorno d’oggi si entra in una libreria – ammesso che la libreria ci sia ancora e non abbia chiuso -, e librai non ce ne sono più. Al massimo si trova qualche commesso svogliato a cui chiedere informazioni, informazioni che spesso non ti vengono nemmeno date.
“C’è il computer”, dicono. “La ricerca fattela da solo”.
Evvabbè.
Molti sostengono che la morte del libraio sia imputabile alla crisi. Le librerie (pardòn, i megastore) tagliano il personale, e quindi non c’è posto per le risorse umane. Per evitare inevitabili chiusure si preferisce essere “pochi ma buoni”.
Ma siamo sicuri sia tutta colpa della crisi?
Non è che oggigiorno la figura del libraio sia, in fondo, diventata inutile?
Continua a farti del male...