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Giovane, bello e intelligente!



"Giovane, bello e intelligente!"

E uno...O meglio, sarebbe bene dire "E Tre!"
Dopo Gasparri: "Con Obama di certo Al Quaida sarà più contenta"
...e dopo Bossi: "In Italia non succederà mai [che un negro venga eletto presidente]"

Diciamoci la verità: in fondo, sapevamo che il nostro simpatico Presidente del Consiglio avrebbe dato un parere a modo suo.


"Giovane, bello e intelligente!"
Come ha detto Raffaele ieri, probabilmente parlava di sè stesso...

In effetti, a ben pensarci, l'abbiamo avuto davvero noi il primo presidente nero...di tintura e abbronzatura perpetua!


La cosa che (per una volta) mi fa ben sperare nel futuro è che la maggior parte delle persone che hanno votato per McCain sono state quelle dai 65 anni in su...
Obama ha saputo sfruttare il mezzo "internettaro" come mai nessuno prima di lui e ha avuto il più grande consenso elettorale americano a memoria d'uomo...

Se una cosa del genere accadesse anche da noi...

I cariatidi che abbiamo a governarci farebbero bene a prenotarsi un posticino presso il primo ospizio libero!

Chi vivrà, vedrà!

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Elezioni USA 2008

E' abbastanza inquietante pensare che nello stessoo giorno, mentre in America un nuovo Presidente di soli 47 anni parla di futuro e del futuro...




...dalle nostre parti un altro "Presidente" - non certo "nuovo" - di oltre 80 anni rinverdisca i fasti della guerra del '15-18...




Che tristezza...

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La profezia di Calamandrei

Oggi mi limito a lasciare "la parola" a Piero Calamandrei:

“Facciamo l’ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuole fare la marcia su Roma e trasformare l’aula in un alloggiamento per manipoli; ma vuole istituire, senza parere, una larvata dittatura.
Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di stato hanno il difetto di essere imparziali. C’è una certa resistenza; in quelle scuole c’è sempre, perfino sotto il fascismo c’è stata. Allora, il partito dominante segue un’altra strada (è tutta un’ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia perfino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori si dice di quelle di stato. E magari si danno dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece cha alle scuole pubbliche alle scuole private. A “quelle” scuole private. Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata. Il partito dominante, non potendo apertamente trasformare le scuole di stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di stato per dare la prevalenza alle sue scuole private. Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tenere d’occhio i cuochi di questa bassa cucina. L’operazione si fa in tre modi, ve l’ho già detto: rovinare le scuole di stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico”.

Scuola Democratica, 20 marzo 1950


Inquietante, non trovate?

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