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I videogiochi fanno bene!

Se ne sono accorti dopo più di vent'anni.
Ma alla fine se ne sono accorti. Anche gli studiosi.
Secondo questo articolo, i videogames fanno bene all'intelletto, stimolano la riflessione e influenzano arte, musica e cultura.

Ma che i videogiochi fossero arte, musica e cultura era risaputo, e da tempo.
Erano già delle piccole perle quei videogiochi antichi, lineari e bidimensionali come Arkanoid e Tetris!
E col passare del tempo, la naturale evoluzione della tecnologia ha permesso ai videogiochi di evolversi in maniera sempre più eclatante.

Seconda metà degli anni '80. Ero poco più che un frugoletto.
Ricordo i videogiochi da sala nel bar della spiaggia: frotte di ragazzini in fila per sfidarsi a botte di mezzelune, hadoken e shoryuken nel cult dei cult dei picchiaduro. Street Fighter II attirava, ed aggregava. Bambini della mia età giocavano tranquillamente con ragazzi di 15 anni. E se il bambino era bravo, il 15enne veniva pure battuto.

Gli anni '90 hanno visto la commercializzazione massiccia delle consolle. Se il primo Nintendo 8 bit negli anni '80 era appannaggio per pochi eletti, Super Nintendo e Sega Mega Drive entrarono di forza nelle case dei bambini e dei ragazzi. Senza dimenticarci di minicomputer come l'Amiga o il Commodore.

Io comunque ho sempre preferito il Porcospino Blu Supersonico di casa Sega all'Idraulico Baffuto della Nintendo. Sta di fatto che i giochi delle consolle in 16 bit erano già allora leggendari.
Titoli come Sonic, Street Fighter II Plus, Streets of Rage mi sono rimasti nel cuore. E fino a qualche anno fa, tiravo ancora fuori il mio Sega Mega Drive per farmi una partita.

Poi è cominciata l'era della tridimensionalità: Nintendo 64, Playstation, XBox ed evoluzioni varie.
Ma anche allora, nonostante i videogiochi offrissero un'esperienza ludica profonda e longeva, erano ancora valutati solo come semplici passatempi.

Passatempi che non facevano dormire persone adulte.
Ricordo alcuni papà di alcuni amici miei che non facevano altro che pensare a come sbloccare e superare gli enigmi del primo Tomb Raider o passare giornate intere ad accumulare punti e macinare km sulle auto potenziate di Gran Turismo.

Adesso, l'esperienza videoludica è talmente vivida e reale, che sembra quasi di "giocare" in un film.
Ieri ho collegato per la prima volta la Ps3. Ho inserito God of War 3.
E sono rimasto stupefatto.

Non sapevo se dovevo giocare o guardarmi le scene di gioco. Paradossalmente avrei preferito che ci fosse un altra persona a giocare al posto mio, solo per godermi lo spettacolo, tanto sembrava reale e coinvolgente.

Per cui, sì: i videogiochi fanno bene. E sono davvero delle opere d'arte contemporanea.

4 commenti:

  1. Ma che bello questo post!!!
    Mi sembra di poter rivedere in quello che hai scritto la mia vita da videogiocatore (anche se io ho sempre parteggiato per Mario ^__*)

    Hai mai giocato alla saga di Metal Gear Solid? Una vera esperienza cinematografica...capolavoro!!!

    P.S.: ti sei già fatto un account Playstation Network? Mi trovi come Weltall79 se ti va di aggiungermi come contatto ^__*

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  2. Sì Welltall! Praticamente la Playstation, sin dalla 1, la compro quasi solo per PES e per Metal Gear!
    Mò non vedo l'ora di mettere le mani sul 4. Sono due anni che ci sbavo... ;)

    Appena riesco a capire come funziona l'online, non mancherò di aggiungerti! :D

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  3. Scrivere la tesi fa anche più bene dei videogiochi :-P
    Come sono malvagia eh XD?

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