6

Recensione: Iron Man 2

Ancora una volta, sono orgoglione di ospitare su questi lidi de "Il Viagra della Mente", il prode Raffaele "El Rafko" Sergi, che come al solito delizia i nostri raffinati palati con una sua recensione cinematografa.

Oggi tocca a Uomo di Ferro Due.
Buona lettura!

Ultimo arrivato in casa Marvel per quel che concerne la produzione cinematografica, "Iron Man 2" si presenta subito al pubblico come un successo assicurato. Seguendo fedelmente la strada del riuscitissimo prequel, dando però l'impressione di perdere di misura il confronto con il primo "Iron Man", presenta una serie di elementi che riescono a convincere, del tutto o in parte, sia pubblico che critica.

Come ogni film tratto dal fumetto di un supereroe della casa Marvel, la trama di "Iron Man 2" colpisce per la semplicità e la facilità con la quale riesce ad arrivare allo spettatore, conquistandolo. Parecchio scanzonata e liscia, priva di particolari momenti di elucubrazioni mentali o di piani brillanti ed imprevedibili, la sceneggiatura tenta di agire ad ampio spettro sul pubblico, nel tentativo di farsi prendere e comprendere dalla più ampia fascia d'età possibile.

Se da una parte questo fattore assicura un successo commerciale indiscutibile (e gli incassi già da soli parlano chiaro), dall'altra non può che lasciare un'amara briciola di delusione, non solo per chi è fan sfegatato del supereroe in sé, ma anche di quegli appassionati medio/grandi di cinema. Perché "Iron Man 2", come "Iron Man" prima di lui, e come anche le trilogie di Spiderman e degli X-Man prima ancora, si ferma qui. Ha un limite, piuttosto netto e marcato, che impedisce all'intera storia di sfociare in un'ambito più adulto, più serio, perdendosi in gag che sono sì esilaranti, ma che di fatto sanciscono un termine che difficilmente la Marvel valicherà.

Trama che non brilla dunque per azione, eccetto alcune scene spettacolari nelle quali gli effetti speciali, di livello veramente elevato, non passano inosservati. Pecca in generale di staticità, senza comunque annoiare: l'interesse resta sempre abbastanza alto, ma poche volte si percepisce quel senso di dinamicità e potenza che invece si può apprezzare, e non poco, nel primo "Iron Man". Si ha anche l'impressione che alcune scene, dall'andamento probabilmente un po' forzato, siano state messe lì in mezzo appositamente per cercare di dare una piccola scossa fra una situazione e l'altra. Ed in questo caso il montaggio è sicuramente più che riuscito: gli eventi si collegano bene fra loro, senza creare stonature fastidiose, lasciando intatto il proseguio della storia.

Rispetto al prequel però sembra presentarsi qualche nota di incoerenza, un po' per un leggero cambio di direzione, che tenta di avviare tutto il film verso un progetto Marvel più grande (i cosiddetti "Vendicatori", dove probabilmente troveremo molti supereroi visti al cinema negli ultimi anni), un po' per la caratterizzazione di alcuni personaggi. Tony Stark, interpretato da un bravissimo Robert Downey Jr., è sicuramente un protagonista eccezionale, ma sembra perdere spessore rispetto al film di due anni fa. Inoltre, ponendosi pur sempre come fulcro dell'intera storia, i suoi legami con gli altri personaggi sembrano meno stabili e più disordinati rispetto al primo "Iron Man". Il film insomma sembra essere meno "starkcentrico", lasciando che gli svantaggi del caso, seppur di poco, superino i vantaggi.

Chi non convince fra i vari interpreti è la Natasha Romanoff (alias Vedova Nera nei fumetti) di Scarlett Johansson. Messa in mezzo probabilmente per uno slancio futuro, con la possibilità di qualche spin-off o comunque di una partecipazione più rilevante nei prossimi film targati Marvel, il personaggio trova poco spazio e scarsa caratterizzazione, risultando inconsistente, quasi inutile. Su un altro piano invece il Nick Fury di Samuel Jackson, che quasi sicuramente verrà meglio approfondito in futuro. Sprecato (ed è veramente un peccato) War Machine/Jim Rhodes, con un discreto Don Cheadle al quale però preferivo, e non di poco, il Terrence Howard del primo film. Perfetto il villain, con un Mickey Rourke veramente rigenerato dopo il periodo buio della sua carriera. Peccato però che nel finale venga smorzato, anche sotto questo punto di vista preferisco "Iron Man 1". Gwyneth Paltrow si conferma egregiamente nei panni di "Pepper" Pots.

Nulla da eccepire alla traccia musicale, alta e potente, e neppure al doppiaggio, veramente ottimo. Il risultato complessivo dunque è soddisfacente, pur con alcuni difetti che, se corretti, avrebbero innalzato la qualità di un film spassionatamente consigliato.

6 commenti:

  1. Le recensioni del mio Raffy sono sempre il top XD

    Comunque per quanto mi riguarda, questo Iron Man 2, rispetto al primo,non mi ha entusiasmata per nulla proprio. Ad un certo punto non vedevo l'ora che finisse! Poca azione e troppo starkcentrico (ovvio, essendo lui il protagonista). Mi aspettavo di meglio.

    RispondiElimina
  2. Vero. Anche a me piacciono molto le sue recensioni (sia quelle serie, che quelle idiote fatte per prendere per culo il film) e perciò le ospito qui, anche se magari il pensiero espresso non mi vede d'accordo. :P

    Su Iron Man 2. A me è piaciuto. Non è un capolavoro, ma è il classico filmetto che ti vai a vedere al cinema "a tempo perso". C'è buon ritmo, il giusto mix tra azione e approfondimento psicologico del personaggio "Stark" piuttosto che di Iron Man, colonna sonora da urlo.

    Mickey Rourke però l'ho trovato farlocco, come nemico... XD
    Ho preferito l'industriale rivale di Stark.

    RispondiElimina
  3. d'accordissimo con Alessandra.
    il punto di forza del primo stava nelle performance degli attori e in una sceneggiatura e regia che li metteva a loro agio, liberi di improvvisare come raramente si è visto in un film di supereroi.un Robert Downey Jr carismatico, straripante, che si divorava lo spazio lasciatogli da una sceneggiatura che doveva per forza perdere tempo a raccontare le origini e presentare con calma i personaggi. e si finiva addirittura per perdonargli il fatto che alla fine dei conti le scene d’azione in totale fossero tipo tre. Uno usciva e pensava “ora che hanno brillantemente risolto l’annoso problema di intrattenere tra un’esplosione e l’altra, figurarsi cosa combineranno quando potranno pomparci dentro tutti i soldi e i botti che la secolare tradizione americana richiede.” invece ecco l’unico produttore genio ribelle che ha detto “ho capito tutto!” ed e’ andato coraggiosamente controcorrente. il primo scemo che, in un film che si chiama Iron Man 2, decide che una buona idea è riempire i buchi con una serie infinita di chiacchere a vuoto. E lasciare che le scene d’azione rimangano a numero tre, girate quasi controvoglia per un totale omnicomprensivo di 15 minuti di durata su 124. Iron Man 2 è solo un altro modo per dire Ocean’s 12. Film in cui ciò che dovrebbe essere contorno viene elevato a portata principale, e in cui il divertimento dei suoi attori viene prima del divertimento degli spettatori. In più abbiamo Mickey Rourke, che oltre al memorabile accento russo ci mette una presenza scenica naturale che oggi al cinema ha pochi eguali, ma che viene sabotato da uno script che inizialmente lo presenta bene, poi lo smorza con una serie di scenette senza capo nè coda, e infine lo liquida con una scoreggina. Lo stesso trattamento viene riservato più o meno ad ogni vaga situazione conflittuale accennata nel corso del film. poi oh non mi ha fatto del tutto schifo: RDJR rimane una goduria da guardare, anche se il rischio macchietta alla Depp/Sparrow è dietro l’angolo; la Paltrow è brava; Rockwell non è l’ultimo dei cretini, Sam Jackson è Sam Jackson… È moderatamente divertente vedere il costume di Iron Man usato in contesti triviali, e le tre scene d’azione tre sono carucce anche se girate con sufficienza.
    Ma insomma, l’avessi visto in dvd, avrei pensato di aver infilato inavvertitamente il secondo disco, quello con il backstage, le scene alternative...
    Capitolo Scarlett Johansson: è una delle più clamorose pretese dei produttori che io abbia mai visto dai tempi in cui infilarono il cane Poochie in Grattachecca e Fichetto. Le manca solo la maglietta col messaggio pubblicitario. è talmente stereotipata, monodimensionale e inespressiva che ogni volta che compare sembra di aver inavvertitamente cambiato canale. Poi oh, passa metà del suo tempo a infilarsi acrobaticamente teste di uomini fra le cosce, poteva andare peggio… Capitolo Sam Jackson: Sam Jackson è Sam Jackson!

    RispondiElimina
  4. Davvero un ottimo parere, Emiliano! :D

    Una cosa: "E lasciare che le scene d’azione rimangano a numero tre, girate quasi controvoglia per un totale omnicomprensivo di 15 minuti di durata su 124."
    Verissmo. Ho visto che la durata "ufficiale" è quella. Ma a me è sembrato durare molto meno, giusto un'oretta e mezza. O.o
    E' stata una mia percezione sballata?

    RispondiElimina
  5. anche una mia allora: a me è sembrato durare una buona mezz'ora in piu! Tutto sommato anch’io mi sono moderatamente divertito perche’ gli attori sono tutti bravi e simpatici, ma a saperlo prima me lo guardavo in tv, e se me lo guardavo in tv mi addormentavo fisso :) chiedevo solo di non aspettare 50 min tra una scena d'azione e l'altra. 50 min in cui non succede assolutamente niente! chiedevo troppo?

    RispondiElimina
  6. No, non chiedevi troppo.
    A me in fin dei conti è piaciuto, forse proprio perchè Robert Downey Jr ci sta talmente bene nel ruolo di Stark che, anche se la trama è piatta e banale, riesce a riempire i buchi narrativi e la mancanza delle scene d'azione.

    Più che altro, sono stato deluso dall'utilizzo e dalla "sottostima" di War Machine e dal nemico. Combattimento finale con Whiplash veramente pietoso. :P

    RispondiElimina

 
Copyright 2009 Il Viagra della Mente Template creato da Angelo "sommobuta" Cavallaro