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Recensione: Eclipse

Azione, passione, romanticismo, mistero, un pizzico d'ironia.
Tutto questo, ed altro ancora, potrete trovarlo altrove. Non qui, non in "Eclipse", che seguendo fedelmente il solco tracciato dai due predecessori, riesce puntualmente a fare peggio di entrambi surclassando sia "Twilight" che "New Moon", con la stessa facilità con cui Valeria Marini sbatte le ciglia.

E bisogna dare atto a questo passaggio dalla padella alla brace: non era facile. Perché se con "New Moon" istintivamente ci si portava le mani ai capelli, constatando quanti soldi si possano buttare e soprattutto incassare nel partorire un obbrobrio del genere, alla fine di "Eclipse" si alzano gli occhi direttamente al cielo, chiedendosi cosa si è fatto di male per meritarsi un tale aborto. Perché di questo si tratta, in fondo: un aborto. Una misera rappresentazione, che ha un'importanza praticamente pari a zero ai fini della saga, lasciando allo spettatore attento ed obiettivo una sensazione di inutilità, alla fine della proiezione.
Insomma, una copia malriuscita di "New Moon", perché rispetto a quest'ultimo non si differenzia in nulla: stesse situazioni, stesse certezze/incertezze, con un finale che sembra quasi scimmiottare quello del suo predecessore. L'unica aggiunta risiede in pochi istanti di fan service, sapientemente aggiunti e dosati per creare scompiglio tra le fans e spaccare così l'opinione generale in due tronconi principali, oltre che per diversi momenti di forzata ilarità.

Eppure il film, nella sua interezza, seppur a stento si regge in piedi senza ausili esterni: è autosufficiente abbastanza da non necessitare di altro oltre a ciò che già si può vedere, anche perché l'impressione è che di episodi chiave, in fondo, non ce ne siano proprio, e quindi nulla di fondamentale sia stato tralasciato. Ma la struttura è fragile e sbilenca, pronta a crollare al minimo colpo di vento come un castello di carte, mentre la sostanza è del tutto assente. Come già detto prima, il film ha la netta problematica di non aggiungere nulla di importante, quantomeno all'interno della saga cinematografica. A parte i forzatissimi tentativi di strappare un sorriso, riuscendoci peraltro solo di rado, le varie situazioni che erano andate a crearsi nel corso del secondo film restano praticamente immutate e perpetuate per buona parte della pellicola. "Sposami", "non sposami", "amami", "non amami", "trasformami", "non trasformami" e via dicendo, si va avanti così per circa un'ora e mezza, tappando i vari buchi che vengono inevitabilmente a crearsi con eventi paradossali e discorsi ai limiti del ridicolo. Una piattezza tale di temi e contenuti da poter fare invidia addirittura alla tavola della cena di Trimalcione.

Dovendo riassumere brevemente la trama, e se non volete degli spoiler gratuiti vi consiglio di saltare a pié pari questo paragrafetto, verrebbero fuori poche righe striminzite e deprimenti: novanta e passa minuti di vuoto totale, finché non inizia uno scontro confusionario e privo di senso logico che crea disordini ed incoerenze, semmai ce ne fosse bisogno, con quanto accaduto nei capitoli precedenti. Fino a quando non finisce praticamente allo stesso modo di "New Moon", solo che stavolta i protagonisti hanno deciso anche la data del matrimonio.
Si, se nonostante tutto avete continuato a leggere, con l'ultima parte forse vi siete rovinati il finale. Ma credetemi, non c'è molto da rovinare: il film, sempre se può essere definito tale, si rovina già da solo. Sia a livello di struttura che a livello di contenuti.

Perché la struttura, a parte la fragilità già accennata poc'anzi, basa le proprie fondamenta su elementi incerti e sconclusionati, primo fra tutti il montaggio.
"Eclipse" infatti è montato talmente male che le varie scene, come direbbe qualcuno, sembrano attaccate con la sputazza: non c'è concatenazione, non c'è un filo conduttore, si passa dall'acqua bollente a quella gelida come fosse la cosa più normale del mondo, roba da far invidia ad un bagno turco. Un attimo prima siamo immersi in un quasi disperato tentativo di pseudotensione, un attimo dopo ci ritroviamo ad assistere alla comunella di due o più personaggi, che quasi quasi si mettono a raccontare le barzellette di Pierino. Cose da far impallidire persino il latte.
A tutto questo va aggiunta l'incompetenza degli autori, totalmente incapaci anche a far parlare i fatti da soli: in quasi due ore, non vediamo altro che persone che parlano e spiegano cosa stia succedendo, mandando a farsi strabenedire anche l'unico mezzo con cui poter creare un po' di tensione, rendendo il tutto telefonato ed estremamente prevedibile. Certo, va ricordato che la pellicola è destinata principalmente ad un determinato pubblico, e pretendere comprensione probabilmente sarebbe stato troppo. Il livello, in fondo, è sempre molto basso.
Facendo un giretto sul web, e leggendo altre recensioni, si può apprendere della presenza "entusiastica" di flashback all'interno della pellicola, il cui scopo è quello di approfondire meglio determinati personaggi. Certo, i flashback ci sono. Peccato però che siano solo due e con una durata complessiva di una decina scarsa di minuti, realizzati talmente male da sembrare non più di scadenti parodie. Messi in mezzo in maniera forzata, e disuniti rispetto al resto della trama, il fatto che solo ora, dopo ben tre capitoli, vengano approfinditi due personaggi fin a quel momento del tutto irrilevanti e privi di qualsivoglia spessore, lascia perplessi.

Bocciata totalmente insomma la regia di David Slade, che nonostante un discreto talento è più abituato a girare videoclip musicali che lungometraggi, e si vede.
Ma anche la sceneggiatura di Melissa Rosenberg non scherza. Già mediocre in "Twilight" e gravemente insufficiente in "New Moon", in questo "Eclipse" il tutto scade in una melassa melmosa dalla quale è impossibile riuscire a districarsi, ripetutamente percossi dalla noia e da una serie di situazioni e luoghi comuni triti e ritriti, trattati in maniera già eccessiva nei due predecessori e puntualmente riproposti in questo ultimo capitolo. Basti già pensare all'incipit, che sembra ricopiare spudoratamente l'inizio di un episodio di una qualsiasi serie televisiva giovanile di successo.
Impossibile non notare l'assenza pressoché totale di temi, in una storia che antepone il talento alla facilità economica, la passione ad un lapalissiano concentrato di ormoni, e che ha come fulcro un personaggio, Bella, totalmente insignificante ed orfano di qualsivoglia interesse. Il motore degli eventi non è che una ragazza banale, priva di qualità e talento, incapace anche solo di esprimere un sentimento qualsiasi.

Certo, non è che il cast fosse eccezionale. Ma un tale trionfo di mediocrità nell'interpretazione lascia quantomeno alcuni punti interrogativi. Possibile che in giro non ci fosse veramente di meglio? Possibile che quel poco a disposizione fosse talmente poco da non poter essere neanche sfruttato?
Un filo conduttore infatti avvinghia i vari personaggi mettendo in risalto un unico punto in comune: l'apatia.
Il costante disinteresse, l'incapacità di esprimere emozioni e sentimenti, fattori che in "New Moon" erano peculiarità limitata al triangolo degli orrori, vengono stavolta estesi a tutto il cast in maniera indiscriminata, senza risparmiare nessuno.
Particolarmente passiva ed indolente, oltre ai tre protagonisti, è la prestazione del villain della situazione, quella Victoria interpretata dalla pur talentuosa Bryce Dallas Howard. Col suo fallimento, svanisce definitivamente anche l'ultima remota speranza di mettere un pizzico di pepe e di imprevedibilità alla storia, affondando per sempre ritmo e tensione in un baratro senza fondo. Inspiegabile, poi, la presenza di gente all'interno del cast che ha parti di un paio di miseri minuti.

Come non bastasse, il film continua a farsi del male torturandosi con effetti speciali e scenografie di pessima qualità. A parte gli immancabili prati fioriti, cosa più adatta ad un cartone come Heidi che ad una saga cinematografica che ha la sfacciataggine di piazzarsi fra il genere drammatico ed horror, basti pensare alle lampanti sproporzioni dei lupi, per rendersene conto: non poi così dissimili dalle dimensioni di un essere umano in alcuni momenti, grandi e grossi almeno cinque volte Bella in altri. Soprassedendo, fra l'altro, sulla palese farloccaggine della computer grafica: persino in serie televisive di dieci o quindici anni fa riuscivano a fare di meglio.
La traccia musicale è ancora una volta una monotona e deprimente accompagnatrice, riflesso fedele di tutto il film nella sua interezza.

In conclusione, i gusti son personali e nessuno li può criticare. Condivisibili o meno, ci sarà sempre una fetta di persone a cui una cosa piace oppure no.
Fatto sta che, al di là dei gusti, il film è pessimo e non ha nulla di salvabile. Ed arrivati a questo punto, ormai, non ci sono più alibi: i soldi, e tanti, per finanziare la produzione son stati sborsati, la regia ha passato il timone, l'attenzione mediatica c'è pure. Ed un tale turpiloquio è del tutto ingiustificabile: si promettono mari e monti, per poi ritrovarsi un misero scopiazzamento del precedente capitolo. Tra il viso candegginato di Edward ed il torso nudo di Jacob, il quale, evidentemente, non può permettersi l'acquisto di una maglietta, non oso immaginare cosa combineranno col prossimo...

A cura di Raffaele "El Rafko" Sergi

8 commenti:

  1. Io non so come Raffaele trovi lo stomaco di vedersi certe cose.
    A me solo la locandina fa venire da vomitare...

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  2. buuuahahahahahahhha XD

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  3. APPROVED !!!

    Che recensione che stile impareggiabile di el rafko nel demolire un così già scadente film ...l'aspettavo e mi son fatto (anzi mi sto facendo) le mie sonore risate .....che film orribile ...uscendo fuori tema io consiglio un bel A-Team come cura disintossicante da eclipse =) .....saluti Lupin-4

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  4. Grande Rafko, OTTIMA recensione!
    Bel blog, Buta ;)

    Saluti da >>Chery ;)

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  5. Alessandra: Buhahahahahahahahha! (2)

    Grazie per essere passata, Chery! E' un piacere e un onore averti qui! :D

    Lupin, io il film dell'A-Team ancora non l'ho visto però...mi sa di tutto, tranne che dell'A-Team "classico"...Boh! XD

    Anonimo: grazie per essere passato! :D

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  6. Io dico solo che lei, come si chiama, la Stewart (credo), la vedrei bene in una gang bang con me tra i protagonisti!

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  7. A me invece dà l'impressione di gatta morta...Già dalla copertina. Va' che faccia! XD

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  8. e invece vi sbagliate, il successo comico di questo film è micidiale (naturalmente in tutte le scene tranne quelle intese come comiche).
    basti pensare che bella (?) alla fine del film dice: "non era la scelta fra te e giacobbe, ma fra come sono e come dovrei essere"; confermandosi quindi come trota... però filosofa ;D

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