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La (sub)cultura del Manga (2 di 4)

Prendiamo come esempio i manga di Naoki Urasawa.
20th Century Boys, 21st Century Boys e Pluto.
I primi due sono incentrati su temi portanti quali la massoneria, le sette segrete, il cospirazionismo e la teoria del complotto, e la narrazione è sviluppata secondo un meccanismo complesso dove una sapiente alternaza dei piani temporali (presente, flashback e flashforward) la fa da padrone.
Il terzo invece è una riscrittura di un'avventura del celeberrimo Astro Boy - nella fattispecie The World's Strongest Robot, ma vista dagli occhi di uno dei personaggi secondari, Gesicht - dove un robot dal nome Pluto sta uccidendo a uno a uno i Robot più forti (e importanti) del pianeta Terra.

Chi ha letto le opere di Urasawa sa bene che non è possibile liquidarle come "semplice fiction" e "semplice fumetto". Le opere di Urasawa sono qualcosa "di più": i personaggi di 20th Century Boys sono profondi e tridimensionali, mentre i robot e i cyborg sono talmente "romantici" da risultare spesso più umani degli umani stessi.

Tuttavia, secondo il sentimento "comune" (in modo specifico quello italiano, beninteso), accostare la "semplice fiction" di Urasawa a un prodotto culturale completo e complesso (cosa che ovviamente è a tutti gli effetti) è quasi un'eresia, dato che si tratta "solo" un fumetto che punta al divertimento.

Prodotto "subculturale", quindi. Il cui unico scopo è quello di distrarre il lettore per una mezz'oretta.

Cosa alquanto strana, in effetti.
Soprattutto se si pensa a  due grandi libri che, guardacaso, possono essere accomunati alle opere di Urasawa, tanto per i temi trattati quanto per il modo in cui vengono narrati.

Il Pendolo di Foucault di Eco tratta di massoneria, cospirazionismo e di teoria del complotto. E la storia viene narrata tramite la sovrapposizione dei piani temporali e dell'utilizzo di flashback e flashforward. Come in 20th Century Boys e 21st Century Boys.
Ma Il Pendolo di Foucault però produce "cultura".
Cosa che non può fare un manga (sempre secondo il sentimento comune di cui sopra).

E ancora.

Ma gli androidi sognano le pecore elettriche? di Philip Dick.
Un libro che più "etico" non si può, dove gli androidi sono delle copie talmente perfette degli esseri umani, da cominciare a provare sentimenti e risultare decisamente più umani degli umani stessi.
Come in Pluto.
Con la differenza che Pluto è un semplice prodotto finalizzato al divertimento.

Tuttavia, arrivati a questo punto, bisogna aprire una piccola (e doverosa) parentesi.

3 buta-commenti:

  1. Poichè da sempre la lettura di un libro è sempre considerata più seria e più "culturale", di un fumetto (tralasciando il fatto che tu dica che i manga di Urasawa siano letture che puntano al diverimento).
    Da'altra parte un fumetto punta alla fantasia, e l'asseconda con i disegni.
    I libri invece la sviluppano.

    Dubito che un fumetto, per quanto disegnato in maniera stupenda, possa arrivare a far comprendere cose "culturali" come quelle di un libro.
    O perlomeno dubito che abbia una credibilità sul mercato (comunque intendo i "manga". Mi hanno regalato l'odissea in fumetto stile americano/europeo e non era male).

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  2. "Dubito che un fumetto, per quanto disegnato in maniera stupenda, possa arrivare a far comprendere cose "culturali" come quelle di un libro."

    E domani proprio di questo parliamo... :P

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  3. Beh, il ragionamento è più che giusto e me lo son posto molte volte.
    Generalmente, il fumetto, si inizia a collezionare da bambini proprio perché ha un target prettamente infantile-adolescenziale, e qui cito un must come Topolino. Strano però che, rileggendo le storie degli anni '80-'90, non si può non scorgere una velata maturità nei temi affrontati dalle varie storie che vedono protagonisti paperi e topi (addirittura ricordo una storia in cui si racconta il mondo dei senzatetto ma con la dovuta leggerezza del caso e facendo riflettere, cosa che non ti aspetteresti mai da un fumetto per bambini nato per intrattenimento).

    Per quanto riguarda i manga, ci sono alcuni gioiellini in fumetteria e libreria di varia tipo Hiroshima nel paese dei fiori di ciliegio; Black Jack; Monster; Pluto; La storia dei tre Hadolf; La strada di Ryu; La bicicletta rossa; Vite bizzarre di gente eccentrica ecc... che non sono assolutamente inscrivibili nel marasma di lerciume commerciale reperibile in fumetteria, ma bensì sono catalogate come vere e proprie opere letterarie uniche nel loro genere. Purtroppo è un concetto che si acquisisce solo se lo si vive personalmente, far capire a parole la stessa cosa ad un estraneo è altamente demotivante.

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