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La (sub)cultura del Manga (3 di 4)

Valentino ieri ha scritto (e lo ringrazio infinitamente per il commento, che mi da' modo di spiegare al meglio e in modo più semplice il mio punto di vista): [...] la lettura di un libro è sempre considerata più seria e più "culturale", di un fumetto [...].
Dall'altra parte un fumetto punta alla fantasia, e l'asseconda con i disegni.
I libri invece la sviluppano.

Dubito che un fumetto, per quanto disegnato in maniera stupenda, possa arrivare a far comprendere cose "culturali" come quelle di un libro.

Io invece mi pongo in maniera diversa.

Lasciando da parte schifezze inenarrabili (poichè ovviamente esistono anche quelle), penso che tutto ciò che l'uomo riesce a comunicare attraverso forme espressive (cinema, fumetto, musica, letteratura, pittura, scultura, ecc...) che usano un tipo di linguaggio per narrare "qualcosa" si possa chiamare "Arte". E l'Arte è di certo un fenomeno culturale.

Impossibile scindere Arte e Cultura, quindi.

Valentino dice che i libri sviluppano la fantasia, che all'interno del fumetto è solo assecondata dai disegni. Ma secondo me non è affatto così. Proprio perchè letteratura e fumetto sono forme espressive, artistiche e culturali che esprimono qualcosa, è impossibile fare distinzioni vere e proprie e dichiare la superiorità (culturale) di una forma  rispetto ad un'altra.

La letteratura si serve delle parole per "narrare" qualcosa; il fumetto ANCHE dei disegni.
Esistono Graphic Novel che non hanno nulla da invidiare a romanzi "di genere", e non è un caso che il fumetto venga anche definito "letteratura disegnata".
Chi si sognerebbe mai di dire che opere come The Sandman, Watchmen o V per Vendetta non sono annoverabili tra le opera letterarie? Chi si sognerebbe di dire che Shultz, con i Peanuts, non ha fatto Poesia? Chi è che non pensa che From Hell è anche un vero e proprio saggio storico?
Ricordiamoci, tra l'altro, che Watchmen ha vinto anche l'Hugo. Vorrà pur dire qualcosa, no?

Il fumetto quindi produce Cultura in quanto prodotto culturale e mezzo espressivo che si serve di un certo tipo di (meta)linguaggio, che gli permette quindi di essere tranquillamente accomunato e/o paragonato ad alti tipi di produzioni espressive.

Ma ritorniamo alla lettera del ragazzo che definisce il manga "subcultura".

7 commenti:

  1. Non credo che bastino 4 parti per spiegare tutto cio' che definisce un fumetto come prodotto ''subculturale''...
    anche perchè bisognerebbe dare un significato alla parola cultura...perchè non tutti i libri sono ''cultura'' molti sono ''spazzatura'' e il discorso è applicabile ai manga, ai fumetti, al cinema a tutto cio' che viene prodotto dalla mente e dalla fantasia umana...
    io credo che quel ragazzo definesse subculturale un manga non per i suoi contenuti (DB di cultura non ha un granchè è uno shonen che non deve far riflettere ma divertire ed impressionare) ma per il fatto che essendo impostato in una maniera diversa pochi avrebbero saputo apprezzare il prodotto stesso...

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  2. Se penso che io mi sono avvicinato ai classici russi dopo aver letto la trasposizione Graphic Novel di Michele Strogoff su Topolino...

    Assolutamente. Il fumetto è una forma d'Arte e, per questo motivo, è anche una fonte di cultura.
    Oggi l'Arte è stata mercificata e sfruttata per ottenere introiti e, di conseguenza, c'è la tendenza a creare classificazioni semplicistiche. Cinema, pittura, scultura, narrativa, musica e fumetti... in ogni disciplina artistica c'è il prodotto di cultura e il prodotto commerciale.

    Accomunare il fumetto a un prodotto di sub-cultura è inesatto perché non ne osserva tutte le sue sfumature... ed è uno specchio di come il fumetto sia bistrattato nel nostro belpaese dominato da Diabolik e Bonelli (senza per'altro volerli criticare... cito solo il loro predominio commerciale). Le Graphic Novel di manifattura italiana sono abbastanza rare rispetto a quanto accade in Francia e/o nei paesi anglosassoni. Ciò porta ad accomunare il fumetto a una semplice forma di intrattenimento per bambini, dimenticando invece che esistono anche fumetti per adulti (e non parlo di quelli porno!) e fumetti che ricevono premi normalmente riservati alla narrativa.

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    1. E pensare che facevamo GN pure prima degli americani e dei francesi! XD Comunque il fumetto non è più tanto bistrattato da noi. E questo lo si è dovuto anche a Tex Willer! XD Si, ogni tanto è tornata la caccia alle streghe come a tratti negli anni 90 purtroppo, però poi ci sono state e ci sono belle iniziative editoriali da parte di gazzetta, repubblica, corriere...

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    2. "Oggi l'Arte è stata mercificata e sfruttata per ottenere introiti e, di conseguenza, c'è la tendenza a creare classificazioni semplicistiche. Cinema, pittura, scultura, narrativa, musica e fumetti... in ogni disciplina artistica c'è il prodotto di cultura e il prodotto commerciale."

      Già, ma è più facile e pigro dare etichette specifiche.

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  3. Aaaah grazie di avermi rivoltato il commento contro xD.
    Spiego: quello che avevo scritto era, per me, la visione del fumetto in Italia.

    Lo sai come la penso sul disegno rispetto alla trama, e quindi come sul fumetto rispetto al libro.

    Certo che ogni cosa che emana espressività può definirsi ARTE, anche per me (da un semplice collage ad un dipinto rupestre fino anche al murales).
    Penso che in una visione "mondiale", il fumetto sia da qualche anno già annoverato come ARTE (certo dipende dalle opere).

    E l'arte, come la matematica (come dicevo nel primo articolo di questa serie), può considerarsi tranquillamente una cultura. Tutti bene o meno la conosciamo, l'apprezziamo, la usiamo.

    Sì, per me il disegno (anche se lo preferisco allo scritto) asseconda in parte la fantasia.
    Se ci mettiamo a leggere un fumetto, la storia è narrata sia per disegni che per parole. Ci possono essere casi in cui c'è un unica vignetta, dove il personaggio di turno racconta ad altri o al lettore una storia, quindi qui l'autore cerca di far sperimentare di più la fantasia.
    Altri in ugual modo lo fanno con due-tre pagine di solo disegno, i cui movimenti "raccontano", e quindi qui c'è però l'assecondamento per quanto riguarda l'immagine: ovvero che tu sei "legato" a quello che disegna l'autore.

    Poi quoto tutto quello che hai detto sulle opere di Miller e Shultz.

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  4. @Law: è vero, 4 parti sono poche. Ma io non sono nè un critico nè un saggista, posso solo fornire spunti di riflessione e vedere cosa esce fuori.
    Sul fatto che c'è cultura e cultura: verissimo, ma l'ho scritto anche io che certe cose vanno abiurate.
    Mentre su DB, non ci siamo. DB è una miniera di rimandi alla cultura, al folklore e alla mitologia cino/giapponese e orientale. Tutta la prima parte di DB, a cominciare dai suoi protagonisti è un rifacimento dei celeberrimi racconti de "Il viaggio verso occidente", dove il protagonista è lo scimmiotto di pietra, Son Goku.
    Ti potrei citare altri millemila fumetti che prendono spunto o sono rifacimenti di quest'opera popolare, ma mi limito a citarti Saiyuki. :D

    Come vedi, la cultura di un popolo c'entra sempre. ;)

    @Glauco: verissimo e concordo in tutto. Diciamo che è più o meno la conclusione del discorso che volevo fare, e quindi mi hai anticipato.
    In Italia purtroppo non siamo capaci di vedere la "cultura" quando va al di là dei soliti canoni culturali.
    Tutto viene ridotto a mera stronzata. Ed è praticamente quello che diceva Alex sul suo blog nei post sui bohemien. :)

    @Valentino: vittima sacrificale (ride sguaiatamente!).
    Ovviamente sì, anche io parlo tenendo conto solo della situazione italiana. Poi comunque sul resto siamo d'accordissimi! :D

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    1. Quando vidi "Saiyuki" mi chiesi perché uno dei protagonisti si chiamasse anch' egli Goku! XD Vedi anche Lamù comunque! XD

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