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Si parla tanto di editoria a pagamento ma...

...perchè invece non si parla mai delle raccomandazioni editoriali?

Oggi faccio parlare gli altri.

Leggete QUESTO POST.

Poi leggete QUEST'ALTRO POST.

Poi magari leggete QUEST'ALTRO BREVISSIMO POST.

Ora, io di editoria non ne capisco un tubo, francamente nemmeno mi interessa interessarmene (perdonate la cacofonia) e i tre post sicuramente non provano nulla.

Però mi sono capitati sotto gli occhi uno dietro l'altro quasi per caso, e mi hanno fatto riflettere un pochino.

Ultimamente sto avendo il leggerissimo sospetto che se non sei di un certo giro, se non conosci la gente giusta, se non hai raccomandazioni, a meno di non avere una botta di culo grande come una cattedrale (ci sarà pure qualche "fortunato", no? Non credo che uno come Saviano fosse raccomandato, per intenderci), non pubblichi...

E allora mi girano (giusto un po') i coglioni.

Se penso che i 3/4 della roba che ho letto quest'anno (e per questo ringrazio chi ha inventato gli eReader e gli eBook) sono tutte autoproduzioni che niente hanno da invidiare a certe schifezze che si trovano sugli scaffali delle librerie, mi girano davvero i coglioni. Anzi, alcuni autori autoprodotti, a certe merdine pubblicate, secondo il mio modestissimo e ininfluente parere di lettore, non se li vedono proprio.

Soprattutto, proprio in merito a quanto appena scritto, ritornando all'inizio di questo post (sicuramente qualunquista e populista), penso a tutte quelle persone che si stracciano le vesti scagliandosi contro l'editoria a pagamento, in quanto piaga della cultura e del mercato letterario.

Perchè se è vergognoso pubblicare a pagamento, a mio parere è ancor più vergognoso pubblicare in quanto raccomandato.

Perchè chi pubblica a pagamento fa probabilmente una scelta deprecabile; ma l'editore che pubblica un autore in quanto "amico di...", è ancor più deprecabile dell'editore che richiede un contributo.

Perchè l'editore che pubblica un autore raccomandato lo fa sapendo di inondare le librerie con "oggetti" ignobili, ripugnanti e dal dubbio valore letterario; magari a scapito di qualcuno che il talento letterario ce l'ha davvero...

7 commenti:

  1. Perchè la gente non legge e non è capace di scegliere i libri per il loro valore. Scelgono in base al nome, o al tema di cui parla.
    Per cui gli editori pubblicano solo nomi altisonanti, visi fotogenici, romanzi fotocopia... basti pensare che dopo il successo di Stieg Llarsson, sulle scansie delle librerie sono apparsi anche Asa Larsson, Bjorn Larsson e forse anche vattelapesca Larsson.

    Tanto la gente, i libri, li compra per riempire le librerie, visto che i film li scarica dal mulo e la musica è tutta in mp3. Che ci metti nel mobile in salotto? Un bel libro a prendere la polvere, magari con una bella copertina... magari uguale a quella di tutti gli altri libri che ho già preso, così non stona!

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  2. Glauco evidenzia bene il problema.
    Io aggiungo altro: perché in Italia funziona per conoscenza in QUALUNQUE campo. Perché l'editoria dovrebbe fare eccezione?

    In questi quattro anni (ah, se potessi parlare!) ho visto gente che obiettivamente ha zero capacità autoriali venire pubblicata solo perché ha leccato i culi giusti...

    A me non frega nulla, perché non ho alcun interesse a interagire con gli editori, tuttavia il risultato di questa sciagura strategia si vede: qualità dei libri pubblicati in caduta libera!

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    1. Si, però scusa, a me da fastidio quando la gente dice "Ah, se potessi parlare", "Ah, se parlo io" ecc... o uno certe cose se le tiene per se o dice tutto. Le mezze verità sono inutili a mio parere!

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  3. @Glauco: quant'è vero. Proprio l'altro giorno ho sentito un mio amico, che tutto entusiasta esclamava: "Sto leggendo questo giallo di questo svedese (metti nome a caso)! Troppo figo! Gli svedesi con i thriller sono troppo avanti!"

    @Alex: io di cartacei quest'anno come già ti dicevo, ho comprato solo 2 urania e 4 libri. Stop.
    Stiamo sempre là: siamo in Italia. E' quello il problema principale...Che dalla cosa più stupida delle cose fino ai più alti livelli non c'è rispetto e non c'è meritocrazia.

    E per quanto sia un luogo comune, è vera, questa cosa.

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  4. mi sono letto tutto il post su Rossella Rasulo
    giuro che stavo per morire dal ridere.
    sarei quasi tentato di comprare sto libro solo per ridere per le cazzate che scrive.

    l'editoria sta cadendo proprio in basso. buta al tutto il mio sostegno

    concordo anchio con gloutchov: ormai vendere i libri è come vendere un giocattolo: belle copertine, titoli accattivanti, ma contenuti .... lasciamo perdere.

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  5. Sinceramente ci sono rimasto un po' male leggendo tutti i post qui sopra, non perché non sospettassi che ci fossero nepotismi e raccomandazioni nel campo dell'editoria, nemmeno perché non sapessi che ci sono scrittori indegni di tale nome che pubblicano regolarmente, ma perché non mi aspettavo che le due cose a volte fossero unite... Pensavo che gli scrittori di cretinate adolescenziali, come vengono definiti nel secondo post, pubblicassero solamente perché fossero tanti ragazzi talmente tanto idioti da comprare cazzate del genere, basta vedere la moda dei lucchetti attaccati pure ai maroni per giurarsi amore eterno. Seppur ci sono rimasto male, devo dire che molte cose adesso riportano e non mi sembrano così tanto strane...
    Inoltre ci tengo a dire che concordo in pieno con Gloutchov e a malincuore credo di essere anche io tutt'ora, o almeno di esserlo stato in passato, uno di quelli che legge per nomi e titoli altisonanti, basti pensare che mi sono approcciato alla lettura in modo continuo soltanto grazie al nome che si è fatto nel tempo Sherlock Holmes...

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