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Romanzo Criminale - La Serie 2

Lo dico?
Lo dico!

Il miglior telefilm italiano mai prodotto, girato e interpretato.
Talmente ben prodotto, ben girato e ben interpretato (insomma, talmente"cool") che la HBO s'è comprata i diritti e lo manderà in onda negli USA.

Mica cazzi e fichi.

Sarà dura, ora che è finita la seconda (e ultima T__T) stagione di Romanzo Criminale, ritornare a quella merda fictionaria italiana fatta di Cesaroidi, Medici sui Coglioni, Carabicchieri e Casi di Coscenza 9 (rigorosamente senza "i" per sottolineare l'elettroencefalogramma piatto della fiction italiota).

10 episodi, che si sommano ai 12 della prima stagione.
10 episodi stupendi, che ti tengono incollato allo schermo, e che hanno l'unico difetto che, prima o dopo, arrivano alla conclusione.
Un capolavoro assoluto, senza se e senza ma, ventata di aria fresca nei polmoni rachitici del modo di fare telefilm qui da noi.

Ma Romanzo Criminale - La serie 2 è questo e altro ancora.
Non è una semplice e fedele trasposizione della seconda e terza parte romanzo. E non è nemmeno un remake del buonissimo film diretto da Michele Placido. E' qualcosa di nuovo, che reinventa e riscrive questa "mitologia" criminale ideata da Giancarlo De Cataldo che prende spunto dai fatti e dagli uomini che componevano la celeberrima (e terribile) "Banda della Magliana".

La seconda stagione parte esattamente dove si concludeva la prima. Il Libanese è stato ammazzato sotto casa, e la banda ora è costretta a fare i conti prima con i suoi assassini, e poi con sè stessa e con la sua lenta (e inesorabile) disgregazione.

I personaggi sono estremamente fedeli alla loro controparte cartacea (e bisogna solo applaudire a come Stefano Sollima, il regista, abbia fatto lavorare l'intero cast facendo emergere soprattutto la psicologia di ogni singolo personaggio [principale e/o secondario che fosse, basta vedere l'evoluzione del Dandi, il sottile lavoro di introspezione del Freddo o la voglia di vendetta del Bufalo]), ma il punto forte della serie è lo stravolgimento adottato nei confronti della trama del romanzo. Stravolgimento che non ha fatto altro che bene alla serie, che pur rimanendo nei binari del "plot" originale, ne ha guadagnato in suspance e tensione narrativa (basta pensare a chi, nella serie, ha assassinato il Libanese, alla puntata del rapimento del Freddo, il personaggio di Donatella (re)inventato ex-novo o al modo in cui la banda sembra ritornare unita dopo la faccenda del Sardo).

Ripeto e ribadisco: capolavoro assoluto.
Non lasciatevelo sfuggire.
Sarebbe un delitto imperdonabile.

11 commenti:

  1. Appena ho visto gli ultimi minuti dell'ultimo episodio stavo per tirare la tv giù dal terrazzo. -_-

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  2. questo dimostra che quando prendi degli attori veri (questa è tutta gente diplomata nelle accademie di arte drammatica), il prodotto è di ottima qualità.

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  3. si è vero il cast è bello trucido come si conviene. stasera lo inizio.

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  4. @Valentino: dovresti provare a leggerti il romanzo. ^_^
    @Anonimo: verissimo. Se i produttori capissero che investendo bene, e investendo in gente di qualità, si ha per forza di cose un prodotto di qualità...Ma in Italia mi sa che il discorso è più ampio. I migliori telefilm da noi sono "di nicchia".
    Questo RC 2, sarà sicuramente trasmesso in chiaro a orari clandestini...

    @emiliano: poi mi fai sapere che ne pensi delle due stagioni. ^_^

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  5. Non ho visto questa fiction (del resto non ne vedo mai, o quasi) però avevo visto il film, ed era talmente valido (salvo qualche debolezza qua e là) che non sembrava nemmeno un film italiano.
    Comunque ammetto che quando si parla di malavita USA i film li vedo senza problemi, se si parla di casa nostra (la Magliana, Vallanzasca) diventa un po' complicato.
    Forse preferirei che si alludesse a fatti realmente accaduti solo per "larghe metafore", comunque il problema non è che facciamo TV e cinema spettacolarizzando il crimine, il problema è che il crimine non lo si combatte abbastanza.

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  6. @Bruno: io invece penso che più se ne sa, meglio è. La fiction (in qualunque sua forma) può essere un buon punto e spunto di partenza (per chi ne usufruisce) per l'approfondimento di "temi scottanti".

    Al di là della fiction, per esempio, Romanzo Criminale, può dare lo spunto per approfondire i rapporti tra potere criminale, poteri occulti, servizi deviati e massoneria. E non è un caso che la maggior parte dei "misteri italiani" sia concentrato proprio in quegli anni là...

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  7. è vero che quando si toccano certi argomenti c'è sempre il rischio di fare un prodotto apologetico.

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  8. ma anche no, l'apologia involontaria io non l'ho mai vista. la fai se vuoi farla. altrimenti è facile: ti scegli un buon cast di facce da culo vere lontane dai soliti trend, lasci perdere compromessi morali, retoriche farlocche e provincialismi col sogno proibito di vendere all'estero e hai un prodotto per lo meno competente.

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  9. ciao sommo sono filippo

    ho iniziato a guardarlo perchè incuriosito dalle critiche positive e devo devo dire che sono giustificate assai :)effettivamente, anche se non sono un amanet del settore, wow, mi ha veramente "rapito" :)


    c'è solo il solito problema...come faccio a seguirmi una serie pervaso per tutto il tempo dalla convinzione che alla fine i personaggi a cui ti leghi moriranno/verranno arrestati dal superpoliziotto?

    nn volendo svelare come finirà questa, hai mica qualche serie/film da consigliarmi (da vedere successivamente ovviamente) che non finisca come tutte ovvero con la vittoria della polizia? sono un po' scarso del settore...

    thanks :)

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