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Saint Seiya: The Lost Canvas

Ogni 250 anni circa, il dio degli Inferi, Ade, si reincarna nell'essere più puro del mondo e si risveglia dal suo sonno temporaneo. Intenzionato a sprofondare il mondo in un'oscurità eterna, con l'aiuto delle sue armate di spettri, scatena puntualmente una nuova Guerra Sacra..

Alla dea Atena e ai suoi Cavalieri è affidato il compito di contrastare i piani di Ade.

"I Cavalieri dello Zodiaco" è di sicuro uno dei massimi cartoni di culto degli anni '80, assieme a Ken il Guerriero. Il manga è sempre stato un buon shonen di combattimento, e così come la sua controparte animata, è uno dei cult della produzione manga nipponica.

Così, l'autore, Masami Kurumada, ha deciso di ritornare sul luogo del misfatto, narrandoci gli eventi della Guerra Sacra precedente alla serie "classica". Un vero e proprio prequel, dove i protagonisti principali - per fortuna - non sono gli stramaledetti e onnipresenti "bronzini" (Pegasus, Dragone, Phoenix, Cigno e Andromeda), ma i Cavalieri d'Oro e tutti i soldati del Grande Tempio.

Un occhio di riguardo al cavaliere di Pegaso ovviamente c'è (dato che dall'alba dei tempi, per un non si sa bene quale gran colpo di culo, sembra essere sempre l'unico che riesce in qualche modo a malmenare Ade), ma per fortuna Tenma non è spocchioso, egocentrico e pseudonnipotente come "il classico" Seiya/Pegasus.
Anzi, eccezion fatta per un paio di scontri "fortunosi", in genere, durante i combattimenti, viene sconfitto in quattro e quattr'otto.

The Lost Canvas è un manga non eccelso, ma abbastanza gradevole. Il disegno, affidato alla mangaka Shiori Teshirogi, è (a mio parere) di gran lunga migliore di quello di Kurumada-sensei (sebbene risulti un pò confusionaria nei combattimenti).

La trama è essenziale (e forse a tratti anche banale), ed è caratterizzata quel tanto che basta per far andare avanti la narrazione. L'adattamento dei dialoghi talvolta è molto "aulico", e ricorda tanto l'anime "classico" in italiano.

La pecca più grave, a mio avviso, è la non caratterizzazione grafica dei personaggi, in tutto e per tutto identici alle loro controparti "classiche" e future. Sebbene abbiano tutti caratteristiche psicologiche e caratteriali differenti, è effettivamente una cosa che può dare fastidio. Così come può far storcere il naso la decisione di aver italianizzato il nome dei colpi segreti.

Nonostante queste pecche, comunque, The Lost Canvas è un manga molto leggero che si gusta con piacere.
Ed è un fumetto che i fan della serie classica non dovrebbero farsi sfuggire (quantunque conoscano già l'esito della Guerra Sacra narrata).

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L'eroe Sommobuta!


Non so voi, ma a me, a prescindere dal mio alter-ego "sommobuta", questo disegno ad opera di Dario Moccia piace proprio parecchio!

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Pokerino? No, grazie!

Non so voi, ma io li odio, i cookie traccianti.
Quei malefici, piccoli file che tracciano la tua navigazione su internet. E che a tradimento, ti aprono finestre di pop-up a josa.
Il più irritante? Quello del pokerino. Non perchè non sappia giocare a poker o a carte.
E' proprio la faccia di cazzo culo del tipo che mi sta sugli zebedei...
Devo trovare un modo per levarmelo dalle scatole. Non lo sopporto.
E' troppo irritante!

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Segnalazione: quando Superman si trasforma in...Dylan Dog?

A dir poco inquietante.
In America stanno girando un film su Dylan Dog. A interpretarlo, sarà Brendon Routh, l'interprete di Superman Returns.

Io rimango perplesso e non so cosa aspettarmi. Come fumetto, Dylan Dog è bello che andato già da un pezzo. Come trasposizione cinematrografica, il vecchio "DellaMorte DellaMore" era praticamente Dylan Dog. Con l'unico personaggio "degno" di interpretarlo, Rupert Everett - dato che il personaggio di Sclavi è stato creato a immagine e somiglianza dell'attore inglese.
Che dire? Speriamo in bene...

QUI potete leggere cosa ne penso dell'ultimo Dylan Dog letto.
QUI trovate la pagina della produzione del film,. Dead of Night.

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Il Viagra della Mente 2.0

Il Viagra delle Mente 1.0 va in pensione.
Lo sostituisce Il Viagra della Mente 2.0. Contenti? Come sarebbe a dire: "Non ce ne può fregare di meno?"
Mah...Utenti ingrati!
Come potete vedere questa nuova versione è molto più minimalista. La vecchia era un luna-park. Questo è più "tranquillo" e funzionale. A sinistra, come potete vedere, c'è il corpo del blog. Sulla destra, le 2 colonne.
Pratico, semplice e intuitivo.
O No?

Ps: Si ringrazia vivamente Raffaele per il solito supporto in termini di "banner".

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Avatar: quando il pattume viene definito "capolavoro"



Avatar.
Tutti ne parlano, tutti l’acclamano. Tutti lo ritengono il film del millennio.
E’ stupendo!”, “E’ bellissimo!”, “Anch’io vorrei andare a vivere su Pandora!”.
A parte il fatto che, come ha detto Deborah alla fine della pellicola, anch’io non baratterei mai la mia “simpatica” città con un posto tipo Pandora pieno di mostri che ti saltano addosso a ogni centimetro, e non sacrificherei per nulla al mondo il mio letto per un’amaca di merda dove dormire. Ma poi davvero è tutto questo capolavoro il film di Cameron?
A mio giudizio, no.

Il tanto decantato 3d non è niente di che. Bastava togliersi un momento gli occhialini per accorgersi che i protagonisti in primo piano erano nitidi (come in una normale pellicola) e solo gli sfondi erano solo un pò sfocati. Ho visto fin’ora quattro o cinque film in 3d, ed erano tutti molto meglio di Avatar (su tutti, “A Christmas Carol”, un vero gioiello). Ma anche solo il trailer di Alice di Burton, dove il Gatto con gli Stivali ti viene addosso, dà l’idea di come si debba fare un 3d coi controBIP. Al che mi è venuto un dubbio atroce: vuoi vedere che il film di Cameron sia stato adattato per il 3d (ovviamente per farci più soldini possibili), e non girato appositamente per questo nuovo tipo di tecnologia? Francamente non lo so. Ma se l’inizio della lavorazione per la realizzazione grafica è risalente a quattro anni fa, è probabile.

Come film di fantascienza (sempre se lo possiamo definire film di fantascienza) è pessimo. Certamente è migliore rispetto a brutture partorite ultimamente (mi viene in mente, su tutti, quello schifo di Terminator Salvation), ma in fin dei conti, grafica a parte, che ha di bello questo film? Boh.

Qualcuno potrebbe dire: ha una grafica stupenda e un’ambientazione fantastica. Di certo il mondo di Pandora è variegato, colorato, fantasioso. Ma non ci ho visto un pizzico di originalità. Non basta cambiare un muso e aumentare le zampe di un cavallo per “trasformarlo” e farmi dire “Guarda che cosa si sono inventati!”, così come non basta prendere pterodattili a casaccio, modificarne le dimensioni e i colori e aggiungerci diverse paia di occhi in più per farmi stupire. Insomma, non c’è niente che mi dia un senso di “alieno”.

Stesso discorso per i Na’vì. Vedere pseudo felini/mezze scimmie-umanoidi di colore blu puffo, non mi suscita affatto quel “sense of wonder” che un film del genere dovrebbe aspirare a suscitarmi. Ma forse è colpa mia che sono troppo esigente. Chi lo sa. Pandora è sì un buon mondo di base (ho trovato buona l’idea dell’interconnettività dei suoi abitanti con il pianeta “vivo”), ma eccezion fatta per questo particolare, in fin dei conti, anche l’ambientazione non è niente di che.

E questi erano i lati positivi che ho riscontrato.

Le noti dolenti? Tante. Troppe. La trama ha dei buchi pazzeschi che sono un insulto e una presa in giro all’intelligenza. Senza contare che i primi trequarti d’ora sono stati (per me) di una noia mortale. Una puntata di SuperQuark al confronto con la prima parte di Avatar è la Divina Commedia dei documentari ambientalistici. Perché la prima parte di Avatar è un documentario noiosissimo e senza un briciolo di azione. Né più, né meno.

Ma andiamo a snocciolare i buchi sopra citati.

Una considerazione a casaccio però, se me lo consentite.
Guardate questo video.

Copia, di copia, di copia.

Ecco le prime cinque parole che mi sono venute in mente per definire Avatar: copia, di copia, di copia, di copia, di copia.
L’ultima “fatica” di Cameron scopiazza senza pensarci due volte da un sacco di film. Scopiazza da “L’ultimo samurai”, scopiazza da “Soldato Blu”, scopiazza da “Pocahontas”, scopiazza da “Balla coi lupi”, scopiazza da “Un uomo chiamato cavallo”, scopiazza un po’ anche da “Full Metal Jacket” (il colonnello è la copia sputata per aspetto e caratterizzazione al sergente maggiore Hartman) e, soprattutto, per l’idea di base dell’avatar, scopiazza, senza problemi, “Matrix”. Addittura, oltre alla storia (quasi identica) scopiazza anche un cartone: Ferngully. Potete vedere su youtube. C’è una scena in cui dei bulldozzer abbattono degli alberi sacri alle fate del posto. Vi giuro, la scena è IDENTICA a quella di Avatar.
Coincidenze? Chi lo sa. Forse sì, forse no.
Alcuni li chiamerebbero omaggi”. Io li considero veri e propri plagi.

NB: a me non infastidisce la riproposizione di temi già trattati. Sono stati fatti migliaia di film sugli stessi, identici temi (la libertà, la pace, la fratellanza, la guerra, l’ecologia, ecc…). Quindi non mi danno fastidio affatto. Però, quando una copia di copie di copie come Avatar assurge al rango di capolavoro…Beh, mi girano un po’ i coglioni (scusate il francesismo).

Senza ribadire per la 12414423423434 volta la trama (che ormai conoscono anche i sassi), andiamo a snocciolare i numerosi buchi che questo film ha.

1)- Il minerale presente su Pandora. E’ la causa di tutto e, praticamente, il motore immobile che muove tutti i fatti che accadono nel film. Sebbene possa anche sorvolare sul fatto che non ci viene detto a cosa serve (in fondo, se ci pensiamo bene, in Pulp Fiction avviene quasi la stessa cosa: il motore del film è la valigetta, del contenuto della quale non sappiamo nulla), non posso sorvolare sul come viene scatenata una guerra. Quando ci viene presentato il minerale, viene detto che il più grande giacimento nel raggio di 200 km (e sottolineo nel raggio di 200 km) si trova sotto l’Albero casa dei Na’vì.
Col senno di poi mi sono fatto un calcolo. Un giacimento di un “qualcosa” nel raggio di 200 km è una distanza ridicola. 200 km è più o meno la distanza Roma-Napoli. Quindi volendo proprio sboronare, uno dei maggiori giacimenti di minerale del pianeta è presente in una zona grande più o meno come il sud Italia.
Ma si badi bene: uno dei maggiori giacimenti. Non il maggiore. Con quelle contro azzo di attrezzature che hanno i terrestri, possibile che in un pianeta (grande quanto? Non si sa, ma essendoci diverse tribù sparse al di là degli oceani – come si evince poi nella pellicola – sarà almeno quanto l’Europa e l’Asia ?) non ci siano altri grandi giacimenti? Inverosimile. Bastava spostarsi un po’ per estrarre il minerale e si evitava una guerra.

2)- Il rapporto umani-Na’vì. Ma dove s’è mai visto che un invasore alieno venuto per ciucciare via le risorse del pianeta stringe rapporti di amicizia con gli invasi? Per fare un esempio sciocco, sarebbe stato come se gli alieni di Indipendence Day avessero cominciato a fare “ciao ciao” con la manina ai terrestri.
E per fare un esempio lampante e storico, nel ‘500 si è avuta il più grande genocidio mai visto sulla terra: tutte le civiltà precolombiane sono state distrutte; così come nell’800, gli Indiani d’America sono stati decimati e costretti a vivere in riserve. Quindi no, il rapporto è totalmente inverosimile e non giustifica la bonarietà degli scienziati. Bonarietà che se invece vogliamo giustificare, porta dritti dritti alle falle del punto

3)- Gli Avatar. Cameron fa un film dove uno dei punti nodali è l’utilizzo di questi Avatar, e il loro funzionamento non viene spiegato per niente - eccezion fatto per delle spiegazioni che non convincerebbero un bambino di 3 anni. In soldoni, sappiamo che l’Avatar Na’vì è un corpo sviluppato e progettato unendo cellule Na’Vì con cellule umane. E che quindi, attraverso uno “spostamento neuronale” (perdonatemi il termine improprio) che avviene appositamente tramite una specie di bara iper-tecnologica, chi ha donato le sue cellule è capace di “manovrare” l’avatar di turno, impersonandolo in tutto e per tutto. A parte lo scopiazzamento già citato di Matrix (a cui hanno scopiazzato anche i Mecha in dotazione all’esercito), non sappiamo nient’altro di questi corpi Avatar. Non si capisce soprattutto una cosa fondamentalissima: se muore l’avatar, muore anche chi lo manovra? Probabilmente no, dato che lo scienziato sparato durante la battaglia finale in veste di Avatar si risveglia senza un graffio. O forse sì, dato che tendenzialmente, senza il proprio cervello e la propria coscienza si muore. Non si sa. Mistero della fede.

E ancora:

4)- Ritornando al rapporto umani-Na’vì di cui sopra. Dietro un’impresa del genere ci saranno interessi colossali, oltre che megaditte e corporazioni gigantesche. Quando queste si pongono un obiettivo, se ne sbattono se devono licenziare persone, abbattere quartieri o sterminare popolazioni. E qui entrano in scena le peggiori falle dell’intera pellicola. Una megacorporazione che deve estrarre un minerale di vitale importanza, se ne infischia dei nativi alieni. Li distrugge, i nativi alieni. Pianificando la distruzione. Il che vuol dire «buttiamo bombe atomiche a gogò “andò coglio, coglio”.»
Altro esempio stupido: foresta amazzonica. Per l’industria della carta e del legname, vengono abbattuti migliaia di alberi al giorno. Le popolazioni indigene non ci stanno? Le ammazzano. Fine della storia.
E’ inverosimile che un esercito come quello terrestre non nuclearizzi la zona di Pandora dove ci sono i Na’vì per appropriarsi del minerale. Anzi, è ridicolo. Sarebbe la soluzione più semplice, rapida e indolore per i terrestri. E invece no…Il film continua con due “battaglie” che hanno dell’ignobile anche solo per il loro svolgimento e per le loro motivazioni.

5)- Battaglia 1: gli umani decidono di abbattere l’Alberone-Casa. A parte il fatto che anche il più pirla dei pirla SA quanto sia rischioso per un velivolo di guerra volare basso (come fanno gli elicotteri nel primo attacco e come faranno anche nel secondo, SIGH – ma poi ci ritorniamo - ), ho trovato (ancora una volta) inverosimile la “diserzione” di Ana Lucia e come sia stata gestita la faccenda (ok, non mi ricordo il nome dell’attrice nel film, né quello veritiero: ma in Lost era Ana Lucia, e così la chiamo io). Umanità? Forse. Le diserzioni sul campo di battaglia esistono e sono documentate storicamente. Inverosimile però è il fatto che dopo una diserzione in azione, Ana Lucia se ne possa andare a zonzo per la base militare – e a liberare gli scienziati imprigionati -. Le regole di guerra stabiliscono che per la diserzione c’è la detenzione (in attesa del processo), e addirittura la morte.

6)- Gli scienziati scappano con l’aiuto di Ana Lucia. C’è una scena in cui si vede l’elicottero scappare e il colonnello sparare all’impazzata in direzione del velivolo prima con un mitra, poi con una pistola. Interessante vedere come i proiettili non lasciano nemmeno un graffio sulla fusoliera e sui vetri. Spettacolare (da vomito) vedere come mezz’ora dopo, gli stessi velivoli siano abbattuti e trapassati da frecce e lance.

7)- Battaglia 2: sei in guerra, in territorio ostile. E che fai? Voli (di nuovo) basso e radente con elicotteri, aerei e (SIGH) uno SHUTTLE. UNO SHUTTLE. Ora: se i sistemi di puntamento dell’elicottero tra le fronde NON FUNZIONANO, tu, imbecille di un colonello, puoi fare solo due cose: o comandi a una ventina di megaruspe di spianarti la strada (e non ci sarebbero stati rinoceronti-martello che sarebbe stato in grado di fare loro un graffio) e tiri poi dritto con gli elicotteri; oppure rimani nello spazio col tuo beneamato SHUTTLE pieno di armi e bombe, e dall’alto, grazie a un sistema satellitare che colpirebbe il culo di El Rafko dagli anelli di Saturno fino a casa sua, fai piovere bombe. Tante bombe. Infinite bombe. Ecco come si conduce una guerra normale. Ma evidentemente, Cameron non lo sa (o non se lo ricorda più, dato che una volta ha scritto e diretto una genialata quale i 2 terminator). E in Terminator, di guerre aeree Skynet se ne intendeva. Così come la resistenza se ne intendeva di guerriglia. Il che mi porta dritto al punto

8)- Sempre Battaglia 2: i Na’Vì in guerra. Ma come? Il protagonista, proprio lui, asserisce che hanno il vantaggio di giocare in casa, e che tra fronde, alberi e quant’altro potrebbero far tranquillamente scattare trappole a go-gò e azioni di guerriglia spettacolari…e questi che fanno? ATTACCANO DIRETTAMENTE DI FRONTE! Un suicidio praticamente. Avrebbero fatto meglio a consegnare l’Albero Casa senza storie, prendere il primo Shuttle disponibile e trasferirsi su Namecc. Invece c’è il colpo di scena finale…

9)- Un deus ex machina come quello del finale del film è una presa per culo sotto tutti i punti di vista. Che tristezza. Quando l’esercito terrestre attacca, il pianeta, per la sua stessa incolumità e sopravvivenza (dato che è un organismo vivo e quasi senziente) avrebbe subito dovuto mandargli contro rinoceronti, dobermann e pterodattili. Così sarebbe stato impeccabile. I Na’vì invece vincono senza aver fatto una beneamata mazza. E non perché hanno dimostrato di essere superiori sul campo. Vincono perché sono “i buoni”. Di nuovo, che tristezza infinita.

10)- Ci sarebbero altre millemila cose da dire. Dal perché insensato dei Na’vì che accolgono il protagonista, fino alle reazioni isteriche dei militari che un momento prima permettono agli scienziati di “connettersi” agli avatar, un momento dopo li disattivano, il momento dopo ancora li fanno di nuovo connettere. Boh…

Detto ciò, ribadisco di nuovo: per me Avatar non è affatto un capolavoro. I capolavori si vedono dai dettagli e Avatar pecca non solo in quelli, ma soprattutto nelle trame e nelle dinamiche macroscopiche.
E a chi mi viene a dire che in un film (definito capolavoro, eh!) la trama non è importante, e che non bisogna assolutamente fossilizzarsi sui meri aspetti della sceneggiatura (abominevole, in questo film)…forse di film non ne capisce un granchè.

A dirla tutta però, bisogna ammettere che Avatar non è proprio da buttare nell’immondizia. Come scritto all’inizio non raggiunge aborti orripilanti come il già citato Terminator Salvation, o quella ciofeca dei due film dei Fantastici Quattro.

Al costo di 11 euro, con degli occhialetti schifosissimi e sporchissimi (se sei fortunato di trovare il biglietto, ovviamente), puoi immergerti in un mero caleidoscopio di colori messi a caso, che il marketing più sfrenato ha assurto a livello di “capolavoro”.
Che culo. 
Che culo smodato.

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Paranormal Activity


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Il Conte di Montecristo


Ebbene sì. L'ho comperato di nuovo.
"Il Conte di Montecristo" non poteva mancare nella mia biblioteca personale.
Avrei potuto scaricarlo e inserirlo nel lettore eBook, certo.
Ma questo è uno di quei libri che si è obbligati a tenere. Volenti o nolenti.

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Un posto dove andiamo tutti, prima o poi...

Un posto dove siamo destinati tutti ad andare, prima o poi...

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Lost Stagione 6

Siete pronti a ritornare sull'isola?

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