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Iliade - Omero

L'Iliade non è un libro. E' IL libro.
E' IL poema epico (assieme all'Odissea) per eccellenza, senza nulla togliere alla pur bellissima epica orientale. Ma la "nostra" mitologia è di un altro pianeta, e le opere di Omero sono di un sublime unico.

Se da piccolo sbavavo leggendo questa versione per bimbi, e crescendo mi sono cecato (e un po' scervellato) dietro l'edizione in endecasillabi sciolti dell'intramontabile Monti, adesso sto rileggendo l'opera immortale nell'edizione in prosa di Maria Grazia Ciani.

La cercavo da tempo, e finalmente l'ho trovata (assieme, per fortuna, all'Odissea).
Si è aperto un (nuovo) mondo, sto (ri)scoprendo una nuova Iliade, sto rivalutando alcuni personaggi e, soprattutto, mi sto (ri)accorgendo che ciò che ti insegnano a scuola sull'opera omerica è per lo più un'immane cazzata.

Soprattutto, così come durante la lettura de La vita nuova di Dante, mi sto facendo un sacco di risate.

Achille che corre a piangere dalla mamma come un poppante a cui hanno rubato il giocattolo è da Oscar. Così com'è da Oscar il fatto che l'ira del Pelide Achille che infiniti lutti addusse agli Achei è solo la punta dell'iceberg e un piccolo pretesto.

Se gli Achei, eccezion fatta di pochi, sparuti atti di coraggio individuali, vengono ramazzati per circa venti canti dai Troiani, è solo colpa di Achille. Ma non perchè si è ritirato dalla battaglia a causa di Agamennone che gli ha fottuto (in tutti i sensi) la bella Briseide; ma perchè l'eroe "piè veloce" è andato a piagnucolare dalla mamma, la quale, da baldracca qual era (così si portava all'epoca), ha fatto rivalere i suoi diritti di amante su Zeus, intercedendo per il figlio, e convincendo il sommo Cronide a dar forza ai Troiani, a fargli uccidere quanti più Achei possibili, dimodochè si trovassero in una condizione tanto disperata da andare alla tenda del Pelide in lacrime, e chiedergli di ritornare a combattere.

Sublime.

Anche nell'antichità vincevano il nepotismo, la bastardaggine, la mignottocrazia e la raccomandazione.

2 commenti:

  1. Questo post all'epoca mi sfuggì.
    Che dire? Sono fra coloro i quali non hanno mai trovato tempo di leggere un'opera di tale portata, forse perché appunto studiandola (male) a scuola si dà per scontato di conoscerla già, ma questa versione in prosa mi incuriosisce molto. Come sempre, THX Buta!

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  2. anch'io, per qualche assurda ragione, devo essermi perso questo post...che dire...da bambino mio nonno mi raccontava l'iliade e l'odissea invece delle favole "classiche"...ci sognavo un casino: per me erano le mie favole e, tutt'ora, non riesco a pensare a nessuna storia più bella e cazzuta...e, si, mi ha dato parecchio al cazzo studiarle a scuola legate in quei maledetti endecasillabi senza senso...ma bisogna studiare Monti oppure Omero?!..ah, ostinato e ottuso mondo dell'istruzione!!!

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