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Horror in salsa Harmony (o il contrario, a vostra scelta)

Ne aveva già accennato Alex sul suo blog qualche tempo fa.
Buffo constatare come tutto il mondo sia paese (o come Mondadori/La Feltrinelli di Milano sia uguale a quella di Napoli). Ma in effetti "una volta non facevano pile di merda così alte".

Alla Feltrinelli di Piazza dei Martiri qui a Napoli, al piano inferiore, c'è uno scaffale - o meglio, un tavolone enorme - con tanto di indicatore che segnala il settore: quello Horror.

Il guaio è che di Horror c'è ben poco. E quel poco che c'è (leggasi King e Lovecraft) è all' altezza della suola della scarpa, seminascosto tra "Diario di un vampiro mai nato" e "Cronaca Emo(globina): come Dracula azzannò i Tokio Hotel".
Il settore Horror è tutto, meno che Horror: ci sono quintali di volumi "vampireschi" impilati l'uno sull'altro dalle copertine sgargianti e colorate che niente hanno a che vedere con i vampiri "classici".

Se ne si prende uno a caso, ci troveremo di fronte a due trame "standard".
1)- Jolanda ama Tafrazzo e si strugge per lui. Tafrazzo però è un vampiro fikissimo che non può andare contro le leggi del clan vampiresco che impedirebbe il loro amore.
NB: Tafrazzo ha 434523646 anni, ma fa il liceo Classico, veste abiti stracciati e parla, anzi monosillaba, come il peggior analfabeta nonostante dovesse conoscere a menadito tutti i linguaggi possibili e immaginabili.

2)- Tafrazzo è il vampiro più fiko del liceo (vedi sopra). Un nugolo di ragazzine gli corre dietro, ma la più infoiata è tale Jolanda. In realtà a Tafrazzo non importa nulla delle umane, poichè lui è innamorato di Nocturnia, la figlia del capoclan vampiresco. La quale, a sua volta, è innamorata di Josè Zannardilo detto "Caninho", vampiro brasiliano appena approdato in città per un viaggio di piacere.
Segue quadriangolo amoroso, dove "Caninho" a sua volta rimane invaghito di Jolanda. Il tutto raccontato tramite i diari dei quattro protagonisti.

Il quadro è sconfortante.
Non tanto per 'sti libri (ognuno è libero di leggere ciò che vuole e a priori non si esclude nulla), quanto per il "male" arrecato al genere letterario "horror". Io non sono un esperto in materia, e non ho mai fatto letture approfondite del genere (non vado oltre Dracula, Frankenstein [se lo possiamo considerare horror], i racconti di Lovecraft, un paio di libri di King e qualche altra cosa "mista"), ma definire "horror" questi libri che sono praticamente degli harmony è un insulto all'intelligenza di chi ama il genere (e non solo).

E ancora più avvilente è vedere mamme e papà comprare questa roba per i figli perchè "meglio che legge questo che niente".

Ps: dopo aver gettato un occhio al bancone horror, dopo aver constatato che di "Provaci ancora, Vlad" e de "I canini della nonna" ce n'erano almeno trenta copie, mi sono recato al bancone delle informazioni.
"Scusi, avete I vermi conquistatori di Brian Keene?", domando fiducioso.
L'addetta alle informazioni mi guarda come se avessi detto una bestemmia.
"Chi, scusi?"
"Brian Keene, I Vermi Conquistatori. E' un libro horror uscito da poco. L'editore è Edizioni XII."
L'addetta mi guarda corrugando la fronte e socchiudendo gli occhi.
"Edizioni XII? Mai sentito...", dice, con aria di sufficienza. Poi, quasi come se mi stesse facendo un favore e nel frattempo stesse compiendo uno sforzo disumano continua: "Vabbè, controlliamo sul computer. Com'è che si chiama?"
Dico per la terza volta titolo del libro e nome dell'autore, facendo lo spelling di "Keene". L'addetta digita qualcosa sulla tastiera, poi scuote la testa.
"Mi dispiace, ma non c'è. Ma sei sicuro che esista questo libro?"

Per la cronaca, Brian Keene è solo uno dei più importanti autori horror del mondo.
Da noi, è stato appena tradotto e pubblicato. Ma in libreria non si trova, e il libro ho dovuto ordinarlo direttamente dal sito della casa editrice.
Le somme tiratele voi...

3 commenti:

  1. Veramente desolante... mi hai fatto venire in mente quando, da ragazzino, giravo per le librerie di Roma alla ricerca di Neuromante di Gibson, allora appena uscito... non riuscivo a trovarlo... allora l'ho ordinato, passo in libreria tutti i santi giorni per vedere se era arrivato. Spazientito un giorno il libraio mi rispose, "No, non è arrivato. E' di fantascienza, no? Vai lì su quello scaffale che è pieno di libri di fantascienza, tanto uno vale l'altro!". Non ci ho più messo piede...

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  2. Mai come in questo periodo storico mi verrebbe voglia di rispolverare i sani, vecchi roghi di libri.
    Ok, ok, lo so che non si fa, però...

    E poi vogliamo parlare dell'ignoranza di chi lavora nei megastore?

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  3. @JL: Bentrovato! :D
    Sì, anche io ho avuto una disavventura simile in una libreria e in una fumetteria. E mi ricollego al discorso di Alex: ormai ci lavorano persone che non hanno la più pallida idea di cosa "la libreria" vende...

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