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Gitarella infruttuosa agli scavi di Ercolano

Poco meno di un mese fa, approfittando del "martedì culturale", non avendo prenotato in tempo per la visita notturna agli scavi di Pompei, ci siamo avventurati ad Ercolano per andare a vedere i "fratellini minori" dell'unica città romana conservata in modo completo che esiste al mondo.
A parte il fatto che siamo arrivati con un ritardo allucinante (dovevamo arrivare intorno alle 20, siamo arrivati tipo alle 21:30), a parte il fatto che, come testimonia l'esilarante(?) video ci siamo persi col navigatore satellitare facendo 3 volte la stessa identica strada, e ci siamo ritrovati in luoghi sconosciuti, isolati e male illuminati con un tipo che si stava, diciamo così, si stava "ingraziando" una simpatica nera in pose non proprio lecite, siamo arrivati a questi fatidici scavi salvo poi rimanerne tremendamente delusi.

Pensavo che avremmo fatto una passeggiata attraverso l'area archeologica opportunamente illuminata (magari da fiaccole per dare agli scavi un'aura suggestiva), invece l'unica cosa che si poteva fare era percorrere questa lunga piattaforma che sovrastava gli scavi, guardare gli edifici e i monumenti dall'alto (pochissimo illuminati), e fare un giro in questo minimuseo interno, il cui unico reperto era la chiglia di questa nave romana distrutta (la cui importanza però è da non sottovalutare poichè testimonia che al tempo dei Romani ad Ercolano c'era il mare). Tempo della visita, andando moooooooooolto a rilento, scattando un bel po' di foto e girando il museo: 20 minuti scarsi.

Una tristezza infinita.
Una vera e propria gitarella infruttuosa agli scavi di Ercolano. Da evitare spassionatamente, peggio della peste.

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