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La pirateria digitale non intacca il sistema

Sono sempre stato un piccolo pirata digitale.
Scarico film e telefilm, scrocco libri e musica, produco (nel mio piccolo) con la collaborazione di alcuni amici le scan di uno dei manga più seguiti in assoluto, eccetera eccetera.
Sono consapevole di quello che faccio, e penso che la condivisione libera dei file (e della conoscenza in generale) sia una cosa più che giusta e sacrosanta.

Ho sempre creduto (e continuo ad esserne fermamente convinto) che scaricare film e telefilm, scroccare libri e leggere aggratis fumetti da questo o quel portale non produca enormi danni al "sistema".
E ho sempre creduto molto poco alle majors quando snocciolano dati in perdita e dicono: "A causa della pirateria abbiamo perso centinaia di migliaia di dollari/euro".
Tradotto in cifre "stupide", è come se io avessi 20 euro in spiccioli e avessi perso 50 centesimi per strada.

In genere, chi pirata un "file" in modo consapevole, sa perfettamente cosa sta facendo.
Si sta appropriando di qualcosa in modo "illegale" per il proprio divertimento o tornaconto personale.

Però.

Per quanto mi riguarda (e so che molti di voi lettori del Viagra della Mente la pensate come me), ho sempre piratato ciò che al 99% non avrei mai comprato.
I miei soldini vengono impiegati per supportare "l'arte" che più mi piace e più mi aggrada.
Sempre nel mio piccolo, s'intende.
Ma penso sia giusto tirare fuori la "moneta sonante" se il prodotto che abbiamo di fronte è uno di quelli che, secondo il proprio giudizio personale, merita.

E da qui il discorso che facevo sopra, ovvero quello che la pirateria non intacca il "sistema".

Volendo fare di nuovo un discorso molto stupido, e prendendo come esempio il "problema" delle scan dei fumetti (già affrontato QUI), sono convinto che il 90% dei ragazzi che leggono fumetti aggratis, scroccandoli e scaricandoli da questo o quel sito, sono gli stessi che MAI e poi MAI avrebbero comprato quello stesso fumetto che hanno letto in modo gratuito.

Con la conseguenza che, in termine di vendite e di ricavi, la casa editrice del fumetto o dei fumetti in questione non può parlare di calo delle vendite, nè dare la colpa al fenomeno delle scan, perchè comunque certi prodotti una persona non li avrebbe mai e poi mai acquistati.

Come sapete, e come vi ho già scritto, io sono di quelli che se una cosa piace, la compra.
Senza farsi problemi.
Ho piratato entrambe le serie di Romanzo Criminale, ma non appena ho visto il cofanetto della prima stagione a 20 euro, l'ho comprato senza pensarci due volte. E sto già aspettando con ansia l'uscita di un eventuale cofanetto di Game of Thrones.
Giusto per dirne una...

Oppure.

L'altro giorno il mio eMule ha scaricato in versione ePub "I Traditori" di De Cataldo. Ma so che non lo leggerò mai sull'eReader. Perchè è uno di quei libri che prima o poi comprerò. Perchè lo voglio avere nella mia biblioteca. Nonostante il prezzo del romanzo sia un buco nello stomaco.

E allora ecco che la pirateria digitale non intacca il sistema, non gli fa perdere soldi, e diventa anzi un incentivo per far conoscere un certo prodotto.
Prodotto che un appassionato, comprerà ugualmente in quanto appassionato.

10 commenti:

  1. Ciccio Coniglio9 giugno 2011 18:19

    Sono daccordo con te su tutta la linea. Anche io scarico il mondo intero dalla rete, ma tutto quello che mi piace e che mi appassiona lo compro. Ho una libreria piena di fumetti e nell'epoca dei CD ne ho comprati tantissimi ed ora continuo a comprarli digitalmente. Sicuramente la quantità di roba piratata supera abbondantemente l'originale ma credo che ormai sia inevitabile e penso che l'unico modo per eliminare, o meglio far diminuire, la pirateria sia, la solita e banale frase, ridurre i prezzi.

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  2. sono e non sono d'accordo con te. Da una parte è vero che molti fumetti e anime non li avrei mai comprati, però non tutti sono così "nobili" di spirito. Quanti amici ho sentito dire: "non vedo l'ora che esca questo film su internet per vederlo!!!". Il punto è che con gli impianti e le televisioni grandi la funzione del cinema si perde e gli amici preferiscono passare una serata a casa risparmiando quei soldi (per quanto pochi). Non credo che la pirateria faccia tutto questo danno (considerando che spesso fanno pubblicità stessa al prodotto), però non penso che la maggior parte dei "pirati" abbia questa nobiltà d'animo come noi collezionisti!

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  3. Premetto, senza ipocrisia, che anch'io mi avvalgo delle scans ottime che il vostro sito offre. E non compro One Piece che invece avrei comprato se non lo avessi in quest'altra forma.
    Ma ho delle domande da porti, senza alcun intento provocatorio.
    Sono sicuro che per tenere e gestire un sito occorre sostenere delle spese.
    La mia domanda è se riesci a trarre del profitto considerando che il tuo sito ha un numero notevole di visite. E se il profitto che ne trai non ne sottrae ad autori e case editrici ecc (nel mio caso sì, visto che non acquisto la copia di One Piece).
    La mia seconda valutazione è questa: spesso, politicamente parlando, hai valorizzato politici come De Magistris che hanno fatto della legalità la loro bandiera. Il gestire un sito che comunque offre un servizio che, diciamolo fuori dai enti, è illegale (vedasi servizio presente su uno dei siti più importanti di informazione manga-anime-giappone, che non citerò per correttezza), non è in palese contraddizione con la politica che vorresti?

    Daniele

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  4. Sono d'accordo, la frase finale è quella che penso sempre io quando mi si presenta la questione, come nell'ultima puntata di nanodaTV.

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  5. @Daniele: bella domanda!

    Sul profitto: "purtroppo" (sì, lo metto tra virgolette XD) no, non ci ricaviamo.

    Abbiamo i banner di adsense, che se volessimo, ci permetterebbero di monetizzare, ma noi personalmente non ci guadagnamo, perchè gli introiti dei nostri se li intasca direttamente google. Sono banner pre-impostati già presenti nel template di base di blogger che ho lavorato.

    Insomma, noi mettiamo a disposizione spazio pubblicitario, e google ci "premia" tenendoci alti in classifica e posizionandoci in maniera ottimale(giusto per dirne una, prova a fare una ricerca scan one piece e vedi cosa esce fuori). ;)

    Anche perchè per guadagnarci, e guadagnare cifre "elevate", servirebbe comunque un traffico talmente elevato (centinaia di migliaia di visitatori al giorno) che noi nemmeno ci sognamo.

    Immagino comunque che la domanda sia "figlia" del video di Nanoda. ;)

    Sul secondo punto: non saprei cosa risponderti.
    Se mi sento un "criminale" o un "fuorilegge" per aver tradotto ed editato i capitoli di One Piece ti rispondo di no. :)

    Sinceramente non penso che chi fa scan o sub intacchi comunque il sistema come dicevo nel post.

    Fa(cciamo) qualcosa di illegale, ok.
    Ma non credo che se io traduco ed edito un fumetto faccio del male a qualcuno. O quantomeno, non rubo milioni di euro a scapito dei contribuenti. ^_^

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  6. Sommo, il tuo ragionamento si applica perfettamente ai mercati in cui l'utente acquista effettivamente (fisicamente) un bene (fumetto,CD,DVD), e quindi il valore aggiunto dell'oggetto fisico unito a una maggiore qualità (bitrate, carta stampata, etc.) non può essere sostituito dal semplice accesso al contenuto online. Purtroppo però questo discorso non vale assolutamente quando si parla di servizi, ex. CINEMA o noleggio DVD. Personalmente ho un sacco di amici che non vanno più al cinema visto che possono tranquillamente guardare un film in qualità decente online dopo pochi giorni dall'uscita nei cinema. E per quanto riguarda il noleggio DVD, beh, basta guardare al caso Blockbuster. E qui non si parla di 50 centesimi su 20 euro, qui si parla di bancarotta!

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  7. Sono d'accordo sul crollo del settore inerente il noleggio dvd che ha di fatto distrutto quella fetta di mercato. Non sono d'accordo sul cinema.

    Per quello che vedo - dato che io e Deborah andiamo anche abbastanza spesso - cinema vuoti non ne abbiamo mai visti. Si dice che c'è crisi nel settore, ma per quanto mi riguarda, questa crisi non la vedo e i cinema continuano a essere sempre pieni. :)

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  8. Ps: una precisazione. Penso che la pirateria abbia influito, ma non sia stata la causa principale del crollo del settore del videonoleggio.

    Nel corso degli anni, i prezzi di lettori dvd e degli stessi dvd si è drasticamente abbassato fino a diventare abbastanza popolare. Insomma, a parte le nuove uscite, in genere i dvd si trovano tranquillamente tra i 7 e i 10 euro ormai.

    Ovviamente, se io devo spendere 5 euro per fittarmi un dvd da Blockbuster, preferisco spenderne 10 e comprarmelo direttamente... :)

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  9. Blockbuster non ha saputo innovarsi e stare al passo coi tempi, infatti ora vuole buttarsi sui servizi digitali.

    Io vedo una cosa... Compro molti videogiochi... Un tempo come "scusa dei prezzi elevati" si diceva che erano per i vari supporti ottici... Ora ci sono Steam, Origin e compagnia bella ma i prezzi all'uscita del videogame è sempre sui 49 o 59 € mentre un battlefield 3 che ho comprato fisico su amazon.it l'ho pagato 41€ mentre digitale su origin era a 50... Ora... Perchè i prezzi sono ancora tali? Come mai invece nel mondo del cinema a lamentarsi son sempre major che partoriscono solo flop? La pirateria può essere un danno e può non esserlo, ma sono certo, che se usassero prezzi degni e non se ne approfittasseo in ogni settore (9€ per vedersi un film al cinema è assurdo)la pirateria non scomparirebbe ma calerebbe notevolmente...

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  10. sono d'accordo con la pirateria ma non con le tue motivazioni.
    quella di uno che legge in scan il manga che non comprerebbe mai è una menata.
    uno il manga che non comprerebbe mai non lo legge e punto.
    uno scarica la roba che gli piace, mica sta a perdere tempo.

    sono però favorevole alla pirateria come rappresaglia sociale, chiamiamola così.
    mi riferisco con questo termine bizzarro a tutta una serie di situazioni in cui il fruitore si appropria di un prodotto in modo illegale quando per vie legali quel prodotto non lo potrebbe avere.
    spiego meglio: anni fa Francesco Dimitri scrisse un libro intitolato Pan. l'editore pur avendo per le mani un gran libro lo pubblicizzò poco, ne stampò un numero molto esiguo di copie e finì per renderlo introvabile nel giro di pochi mesi dall'uscita.
    il libro successivo Francesco lo ha scritto per Salani e a tanta della gente che lo ha conosciuto così è nato il desiderio di recuperare le sue opere precedenti. era il periodo in cui si stavano affermando gli ebook reader e una copia digitale del libro non esisteva, sempre per via delle politiche editoriali discutibili della castelvecchi.
    qualche fan ne realizzò una versione piratata, Francesco lo venne a sapere (gli stessi fan glie la sottoposero) e lui applaudì alla cosa: questo perchè per vie legali quel prodotto non si poteva ottenere.
    lui disse che la copia piratata di Pan gli aveva addotto più benefici che altro perchè aveva aiutato a farlo conoscere e a diffondere il libro là dove non era riuscito ad arrivare.
    alchè Francesco tentò l'impresa bizzarra: autoprodusse l'ebook legale e lo mise in vendita su Amazon al prezzo più basso consentito dalla piattaforma. l'iniziativa pagò e la gente comprò il libro, dimostrando che in effetti il fruitore non è il peggior nemico dell'editore, sempre pronto a frodare alla prima occasione.

    ecco, a questo tipo di pirateria sono favorevole io!
    laddove un prodotto non mi viene offerto per vie legali, io me lo procuro per vie meno legali. ben inteso, se me lo offrissero per vie legali naturalmente lo comprerei.
    metti caso che per esempio possiedo il libro del signore degli anelli e devo andare in vacanza. il libro pesa un sacco ed è ingombrante, sicchè me lo voglio leggere in ebook.
    dato che però ce l'ho in quattro edizioni diverse (e questo sono io) e tra tutte ci avrò speso almeno una settantina di euro, sinceramente non mi va di spenderne altre 15 per un prodotto che ho già abbondantemente comprato legalmente. lì scarico.
    prendi l'esempio di un manga: voglio leggere naruto sull'ebook reader perchè non ho posto in casa per mettere i manga.
    la panini me lo propone l'ebook di naruto? no. e allora me lo prendo io.

    sono pro pirateria anche quando si tratta di difendersi dalle fregature: la stessa guida ebook della lonely planet che su amazon italia costa 18 euro e su amazon uk ne costa 3 è una di quelle cose che ti fa girare il cazzo.
    il cofanetto del telefilm che arriva con anni di ritardo rispetto all'uscita, magari pure tradotto male e con un prezzo almeno doppo rispetto all'edizione inglese mi spiace ma io me lo scarico, che non aspetto due anni per vedermi l'ultima puntata di doctor who in inglese.

    questa è la pirateria tollerabile

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