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L'Uomo Tigre e l'opposizione politica in Italia

L'Uomo Tigre (Tigermask) - al secolo Naoto Date - è uno dei personaggi più carismatici, conosciuti e significativi dell'animazione nipponica.
La sua storia è un vero e proprio cult, un inno al riscatto personale e sociale (a mio avviso) ineguagliabile: orfano nel poverissimo Giappone post bellico, Naoto Date vuole diventare "forte come una tigre".
Per realizzare il suo sogno, si sottopone ai peggiori allenamenti possibili e immaginabili presso un'organizzazione clandestina di lotta denominata "Tana delle Tigri", che forgia i migliori combattenti del mondo e che lucra su un giro di scommesse a sua volta clandestino grazie all'intermediazione di manager spietati, corrotti e senza scrupoli.

Una volta cresciuto, Naoto Date diviene uno dei più forti lottatori di wrestling del mondo. Tutti lo conoscono come Uomo Tigre, anche se il soprannome che la gente gli ha affibbiato a causa della violenza e delle scorrettezze che compie nel corso dei combattimenti è "Demone Giallo".

Sarà l'incontro con gli orfanelli e con gli ex-compagni di orfanotrofio che si prendono cura di loro a far cambiare l'Uomo Tigre e a trasformarlo in un campione vero, votato alla giustizia, che fa beneficenza devolvendo (in maniera anonima) i suoi incassi agli orfanotrofi di tutto il mondo, e che ha come obiettivo quello di distruggere una volta e per sempre Tana delle Tigri, che sfrutta ragazzini e orfani (com'era lui un tempo) per i suoi loschi affari.

Sul suo cammino, l'Uomo Tigre affronta tutti i migliori combattenti che Tana delle Tigri gli manda incontro per sconfiggerlo, e lo fa combattendo lealmente, a differenza dei suoi avversari, quasi sempre scorretti, meschini e ultraviolentissimi.

Per avere la meglio sui suoi nemici, l'Uomo Tigre si sottopone ad allenamenti durissimi, inventa ben due supermosse, e grazie alla tenacia con cui resiste alle provocazioni e alle scorrettezze dei lottatori di Tana delle Tigri, diventa ben presto il beniamino del pubblico.

Ci sono delle eccezioni, però: quando l'Uomo Tigre combatte con coloro che sono ai vertici di Tana delle Tigri, non può permettersi di combattere in modo leale, e deve tornare a essere quel "Demone Giallo" che tutti detestavano.
Il perchè è presto detto: i leader di Tana delle Tigri non rispettanoi regolamenti, sono estremamente scorretti e violenti, e sferrano colpi proibiti.
Nonostante i buoni propositi, per vincere e raggiungere il suo scopo, l'Uomo Tigre è costretto quindi a scendere al loro livello, per non soccombere e per non gettare al vento tutti i sacrifici fatti. Sa che combattere scorrettamente è sbagliato, ma sa anche che è l'unico modo per giocarsela alla pari con i suoi peggiori avversari.
Soprattutto, sa bene che la gente, in un modo o nell'altro, non solo capirà questa sua scelta, ma lo perdonerà perchè ha agito per il bene di tutti.

Ecco, l'opposizione in Italia dovrebbe prendere esempio dall'Uomo Tigre e fare allo stesso modo.
Quando il partito di maggioranza gioca sempre e comunque in modo scorretto, cambiando le carte in tavola e le regole del gioco a partita inoltrata, l'opposizione dovrebbe fare altrettanto.
Non ha senso continuare a lottare seguendo le regole, quando l'avversario - sistematicamente - è scorretto, violento, e sferra colpi proibiti.
Anche perchè la partita in gioco, in questo preciso momento storico/politico, è veramente alta.
E il prezzo del gioco - ovviamente - lo paghiamo tutti noi.



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L'inutilità del manifestare (in Italia)

Ricordo che al liceo le manifestazioni erano un "pretesto" buono per non fare lezione.
"Manifestiamo contro la guerra in Iraq!"
"Manifestiamo contro le leggi vergogna e ad personam di Berlusconi!" (eh, sì, già all'epoca)
"Manifestiamo per la legalizzazione di Qui, Quo e Qua"

...e così via.
Roba inutile, insomma.
E pretestuosa.

In tutti questi anni continuo ad avere, nei confronti delle manifestazioni, lo stesso identico atteggiamento. Le trovo inutili. E pretestuose.
Ditemi che senso ha manifestare a  favore della dignità donna (quel "Se non ora, quando?").
Ditemi che senso ha manifestare per la salvaguardia della Costituzione.
Ditemi che senso ha manifestare contro le leggi vergogna e ad-personam volute dal premier.

Ve lo dico io: non ha senso.
Inutile quindi girarci intorno: le manifestazioni in Italia (e sottolineo in Italia) non servo a un emerito *****

E sapete perchè?
Perchè sono autoreferenziali.

Scendi in piazza un giorno, manifesti "contro" qualcosa.
E poi?
Il Buio assoluto.
Il nulla più totale.
Tante belle parole, tanto fiato sprecato. Il giorno dopo la manifestazione è di nuovo tutto uguale, tutto immobile, tutto cristallizato.

Mica come in Francia o in Inghilterra, che se una legge non sta bene ai cittadini, questi scendono in piazza e manifestano ogni santo giorno bloccando un intero paese fino a che il governo non è costretto a ritirare la legge in questione.

Qua da noi no.
Manifestare è solo un modo per mondarsi l'anima e dire "io ho la coscienza (civica) politica".
Niente di meno, niente di più.
Tanto poi non cambia mai nulla...

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Horror in salsa Harmony (o il contrario, a vostra scelta)

Ne aveva già accennato Alex sul suo blog qualche tempo fa.
Buffo constatare come tutto il mondo sia paese (o come Mondadori/La Feltrinelli di Milano sia uguale a quella di Napoli). Ma in effetti "una volta non facevano pile di merda così alte".

Alla Feltrinelli di Piazza dei Martiri qui a Napoli, al piano inferiore, c'è uno scaffale - o meglio, un tavolone enorme - con tanto di indicatore che segnala il settore: quello Horror.

Il guaio è che di Horror c'è ben poco. E quel poco che c'è (leggasi King e Lovecraft) è all' altezza della suola della scarpa, seminascosto tra "Diario di un vampiro mai nato" e "Cronaca Emo(globina): come Dracula azzannò i Tokio Hotel".
Il settore Horror è tutto, meno che Horror: ci sono quintali di volumi "vampireschi" impilati l'uno sull'altro dalle copertine sgargianti e colorate che niente hanno a che vedere con i vampiri "classici".

Se ne si prende uno a caso, ci troveremo di fronte a due trame "standard".
1)- Jolanda ama Tafrazzo e si strugge per lui. Tafrazzo però è un vampiro fikissimo che non può andare contro le leggi del clan vampiresco che impedirebbe il loro amore.
NB: Tafrazzo ha 434523646 anni, ma fa il liceo Classico, veste abiti stracciati e parla, anzi monosillaba, come il peggior analfabeta nonostante dovesse conoscere a menadito tutti i linguaggi possibili e immaginabili.

2)- Tafrazzo è il vampiro più fiko del liceo (vedi sopra). Un nugolo di ragazzine gli corre dietro, ma la più infoiata è tale Jolanda. In realtà a Tafrazzo non importa nulla delle umane, poichè lui è innamorato di Nocturnia, la figlia del capoclan vampiresco. La quale, a sua volta, è innamorata di Josè Zannardilo detto "Caninho", vampiro brasiliano appena approdato in città per un viaggio di piacere.
Segue quadriangolo amoroso, dove "Caninho" a sua volta rimane invaghito di Jolanda. Il tutto raccontato tramite i diari dei quattro protagonisti.

Il quadro è sconfortante.
Non tanto per 'sti libri (ognuno è libero di leggere ciò che vuole e a priori non si esclude nulla), quanto per il "male" arrecato al genere letterario "horror". Io non sono un esperto in materia, e non ho mai fatto letture approfondite del genere (non vado oltre Dracula, Frankenstein [se lo possiamo considerare horror], i racconti di Lovecraft, un paio di libri di King e qualche altra cosa "mista"), ma definire "horror" questi libri che sono praticamente degli harmony è un insulto all'intelligenza di chi ama il genere (e non solo).

E ancora più avvilente è vedere mamme e papà comprare questa roba per i figli perchè "meglio che legge questo che niente".

Ps: dopo aver gettato un occhio al bancone horror, dopo aver constatato che di "Provaci ancora, Vlad" e de "I canini della nonna" ce n'erano almeno trenta copie, mi sono recato al bancone delle informazioni.
"Scusi, avete I vermi conquistatori di Brian Keene?", domando fiducioso.
L'addetta alle informazioni mi guarda come se avessi detto una bestemmia.
"Chi, scusi?"
"Brian Keene, I Vermi Conquistatori. E' un libro horror uscito da poco. L'editore è Edizioni XII."
L'addetta mi guarda corrugando la fronte e socchiudendo gli occhi.
"Edizioni XII? Mai sentito...", dice, con aria di sufficienza. Poi, quasi come se mi stesse facendo un favore e nel frattempo stesse compiendo uno sforzo disumano continua: "Vabbè, controlliamo sul computer. Com'è che si chiama?"
Dico per la terza volta titolo del libro e nome dell'autore, facendo lo spelling di "Keene". L'addetta digita qualcosa sulla tastiera, poi scuote la testa.
"Mi dispiace, ma non c'è. Ma sei sicuro che esista questo libro?"

Per la cronaca, Brian Keene è solo uno dei più importanti autori horror del mondo.
Da noi, è stato appena tradotto e pubblicato. Ma in libreria non si trova, e il libro ho dovuto ordinarlo direttamente dal sito della casa editrice.
Le somme tiratele voi...

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La volgarità ha un costo: 20 euro

Ieri, davanti al Palazzo di Giustizia di Milano, una folla oceanica di 50 persone ha voluto dare tutto il suo appoggio fisico (il più delle volte rifatto) e morale al Premier Silvio Berlusconi, che si è presentato per l'udienza preliminare per il processo Mediatrade.
Costo dell'operazione: 20 euro + panino (a supporter).
Tanto costa svergognarsi pubblicamente, al giorno d'oggi.
Senza contare che la folla oceanica che si vede nel video è composta da uomini e donne finti, veri e propri pupazzi di plastica che non hanno nulla da dire se gli si pone una domanda, che parlano e pensano (se pensano) per sentito dire e per luoghi comuni, e il cui avversario politico è sempre e solo "il comunista".
Terribile.
E inquietante.

Ps: la penso anch'io come il ragazzo che tiene in mano lo striscione "Bentornato! Dentro ti stanno aspettando."
Queste apparizioni di Berlusconi ai tribunali mi sanno di "campagna elettorale", che il premier potrà usare come tornaconto personale nel momento opportuno dicendo che nonostante abbia molto da fare, riesce a trovare il tempo di andare a farsi processare, poichè non ha nulla da nascondere e i giudici (ovviamente comunisti) ce l'hanno con lui...

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Non lasciarmi

Una donna ricorda il suo passato, quando assieme agli amici Ruth e Tommy ha trascorso l'infanzia in una scuola apparentemente idilliaca, isolata nelle campagne inglesi senza nessun contatto o conoscenza del mondo esterno. Ormai adulti, i tre amici si riuniscono per affrontare gli oscuri segreti sepolti nel loro comune passato, scoprendo che non sono altro che dei cloni, nati e cresciuti al solo scopo di fornire organi per i trapianti.
da Wikipedia

Potenziale sprecato.
Ecco cosa si può dire di questo film.
Tanto, tanto potenziale eccellente andato sprecato per una pellicola noiosa, che alla fine della visione - sbadigli a parte - non lascia niente allo spettatore (se non la rabbia di aver buttato 8 euro al cinema).

Non ho idea di come sia il libro di Kazuo Ishiguro da cui il film è tratto (sebbene abbia letto recensioni più che lusinghiere), ma il film è piuttosto bruttino.
Sembra un compitino stiracchiato che rasenta la sufficienza.
Niente di meno, niente di più.

La regia è banale, e il montaggio è orripilante.
Non c'è pathos, non c'è suspence, non c'è preparazione alle scene importanti.
La scena in cui la maestra dell'istituto dice ai bimbi che sono dei cloni è inserita a caso tra una scena e l'altra.
E il film scorre via così, tra scene inutili, noiose e parti (che dovrebbero essere) importanti messe alla rinfusa.

Un vero peccato, perchè dal trailer il film sembrava essere buono e il potenziale per essere un film buono, come detto sopra, c'era.
Non lasciarmi è ambientato in mondo ucronico/distopico dove alla fine della Seconda Guerra Mondiale la scienza ha fatto passi da gigante e dove, grazie ai sorprendenti progressi in campo medico, l'aspettativa di vita supera abbondantemente i 100 anni.
Si è addirittura così "avanti" che ci sono veri e propri allevamenti di cloni, il cui unico scopo di vita è quello di "donare" i propri organi ed essere dei pezzi di ricambio per malati di cancro o altre malattie.

La pellicola però è focalizzata sulla storia di questi tre cloni, e sulle loro vite.
Ma, in tutta franchezza, la loro storia è piatta, monotona e banale.

Demerito di una sceneggiatura che non è stata capace di far emergere il lato "etico" che probabilmente emerge nel romanzo?
Forse.

Sta di fatto che, come direbbe il buon Renè Ferretti, i tre protagonisti recitano a cazzo di cane, hanno la stessa identica espressione per tutta la durata del film, e non creano empatia con lo spettatore.
Anzi, per dirla tutta, li si prenderebbe volentieri a calcagnate sulle gengive.

Evitate, se potete.

E magari, se volete recuperare qualcosa a tema, riguardatevi "The Island". Che sarà sicuramente un'americanata di quelle da guardare a cervello spento, ma per lo meno non ti fa sbadigliare...

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L'eccezione

Se, per esempio, gli 8.000 Comuni italiani facessero come il quartiere di Bagnoli nel Comune di Napoli, dove la raccolta differenziata porta a porta è arrivata alla strabiliante cifra del 91%, nel 2020 l'Italia potrebbe essere un paese a rifiuti 0.
[Rainews 24]

Napoli è famosa nel mondo, oltre che per i suoi luoghi (stra)comuni - quali pizza e mandolino (cit.) - per la monnezza. E' un luogo bellissimo e inutile (cit.), dove le contraddizioni la fanno da padrone.

Un paio di volte, qui sul Viagra della Mente, avevo già parlato di come il mio quartiere fosse spettacolare nel suo essere "eccezione" all'interno della città simbolo della spazzatura.
A Bagnoli, problemi di "monnezza", non ne abbiamo più.

Ecco la contraddizione: la capitale della monnezza che ha al suo interno il quartiere più virtuoso d'Italia per quanto riguarda la raccolta differenziata e lo smaltimento dei rifiuti.

Quando in televisione vedete cumuli di spazzatura arrivare al secondo piano e ostruire per chilometri strade e vicoli, qui, da noi, le strade sono linde e pulite.
Perchè qui si fa la raccolta differenziata porta a porta.
E si fa come comanda Iddio.
E funziona.

Tutti, grandi e piccini, bambini, adulti e anziani hanno imparato a farla.
Ci sono giornate preposte al ritiro di carta, plastica e umido, e l'indifferenziato, se i materiali di cui sopra vengono "divisi", è davvero molto poco.

Essendo cresciuto in Piemonte, dove la differenziata si è sempre fatta, per me era ed è un'abitudine dividere i materiali da buttare.
Ma se nel giro di un paio di giorni s'è abituata pure mia nonna, che "questa pratica del riciclaggio" non l'ha mai adottata, significa che riciclare è "veramente 'na strunzata"!
Anzi, dopo due anni, è diventata quello che lo fa meglio, in famiglia.

E siamo a Napoli, eh.
La capitale della monnezza.

I dati della differenziata a Bagnoli sono eclatanti. E tutta la spazzatura riciclata viene prontamente comprata da decine di aziende che la riutilizzano. Un'Italia sostenibile è dunque possibile.
Basta solo un po' di buona volontà.

E da voi? Si fa la differenziata?

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Libri usati? Fuck Yeah!

Ieri ho comprato i primi due libri dell'anno.
L.A. Confidential di James Ellroy e Il Camorrista, di Giuseppe Marrazzo.
Entrambi usati, scovati su una bella bancarella piena zeppa di volumi invitanti.
Costo complessivo dell'operazione: 2 euro.

Sono stati anche i primi libri che ho comprato quest'anno. L'anno scorso ne ho comperati solo 4. Gli altri libri, mi sono stati regalati tutti da Deborah (anche se, lo sapete, la maggior parte delle letture l'ho fatta sull'eReader).

L.A. Confidential e Il Camorrista sono entrambi in condizioni molto buone.
Il primo è un'edizione del 2005, cartonata. Ha le pagine un pochetto ingiallite e l'angolo inferiore della copertina giusto un po' sbucciato. Ma tant'è.

Il secondo, invece, è in condizioni pressochè perfette. Ed è una prima edizione. Mi sono meravigliato pure io, sinceramente. Sono stato più e più volte sul punto di comprarlo in libreria, poi per un motivo o per un altro desistevo sempre. Ho fatto bene ad aspettare.
Prima edizione, ad 1 euro.
Un affare.

Coi libri usati ho sempre avuto un rapporto di odio/amore.
Molto spesso, sulle bancarelle, si trovano o ottimi libri, o prodotti "dozzinali".
Devo dire che questa volta sono stato fortunato: ottima bancarella, ottimi libri.

E voi? Acquistate mai libri (o fumetti, o film) su bancarelle dell'usato? E avete mai scoperto delle vere e proprie "perle"?

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Il peggior videogame mai creato: Gioventù Ribelle

Gioventù Ribelle.
A detta di tutti doveva essere "il videogame dell'anno", quello che avrebbe dovuto far spalancare la bocca per l'incredulità ai videogiocatori di tutto il mondo, la perla italiana del mondo videoludico, un prodotto tanto eccelso da essere addirittura utilizzato per commemorare i 150 dell'Unità d'Italia.

In effetti, è stato il videogioco dell'anno: il peggior videogioco dell'anno.
Fa spalancare la bocca per l'incredulità ai videogiocatori di tutto il mondo, che non riescono a fare a meno di domandarsi come sia stato possibile sviluppare una merda (scusate il francesismo) come quella.
Altro che prodotto eccelso! E' un prodotto di (uhm, merda l'ho già detto, vero?)...

Il gioco sarebbe dovuto essere il fiore all'occhiello e la punta di diamante dei programmatori di videogames in Italia. Era stato decantato come il vanto della produzione italiana, che avrebbe presto fatto faville in tutto il mondo.

Il problema è che il "gioco" fa acqua da tutte le parti.
Il motore grafico è vecchio, la grafica stessa è antidiluviana, le textures sono obsolete e il gioco ha così tanti difetti e così tanti bug che la domanda che ronza in tesa mentre lo si gioca è: "Perchè mi sto facendo così del male?"

Il bello (o il brutto) è che in giro per il mondo, nei siti e nei forum specializzati, ci stanno prendendo per il culo per questo obbrobrio.
Soprattutto perchè si è scoperto che Gioventù Ribelle,

[...]Un progetto nato per affermare il Made in Italy nel mercato videoludico mondiale. (cit)

"Un videogioco 3D di nuova generazione*, realizzato dai migliori game designer italiani." (cit.)

"Un’opera che può dimostrare che un gioco italiano può competere coi grandi titoli internazionali*, realizzata a costo zero."(cit.)

altro non è che una tesi di laurea di 8 ragazzi, realizzata in circa due settimane...

Ma sapete che vi dico?
Lascio direttamente la parola a Gioventù Ribelle, che potete scaricare (se lo volete), QUI.
Tra l'altro, sapete fino a qualche tempo fa cosa c'era scritto sul bottoncino al posto di "Scarica il gioco"?
DAWNLOAD

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La Foto della Settimana: Le "misure" contano

Clicca sull'immagine per ingrandirla
Perchè le misure contano.
Forse...

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Ipocrisia

Sapete cos'è essere ipocriti?
Essere preoccupati e piangere per le disgrazie giapponesi, per poi fottersene altamente dei "poveri cristi" che dalla Libia (ovvero qui, dietro l'angolo), dopo una catastrofe umanitaria, arrivano dalle nostre parti.
Se c'arrivano, dato che li respingono.
Sinceramente, sono molto schifato.

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17 Marzo 1861 - 17 Marzo 2011

Sono il primo che sa che l'Italia è tutto tranne che "unita", ma francamente, preferisco essere italiano piuttosto che "solo" savoiardo, papalino, borbonico, filo-austriaco...o peggio ancora, leghista.
Oggi festeggio il 150° Anniversario dell'Unità d'Italia, perchè festeggiare significa anche ricordare quella che è (ed è stata) la Storia del nostro Paese.
La Storia, e la Memoria, sono quanto di più importante ha un popolo.
Vediamo di non dimenticarcelo mai.
- a differenza dei cialtroni del video postato qui sopra, che sono tra i tanti motivi per cui uno si potrebbe vergognare di essere italiano -

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L'Italia è un paese strano

L'Italia è un paese strano.
E' sempre stato un paese dove tutto va alla rovescia.
Un paese dov'è nata prima la lingua, e poi la nazione.
Un paese dov'è nata prima la cultura, e poi la nazione.
Un paese che si è unificato senza una rivoluzione partita dal basso.
Un paese diventanto indipendente nonostante abbia perso tutte le guerre di indipendenza.
Un paese che elogia in qualità di artefici dell'unità ed eroi nazionali un guerrafondaio, un terrorista, e uno che pensava solo agli interessi specifici del suo territorio di provenienza.

Ammetto che ho sempre guardato con una punta di ammirazione e rispetto "l'espressione geografica" che ha partorito un impero che ha gettato le basi fondanti della nostra civiltà, che ha insegnato e prodotto arte durante e (soprattutto) dopo "i secoli bui" del Medioevo, e che ha sfornato le migliori menti pensanti dell'Occidente.
Ammetto però che non so se mi piace l'Italia com'è adesso.
Anche perchè non so se quella di adesso è a tutti gli effetti "Italia".

Da questo punto di vista sono in completo accordo con Gaber.
Io non mi sento italiano. Ma per fortuna (o purtroppo) lo sono.

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La foto della Settimana: Unità d'Italia

Il popolo "verdano" smania per la separazione dall'Italia che dilania... (cit.)

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Garibaldi, che hai fatto!

Mi piaceva l'idea, in questa settimana che ci porterà nel bene o nel male a festeggiare il 150° anniversario dell'unità della nostra beneamata patria, di dedicare qualche post (serio e faceto, naturalmente) al nostro Paese e alla nostra Unità.

Frasi controverse sul nostro Paese ne sono state dette a iosa.
"L'Italia è un'espressione geografica".
"Fatta l'Italia, bisogna fare gli italiani".

Frasi che, nel bene o nel male, rispecchiano la nostra nazione.
Se è vero che l'Italia è unita sotto la bandiera tricolore una volta ogni quattro anni grazie ai Mondiali di calcio (diciamo pure due buttandoci dentro anche gli Europei), è anche vero che il nostro è un paese (ancora) profondamente diviso, dove la massima di Churchill "L'Italia perde partite di calcio come fossero guerre, e guerre come fossero partite di calcio" è sempre attuale.

Viene da pensare che Totò, nel video postato, non avesse poi torto.
Garibaldi, che hai fatto!

Soprattutto tenendo conto che il Piemonte ha intrapreso una guerra unitaria per interessi economici, e i tre "grandi eroi risorgimentali" Garibaldi, Cavour e Mazzini si schifavano l'uno con l'altro.

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Ritorno a Fifa (11)

Sono passati ben 11 anni da quando ho lasciato il "brand" Fifa per diventare un seguace fedele del calcio videoludico targato Konami.
Winning Eleven 4, Iss Pro Evolution Soccer 1 e 2, tutta la serie di Pro Evolution Soccer dall'1 fino al 2010. La serie dei "Pes" è legata a bellissimi ricordi, momenti che hanno segnato tutta la mia l'adolescenza (ricordo giornate intere a casa a giocare con gli amici col multitap in estenuanti partite 4vs4, i tornei, i pomeriggi passati ad allenarsi, le domeniche con "Catersport" in sottofondo per aggiornare i punteggi del fantacalcio) e l'inizio dell'età adulta.
Il calcio di casa Konami era "diverso", non era un arcade come quello che proponeva Fifa, ma una vera e propria "simulazione" di una partita.

Fino agli ultimi anni.

Sapevo che EA Sports aveva pian piano colmato il gap che lo separava da Konami. Sapevo addirittura che l'aveva raggiunta ed eguagliata. Non pensavo invece che sarebbe riuscito a superarla in modo così schiacciante.
Merito del fatto che il team che prima lavorava ai PES in casa Konami si sia trasferito in massa all EA Sports per sviluppare i vari Fifa?
Forse.
Sta di fatto che Fifa 11 è quello che cercavo da due anni a questa parte nei titoli Konami e che invece non ho mai trovato. Realismo e simulazione calcistica, il tutto imbastito da una grafica eccellente e da una giocabilità da manuale.

Certo, giocandoci da pochi giorni ancora non sono riuscito ad abituarmi del tutto alla disposizione differente dei tasti sul joypad, ma ci sto lavorando.

Fifa 11.
Chi l'avrebbe mai detto che sarei ritornato all'ovile?
Se i PES sono stati i simulatori calcistici dell'adolescenza, i Fifa sono quelli che mi hanno cresciuto e pasciuto quand'ero bambino. Ricordo perfettamente tutto il filone di quelli degli anni '90, su cui spiccava il superbo e mai eguagliato "Fifa '98 - Road to World Cup".

Adesso si "ritorna al futuro".
Anzi, si ritorna a Fifa 11.

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Top 5: Telefilm

Dopo la mia personale Top 5 sui film, quella dei telefilm era d'obbligo, no?
Ovviamente, come tutte le precedenti Top 5, anche questa non ha assolutamente pretese oggettive e rispecchia le mie preferenze personali in materia telefilmica.

5° Posto: Boris
Una serie tv sul come si fa una serie tv in Italia. Geniale!
Se poi la serie tv in questione (prima "Occhi del Cuore 2", poi "Medical Dimension") è il peggio del peggio, è ancora meglio. Tra attrici cagne, divi che si credono padreterni scesi in terra, registi di talento decaduti, sceneggiatori sfaticati e stagisti schiavizzati, il divertimento è assicurato!
E poi il 1° Aprile esce pure il film!

4° Posto: L'ispettore Coliandro
Il braccio maldestro della legge.
Ignorante, cazzoncello, xenofobo, razzista, "fanboy" di tutti gli action movie possibili e immaginabili., colui che incarna il meglio del peggio del prototipo del poliziotto americano stereotipato. Questo e altro ancora è l'ispettore Coliandro. Un combinaguai in divisa, sempre pronto a mettersi in ridicolo intralciando le indagini canoniche della polizia.
Un combinaguai dal cuore d'oro, però.
Bestiale!

3° Posto: Lost
Le persone, su Lost, sono sempre divise a metà. Da una parte c'è chi lo definisce "capolavoro punto e basta", dall'altra c'è chi lo ritiene "merda punto e basta".
Non voglio nemmeno alimentare sterili polemiche tra quanti osannano il finale "geniale" e quanti credono sia stata un'enorme presa per il culo.
Oggettivamente e a livello logico Lost ha dei buchi di narrazione grandi come una cattedrale.
Però che tipo di narrazione, ragazzi! Ad avercene un ritmo sempre pieno, sempre serrato, sempre incalzante.
Lost mi piace soprattutto per questo: perchè ha un tipo di narrazione superbo.

2° Posto: Romanzo Criminale
La dimostrazione lampante di come a casa nostra, se si investe in un prodotto di qualità, si può fare qualcosa di qualitativamente eccelso (tanto da essere riconosciuto in tutto il mondo, America compresa).
Le due stagioni tratte dal romanzo di De Cataldo sono eccellenti, e per quanto in certi punti divergano (anche in maniera piuttosto radicale) dal romanzo, il risultato e la serie rimangono sempre su livelli altissimi e ne guadagnano in suspence.
Capolavoro.

1° Posto: Doctor Who
Ci sarà un motivo se è la serie di fantascienza più longeva del mondo, no?
E il motivo qual è? Un personaggio estremamente carismatico (Il Dottore), capace di muoversi attraverso lo spazio/tempo grazie alla sua navicella spaziale (il Tardis), che a causa di un guasto ha perso la capacità di mimetizzarsi con l'ambiente circostante ed è rimasta "bloccata" nella forma di una cabina telefonica della polizia londinese degli anni '60.
Scienza, fantascienza, storia, fantastoria, filosofia, viaggi nel tempo, paradossi spazio/temporali, ucronie, distopie, nemici epici, alieni strampalati, compagne romantiche, uomini immortali, personaggi indimenticabili. Tutto questo e altro ancora troverete in Doctor Who.
Che altro si può desiderare da un telefilm?

E voi? 

Quali sono i vostri telefilm preferiti?
Fuori Classifica: Dexter, Heroes (solo la prima stagione), Kings, Super Vicky, Prison Break.
Da Recuperare: Battlestar Galactica, Fringe, I Soprano.

Ps: tre telefilm italiani nella mia top 5, alla faccia di chi dice che qui non sappiamo produrre roba buona.

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Il blocco del blogger

Molto spesso si sente parlare di "blocco dello scrittore", ovvero quel "disturbo" che, vuoi per problemi di natura psicofisica, vuoi per mancanza di idee, rovina chi scrive di mestiere e gli impedisce di lavorare.

Ovviamente su questi lidi nessuno soffre di "blocco dello scrittore".
Però, scrivendo quasi quotidinamente sul mio blog posso dire che di tanto in tanto incappo nel "Blocco del Blogger".

Alle volte capita che le idee su "cosa mettere qui sopra" latitano. Non ho proprio la più pallida idea di cosa parlare per farvi "distrarre" nei pochi minuti che venite a trovarmi nella mia casetta virtuale.

In genere so quasi sempre come farvi mentalmente del male coi miei post inutili/sconclusionati/deficienti/eccetera, ma di tanto in tanto incappo in questo "blocco" e mi domando: "E oggi che diavolo scrivo? Di cosa parlo?"

Non so se è normale o fisiologico tra i vari blogger.
Perciò rigiro la domanda a tutti coloro che passano di qua e hanno un blog che aggiornano in modo periodico.
Vi è mai capitato di avere "Il blocco del blogger?"

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I pirati di Silicon Valley

"I bravi artisti copiano; i grandi artisti rubano."
E' su questa celeberrima frase di Picasso e su questo leit motive che procede l'intero film, incentrato sulla storica rivalità tra Bill Gates e Steve Jobs, ovvero i due uomini che hanno senza ombra di dubbio rivoluzionato il mondo con i loro progetti e il loro essere visionari.

Gates e Jobs appaiono subito come le due faccia della stessa medaglia: cauto, freddo, calcolatore e pragmatico il primo, quanto irruente, sanguigno, folle e sregolato il secondo.
Una stessa medaglia che ha reso il computer un prodotto di massa che, se ci pensiamo bene, ha mandato in pensionamento, nel giro degli ultimi dieci anni, la metà degli elettrodomestici utilizzati nell'ultimo secolo.

Il film tv diretto da Martyn Burke segue in parallelo la vita, le scoperte e il successo dei due geni statunitensi, mostrandoci le tappe salienti della rivoluzione informatica, passando dalla nascita di Apple (società che costruiva i suoi pc in maniera artigianale all'interno di un garage) a quella di Microsoft ("sfigata" compagnia con sede in mezzo al deserto, alla perenne ricerca di un sistema operativo valido), evidenziando bene le strategie di Gates e Jobs per accaparrarsi il dominio incontrastato del "mondo futuro" e del "mondo virtuale", fino a mostrare il trionfo definitivo degli ormai eccellenti sistemi operativi della Microsoft sugli apparecchi Macintosh, che avevano sdoganato il personal computer come oggetto utilizzabile anche "al di là" dell'ambito meramente lavorativo.

Un filmetto interessante, senza dubbio, pur essendo in certi punti piuttosto romanzato.
E poi gli attori che interpretano Gates e Jobs sono assolutamente identici alle loro controparti "reali".

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Ucronie Impure: Buta vince!

In questo post vi avevo scritto che avevo partecipato a Ucronie Impure, concorso simpaticissimo lanciato sul blog di Alex Girola.
Dopo essere arrivato in finale, il mio racconto, Kalokagathia, ha vinto.


Non posso ancora farvelo leggere, però.
Kalokagathia sarà inserito in un eBook che conterrà anche gli altri nove racconti finalisti.
Quindi, per farvi mentalmente del male col mio "scritto", dovrete aspettare l'uscita dell'ebbùk...

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La foto della settimana: Sete

Perchè quando si ha sete, si ha sete...

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Winter is coming! (4)

Ormai siamo agli sgoccioli.
Manca veramente poco alla premiere di "Game of Thrones", tratto da "Le cronache del ghiaccio e del fuoco" di Martin. Dal trailer il prodotto sembra qualitativamente altissimo, e gli attori scelti per interpretare i personaggi tutti azzeccatissimi.

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3

Survival Vlog - Documento #5

Si conclude così questa "avventura" survivalista.
Il video finale non è minimamente venuto come volevo io (e mi sono reso subito conto che come volevo farlo io era praticamente impossibile). Mi piaceva l'idea del mio quartiere completamente deserto e senza "gialli", ma nonostante mi sia alzato alle 5 e mezza di mattina per effettuare le riprese, qualcuno per strada ovviamente l'ho incontrato lo stesso (e quindi, di tanto in tanto, qualche rumore di macchina in sottofondo si sente).
Pazienza.

Tra l'altro, arrivati nei pressi della Nato con la fotocamera in mano (gentilmente offerta da Deborah, la mia non riprende in 16:9), i militari di guardia si sono abbastanza allarmati: tenendomi sotto tiro con un simpatico fucilone hanno voluto sapere cosa ci facessi in giro a quell'ora, se avessi ripreso la base militare (non si può filmarla), e hanno preteso di vedere cosa avevo filmato.
Non contenti, mi hanno inviato alla guardiola. Sono dovuto passare al checkpoint della base, spiegando al militare americano (ovviamente in inglese) l'accaduto, dopodichè ho dovuto fornire ulteriori spiegazioni al carabiniere giunto per l'occasione da un altro checkpoint.

Ho lasciato il filmato volutamente criptico e senza un vero finale.
Che ognuno pensi ciò che vuole del mio alter ego futuro che si è trovato a fronteggiare questa tremenda pandemia.

Di seguito trovate tutti gli altri "capitoli" del Survival Vlog.

Survival Vlog - Documento #1
Survival Vlog - Documento #2
Survival Vlog - Documento #3
Survival Vlog - Documento #4
Survival Vlog - Documento #5

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I draghi di Martin danzeranno a luglio!

Le cronache del ghiaccio e del fuoco è l'unico ciclo del cosiddetto "epic fantasy" che mi sia mai piaciuto (escludendo "Il Signore degli Anelli").
Tutto "il resto" non mi ha mai fatto nè caldo, nè freddo: Brooks, Jordan e compagnia cantante non mi sono mai piaciuti.

A quanto sembra, si ha una data per l'uscita di "A Dance with Dragons", ultima fatica (e che fatica) letteraria di Martin. La stiamo aspettando non so da quanti anni, e la paura che il maestro schiatti nel frattempo, lasciando l'opera incompiuta non è poi tanto remota (lui stesso sa bene che essendo "grasso e vecchio" [parole sue] potrebbe terminare i suoi giorni da un momento all'altro).

Si parla quindi del 12 Luglio per l'uscita del volumozzo.
Ovviamente in inglese.

In Italia...chissà!
Per ulteriori news, QUI c'è tutto ciò che serve per saperne di più.
Nel frattempo, aspettiamo il serial tv delle Cronache il mese prossimo...

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3

Fatti di ieri...e fatti di oggi! (2)

Fierolocchio si fece una bella risata.
- 'A Rico'...lo sai che m'hai ricordato il Libanese? Una volta stavamo parlando de Mussolini...
Ricotta tirò su col naso.
- Eh, il Libanese! Certo che era proprio fissato co' Mussolini!
- Eh! Insomma... Libano parlava, e parlava, e il Duce qua, e il Duce là, e ha fatto le ferrovie, e ha fatto le bonifiche, e la battaglia del grano, e le case, e i quartieri... 'A Libano, gli ho detto, ma se era così bravo 'sto Mussolini, com'è che l'hanno appeso come 'na vitella? E lui sai che m'ha risposto?
- Che t'ha risposto?
- E m'ha risposto: so' stati quelli che gli stavano intorno! L'hanno tradito! Lui certe cose manco le sapeva. Non c'aveva tempo! Lui pensava ai destini della Nazione...E io sai che gli ho detto? Gli ho detto: guarda, Libano, magari è andata pure così, ma se un capo non se sa scegliere l'omini...allora so' cazzi sua!

Tratto da "Romanzo Criminale", Giancarlo De Cataldo, Einaudi Editore

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Questione di coerenza intellettuale

"Sarebbe allora una prova di coraggio e responsabilità lasciare l'incarico di presidente della Commissione bilancio e il ruolo rivestito nel Parlamento europeo, a cui sono stato delegato grazie al voto di quasi 500mila elettori? Cosa ci sarebbe di coraggioso e responsabile nell'abbandonare una carica che ho promesso di svolgere al meglio davanti ai cittadini? Sarebbe nuova e sarebbe giusta una scelta di questo tipo, che vedrebbe riaffermata la solita vecchia pratica, così offensiva per la comunità, di chi chiede consenso per un impegno e poi tradisce questa promessa per imbarcarsi in un'altra avventura politica?"
(Luigi de Magistris, 4 febbraio 2010)

In questi giorni, Luigi De Magistris lascerà il ruolo rivestito nel Parlamento Europeo per affrontare la campagna elettorale in vista delle elezioni comunali qui a Napoli.

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Sempre meno premio Oscar

Ho la strana sensazione che anche il premio Oscar, da una decina d'anni a questa parte, sia diventato un premio dove la logica dello "sponsor" e del "mero commercio" la fa da padrone.
Basta vedere anche la lista di candidati per i singoli premi, che di anno in anno vede ingrossare le sue fila.
10 film candidati a "miglior film"?
Troppi.

I premi Oscar di quest'anno - così come quelli degli anni precedenti -, a mio avviso, sono squallidi.
Per carità, intendiamoci: i film in gara sono (quasi) tutti belli. Niente da dire su questo.
Ma sono "da Oscar"?
La mia risposta è no.

Quando penso a un film "da Oscar" penso a roba come "Il Padrino", "Schindler's List", "L'ultimo Imperatore", "Ben Hur", "Salvate il soldato Ryan", e così via.
Non penso a pellicome come "The Hurt Locker", o a "Il discorso del Re".
Che sono film belli - ripeto -, ma non sono affatto capolavori indiscussi che entreranno nell'immaginario collettivo e rimarrano come pietre miliari e termini di paragone nella storia della celluloide.

Io ho proprio la netta sensazione che da una decina d'anni a questa parte, bei filmoni "da Oscar" non se ne sono più più. L'ultima notte degli Oscar con i contro*bip*, a mio avviso, è stata quella del 1999.

Tutti filmoni in gara.
Tutti attoroni, attricioni e registoni a contendersi l'Oscar.
Andate a vedere chi c'era.
Converrete con me, ne sono sicuro.

Dal 1999 in poi, quasi il nulla.
Salvo solo la vittoria vitoria totale/tombale de Il ritorno del Re (che ha consacrato comunque tutta la saga tolkeniana), tutti i film di Clint Eastwood, "The Departed" e  "Il gladiatore".

Il resto?
Bei filmetti, quelli premiati con l'Oscar.
Ma niente più.

Ps: 8 (dico 8) Oscar a robetta come "The Millionaire"?
Ma scherziamo? A questo punto, non sarebbe meglio celebrare la notte degli Oscar come i mondiali, una volta ogni 4 anni, in modo da avere il tempo di accumulare "veri film da Oscar"?

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