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Gioco ai videogames = Faccio Sport

A seguito della finale dei mondiali di Pro Evolution Soccer, il campione del mondo, l'italianissimo Ettore Giannuzzi (15 anni), dichiara: "Per me Pro Evolution Soccer è soprattutto uno sport."

Poco dopo dice di non allenarsi che un paio d'ore al giorno, ma non è questo il problema.
Fa tristezza leggere che un prodotto il cui scopo dovrebbe essere quello del mero intrattenimento e divertimento venga scambiato per uno sport, o peggio, per una cosa "seria" che potrebbe portare profitto.

Io con i videogiochi ci sono cresciuto. Ultimamente il tempo per una partita è ridotta al sabato e alla domenica, ma anche quand'ero frugoletto, e con gli amici passavamo i pomeriggi interi a sfidarci a suon di partite, abbiamo sempre pensato che il videogames fosse un veicolo e un tramite per il divertimento.
Solo e soltanto quello.

Altro che sport.
Sinceramente, tra PES e la partita di calcetto settimanale, preferivamo utilizzare la parola "allenamento" per la seconda.

Non so, quando leggo cose così mi viene da credere che chi dice che (alle volte) i videogiochi fanno male alla salute (mentale) delle persone non hanno poi tutti i torti.
E voi? Che ne pensate?

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Miniconcorso: Uno squillo da lontano - Dal buio e Tempodux

Ho provato a partecipare allo sfiziosissimo miniconcorso bandito da quel "kranio immenso" (cit.) di Alessandro Girola sul suo blog, Uno squillo da lontano.
Per questo piccolo esercizio di scrittura creativa me ne sono venuti in mente due, di racconti.
Sicuramente sono orripilanti, ma essendo piuttosto brevi (il limite massimo era di 500 parole) ve li posto entrambi, dato che il regolamento lo permette.

Dal Buio è il racconto che ho inviato effettivamente per il concorso.
Tempodux invece è il racconto che ho scritto per primo, ma che ho "conservato" in quanto ho pensato fosse decisamente fuori tema.

Ad ogni modo, buona (?) lettura.

Dal buio

Spalanco le palpebre.
La testa è annebbiata.
La vista, pure.
Nell’istante in cui afferro il cellulare, che continua a rigurgitare la quinta di Beethoven, le lancette fosforescenti dell’orologio sul comò passano dalle 2:59  alle 3:00.
Del mattino.
Premo il tastino per avviare la conversazione e porto il cellulare all’orecchio. «Pronto?»
La voce all’altro capo del telefono suona familiare. Troppo familiare. Sembra quasi la mia. «Angelo…»
«Chi è?»
«Sono io.»
«Io chi?»
«Ma come, non te lo ricordi?»
Riguardo l’orologio. Le 3 e 01. «Filini, guarda che se mi stai facendo un altro scherzo del cazzo io…»
La voce sbotta in una risata. Gelida. «Filini? Tu guardi troppi film di Fantozzi. E’ vero che piacciono anche a me e che in ufficio hai un collega che ama fare burle con quel cognome, ma una così, alle 3 di notte…»
«E allora chi cazzo sei?», urlo, alzandomi col busto e mettendomi a sedere sul letto. Sento alcune goccioline di sudore scendere lente lungo la tempia, e avverto solo ora che ho la canottiera e le mutande fradice.
«Tua moglie lo sa chi sono», risponde la voce. «Hai chiesto a lei?»
Guardo alla mia destra.
Mia moglie non c’è.
Deglutisco.
Abbasso un istante il cellulare e con l’altra mano copro il ricevitore. «Amore?», domando. «Amore, dove sei?»
Non ricevo risposta.
Dal telefono sento salire una risata. «Hai provato a vedere in cucina?»
Infilo le ciabatte.
Mi fiondo in cucina.
Accendo la luce.
L’attimo dopo mi ritrovo piegato a quattro zampe a vomitare bile giallastra mista alla pizza che ho mangiato per cena. Solo adesso mi accorgo che la canotta e le mutande sono zuppe non di sudore.
Ma di sangue.
A mezzo metro da me, immersa in un lago rosso porpora, mia moglie giace nuda con la pancia squartata dalla gola al pube.
«Allora, hai capito chi sono?», chiede la voce.
«No», balbetto con le lacrime agli occhi. «Chi sei? Chi cazzo sei?»
«Sono colui che oggi ruberà la tua vita, come tu un giorno hai rubato la mia…»
«Io non ho mai rubato un cazzo a nessuno!»
«Oh, sì…Tu l’hai fatto», risponde la voce. «Mi hai rubato la vita impedendomi di nascere. Non c’era posto per entrambi nella pancia della mamma. Rubavi tutto il mio nutrimento, e hai finito per uccidermi. E allora, prima di morire, ho lasciato il mio corpo e sono cresciuto con te. Anzi, sono cresciuto dentro di te. Aspettando il momento propizio per rubare tutto ciò che avevi. Aspettando di nascere e prendere il tuo posto…E oggi è il giorno in cui nascerò! Eccomi. Sto arrivando!»


Spalanco le palpebre.
La testa è annebbiata.
La vista, pure.
L’incubo è stato dei peggiori.
Sono bagnato di sudore dalla testa ai piedi.
Nell’istante in cui afferro il cellulare, che continua a rigurgitare la quinta di Beethoven, le lancette fosforescenti dell’orologio sul comò passano dalle 2:59 alle 3:00 a.m.
Alla mia destra, mia moglie non c’è.
Avverto una scarica elettrica dietro la schiena.
Tremando, premo il tastino per avviare la conversazione e porto il cellulare all’orecchio.
«Pronto?»

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Tempodux

Spalanco le palpebre.
La testa è annebbiata.
La vista, pure.
Il cellulare rigurgita la quinta di Beethoven. L’orologio digitale segna le 3 di notte.
Prendo il cellulare, premo il tastino per avviare la conversazione e lo porto all’orecchio. «Pronto?»
La voce dall’altro lato sembra terrorizzata. «Ascoltami! Fra 5 anni capirai come si viaggia nel tempo e impiegherai i successivi 25 per sviluppare l’idea. Ma ti scongiuro! Quando sarà il momento, non provare mai la tua invenzione!»
«Ma chi è?», domando.
«Marco, ti sto chiamando dal passato! Anzi, dal futuro! Tra 30 anni tornerai indietro nel tempo e incontrerai il te stesso bambino. L’incontro però…Credo che l’incontro abbia provocato un paradosso spazio/temporale che sta scomponendo la tessitura del continuum tempo/spazio! Se viaggi nel tempo, distruggerai il mondo! Non farlo!»
Sospiro.
E’ il più strampalato scherzo telefonico che mi abbiano mai fatto. Il modificatore vocale che hanno utilizzato però è eccezionale. Sembra davvero la mia voce.  «Filini, se domani in laboratorio scopro che sei stato tu…», dico, sbadigliando.
«Ma quale Filini, imbecille!», urla la voce. «Te l’ho detto! Sono il tuo io del futu…»
La comunicazione si interrompe.
Poggio il cellulare sul comodino e ritorno a dormire.


Il Tempodux assomiglia a un orologio da polso.
Attraverso lo schermo touchscreen posso impostare data, ora e luogo del viaggio spazio/temporale.
Adesso mi trovo davanti al palazzo in cui abitavo quand’ero bambino. Mi avvicino al portone d’ingresso, e la mia attenzione si focalizza sulla mia targhetta del citofono.
«Signore, cerchi qualcuno?»
Mi volto.
Davanti a me ci sono io. O meglio, c’è il me stesso di 10 anni.
Mi accovaccio per dargli una carezza, quando la terra comincia a tremare. Le strade si aprono, creando voragini senza fondo; il cielo si incrina, quasi fosse vetro infranto; nubi nere apparse dal nulla si chiudono sopra di noi, e incominciano a vomitare pioggia e fulmini.
Deglutisco.
Ci vogliono 2 ore perché il Tempodux si autoricarichi permettendo un nuovo viaggio.
La situazione è pessima.
Poi mi ricordo di una cosa.
Afferro il telefonino, lo collego al Tempodux e digito il numero.
30 anni fa ricevetti lo scherzo telefonico più stupido che mi abbiano mai fatto.  Adesso capisco che era tittp vero. Urlo al me stesso fino a quando il Tempodux non esaurisce le ultime energie prima dell’autoricaricamento.
Il me stesso bambino non fa altro che bussare ripetutamente al citofono, gli occhi pieni di paura.
Nel guardarlo, penso che posso fare solo una cosa per rimediare a questo pasticcio, e nello stesso istante mi sovviene alla mente un qualcosa che credevo di aver solo sognato e che avevo rimosso dalla memoria.
Quand’ero piccolo avevo incontrato un vecchio.
Non appena l’avevo visto, era cominciato il finimondo e il tempo si era come rivoltato.
Il vecchio aveva fatto alcune cose strane, quindi aveva tirato fuori una pistola, se l’era puntata alla tempia e aveva premuto il grilletto.
A quel punto, io ero svenuto, e al mio risveglio mi avevano convinto che fosse stato tutto un sogno.
Tuttavia, nel momento esatto in cui l’uomo si era ucciso, ero sicuro di una cosa: il tempo si era subito aggiustato.

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Welcome Back! Il Viagra della Mente riapre la stagione blogger!

Benritrovati sui canali de Il Viagra della Mente.
Mi sarebbe piaciuto molto fare un piccolo video per salutare tutti quanti voi "di persona" all'inizio di questo nuovo anno da blogger, ma fa talmente caldo che gocciolo anche stando fermo.

Spero abbiate passato delle ottime vacanze - magari qualcuno di voi è ancora in panciolle -, ad ogni modo, di nuovo, bentornati su questi lidi.

Approfitto nuovamente per ringraziare tutti voi che siete passati 100 mila volte qui, come direbbe l'ingegner Cane sono "Numeri che fanno girare la testa" (almeno per quanto mi riguarda).

Cosa ci/vi serberà per "l'anno nuovo" questo piccolo spazio digitale?

Sicuramente rimarremo nel solco "classico" de Il Viagra della Mente, provando però a tematizzarlo maggiormente con contenuti qualitativamente più approfonditi per quanto riguarda libri e fumetti.

A settembre riprenderà sicuramente il progetto Fun Books, che era partito alla grande e che per una serie avversa di fattori, sfighe varie e congiunzioni astrali maligne ho dovuto accantonare, ma che non ho mai dimenticato.

Per quanto riguarda Non aspettatevi troppo dalla fine del mondo, la (pseudo)scrittura procede ed è quasi terminato. Sono però indeciso se proporvi l'abietta novel a fine settembre (quando sarà sicuramente terminato da un pezzo e l'avrò revisionato 32235288129287 volte) o nel periodo natalizio, di sicuro più indicato per una serie di fattori che, quando - e se - lo leggerete, capirete meglio.

Ad ogni modo, a voi, cari 25 lettori assidui di questo piccolo spazio cybernetico, benvenuti e bentrovati.
Il Viagra della Mente ha (finalmente?) riaperto i battenti!

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Le trasmissioni riprenderanno tra breve...

E come si dice in certi casi: STAY TUNED

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Settimanina di chiusura

Il Viagra della Mente si prende le vacanze.
Almeno per questa settimana.
Come tutti gli anni, dopotutto.

Ad agosto è andato avanti a rilento e a singhiozzo, ma una settimana di "stacco" completo dal blog ci vuole.
In realtà quasi tutte le mie attività web sono rallentate, se non proprio azzerate.
Ma come ho appena scritto, ci vuole.

Nella speranza che possiate passare una seconda metà di agosto il più rilassante possibile,vi saluto.

Ci ribecchiamo la settimana prossima.

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100.000 volte grazie

Questo è un piccolossimo spazio cybernetico dove rigurgito le più ininfluenti cazzate e le più inutili delle "cose".
Ieri Il Viagra della Mente ha raggiunto i 100.000 visitatori unici.
Niente a che vedere con i numeri stratosferici del sito di One Piece che amministro, ma essendo questo mio blog uno spazio fondamentalmente "personale", va benissimo così.

Perciò ringrazio di cuore tutti voi che passate su questi lidi, e che commentate i miei stupidissimi, ininfluentissimi e sciocchissimi post.

Grazie di cuore.
Davvero.

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eBook di sommobuta

In questa orrida sezione troverete gli orripilanti aborti del sottoscritto.
Poche cose, ma pessime.
Ad ogni modo, se scarichi e leggi questi orridi prodotti, lascia un feedback. Anche solo scrivere "m'è piaciuto" oppure "m'ha fatto schifo" è importante (se poi magari motivate il perchè, è pure meglio). ^_^

Una Lunga Nottata
'O Filosofo, personaggio di spicco del clan di "don" Antonio, è alle prese con un carico importante proveniente dalla Cina. Oltre a ciò ha il compito di insegnare "il mestiere" a Rafaniello, il figlio del suo boss. Ma il carico preso in consegna riserverà una sorpresa inquietante e terrificante...
Un racconto brutto di circa 5000 parole che ha partecipato al concorso Racconti Scelti della Pandemia Gialla indetto da Alessandro Girola.
Scarica Una Lunga Nottata cliccando sulla copertina, oppure QUI
Per orientarti sullo scenario in cui è ambientato il racconto, clicca QUI


Kalokagathia
Cosa sarebbe successo se...Odisseo non fosse stato ascoltato, e Agamennone, dopo la morte di Achille, avesse deciso di ritirarsi dalla piana di Ilio perdendo così la guerra contro i troiani?
Un racconto di circa 6000 parole, vincitore del concorso Ucronie Impure, indetto da Alessandro Girola.
Scarica Kalokagathia cliccando sulla copertina, oppure QUI.
Per scaricare invece l'intera antologia di Ucronie Impure, clicca QUI.


Fatti di Sangue
Una piccolissima raccolta di tre brevissimi racconti, che hanno, come suggerisce il titolo, il sangue quale comune denominatore. Spero vi faccia passare una mezz'oretta di piacevole lettura. Un grazie al mitico e mitologico Raffaele Sergi per la copertina!
Scarica Fatti di Sangue cliccando sulla copertina, oppure QUI

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Maus - Art Spiegelman

E' molto difficile parlare di Maus di Art Spiegelman, in quanto si tratta di una graphic novel estremamente semplice e, al contempo, estremamente complessa.
Parlare della repressione nazista ai danni degli ebrei, delle leggi razziali, dei ghetti e dei campi di concentramento e sterminio, e farlo con tanta leggerezza, è sinonimo di grandezza.

E Maus di Spiegelman è una graphic novel grande, anzi, gigante.
Di sicuro è la più bella che io abbia mai letto.
Non la mia preferita: ma la più bella.

Il volume ruota attorno alla voglia di Art Spiegelmann di intervistare il padre, Vladek Spiegelman, sopravvissuto all'Olocausto.
Ebreo polacco, Vladek Spiegelman si è trovato suo malgrado, come tutti gli ebrei, a dover affrontare sulla propria pelle la vergogna dell'odio e della discriminazione attutata dai folli piani nazisti in maniera sempre crescente.
Assistiamo così alla storia di un uomo intelligente, che riesce a sopravvivere grazie alla sua spigliatezza, alla sua voglia di vivere e anche a un pizzico di fortuna.

Maus tuttavia non è solo questo.
E' anche una bella storia d'amore.
La storia d'amore tra Vladek e Anja - i genitori di Art -, un amore fortissimo, indissolubile, più grande di tutto l'orrore e di tutta l'oscurità rappresentata da quegli anni terribili.

Ed è anche un confronto generazionale tra un padre e un figlio, così diversi eppure così testardamente uguali nel voler raggiungere i propri scopi.

Geniale poi l'idea di rappresentare le varie razze come degli animali ben specifici: i topi (in trappola) sono gli ebrei, i gatti sono i nazisti, i maiali sono i polacchi, e i cani sono gli americani.

Se da giovane Vladek è l'emblema della sfrontatezza e della spigliatezza, da vecchio è quasi il clichè del "vecchio e avido ebreo" che risparmia fino all'inverosimile e che non butta via nulla, per non spendere quattrini.
In realtà c'è una scena emblematica che fa capire bene come il modo di agire del Vladek vecchio altro non è che una naturale conseguenza di ciò che gli è capitato: il conservare e raccogliere le cose, l'appartenenza e il possesso degli oggetti anche più insignificanti (come possono essere dei semplici bottoni, degli spaghi, dei fiammiferi o dei fogli di carta), servono a fargli (e a farci) capire che Vladek ha bisogno di tali oggetti per legittimare sè stesso.
Avere il possesso su un qualcosa, dopo aver vissuto un'esperienza segnata dalla privazione, dagli stenti, e dalla negazione all'appartenenza di essere umano, conferisce a quel qualcosa la forza della memoria (della sua memoria), poichè in esso è conservato un pezzo, importante o meno, della sua vita.

E la vita, assieme alla memoria - soprattutto se si ha assistito a certi orrori indicibili - è quanto di più sacro e importante ci sia per un essere umano.

Maus - Art Spiegelman.
Capolavoro.

Di quelli che andrebbero fatti leggere obbligatoriamente a scuola.

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Non mi dispiace, non me ne pento, ho dato la mia vita ai fumetti!

Un video decisamente molto "nerd", a tema con la tematica de Il Viagra della Mente nella sua versione estiva.
Il video è una parodia di questo filmato abbastanza perverso, che mi ha lasciato a bocca aperta quando l'ho visto. Io e Deborah non potevamo esimerci dal prendere per i fondelli un tale "cult", ovviamente in modo divertente e fumettaro.

Buona(?) Visione!

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Little Big Planet

La Terra è conosciuta in tutto l'Universo come il pianeta dei sogni, dato che i suoi abitanti passano buona parte del loro tempo a dormire. E durante i sogni gli uomini sprigionano una quantità di fantasia inimmaginabile tanto da creare veri e propri mondi popolati da migliaia e migliaia di cose.

E in questo "mondo dei sogni" è ambientato Little Big Planet.
Alla guida di un simpatico pupazzetto di pezza completamente personalizzabile (tanto nei colori, quanto nel vestiario), andremo alla scoperta di questo mondo onirico suddiviso in 36 e più livelli, tutti coloratissimi, adrenalinici e divertententi.

Un platform che ieri ha tenuto incollato me e Deborah tutta la giornata davanti alla Playstation, di quelli "vecchio stampo", stile Sonic o Super Mario, pieni di trappole, trabochetti, ostacoli da superare e alcuni boss molto sfiziosi, difficili al punto giusto senza però essere mai frustranti o impossibili.

Molto sfiziose le prove di abilità o le sfide a tempo, dove vengono messe a dura prova i riflessi dei videogiocatori.
Sicuramente, giocato in multiplayer, è più divertente del singolo.

Non ho provato ancora la funzione di creazione dei livelli. Da quanto ho visto, è possibile creare da zero interi livelli giocabili e condividerli con la comunità. Ne abbiamo provati alcuni ieri creati da persone in tutto il mondo, ed erano quasi tutti molto carini.

Ad ogni modo, adesso dobbiamo andare assolutamente all'assalto di Little Big Planet 2!

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Segnalazione: Navi Fantasma - Alessandro Girola

Una veloce segnalazione estiva per un volume estivo agile e rampante.
Navi Fantasma di Alessandro Girola è un breve saggio che ripercorre le storie di una decina di navi "maledette", segnate perennemente dalla sfortuna, perseguitate da quelle che sembrano strane maledizioni e i cui equipaggi, molto spesso, svaniscono nel nulla, senza lasciare traccia.
La cosa inquietante è che le storie di queste navi (e di alcuni sottomarini) riportate all'interno del saggio sono tutte vere, e nei casi in cui l'equipaggio è risultato disperso - nonostante la nave sia rimasta intatta pur andando alla deriva oppure sia arrivata regolarmente a destinazione - non si hanno spiegazioni valide.

A corollario del volume, che si legge in un'oretta, un breve intervento di Davide Mana sulle navi fantasma all'interno della narrativa di genere.

Copertina a cura di Luca Morandi.

Navi Fantasma è un eBook totalmente gratuito che potete scaricare QUA.
Lettura decisamente interessante, appropriatissima per l'estate.

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Batman: il ritorno del Cavaliere Oscuro - Frank Miller (1 di 5)

Gotham City è un cloaca rigurgitante criminalità: da un lato le solite infrazioni al codice della legge sono cosa di tutti i giorni, dall'altro è tenuta sotto scacco dalla violenza della gang dei Mutanti, capeggiata da un non meglio identificato leader, che ha l'obiettivo di sovvertire lo status quo cittadino e assassinare l'unica persona che sta cercando in qualche modo di tenere in ordine la città, ovvero il commissario Gordon.

Batman, il vigilante mascherato, è ormai solo un ricordo sbiadito.
Ritiratosi dalle scene da più di dieci anni, è divenuto, durante la sua assenza, un fantasma evocato di tanto in tanto, così effimero che molti credono che non sia mai esistito e ciò che si racconta di lui sia invenzione di qualcuno che ha intenzione di creare una nuova figura "mitologica".
Persino i media parlano di lui come un qualcosa che non sia mai esistito, utile solo ad alimentare inutili dibattiti televisivi tra persone che a malapena hanno idea di chi - o cosa - stiano discutendo.

La situazione, tuttavia, degenera velocemente: i Mutanti cominciano a dare il peggio di loro, e attraverso proclami bellicosi pronunciati dal loro misterioso leader, minacciano la fine e la distruzione di Gotham; il commissario Gordon sta per andare in pensione, senza sapere chi gli succederà e senza sapere se tutto il suo lavoro, in tanti anni di carriera, sia servito o sia stato del tutto inutile; Harvey Dent, conosciuto ai più come Due Facce, sta per tornare in libertà dopo quasi vent'anni di reclusione e, a detta dei suoi psichiatri, sembra essere l'esempio perfetto di un lavoro di recupero psicosociale ineccepibile.

Bruce Wayne non può più stare a guardare.
Il vero sè stesso, quell'animale scalpitante che cova e brucia sotto le ceneri di un prematuro addio non l'ha mai lasciato in pace. Gli scheletri del passato, i fallimenti, gli errori e le colpe non possono essere cancellate. Ma la sua è una crociata, una vera e propria guerra santa contro il crimine, che non ammette sconfitte, non ammette resa, non ammette invecchiamento, ma soprattutto, non ammette pietà verso coloro che infrangono la legge.

In un mondo dove USA e URSS sono all'apice della corsa agli armamenti, dove non esistono più Supereroi - eccetto un Superman costretto dalla potenza statunitense a eseguire gli ordini come fosse un semplice soldatino - e che è il riflesso "in grande" di quella che è Gotham City, Bruce Wayne deve farsi da parte, divenire di nuovo quello che è sempre stato e lasciare spazio al ritorno del Cavaliere Oscuro...

Il Batman definitivo.
Il capolavoro di Frank Miller.
Proviamo ad analizzarlo (brevemente) insieme, in questa piccola serie settimanale che consterà di 5 articoli.

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Top 5: Scrittori

Accantoniamo per un momento la deriva "nerd" del blogn e torniamo al solito cazzeggio.
Quest'estate la "Top 5" è diventato il giochino preferito di noi blogger appartenenti a una simpatica "krikka di amiketti cybernetici" (rigorosamente con le kappa), quindi mi accodo al buon Ferruccio, e vi propongo la mia personale Top 5 in campo "scrittevole".
I cinque scrittori sono i miei preferiti, e quindi, di conseguenza, sono quelli a cui ruberei qualcosa.
Come sempre, la Top 5 non ha pretese oggettive e rispecchia solo quelli che sono i miei gusti personali.

5° Posto: J.R.R. Tolkien
Il professorone inglese papà del fantasy.
Non è mia intenzione aprire la "solita" diatriba tra amanti e detrattori de "Il Signore degli Anelli", ma sta di fatto che il mattone di Tolkien è entrato di prepotenza nella storia della letteratura mondiale e là rimarrà nei secoli a venire. E non solo: Il Signore degli Anelli è solo una parte di un universo immaginario completo e complesso, completamente inventato dal professore che aveva intenzione di ricreare un ciclo mitologico vero e proprio in quanto in Inghilterra, a parte alcuni racconti e ballate, non esistevano cose del genere.
Possiamo dire che in un certo qual modo, Tolkien sia riuscito nella sua impresa.
A lui ruberei l'inventiva fantastica.

4° Posto: Valerio Evangelisti
Il ciclo di romanzi incentrato sulla figura di Nicholas Eymerich è probabilmente il meglio che esista in Italia per quanto riguarda la letteratura di genere. I romanzi di Evangelisti sono capaci di spaziare tra la Storia, l'horror, la fantascienza e il fantastico in "generale" e rimanere sempre credibili, quasi senza servirsi della "sospensione dell'incredulità".
Anche i suoi romanzi storici non sono niente male, sebbene quelli su Eymerich rimangano sempre una spanna sopra il resto.
A lui ruberei, per l'appunto, la capacità di interconnettere generi letterari diversi e disparati.

3° Posto: Eric Hobsbawm
Ho cominciato a leggere Hobsbawn a quindici anni.
La sua peculiarità è quello di raccontare fatti complessi con una semplicità quasi disarmante. Da adolescente volevo diventare come lui, sebbene Hobsbawn sia uno storico specializzato in Storia Contemporanea (suo campo preferito d'indagine) mentre io amo la Storia Antica.
Sta di fatto che roba come Il secolo breve andrebbe fatta leggere a scuola.
A lui ruberei la semplicità della complessità.

2° Posto: Omero e Dante Alighieri
I più grandi poeti di tutti i tempi.
I più studiati, i più amati. E probabilmente anche i più odiati.
Del primo non sappiamo praticamente quasi nulla. Molti ritengono non sia mai nemmeno esistito. Probabilmente è così, ma ci ha regalato i due più bei poemi epici di tutti i tempi e di tutte le civiltà. Perchè, che lo vogliate oppure no, l'Iliade e l'Odissea sono 10 spanne sopra tutti i poemi epici esistenti al mondo.
Di Dante invece sappiamo vita, morte, miracoli e "colore politico".
E ci ha lasciato quello che probabilmente (anzi, sicuramente) è il più grande, completo e complesso capolavoro letterario della Storia.
La Divina Commedia è un qualcosa che, a mio parere, valica la concezione umana del "creare" un prodotto letterario. E' un "qualcosa" che solo un genio puro poteva inventare, e che nessuno mai ha saputo emulare. All'interno della Commedia c'è tutto quello che un lettore può trovare.
E se non ci fosse stato Dante, non avremmo avuto tutte le Poesie e tutti i Poeti che sono venuti dopo di lui.
Shakespeare compreso.
A questi due giganti ruberei direttamente il cervello, così da capire come si possono creare certi capolavori, e infondere in essi epicità allo stato puro.

1° Posto: Umberto Eco
Quando leggo un volume di Umberto Eco, mi commuovo.
Nel senso che sono sempre talmente ben scritti e ben fatti che si rimane completamente disarmati da tanta magniloquenza. Se Hobsbawm è lo storico che avrei sempre voluto diventare, Eco è il letterato e l'intellettuale che ho sempre sognato (e mai il verbo "sognare" ha calzato di più) di essere. Eco è un uomo che sa tutto.
Se qualcuno mi spiegasse come si fa a sapere tutto, sarei ben lieto di imparare.
E questo "sapere tutto" traspare da ogni singola pagina dei suoi libri, siano essi romanzi, saggi o raccolte di articoli. E questa sua onniscienza è ciò che gli ruberei.

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