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Segnalazione: "Il mondo di fiabe e non" di Gianluca Santini e "Il Terzo Giorno" di Matteo Poropat

Una duplice segnalazione per due simpatici eBook letti nell’ultimo periodo che mi sono piaciuti molto.
Stiamo parlando di “Il mondo di fiabe e non” di Gianluca Santini e de “Il terzo giorno” di Matteo Poropat.
Due letture che si fanno divorare, e che vi consiglio caldamente, soprattutto se siete alla ricerca di un qualcosa che vi tenga impegnati per non troppo tempo.

Il primo eBook è una raccolta di racconti. L’autore ci tiene a specificare che la maggior parte sono i suoi primi scritti, e che nonostante siano stati sottoposti a un editing e a una revisione accurata, risentono dei “primi tempi” di scrittura, e possono sembrare acerbi e semplici.
In realtà semplicità non è mai sinonimo di brutto. Anzi.
Di tutta la raccolta, i miei due racconti preferiti sono proprio i primi due, ovvero L’attesa e Il passato di Aserith.
Il primo narra di questo avamposto situato in una località spaziale sperduta e ormai dimenticata. Sotto certi aspetti mi ha ricordato la Fortezza Bastiani de Il Deserto dei Tartari.
Il secondo invece è un racconto fantasy, dove un druido racconta la sua storia, una storia fatta di sangue, morte, dolore ed espiazione.
Anche gli altri racconti non sono male, e ve ne sono alcuni dal forte impatto visivo ed emotivo, come “Il Risveglio”, il cui finale mi ha veramente impressionato.
È un eBook leggero, che tiene compagnia per un bel pomeriggio.
Lo potete scaricare aggratisssss dal sito dell’autore, QUI.

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Il secondo ebucco, invece, è una storia breve che si legge in una ventina di minuti. Di Matteo Poropat avevo già letto Lagomorpha, un altro eBook contente tre storie, che pure mi era piaciuto (soprattutto il primo racconto), ma della quale non ne ho mai (colpevolmente) parlato.
Il Terzo Giorno racconta la storia di Michele, un ultraottantenne, che si trova a dover affrontare di nuovo la minaccia mortale di un demone invernale, dal quale era già scampato in passato. Nella fattispecie, si tratta del Windigo di pellerossa memoria.
Probabilmente certi libri o certe storie, se lette in un preciso momento, fanno più “impressione”.
Saranno i giorni di freddo e vento, sarà che la storia di Poropat punta non solo sull’azione, ma specialmente sulla sensazione, però “Il terzo giorno” mi ha fatto lo stesso effetto de “I vermi conquistatori” di Keene.
Col vento fuori che sbatteva sulle imposte, mi sono ritrovato pure io assieme a Michele davanti al Wendigo.
E a differenza della lettura, non è stato piacevole.
Anche questo è un eBook del tutto gratuito, e lo potete scaricare direttamente QUI dal sito dell’autore.

Un piccolo pensiero e parere personale.
Ho sempre pensato che una storia sia riuscita quando invoglia il lettore a saperne di più.
E' la stessa sensazione che ho provato leggendo Il passato di Aserith e Il Terzo Giorno. Non sarebbe affatto male vedere un ampliamento di queste storie, perchè a mio modo di vedere hanno ancora tantissimo da dire.

6 commenti:

  1. Sto giusto finendo la lettura del Terzo Giorno! Pare proprio bello ^_^

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  2. Ti ringrazio anche qui, Sommo, per la segnalazione/recensione.
    Concordo pure sulla tua chiosa d'articolo, però purtroppo ho tentato di andare su testi più lunghi e mi ritrovo a scrivere controvoglia. Spesso i miei racconti assomigliano quasi a degli incipit senza seguito. Magari un giorno qualcosa di più carnoso riuscirò a crearlo (ti consiglio a 'sto punto il mio ibuk apocalittico, L'ultimo grido del mondo, almeno è più lungo!).

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    1. Allora meglio mantenersi su questi racconti "brevi", che non sono niente male. L'ebucco apocalittico pure l'avevo scaricato, ma non l'ho ancora piazzato sul lettore...A questo punto, dopo le letture "attuali", me lo leggo con piacere!

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  3. Ti ringrazio molto per la segnalazione/recensione, Angelo! :) Ti dirò, come già mi ero espresso su Facebook, che su "Il passato di Aserith" non sei il primo che mi fa notare che ci starebbe bene un continuo: ai tempi in cui lo avevo pubblicato nel forum c'è stato qualcuno che chiedeva a gran voce "Il presente di Aserith", dopo il suo "passato"! :)

    Per quanto riguarda "L'attesa", lieto che ti sia piaciuto perché è uno degli scritti a cui sono più legato. E ti confido un segreto: come ho scritto nell'introduzione è un racconto scritto sui banchi di scuola e la stessa professoressa dopo averlo letto mi aveva detto che le aveva ricordato "Il deserto dei Tartari". Dopo quella frase sono andato a leggermi il romanzo di Buzzati ed effettivamente una certa analogia c'è proprio! :) Però ovviamente quando scrissi "L'attesa" non potevo ancora saperlo! ;)

    Ciao e ancora grazie,
    Gianluca

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    1. Più che altro mi ha molto affascinato la "chiusa" de "L'attesa". Questi poveracci erano diventati talmente inutili, da perdere anche la speranza. E siccome probabilmente anche i loro familiari avevano perso la speranza di rivederli, un giorno, i soldati diventano "invisibili". Sparendo letteralmente uno dopo l'altro, poichè divenuti invisibili.
      Almeno, questa è stata la chiave di lettura che io ci ho visto. :)

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