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30 GdL - Giorno 11: Un libro che prima amavo, ma che ora odio

Probabilmente Il Piccolo Principe. Quando avevo 8 anni l’adoravo. Sarà pure perché lo usavano come dettato alle elementari, e in un certo qual modo ci insegnavano certe cose facendoci divertire (studiare il baobab perché è presente nel Piccolo Principe è un Epic Win). Col tempo ho cominciato a schifarlo. Anche perché c’era un periodo in cui andava "a manetta", con la gente imparava a memoria interi brani a memoria per sentirsi “fighi e filosofi”. Senza contare il fatto che effettivamente è una specie di manualetto pseudofilosofico farcito di bontà/carinerie/coccolosità/buonisentimenti che a me personalmente, oggi,  provocano l’urticaria.
E ora lapidatemi pure. XD

7 commenti:

  1. E io scaglio violentemente la prima pietra. :) l'uso che una massa mediamente ignorante fa di un testo centra pochissimo col suo valore. Il piccolo principe è un capolavoro assoluto, un libro totale come la bibbia o guerra e pace. C'è il senso dell'intera umanità nelle poche pagine di cui è composto. Mi dispiace molto che tu ne parli cosi superficialmente e in maniera cosi poco veritiera. .Bazza

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  2. gilgaladviola914 marzo 2012 11:09

    Concordo, quindi lapidate pure me. XD

    Comunque non c'è un libro che corriponda del tutto al tema di oggi, quindi mi limito a citare il libro che più ho rivalutato in negativo.
    Ed è la saga di Harry Potter.
    Io ero uno che stravedeva per i libri di HP, li rileggevo di continuo ed erano i miei libri preferiti (dopo la lettura di Tolkien scesero subito al secondo posto).
    Ma non li consideravo come semplici libri per ragazzi, mi sembravano dei capolavori, nella mia ignoranza di bambino e poi ragazzino.
    Se invece ora dovessi valutare la saga della Rowling la riterrei piuttosto mediocre in un panorama generale ed una buona opera (non ottima) per ragazzi. Una buona idea iniziale, piuttosto originale, arricchita con un sacco di scopiazzature, ma comunque molto molto carina nei primi volumi; decisamente più pesante ed a tratti noiosa negli ultimi.

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  3. io l'ho letto in età adulta cronologicamente subito dopo Il gabbiano jonathan livingstone e , forse per colpa di quest'ultimo l'ho trovato fanciullesco e banalotto, certo non a livello de l'Alchimista... ma niente di chè!

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  4. Buta io ti stimo... però il volume in questione ha un valore così alto che è veramente da "revisionismo alternativo andante" giudicarlo come un manualetto da quattro soldi... ok lo smaliziamento generale e a tutti i costi... ma questo è un pilastro e punto... Il "gusto" davanti a certe cose io non lo considero una variabile!

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  5. Il 90% degli utenti di "30 giorni di libri" sceglie proprio questo povero libricino come target per il giorno 11. Poveretto XD.
    Non beh, non lo leggo da tanto, però in effetti buona parte del libro è effettivamente molto onirico e troppo zuccheroso. Però ci sono certi pezzi che a mio parere sono immacolati e sono tutt'oggi perfetti e paicevoli. Ripenso al dialogo con la volpe, o al magistrale passaggio sul pianeta dell'uomo che beve! :D

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  6. Direi Frankenstein. Ricordo che da amante dell'horror adoravo leggere di qualsiasi mostro, compresi i piccoli brividi e compagnia cantante. Ho riletto Frankenstein poco tempo fa e l'ho trovato terribilmente prolisso, allungato fino all'esasperazione. E poi per arrivare al mostro ci vuole mezzo libro! Anche se lo sguardo malvagio che lancia a Victor dopo avergli ucciso la moglie vale oro.

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  7. Alessandro de Concini5 marzo 2012 19:56

    "I promessi sposi" di Manzoni. Lo amavo alla follia (tanto da leggerlo sei volte entro i 18 anni e procurarmi una copia originale della prima edizione del testo (datata 1840, Milano). Lo amavo perché mi avvicinavo a capire la magia della letteratura e mi affascinavano i periodi lunghi e complessi del Manzoni, il suo trattamento originale e "puro", per così dire, della morale Cattolica in salsa manichea, la sua morale ben tratteggiata e le strizzate d'occhio sempre più evidenti alla dominazione straniera in Italia dell'800 pre-risorgimentale. Crescendo e approfondendo la mia passione letteraria e sviluppando anche il desiderio e le competenze per scrivere io stesso, mi sono avvicinato ad uno stile più asciutto e spezzato, ho scoperto lo stile impressionista prima, espressionista poi e pian piano mi sono allontanato sempre più da quei periodi prolissi e sintatticamente inestricabili fino a detestarlo, e infatti oggi non riesco più a godere di pagine scritte a quel modo. Contestualmente ho maturato un radicale rifiuto della morale cattolica e ho scoperto filosofie di pensiero più profonde (a mio avviso), tanto che la visione Manzoniana mi pare banale e un po' superficiale persino. In definitiva continuo a ritenere i P.S. un capolavoro, ad amarne alcuni personaggi (l'innominato e Don Abbondio in primis), ma a leggerlo per intero proprio non ce la faccio più.

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