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Hunger Games - Suzanne Collins

Come ogni anno, la nazione di Panem festeggia la vittoria sui ribelli dei Tredici Distretti indicendo gli Hunger Games, un reality show in cui 24 ragazzi di età compresa tra i 12 e i 18 anni si affrontano all’interno di un’arena di gioco “naturale”, eliminandosi l’un l’altro.
L’ultimo a rimanere in vita, vince.
Regole semplici, regole brutali, che servono al potere di Capitol City per tenere in scacco i Distretti che in passato hanno provato a ribellarsi, e rammentare loro chi è che comanda all’interno della nazione…

Sinossi stringata, lo ammetto. Ma è giusto per dare un’idea di quello che è il background di questo (primo) romanzo di Suzanne Collins. Protagonista principale della storia è Katniss, una sedicenne del Distretto 12, abile ed esperta cacciatrice, che nel giorno della mietitura (ovvero la giornata in cui vengono sorteggiati i partecipanti agli Hunger Games) decide di prendere il posto della sorella minore, estratta in qualità di concorrente.

E’ stata una lettura piacevole, questa di Hunger Games, consigliatami da Deborah. Lettura che però non mi ha soddisfatto appieno, per il semplice fatto che questo è solo il primo volume di una trilogia. Quindi per dare un giudizio totale/tombale aspetto di leggere anche gli altri due libri.

In ogni caso, cosa m’è piaciuto di questo (primo) Hunger Games (e perché ve lo consiglio)?
Prima di tutto perché è un libro che punta al divertimento.
Se la prima parte è decisamente introduttiva, e serve per “iniziarci” nei segreti dello stato di Panem, delle sue leggi, dei suoi usi, dei suoi costumi e del funzionamento degli Hunger Games, dalla seconda parte in poi, con l’inizio dei giochi, è adrenalina pura.

Veniamo scaraventati in quest’arena di gioco naturale assieme a Katniss, e con lei seguiamo passo passo l’evoluzione di questo reality show violento e terrificante. Gli Hunger Games sono una vera e propria lotta per la sopravvivenza e lo sterminio, e per vincere non basta essere forti: bisogna essere soprattutto furbi e intelligenti.

E allora ecco che, oltre ai Favoriti (ovvero i ragazzi dei Distretti che sin dalla nascita si allenano e si preparano per partecipare ai giochi) ci sono anche altri tributi che fanno di necessità virtù, e della scaltrezza il proprio punto di forza. Non mancano tuttavia scene sanguinolente e truculente, così come i momenti di azione pura e semplice.

Interessante (anche se solo accennato) il mondo distopico in cui è ambientato il romanzo. Panem è una nazione sorta dalle ceneri del Nord America. La sua capitale, Capitol City, è ricchissima e modernissima, mentre i Tredici Distretti che sono alle sue dipendenze, (soprattutto dopo il tentativo di ribellione, che ha portato alla creazione degli Hunger Games) vivono in una sorta di Medioevo Tecnologico, dove la fame, la povertà e la miseria la fanno da padrone.

È un romanzo, questo Hunger Games di Suzanne Collins, che ricorda per certi versi sia il mito del Minotauro (in cui ogni 9 anni Atene era costretto ad inviare 7 ragazzi e 7 ragazze come tributo a Creta e a Minosse, vincitore della guerra), che il romanzo e il manga Battle Royale (in cui lo stato totalitario obbliga ogni anno una classe di terza media estratta a sorte a partecipare al Programma, un reality show in cui i compagni di classe devono ammazzarsi l’un l’altro).

Provate a darci un’occhiata, anche perché a breve uscirà il film. E dal trailer, pare promettere proprio bene…

13 commenti:

  1. A me non ispira molto, il film penso che lo vedrò, ma dopo aver letto Battle Royale...mi sembra la stessa minestra riscaldata, ecco.

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  2. Non l'ho ancora letto (sebbene ne abbia l'intenzione), ma come Domenico mi sembra molto una copia di Battle Royale.
    Non posso ancora dirlo con sicurezza, ma ho letto il libro di Battel Royale, letto il manga e visto il film e dopo tutto questo dubito che Hunger Games possa piacermi così tanto; in fondo il tema è molto simile e probabilmente anche alcuni personaggi saranno simili (non nel senso del plagio, ma ci sarà di sicuro il personaggio che si diverte ad uccidere, quello che cerca di rovesciare il sistema, ecc) quindi temo di essere un filo prevenuta.

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  3. Infatti mi aspettavo che il buta conoscesse Battle Royale e, senza che accusasse di plagio come fanno molti, almeno facesse il punto sulla somiglianza delle due opere, senza accennarlo solamente...

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  4. Cerca di recuperare l'ultima puntata di Wonderland, speciale di Rai4, dove parlano appunto del film e delle analogie della storia con altre opere (tra cui appunto Battle Royale).

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  5. come non quotare domenico, in giro per i forum tutti osannano sto hunger games ma a me sembra il libro di Battle royale e anche un po' il manga

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  6. Faccio l'avvocato del diavolo dicendo che io non avrei dovuto leggere Battle Royale perchè, in fondo, è la rivisitazione in chiave moderna del mito del Minotauro. Oppure che non vedrò il film perchè potrebbe essere simile all'Implacabile.
    Oppure sarebbe un po' come dire che non voglio leggere Kenshiro perchè il mondo in cui è ambientato è preso paro paro da Mad Max. Oppure che non voglio giocare a Metal Gear perchè Snake&co. sono stati creati a misura di Iena Pliskenn.

    Insomma, avete capito quello che voglio dire. :)

    Non metto in dubbio che Battle Royale sia un capolavoro (e lo è, ne parleremo sicuramente nelle prossime settimane): dico solo che un libretto che si legge in un paio di giorni e che ha come scopo il mero intrattenimento, magari può essere interessante anche sotto qualche altro aspetto. Indipendentemente se si rifà a cose già viste o sentite.

    Fosse così, non dovrei leggere The Walking Dead perchè Romero sugli zombie ha già detto tutto... :P

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  7. Il libro, che anche io ho conosciuto tramite consiglio, mi è piaciuto abbastanza. Non è un capolavoro, ma non mi importa. Dai commenti che leggo in giro, sembra che se un libro non è un capolavoro, è automaticamente un cesso. Stesso discorso vale per film, manga, telefilm etc. Le vie di mezzo pare non esistano più.
    Nel leggere Hunger Games, io sono stato "rapito" dalle dinamiche del gioco e dell'ambientazione, nonostante alcuni piccoli difetti. In ogni caso, ne vale la pena leggerlo secondo il mio parere. Proprio volendo, è il secondo della trilogia che non mi ha colpito allo stesso livello. Sarà che è proprio il tipico libro di transizione di una trilogia XD. Curioso di sapere come finirà con il terzo...

    Sulle somiglianze con Battle Royale: oramai non mi interesso manco più delle "somiglianze". Non mi importano proprio. Prima perchè, volendo dirla tutto, non è che Battle Royale sia pura e semplice derivazione dell'immaginazione dell'autore. Poi perchè, se dovessi evitare le storie simili o che "nascono" come frutti di altre, allora non avrei letto o visto una marea di libri, fumetti, telefilm, film. Non so se mi sono spiegato.

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    1. Pienamente d'accordo, in tutto e per tutto. Soprattutto col fatto che ultimamente se una cosa non è un "capolavoro" o non va letto, o la si deve stroncare per forza. :)

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  8. Sono d'accordo con voi sul fatto del valutare un opera anche se è simile ad un'altra...ma qui siamo a livelli davvero molto alti di scoppiazzatura...diciamo che avrei preferito che l'autrice del libro avesse aggiunto qualche modifica in più al "gioco" ma a me ha dato un senso di "già visto/già sentito" davvero assurdo...arrivando a capire cosa sarebbe successo da li a qualche pagina dopo...

    Poi magari lei lo dice di aver preso spunto da qualche opera, sinceramente non ricordo o non ho letto l'incipit...non lo so, qualcuno che lo ha letto ultimamente me lo può confermare?

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    1. Ad essere sincero, a parte le idee di fondo, non c'è una situazione che sia una di Hunger Games copiata da Battle Royale.

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    2. No quello no...ma l'idea generale è davvero identica! Purtroppo forse è colpa mia, mi aspettavo fosse totalmente diverso....maledette aspettative!

      Mi è piaciuta invece la prima parte, quella relativa a Panem! avrei preferito un dilungamento di questa!
      Cmq anche io come te ho letto solo il primo libro e faccio fatica a dare un voto....al momento direi un 6...ma senza andare avanti è molto temporaneo!

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  9. NON DITE CAVOLATE HUNGER GAMES è UNA COLLANA DI LIBRI STUPANDA LO DICO DOPO AVER LETTO I PRIMI DUE LIBRI DELLA SAGA. SPERO TANTO CHE SUZANNE COLLINS SCRIVA ALTRI LIBRI COME QUESTO.

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  10. Ho letto tutti e 3 i libri in una settimana, devo ammettere che i primi 2 son veramente ben fatti...sarà che da poco avevo concluso di leggere il manga di Battle Royal e quindi sapevo che il genere mi sarebbe piaciuto. Il problema grosso arriva nel 3 libro...il primo e il secondo sembrano pensati tra virgolette assieme, ma il 3 non ha ne capo ne coda...e come se avesse previsto un secondo libro ma non un terzo e cosi è venuta fuori na schifezza!!!

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