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Lo Schiacciaporci - Simone Corà

Matteo Brighi, assessore al territorio, porta i turisti a visitare la celeberrima “grotta del Giorgino”, un tempo casa dell'eremita Giorgio Cavali, che col tempo ha assunto un’aura magica e mitologica. Matteo crede di essere un esperto della storia e del folklore locale, e si bea ogniqualvolta può raccontare la storia dell’asceta - soprannominato“Giorgino” nonostante la stazza mastodontica -, che per motivi sconosciuti, negli anni ’50, ha abbandonato il paese e si è ritirato a vivere all’interno di una spelonca. Perciò quando Matteo si trova davanti l’imponente Ivan che vuole visitare la grotta, pensa che sarà una giornata come tante.
Ma si sbaglia.
Perché Ivan è un cacciatore di mostri, e lo porterà con sé a scoprire cosa si cela davvero nei meandri oscuri della grotta…

E' da un bel po' che non parlo di libri e di ebook sul blog. Non perchè non ne abbia letti, ma perchè mi sono concentrato esclusivamente su saggi e roba - forse - un po' troppo "impegnativa" e specialistica per parlarne a cuor leggero su questo salotto virtuale. Mi riesce difficile infatti parlare di un saggio come "Prima lezione di metodo storico" senza divagare. O senza risultare noioso o pesante...

 
Però se volete ve ne parlo, eh!

Preferisco di gran lunga parlare di libri divertenti. Come "Lo schiacciaporci".
Di Simone Corà avevo già letto (lo splendido) Maledette Zanzare. Non potevo perciò esimermi dalla lettura di questo racconto, che posso tranquillamente bollare come un Maledette Zanzare “in miniatura”, dato che del romanzo in questione eredita tutti i punti forti: ne “Lo schiacciaporci” c’è humor, c’è azione e c’è divertimento. Tanto divertimento. Le pagine scivolano via, e l’ebucco si completa tranquillamente in poco meno di un’oretta. È una storia assolutamente strana, misteriosa, “fantastica” e bizzarrissima quella messa in piedi da Corà, che gioca con noi lettori proponendoci questi due personaggi agli antipodi, Matteo e Ivan, alle prese con una serie di mostri stravaganti e misteriosi.

Ivan è il catalizzatore dell’intera faccenda: granitico, imponente e taciturno su ciò che concerne “la normalità”, diventa estremamente loquace – e quasi infantile – quando si tratta di parlare del “mondo dei mostri”. Più che una caccia la sua è una sorta di gioco, con regole e dettami ben precisi, e con tanto di premio incorporato nel caso in cui il gioco si sia rivelato vincente.

 
Ivan, il cacciatore di mostri. Me lo sono immaginato proprio come Drago.

Il povero Matteo si troverà suo malgrado invischiato in questo gioco (decisamente più grande di lui), ed è anche piuttosto facile empatizzare con quest’ometto che di punto in bianco viene catapultato in un mondo di cui, fino a un attimo prima, ignorava completamente l’esistenza.

Ci sono alcuni aspetti che sarebbe bello approfondire (ho letto sul blog di Simone che è in programma un seguito, cosa della quale sono estremamente contento), come quelli del "gioco", delle "carte" e di tutto il mondo che ruota attorno al mondo dei mostri (cacciatori e giudici compresi).

Rimane comunque il fatto che "Lo schiacciaporci" è stata davvero una lettura estremamente piacevole e gradevole, soprattutto perché più di una volta mi ha strappato delle grosse risate. Ve la consiglio senza nemmeno pensarci.
È anche aggratis, poi!
Potete scaricare “Lo schiacciaporciQUI.
E leggetelo ‘sto racconto, che ne vale davvero la pena.

7 commenti:

  1. Sai bene che la maggior parte dei commenti saranno richieste di una bella analisi di "Prima Lezione di Metodo Storico", vero?

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  2. Già, voglio un'analisi anch'io! :)

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  3. Comunque fa molto crossover fra Monster Hunter e la Sagra della Porchetta di Sant'Angelo in Vado.

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  4. È nel mio reader da qualche tempo, appena ho un attimo lo leggerò di sicuro: Corà mi aveva già allietato con "Maledette zanzare". :)

    Ciao,
    Gianluca

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