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E tu? Pagheresti?

L’avete seguita la nuova polemica totale/tombale?
No? Ma in che mondo vivete? In quello "senza Nutella"?
I blogger sono dei cazzari le cui opinioni non contano un cazzo. Quindi li sfruttiamo, ma non li paghiamo. Mica sono giornalisti veri, oh!
Questo, in soldoni il pensiero dominante, espresso in modo un po’ più elegante anche da Lucia Annunziata, solo qualche giorno fa.
Diciamo che non voglio parlare della questione.
Diciamo che ne hanno parlato abbondantemente anche altri.
Quindi vi rimando QUI, QUI, QUI, QUI e QUI per approfondire il tema.
Non vi chiedo molto, solo di leggere gli articoli linkati e ritornare qua.

[…]

Fatto?
Bene.

Non l'hai fatto?
Fallo!
ORA!

[...]

Ok, diciamo che avete letto tutto e vi siete fatti un'idea della questione.

Passiamo allo step successivo.
Da un po’ di tempo a questa parte, “Il Viagra della Mente” macina una media di 1500 visitatori unici quotidiani. Molto pochi, tenendo conto del mare magnum che affolla il web. Per me sono (siete) una marea. Di sicuro sono molti di più di certi paradisi del web "illuminati".

Spesso i miei articoli, sulle parole chiavi più importanti, sono tra i primi risultati su Google. Basta fare una ricerchina, non me lo sto inventando. Soprattutto per ciò che concerne i fumetti. Provate a cercare, per dire, "Magneto Testamento", oppure "Vecchio Logan". Vedete i risultati, sinceratevi da soli.
Il fatto che - mi gongolo un po' - qui si producano "articoli di qualità" (ok, virgolette d'obbligo) - ma quantomeno "originali" -, ripaga, alla lunga.

Tutti i giorni mi arrivano mail, messaggi privati (e anche pubblici) di persone che mi ringraziano per la segnalazione, per la scoperta, per l'articolo di questa o quella cosa.
Sarà perchè sono un blogger cazzaro il cui parere non conta un cazzo? Meno male, allora!


Quindi vi faccio una domanda secca: quanti di voi pagherebbero per leggere il mio blog?

Oppure, mettiamola in quest'altro modo, più elegante (più paraculo?): quanti di voi mi "supporterebbero" (e quindi mi "finanzierebbero" in piccolo per continuare a proporre articoli "di qualità") perchè trovano i miei pareri interessanti?

Pensiero di alcuni di voi in questo momento...

Già immagino le obiezioni di turno: “Eccolo, s’è montato la testa, mica fai un lavoro, mica nessuno ti obbliga a scrivere sul web, hai solo un bloghetto del cazzo che non si fila nessuno, perché ti dovrei regalare dei soldi, perchè dovresti spillarmi quattrini?”.

Diciamo che potrebbe essere un'obiezione veritiera.
Diciamo però che l’esperimento lo voglio fare lo stesso.
Quanti di voi 1500 visitatori quotidiani pagherebbero 1 euro al mese (uneuroalmese) per leggere ciò che scrivo praticamente tutti i giorni?

Probabilmente nessuno.
Questo perché il blog non viene assimilato a un quotidiano, a un giornale o a una rivista.

Ma se lo fosse?
Ammettiamo per un attimo (e per assurdo) che “Il Viagra della Mente” fosse una rivista: in tutta sincerità, lo spendereste voi quell’euro al mese per leggerla?

In fondo 1 euro è meno del prezzo per un quotidiano sportivo o nazionale; è meno del prezzo di una fanzine; meno di un terzo del prezzo di un fumetto, o di un manga "standard"; meno di un quinto del prezzo di una rivista di videogames; meno della metà del prezzo di un giornale che parla di film e telefilm.

Di più: se da parte vostra ci fosse "la promessa e l'impegno" a versare "moneta sonante" in virtù della mia "promessa ed impegno" a fornirvi post ed articoli di "qualità" ancora "migliore", avvelendomi dell'aiuto prezioso di collaboratori ed esperti "del settore", l'obolo mensile lo versereste?

Se sì, io sarei (e diventerei) il vostro "free-lance", che impiega  i vostri finanziamenti per migliorare questo spazio virtuale, e voi i miei "editori/lettori", che hanno il diritto e il dovere di pretendere solo ed esclusivamente materiale di qualità.

Gesto eclatante di alcuni di voi in questo momento...

E' un discorso giusto?
Un discorso sbagliato?
Un discorso vaneggiante?

Ditemelo voi.
Fatemi sapere perchè quell’euro lo spendereste.
Oppure ditemi perché no, assolutamente no, l’euro non lo dareste, né ora, né mai.
Eccheccisiamomessiintestaqua?In ogni caso, non abbiate paura. Commentate.


Nel frattempo, io il tasto “Donazione” lo metto là, in bella vista, in alto a destra. E anche in fondo a questa pagina. Solo per questa settimana. E' la prima volta in vita mia, da che sono su Internèt (era il lontano 2005, ormai), che "chiedo" qualcosa in cambio per quello che faccio sul web*.

Vediamo come funziona (e se funziona) questo esperimento.



*Mi piace ancora credere in Babbo Natale...

149 commenti:

  1. guarda, 1 euro al mese no, al limite ti offro un birrozzo al lucca comics XD

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    1. Venissi, volentieri.
      Ti sei risparmiato anche la birra, mi sa.

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    2. D: lucca comics senza sommobuta è come un porcile senza il maschio alfa

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  2. 1 Euro al mese per leggere un blog interessante? Ma anche di più! Se poi la mettiamo sul piano della guerra ai giornalisti "snob" son ben felice di farlo anche subito. Dammi in tuo codice IBAN. XD

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  3. Se riuscissi a sfondare davvero con uno qualunque dei miei "lavori", te ne darei anche 10 al mese per leggere... purtroppo, però, quelle tre cose che so fare "bene" non mi portano nemmeno un euro, quindi per ora non posso. Comunque, da blogger mi piacerebbe molto anche a me chiedere qualcosa, specie per quello musicale, che è quasi un giornale on-line con una propria periodicità e necessita di un mucchio di lavoro... ma non sono sicuro che sarebbe poi giusto, chiedere alla gente di pagare, e nemmeno costruttivo, viste le tante webzine gratuite sul genere :) .

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    1. Copio/incollo da un altro commento, dato che va bene uguale. :D


      Certo. Siamo d'accordo. Ribadisco: è solo un esperimento. Settimana prossima "pubblico" i risultati. A essere sinceri la cosa mi stranisce, nel senso che se è vero che "io non conto niente" come mai poi ci sono un numero "X" di persone (tante, per me) che mi ringraziano per quello che propongono?

      La domanda a questo punto sorge spontanea: senza voler essere presuntuosi, posso associare quello che è un hobby a un qualcosa di più? E chi viene da queste parti quotidianamente, se fossi "sul mercato", fruirebbe del servizio pagando una quota irrisoria (non credo che una persona si impoverisca per 1 euro al mese)?

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  4. la tua onestà, sorprende sempre. Addiritura il tasto donazioni non funziona xD.

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  5. visti i soldi che mi fai già spendere per i fumetti che mi consigli dovrei proprio dirti NO!! ahahah... Seriamente non so neanche io se sarei disposto a pagare se fossi obbligato, perchè non lo faccio con i giornali e gli altri blog che seguo. E' vero il discorso che un euro al mese non sono niente, ma se tutti i blog che seguo facessero sto ragionamento spenderei una ventina di euro al mese. Ti parlo anche di "testate" importanti e non di nicchia, come il fatto quotidiano, mi piace sfogliarlo, leggere gli articoli online che mi interessano e passare oltre se non trovo nulla di interessante. Talvolta compro il giornale in edicola se c'è qualcosa che è approfondito meglio, ma offre già tutto gratuitamente. Non compro neanche riviste varie (solo i fumetti) proprio perchè ci sono vari blog che svolgono un lavoro simile e anche più capillare perchè raccolgono tutti i commenti senza selezionarli, il tutto gratuitamente. certo il tasto li donazione non fa male a nessuno, e magari chissà, qualche donazione "una tantum" (appunto come i freelance) posso anche farla. Ma mensilmente non credo, non tanto per l'euro, ma per "principio" (ok, sembra stupido scrivere principio ma non trovo una parola che si adatti meglio). E ora via con le critiche, io la mia parte di onestà e sincerita ce l'ho messa ;)

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    1. Nessuna critica, mi interessa il punto di vista di tutti, essendo un esperimento. :D

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  6. forse per il tuo blog, non spenderei 1 euro al mese, ciò non toglie che sia fatto bene e che sia curato in ogni dettaglio.
    per altri blog invece diciamo che pagherei volentieri, non per fare pubblicità o altro, ma blog come keplero ( gestito da amedeo balbi) meritano di avere un qualche finanziamento seppur esiguo, non che comics&vitabutica non mi interessino, ma forse la gente pagherebbe per qualcosa che interessa, un blog sul calcio ovviamente prenderebbe più soldi in un giorno di quanti tu (o chiunque altro blogger semi-sconosciuto) possa fare nella sua vita, la mia opinione finale è quindi che ni pagherei per un blog, dipende quanto veramente ne vale la pena.

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  7. Alessandro de Concini4 ottobre 2012 15:18

    Io ho scoperto questo Blog attraverso un percorso penso comune a molti, cercavo capitoli in italiano di One Piece pur comprandone il manga perchè non mi bastavano le uscite "ufficiali" italiane, ho trovato il Devil's Fruit Site, poi ho trovato la fanpage di Sommobuta su FB (ai tempi della polemica con un'altra pagina a tema One Piece) e da lì al Blog il passo è stato breve.

    E' uno dei pochi blog che segue con cadenza giornaliera, perchè uno dei pochi che riesce a trattare non solamente di uno ma di molti argomenti a me cari (cinema, fumetti, serie tv,libri, internet etc)e che inoltre si nutre di un'atmosfera quasi "familiare" che lo rende veramente molto gradevole, tanto da farmi connettere alle 11 di sera su Youtube per sentire blablabeggiare il Sommo).

    Tutto questo per dire che spendiamo denaro per molte cose meno importanti e divertenti che leggere con interesse articoli su Internet, e che se non fosse tutto gratis varrebbe la pena di spenderle due lire per questo.

    Il mio parere sarà forse influenzato dall'aver appena concluso di vedere tutti i 22 episodi di Romanzo Criminale (la serie TV) nel giro di 5 giorni sotto consiglio butico e averli semplicemente amati tanto da avere già recuperato il film e accingermi a leggere il libro? E' probabile ma, anche per questo, ne vale la pena...di schiacciare quel pulsante, intendo.

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    1. Mi sento criminale io alle volte, dato che so che proppore cose (interessanti? lo decidete voi) spesso poi hanno come conseguenza quello di "mettere mano al portafogli" (per acquistarle).

      Grazie è poco. :)

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    2. Bè ma in fondo mica ci obblighi a comprarle le cose, siamo poi noi che autonomamente decidiamo di decimare le nostre pecunie.

      Comunque a parte l'apprezzamento personale al blog e alle tue iniziative, sommo, io sono sempre stato favorevole al pagare per ottenere un servizio, l'importante è che il prezzo sia commisurato al servizio proposto. Io mi ritrovo ad essere un "pirata" con centinaia e centinaia di GB di...diciamo...prodotti sull'hard disk, perchè non trovo che il prezzo proposto sia commisurato, se acquistare un film costasse 1 euro e così un album musicale o un libro io senza alcun dubbio non farei mai più uso di servizi di download P2P et similia.

      Io credo che sia giusto pagare per avere un servizio, ma in un'epoca in cui la diffusione delle informazioni e dei contenuti è mondiale e il pubblico raggiungibile infinitamente superiore ad anche solo dieci anni fa è ora di adeguare i prezzi. 1 euro al giorno per un giornale è un furto, 1 euro al mese è commisurato, così come o sarebbe 1 euro al mese per un blog.

      Tornando al tuo caso se ognuno dei tuoi lettori pagasse 1 euro al mese tu potresti dedicarti quasi esclusivamente alla cura e alla promozione del blog, sarebbe un lavoro immagino fantastico per te e si tradurrebbe in una maggiore qualità e quantità di contenuti per noi.

      Per riassumere il mio pensiero posso dire che credo che il prezzo troppo alto sia vergognoso, la totale gratuità sia buona, il prezzo commisurato sia la cosa migliore.

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  8. Fatto :)

    Comunque, se posso dire la mia, in alcuni casi si tratta di tipica tirchieria italiana, in altri di culopesismo.
    Voglio dire: per donare su Internet devi loggarti su Paypal, oppure digitare i numeri della carta di credito... vuoi mettere che sbatta micidiale? :D

    PS: sì, sono ironico.

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  9. Io non pagherei, come non pago per giornali cartacei: le notizie e le opinioni devono essere un bene liberamente scambiabile e non venduto. ovviamente i blogger meritano di essere pagati per il lavoro che fanno, ma tramite pubblicità derivanti dalle visite e non tramite un canone

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    1. Al di là di tutto - lasciando perdere l'esperimento: secondo te, chi offre un servizio di informazione dovrebbe lavorare gratis? :)

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    2. tu non offri un servizio di informazione ma di opinione. è diverso.

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    3. Strano però come le opinioni poi riscuotano un certo "successo", no? :)

      Ad ogni modo, ho specificato, nel fare la domanda a gigiru: "Al di là di tutto - lasciando perdere l'esperimento"

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    4. gratis no, ma come ho già scritto devono essere pagati dalle inserzioni pubblicitarie (o dalla vendita di articoli a terzi) e non dai lettori

      preciso che il mio è un discorso ideale, non ho idea di quanto si possa realmente guadagnare in questo modo

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    5. Con la conseguenza che sarebbero le pubblicità a dettare la linea degli articoli e dei giornalisti (cosa che succede già da un bel po' di tempo a questa parte)...

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    6. in tutti gli ambiti, se vuoi trasformare la tua passione in lavoro o sei un eccellenza o devi accettare dei compromessi, purtroppo il sistema funziona così

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    7. Io non sto manco con la forma pubblicitaria! Mi fa piacere che i saggi di sommobuta in vendita su amazon riscuotano un certo successo, ma certi spazi come youtube o i blog che in molti casi nascono gratis e dilettanteschi (nel senso buono del termine). Vederli passare a robe macina soldi è la FINE a mio parere! Poi boh!

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  10. Un euro? Ma sei fuori?
    Non pagherò mai una cifra simile!

    PS: ovviamente scherzo, e l'euro te lo dato sulla fiducia XD

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  11. Io ti pago a trimestri ;-)
    E consiglierei una campagna promozionale - un euro al mese, cinque euro sei mesi, dieci euro un anno e un ebook in scarico gratuito...

    Io a differenza di Alex non sono ironico.
    I tuoi conti, d'altra parte, li ho fatti anch'io.
    Con una media di 15/20.000 accessi al mese (molto più bassa della tua), con un solo euro all'anno incasserei comunque una discreta sommetta.
    Non sarebbe difficile.
    Ma non ce n'è.
    È la mentalità di fondo che non gira.
    È un fenomeno culturale - perché pagare qualcosa che fino a ieri era gratis?
    Che oltretutto non ti ho mai chiesto di creare (anche se mi piace approfittare della tua creazione).
    Del quale potrei fare volentieri a meno (anche se, finché è regalato, a meno non ne faccio).
    La cosa agghiacciante, è che la maggior parte là fuori lo considerano normale, questo scappare davanti al cartellino del prezzo.

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    1. Dilazionato... :D

      Beh, sì. E' un fatto di mentalità. Ci sta poco da fare. E' gratis, me lo piglio gratis. Se non lo è, tanti saluti, il mondo è grande.

      Ci sta pure, sotto certi aspetti, nel mondo 2.0.

      La domanda però resta: se una cosa ti piace (per davvero), ci investiresti qualche soldino?

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    2. Io sono tra i molti che pensano che questa cosa agghiacciante sia normale! XD Io non scappo davanti a nessuno cartellino del prezzo. Io scappo quando si passa dal diletto puro e semplice a macchina macina soldi che cambia per l' 80, 90 % dei casi. Si facesse un blog o un sito con donazioni sin dall' inizio per dire sarebbe un altro discorso!

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    3. Comunque del tuo discorso ne sa qualcosa il cinema che in qualche nazione prima come l' Inghilterra, in qualche altra dopo come l' Italia, ha visto crollare gli spettatori perché uno poteva godere della TV e pazienza se all' epoca il cinema era comunque in generale migliore e più spettacolare! XD Vuoi mettere non stare a pagare sempre il biglietto e dover uscire di casa? XD

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  12. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  13. @Davide: riguardo al "culopesismo" non ero ironico, l'ironia era solo nel tono. Per essere meno fraintendibile ribadisco anche qui che secondo me al 50% si tratta di un problema di "non pago perché devo averlo gratis", e al 50% di un fatto di poca/nessuna voglia di fare acquisti online, per pigrizia, diffidenza, o... ignoranza.

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  14. Parto con la premessa che sei una persona che stimo tantissimo, questa tua proposta sorge spontanea e la reazione si chi dice "no, non pagherei" nascono entrambe da questo periodo non buio ma nerissimo... ovviamente è giusto che tu pretenda dei profitti visto il lavoro svolto(sforzi il cervello) ma come sai in italia chi usa il cervello preferiscono mandarlo via, succede su chi passa una vita a studiare e poi per le ricerche pagano 800€ al mese... pagano fior di migliaia di euro un giornalista per qualche articoletto sul messaggero e chi crede davvero nell'informare la gente o stare a contatto con essa per scambiare idee non viene neanche visto... io penso sia giusto che se qualcuno vuole premiarti lo debba fare, però in fondo nell'esempio della rivista ci sono delle spese da considerare come ad esempio la stampa e la distribuzione che costano, su un blog invece le spese sono molto minori e si automantengono con i banner pubblicitari... potresti fare secondo me una cosa non obbligata.. chi vuole da, chi ha cuore lo fara di certo, e anche chi non si sente costretto a farlo(psicologia al contrario) xD

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    1. Certo. Siamo d'accordo. Ribadisco: è solo un esperimento. Settimana prossima "pubblico" i risultati. A essere sinceri la cosa mi stranisce, nel senso che se è vero che "io non conto niente" come mai poi ci sono un numero "X" di persone (tante, per me) che mi ringraziano per quello che propongono?
      La domanda a questo punto sorge spontanea: senza voler essere presuntuosi, posso associare quello che è un hobby a un qualcosa di più? E chi viene da queste parti quotidianamente, se fossi "sul mercato", fruirebbe del servizio pagando una quota irrisoria (non credo che una persona si impoverisca per 1 euro al mese)?

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  15. Davide e Alex riassumono abbastanza precisamente la mia idea.
    E contro una mentalità, c'è poco, davvero poco che si possa fare.
    Per quello che mi riguarda: sì, un euro al mese è un prezzo onesto, te lo girerei volentieri (ma meglio, come dice Davide, un abbonamento a 10/12 euro l'anno, che lo sbattimento di 12 versamenti separati).
    Il problema, semmai, come nota Nargas, è che non sei l'unico blog che seguo. E i 12 euro annui fanno in fretta a diventare 120, o più. Che poi, nell'arco di un anno, sono sempre niente, ovvio, ma un sopracciglio lo si alza. ;D
    Io? Io non chiederei soldi, perché, a differenza di molti di voi, scrivo solo una caterva di cazzate. Potrei chiedere una donazione libera quando posto le mie photoshoppate per desktop, iPad e iPhone... ma mi cambierebbe poco, credo.

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    1. Pure io scrivo cazzate. Su questo non ci sono dubbi. L'obiezione che poni ci sta: se io seguo "X" blog e vorrei "sostenere" ognuno di loro, se ne andrebbe un capitale. Non fa una piega, mi trova d'accordo.
      Però, come scritto anche qui sotto da Alex, secondo me sarebbe uno sprone a fare ancora meglio.

      Proprio perchè so che tu "investi" su di me, io ovviamente ti ripago con migliore qualità.
      ;)

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  16. @Cyberluke: eppure io questo fatto sollevato da Nargas lo vedo come uno stimolo. Una concorrenza positiva che ti obbligherebbe a scegliere, non so, dieci blog per cui vale la pena spendere un euro al mese.
    E, per contro, obbligherebbe a fare meglio quei blog che il tuo euro non se lo meritano. Oppure a tornare gratuiti.
    Insomma, il meccanismo a me pare onesto :)

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  17. Buta, e se TU pagassi ME per leggerti? :D
    Just kiddin'.
    Sai come la penso sulla questione. ;)
    Io contribuisco sulla fiducia, non levare quel tasto.
    E al diavolo i culopesisti.

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    1. E' un'idea. XD
      Poi però mi pubblicizzi urbi et orbi. :D
      - anche perchè come ben sai, è prassi comune -

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  18. No, primo perché i blog non sono nati per questo motivo, non sono giornali online. Sono appunto blog.
    I giornali si pagano perché vengono stampati e distribuiti e questo comporta dei costi. Vengono impaginati, altri costi. Ci lavorano stipendiati, altri costi. Ci sono tasse, quindi altri costi. Ci sono uffici di redazione e inviati, altri costi.
    Il blog è esente da tutto questo. Tranne il fatto che ci perde tempo il blogger.
    Quindi non vedo perché debba essere pagato un blogger che scrive a casa sua.
    Diverso è il discorso di quella sottospecie di giornalista che usa i blogger per la sua testata. Quello si chiama sfruttamento.

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    1. "No, primo perché i blog non sono nati per questo motivo, non sono giornali online. Sono appunto blog."

      Quoto tutto!

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  19. Daniele, ma uno scrittore allora perché dovrebbe essere pagato? Anche lui "ci perde tempo e basta". Senza polemica, eh.
    Concordo nel dire che blogger e giornalista sono due figure diverse. Ma il lavoro che c'è dietro è comunque tanto. Infatti per il blogger altro non è che una derivazione dello scrittore, più che del reporter. Per questo, se lavora bene, deve essere pagato.

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    1. In che senso uno scrittore deve essere pagato? Forse ho frainteso quello che volevate dire voi o voi avete frainteso me. Io non pagherei per leggere alcun blog, sia di blogger, sia di giornalisti, sia di scrittori.

      Non ha senso pagare per leggere un blog. Non è quello lo scopo del blog.

      Se poi sommobuta pubblica un ebook e lo mette a pagamento, è un altro discorso. Ma, ripeto, non mi è chiaro il discorso sullo scrittore.

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  20. io pagherei però ci fosse la carta...vuoi mettere l' odore dell' inchiostro :D

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  21. Se con "pagheresti?" intendi essere disposto a sostenere il tuo blog perchè lo trovo interessante e quindi sarebbe un modo per darti una mano a continuare, allora potrei anche dirti "si, lo farei". Si tratta di una scelta personale. Ma se invece intendi dire che un blogger dovrebbe essere equiparato e stipendiato come un giornalista, ti direi di no. Perchè un blogger, a prescindere dall'impegno profuso e dal tempo impiegato, non può definirsi un giornalista in quanto non è un professionista del settore. Il giornalista, almeno in Italia, è una professione regolamentata da norme e per definirti tale devi iscriverti all'ordine, sostenere esami e fare praticantati nelle redazioni. Non vedo perchè chi non fa questo percorso debba essere messo sullo stesso piano di chi ha impiegato tempo e denaro per diventare un professionista. I blogger vogliono essere pagati? benissimo...s'iscrivano all'ordine! Ma fino ad allora non credo abbiano alcun diritto di pretendere un salario per esprimere la propria opinione su un argomento, cosa che oltretutto non sono obbligati a fare. Infine, essendo la professione tutelata da una legge, chi si spaccia per giornalista compie un abuso di professione...un po' come l'odontotecnico che dice di essere dentista...tu pagheresti per farti mettere le mani in bocca da un tipo così?

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    1. Chiarissimo. L'intento dell'esperimento è sicuramente il primo che hai esposto, non il secondo. ;)

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  22. Tutti i blogger con un minimo di seguito (diciamo 800 lettori fissi al giorno, così ci sto dentro anch'io) hanno alle spalle anni di pratica, di solito reperibili clickando sul pulsante "Archivio" - anni e anni di scrittura, disponibili in pubblico, e gratuitamente.
    Manca il pezzo di carta - e il balzello di iscrizione all'albo.
    A questo punto, premesso che no, non mi farei mettere le mani in bocca da uno diplomato in estimo catastale, vorrei capovolgere la domanda... se uno ti fa divertire con ciò che fa, prima di metterti a ridere alle sue battute, gli chiedi l'iscrizione all'albo dei mimi e dei giullari?

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    1. Davide non trovo, a mio parere, che i tuoi esempi siano appropriati. Prima di tutto, un aspirante giornalista che fa pratica in una redazione si confronta di solito con colleghi, revisori, direttori ecc, tutta gente con anni e anni di esperienza alle spalle che possono correggere gli errori e spingerlo a migliorarsi, magari attraverso la competizione. Un blogger, salvo rari casi, non dispone di tutto ciò. è molto raro che un esperto (e intendo esperto vero) di un argomento si metta a rispondere e confutare opinioni di un blogger seguito da 800 persone. Quindi, per quanto imponente possa essere l'archivio, non è stato vagliato dai professionisti e quindi è fine a se stesso. Non è il semplice pezzo di carta...altrimenti, per fare un esempio, potrei paragonare una Laurea in Economia presa per corrispondenza con una della Bocconi...ma non sta ne in cielo ne in terra.

      Infine, per rispondere alla seconda domanda, se uno mi fa ridere non vado a chiederegli dell'iscrizione all'albo dei mimi e dei giullari, ma sicuramente non lo prenderei per recitare una commedia di Molière o De Filippo senza sapere se ha studiato recitazione...chiunque può fare il comico se ha i tempi giusti, ma il teatro va lasciato agli Attori (con la A maiuscola)....stessa cosa dicasi per giornalisti e blogger.

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    2. Uhm...Perdonami, Tito, ma queste cose mi sembrano Follia Pura. Sì con le maiuscole.
      Faccio il regista teatrale, di mestiere, oltre che l'insegnante di teatro e il drammaturgo. Come certo saprai, visto che (mi pare di capire, o forse mi sbaglio) fai il giornalista, per iscriversi all'albo (come pubblicista, ad esempio) basta aver versato i contributi e scritto un tot di articoli in un certo lassi di tempo. Se non sbaglio 75 in due anni (ho un amico pubblicista). Molti meno di quelli che hanno scritto il 90% dei blogger presenti in questi commenti. Non solo: tutto questo (contributi e articoli) mica vale solo se lo hai fatto per Repubblica o per il Corriere della Sera. Basta aver pubblicato in W Padania o Fuffa Magazine 1976. Non mi dirai certo che tutte queste testate pullulano di "revisori, direttori ecc, tutta gente con anni e anni di esperienza alle spalle", giusto?
      Senza contare la questione (annosa, davvero) dell'albo dei lavoratori dello spettacolo. Non si poteva scegliere esempio più complesso da inquadrare... Visto che, te lo dico da "mestierante", le Scuole di Teatro (TM) in Italia che rilasciano quella qualifica da Attore che tu intendi sono poche, (immeritatamente) elitarie e piene di vecchiume. Niente a che vedere con la "vera" scena teatrale italiana, figurati con quella europea. Ti assicuro che se dovessi scegliere a chi far recitare Molière preferirei un gruppo di allievi della scuola di teatro del Liceo G. G. Visconti di Roma (non ci lavoro io) piuttosto che un diplomato alla Silvio D'Amico. A meno che il mio intento non sia far crepare il pubblico di noia, o indire una gara di scaccolamento durante il secondo atto.
      Da che mondo è mondo, le leggi del mercato... Le fa il mercato. E' questione di domanda e offerta, e, date le statistiche decisamente poco confortanti sul numero dei lettori di quotidiani "cartacei" (e date, di contro, quelle sui lettori assidui di blog), direi che la situazione è abbastanza chiaramente in contrasto con ciò che dici. Spero di non averti offeso con un linguaggio un po' tagliente...

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    3. scusate l'intromissione ma vorrei rispondere sempre a Tito dicendo una semplice cosa: è vero che il blogger durante la "gavetta" non dispone di professionisti 'che possono correggere gli errori e spingerlo a migliorarsi'. un blogger dispone di qualcosa, a mio avviso, ancora più istruttivo e stimolante perché per ogni errore commesso (che sia di battitura, di grammatica o peggio di informazione) subisce il supplizio istantaneo e pubblico e nessun incoraggiamento.

      tornando alla questione generale la mia risposta è no, non sottoscriverei un euro al mese per un blog che seguo e per due semplici motivi: 1) odio gli abbonamenti e 2) non tutti gli articoli che un blog mi offre mi interessano.
      sono invece favorevole nel dare denaro al singolo post con sottoscrizione libera (Es. Questo articolo mi ha divertito e secondo me merita 30 centesimi).

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    4. Gherardo mi dispiace ma sei male informato. Innanzitutto non esiste un numero esatto di articoli da pubblicare ma bisogna documentare un'attività biennale continuata e retribuita per iscriversi nei pubblicisti. I quali sono una categoria speciale di giornalisti, non professionisti. Perchè diventino professionisti devono presentare domanda all'Ordine Regionale, che valuterà il lavoro svolto e deciderà se ammettere alla prova d'esame per l'idoneità e solo se superata (è composta da esami scritti e orali con la Commissione presieduta da 2 magistrati e 5 professionisti) ci si potrà iscrivere all'ordine. Inoltre non si può accedere alla prova senza aver frequentato un corso di formazione dell'Ordine. Quindi non mi pare tanto semplice e sicuramente uno che si sbatte a fare tutte queste cose non credo debba essere equiparato a chi scrive comodamente da casa nel tempo libero dal lavoro. Sia chiaro che non ho niente contro i blogger, anzi...sono una manna dal cielo. Ma che restino tali e non avanzino pretese senza fondamento. Ripeto quello che ho detto nella prima risposta. Se mi si chiede "vuoi sostenere il blog di Sommobuta?" io rispondo "si, volentieri perché scrive cose interessanti". Ma se mi dicono "sommobuta vuole essere pagato per non fare altro che esprimere la propria opinione su un argomento" allora rispondo "caro sommo, fatti un po di anni di gavetta, studia e diventa professionista e poi ne riparliamo". Piu chiaro di cosi non si puo.
      Chiudo sul teatro, che non è assolutamente il mio campo e che ho usato per fare un piccolo esempio, ma su cui un'opinione, giusta o sbagliata che sia, voglio comunque darla. Tu dici di preferire gli allievi della scuola di teatro del liceo Visconti. concesso. Ma mettendo da parte il fatto che già è una scuola di teatro (si spera con insegnanti competenti) e quindi un minimo di recitazione si studia, tu credi che gli studenti usciti da lì possano ritenersi attori professionisti? che non abbiano niente da imparare all'accademia d'arte drammatica? che siano in grado di interpretare i mostri sacri del teatro sui grandi palcoscenici? io non credo. il talento può risiedere in chiunque ma se non è coltivato rimane grezzo e, francamente sprecato. E credo, opinione mia, che fare pratica accanto a gente esperta del settore, tanto nel teatro quanto nel giornalismo, sia un passo fondamentale per crescere professionalmente.

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    5. Frank quello che dici sul giudizio di internet è vero. Ma la differenza fondamentale è: se io scrivo un post e tu mi dici "hai scritto una cazzata, l'hai scritta anche male" io potrei rispondere "tu hai la tua opinione e io ho la mia". Un direttore di testata ti dice "hai scritto una cazzata, l'hai scritta male e se non la correggi immediatamente mando in stampa l'articolo del tuo collega al posto del tuo". e se azzardi la risposta "è la mia opinione" ti risponde di lasciare le opinioni agli editorialisti e che sei pagato per scrivere cose il piu possibile obbiettive e argomentate. ovviamente è un esempio banalissimo e presuppone serietà e abnegazione sul posto di lavoro...cosa che in Italia è ormai alquanto rara purtroppo...

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    6. Hai ragione, l'esame non l'ho menzionato, ma si deve sostenere anche per diventare pubblicisti. Che, tuttavia, rimane sempre una categoria dell'Ordine, che ti da la possibilità di scrivere (retribuito) su un giornale. Non mi risulta affatto invece (per i pubblicisti, intendo) il corso di formazione.
      Il discorso sul teatro forse è meglio accantonarlo, per ora, sarebbe davvero lunghissimo. In ogni caso no, non ritengo che degli studenti appena usciti da una scuola liceale possano ritenersi professionisti, tuttavia penso che i criteri stabiliti dalle Accademie in questo senso siano tutto tranne che oggettivi e/o validi per il mondo del teatro moderno europeo.
      Per quanto riguarda la questione giornalismo/professionismo... Beh... La questione del direttore di testata è spinosa. In fondo è come dire che uno scrittore autopubblicato vale automaticamente meno di uno pubblicato, che so, da Einaudi, perchè Einaudi ha degli editor esperti. Eppure basta leggere i due romanzi della signorina Chiara Strazzulla, evidentemente vagliati dagli esperti editor di Einaudi, per capire che "Casa Editrice" non è sempre uguale a "qualità". E, d'altro canto, si potrebbero leggere alcuni dei saggi degli autori di "Lemuria Social Club", o anche il romanzo autopubblicato "Marstenheim" di Angra (blogger) o i progetti di scrittura condivisa organizzati e sottoscritti da alcuni dei presenti, per verificarne la qualità. Qualità superiore, ad esempio, ai romanzi della Strazzullo, o della signorina Elisa Rosso, anch'essa pubblicata da una grossa CE.
      Quindi? quando anche i "professionisti" si dimostrano incapaci come la mettiamo? Non possono certo essere etichettati come "migliori" solo perchè hanno il culo su una poltrona... No?

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    7. si e no. sulle opinioni personali puoi controbattere ma non su errori "importanti" ed obiettivamente conosciuti come tali. certo poi bisogna sempre vedere come ti viene fatto notare l'errore ecc., ma qua si rientra nel buon senso.

      secondo me la differenza principale sta nel fatto che lo scambio tra redattore e direttore resta privato, mentre quello tra blogger e lettore no. se un giornalista pubblica una stronzata (porto ad esempio le baggianate su neil gaiman pubblicate da repubblica) il giornale può fare facilmente orecchie da mercante e fregarsene delle proteste dei lettori, ad un blogger invece questo non è permesso. tutto ciò per dire che, per come la vedo io, l'apprendistato fatto da un blogger può essere considerato impegnativo e istruttivo quanto quello svolto da un'aspirante giornalista. il discorso poi su titoli e reale esperienza su un determinato argomento vale poco o niente, tocca testare per giudicare.

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    8. Guarda...il problema è che affrontiamo il discorso in termini assoluti quando si dovrebbe giudicare caso per caso...c'è tanta gente competente in ogni professione ma ci sono anche tante mele marce. Quindi se ragioniamo nell'ipotesi che ognuno faccia il proprio lavoro restando fedele alla deontologia professionale, allora ti potrei dire che secondo me un autore pubblicato da Einaudi vale piu di uno autopubblicato, per il fatto che suppongo sia stato vagliato da critici esperti che ne hanno giudicato il valore intrinseco. Purtroppo, come ricordavi tu prima, oggi si obbedisce alla legge di mercato. e il mercato oggi ha dei gusti veramente penosi. ad esempio, fosse per me la Meyer (Twilight e seguito) non avrebbe il diritto neanche di affacciarsi dentro una copisteria, figuriamoci una casa editrice. Ma per sfortuna vende...e quindi la pubblicano (A tutti i fan che leggono...SI TRATTA DI UN'OPINIONE STRETTAMENTE PERSONALE, RISPARMIATEVI GLI INSULTI!!! XD). Magari grazie ai soldi fatti con la Meyer la casa potrà continuare a pubblicare autori che vendono meno ma sono qualitativamente superiori. Dunque quando vedo romanzacci del genere non penso "l'editore è incompetente" ma piuttosto "l'editore pensa solo a vendere". e non so quale sia peggio.
      Sul teatro colgo il tuo suggerimento e chiudo la questione perchè ti ho gia dato la mia opinione e soprattutto, non essendo nel settore, non mi azzardo a contraddirti su cose di cui tu fai esperienza diretta e quotidiana.
      PS: il corso di formazione è obbligatorio per sostenere l'esame di idoneità a diventare giornalista professionista, quindi per iscriverti all'elenco dei pubblicisti devi "solo" fare i due anni di praticantato e l'esame.

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  23. Vorrei ricordare a Lucia che c‘era un tempo in cui ti pagavano per esprimere la tua opinione, TI PAGAVANO PER VOTARE!!! Ma quella era la Civiltà...ora siamo disintossicati da queste menate, paghiamo solo per la rincoglionirci!!! Io che NON PAGO MANCO IL CANONE RAI ti finanzierei perché voglio i ringraziamenti in prefazione sul tuo prossimo BESTSELLER “alla mia amica perché vogliamo cambiare il mondo un uomo alla volta“...ci conto...e poi é impensabile ascoltare che solo perché era gratis non si può pagare ora...50 anni fa l‘ACQUA ERA GRATIS...torniamo sempre alla proprietà privata di Rousseau: IL PENSIERO É PROPRIETÀ PRIVATA!!! Voglio sommovenzionarti. <3 ma tu promettimi che non diventerai uno di loro.....

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    1. Tu mi "ripaghi" anche solo con il pensiero. <3
      Mi sta più che bene.

      - questa se la legge Deborah è capace che si ingelosisce, ma lei ha detto che l'euro non me lo dà - XD

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    2. ahahahahahah...Hai detto a Deborah che mi hai visto di prima mattina....nessuno sano di mente vorrebbe vedermi ogni mattina...per fortuna Rosario non lo è!!! baci

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    3. Sul canone se è vero... CHE SCHIFO! E non sei figo per niente per averlo detto qui! Vai a dirlo alla tua caserma di carabinieri più vicina e vediamo!

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  24. Mettessi il tasto donazione sul mio blog e avessi gente contenta di donare qualche danaro per ''sostenere'' quel che faccio, di certo sarei felice. Detto questo, non pagherei per leggere un blog!xD
    ''Cervè, ma che cazzo stai a dì!?''
    Vabè, ci faccio un post su! Mi piace 'sta tua domanda provocazione :D

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    1. Sì ma...e l'euro al mese?
      XD

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    2. No Buta, non ti do manco un euro!!!!!!! Muhahahahahah! Io sono un petachin' non lo sapevi!?

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  25. Per un blog come questo pagherei, perchè spesso ci ho trovato pareri su fumetti/film/libri di cui mi sono fidato e non mi sono pentito. Ergo, oltre ad essere interessante, mi è stato utile.

    La formula di Davide è utile, e anche una tipo "iscrizione a tempo" uno si iscrive e dalla data dell'iscrizione ha tre giorni libero sul blog, in modo da poter vedere se gli garba o no u.u

    Per tutti quelli che se ne sono usciti con "Ma in Italia c'è l'albo", "Ma i blogger esprimono opinioni" et similia.
    L'albo dei giornalisti esiste in Italia e in...no, non mi viene.
    Opinioni? E i critici? E molti giornalisti?
    "No, quello che scrivi sono cazzate che leggo per passare il tempo". Sarebbe state l'unica risposta onesta da dare, se la risposta era no.

    (Comunque, buta, se non parli meglio di Naruto io non intendo comunque sganciare quell'euro al mese, sia chiaro u.u)

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    1. No, se parla meglio di Naruto io l'euro al mese non glielo do! Come la mettiamo? :D

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    2. Che domani avevo intenzione di proporre "5 motivi validi per leggere Naruto". Devo ridarti indietro l'obolo? :D

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    3. Ma come, ti pago e non scrivi quello che voglio io?
      *se ne va sbattendo la porta*

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    4. Se lo pago anche per te il problema non si pone!
      Vai pure via Giobblin, tornerai Mhuahuahu.

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  26. Io la reputo una questione molto più profonda di quanto si possa pensare. Leggere un fumetto/libro è divertente, ma buona parte del divertimento (almeno per me), in fondo, consiste anche nel condividere idee, leggere pareri, consigliare e venir consigliati... e quando trovi un posto che per te è come una "casa" in cui leggi con piacere e sai che non verrai deluso, perché dovresti dare per scontata questa cosa? Adesso io non lavoro e tutto, ma dato che il post mi ha divertito e c'era il tasto di Paypal non potevo fare a meno di cliccarci (e lo rifarò più avanti), ma quando lavorerò, per me, sarà una cosa normalissima cliccare Donate periodicamente su tutti gli spazi web su cui mi piace bazzicare.

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    1. E non è affatto un atteggiamento da sottovalutare, questo. :)

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  27. Il discorso è complicato.
    Se mi dicessero di pagare un euro al mese (da destinare poi alle iniziative più varie, anche in beneficenza volendo, ma non solo) per leggere questo blog lo farei sicuramente, non ci sarebbe alcun problema.
    Ma se tu mi chiedessi di pagarti sinceramente non mi piacerebbe.
    Perchè soldi e passione non vanno molto d'accordo e se quello che è un hobby alla fine diventasse una fonte di reddito si perderebbe molta genuinità.
    E questo vale anche per la persona più onesta del mondo, alla fine la tentazione di agire per guadagnare di più ci sarebbe per tutti.

    Quante volte parlando di musica, libri, fumetti, film, serie TV ecc. abbiamo parlato di scelte fatte per esigenze commerciali?
    Ecco, non vorrei che poi il discorso divenisse applicabile anche ai blog come questo.

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    1. "Perchè soldi e passione non vanno molto d'accordo e se quello che è un hobby alla fine diventasse una fonte di reddito si perderebbe molta genuinità."

      No, non sono d'accordo. Al di là dell'esperimento, o della mera "operazione finanziaria" ( ;)), le cose si possono conciliare benissimo.

      Volendo molto estremizzare, se così non fosse, esempio scemo, Oda non dovrebbe disegnare One Piece, dato che ha iniziato a farlo "per hobby".

      Hobby che poi è diventato un lavoro. Credi che il suo "guadagnare bene" abbia fiacchito la sua genuinità? Io dico di no. Anzi, il guadagno è lo sprone a far meglio, perchè è il patto definitivo col lettore.

      Se hai letto il post come "tentazione di agire per guadagnare", probabilmente mi sono espresso male io. L'intento non era affatto quello. Anzi.

      Però era un discorso che prima o poi volevo affrontare. Per quanto sia un hobby (piacevolissimo e divertentissimo), scrivere un articolo porta via tempo (poco o tanto che sia, non importa). Ok, nessuno mi punta un coltello alla gola per farlo, ma stranamente, poi, ci sono 1500 persone che vengono qua a leggere le mie opinioni. A cui seguono caterve di mail, mp e messaggi di lettori entusiasti per questa o quella cosa proposta.

      La domanda, a mio avviso, è legittima: lo fanno perchè sono davvero interessati? Perchè è gratis? E se sono davvero interessati, "pagherebbero" per leggere le cose che gli interessano sul serio?

      Non credo che 1 euro al mese impoveriscano una persona, nè che arricchiscano un'altra. Volendo fare i conti in tasca, se davvero tutte le 1500 persone che passano in media qui versassero "la quota", credi che mi arricchirei e diventerei "commerciale" (termine che dovremmo esaminare, tra l'altro, perchè indica tutto e niente)? Oppure pensi che sarebbe uno stimolo maggiore per fare meglio e proporre roba più interessante, proprio perchè tra me e voi c'è una sorta di patto?

      Credi davvero che una cosa del genere potrebbe minare credibilità, e soprattutto genuinità?

      Io dico di "no". Ma sono "di parte". :D

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    2. Prima di tutto chiarisco che il mio voleva essere un discorso generale, non legato solo a te e a questo blog.
      Soprattutto non ho mai pensato ad una tua "tentazione di agire per guadagnare", se l'ho lasciato intendere me ne scuso, non era assolutamente mia intenzione. :)

      Sull'esempio di One Piece: Oda mi sembra un'eccezione nel mondo dei manga moderni.
      Ed anche per lui si può parlare di influenze commerciali in alcuni casi, basta pensare alla comparsa di personaggi chiave del manga (Aokiji, Akainu e Kizaru) in un film, in cui il ruolo del Sensei sarà davvero molto piccolo.

      In ogni caso, la mia rimane un'opinione personale e non un'accusa. :)
      Per principio ho sempre visto i miei hobby e le mie passioni come un qualcosa che dovesse restare separato dai soldi.
      Nel caso potrebbe diventare un lavoro, ma a quel punto si tratterebbe appunto di un lavoro (che adoro, mi piace e tutto il resto ok) e non più di un hobby.

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    3. Si dice: "fai un lavoro che ti piace e non lavorerai un giorno della tua vita" XD

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    4. Figurati, Mattia, non l'ho presa per un'accusa. Con te mi sono permesso di dilungarmi un po' di più, ma il discorso naturalmente è generale. :D

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    5. Il 90% degli artisti di manga in Giappone arrivano dal fandom.
      E funziona così più o meno dal 1958.
      Normalmente esordiscono al Komiketto con opere messe insieme in cantina, e poi le usano come portfolio per passare alle riviste.
      Penso a Shirow, alle Clamp, allo stesso Toriyama.
      Oda non è un'eccezione.
      Forse è stato diverso per i grandi vecchi - Ishinomori, Matsumoto, Shirato.
      Ma ormai il passaggio fandom/professione è la norma.

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    6. Lo so. ;)
      Il mio discorso (e anche quello di Buta, credo) era sul fatto che Oda, pur avendo avuto un successo enorme, ha continuato la sua opera senza farsi influenzare troppo dalle logiche di mercato e senza perdere la genuinità che lo contraddistingueva inizialmente.

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    7. "Il 90% degli artisti di manga in Giappone arrivano dal fandom.
      E funziona così più o meno dal 1958.
      Normalmente esordiscono al Komiketto con opere messe insieme in cantina, e poi le usano come portfolio per passare alle riviste.
      Penso a Shirow, alle Clamp, allo stesso Toriyama.
      Oda non è un'eccezione.
      Forse è stato diverso per i grandi vecchi - Ishinomori, Matsumoto, Shirato.
      Ma ormai il passaggio fandom/professione è la norma."

      Già! Vedi pure qua in Italia. Da Castelli in poi c' è gente che è passata dalle fanzine al professionismo. Senza parlare dei registi! Praticamente è la norma esordire con corti amatoriali e poi se si ha talento diventare professionisti.
      Il fatto è che appunto in certi ambiti uno passa da dilettante che lo fa per hobby a lavoro e quindi diventa professionista. Prendiamo Burattini. I primi tempi continuava il suo solito lavoro, ma poi lo ha lasciato per diventare scrittore a tempo pieno. Eppure lui non si considera professionista da li, ma da quando ha pubblicato la sua prima storia pagata e su una testata professionale! Il discorso quindi è che quando con datori di lavoro o pubblicità tu generi introiti, sei un professionista, punto! Invece su internet tutto il discorso è diventato piuttosto aleatorio. Mah! Discorso a parte comunque per le donazioni per gestire un sito che si fa sin dalle origini o quasi di internet però.

      "Per principio ho sempre visto i miei hobby e le mie passioni come un qualcosa che dovesse restare separato dai soldi.
      Nel caso potrebbe diventare un lavoro, ma a quel punto si tratterebbe appunto di un lavoro (che adoro, mi piace e tutto il resto ok) e non più di un hobby."

      Non posso che quotare!

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  28. La questione soldi è sempre una questione delicata e decidere chi "merita" di essere pagato per quello che fa è ancora più delicato.

    Capisco perfettamente che un Blogger che scrive quotidianamente (ma anche no purché con una certa periodicità ed impegno) si senta un po' bistrattato quando gente che prende fior di soldi per fare "OPINIONE" come può essere l'Annunziata benemerita (o un qualsiasi critico perché la critica di per se non può essere considerata notizia) si permette di fare affermazioni simili.

    Sta di fatto che, a prescindere dai discorsi ideali, quello che stai facendo tu è un esperimento che a mio avviso centra poco con la questione. Ti spiego cosa intendo:

    considerare il tuo blog al pari di una rivista e pagarti una quota non sarebbe stato un problema, probabilmente, se fosse stato così sin dall'inizio (in realtà non so, nonostante mi piaccia molto, se avrei mai "comprato la tua rivista" ma questo poi è una questione di gusti)ma tu stai chiedendo di trasformare in un servizio a pagamento, qualcosa che al momento "ottengo" gratis.

    Il discorso non centra ne con la qualità ne con la professionalità (cose che tu hai ad iosa e che fanno si che io segua frequentemente i tuoi post) ma con il cambiamento di modalità di fruizione.

    Se da domani mia Zia decidesse di farmi pagare il pranzo, come la mensa, ci penserei 2 volte prima di andare a mangiare da lei XD

    Non credo che sia ne un fatto di "tirchieria" ne una questione di principio, è solo che in genere ci poniamo con dei preconcetti ad accettare le cose per come sono in principio ed ogni cambiamento che non ci porti vantaggio immediato lo percepiamo come qualcosa di negativo...

    P.S.: Mi interessano molto i risultati dell'esperimento, ma 2 settimane non sono indicative. Per me molti che hanno detto che pagherebbero lo hanno fatto solo applicando la modalità "Condizionale" (nel senso "lo farei, ma non lo faccio") e se lo faranno questa prima volta probabilmente lo faranno per principio.

    P.P.S.: Si nota la mia scarsa fiducia nell'umanità?! XD

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    1. Chiarissimo come la pensi. :)

      Domanda: dici che dovrei "prolungare" l'esperimento?

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    2. Si :-) ma dovresti farlo senza dire che è un esperimento, come fa, per esempio, wikipedia XD a quel punto, dopo un annetto puoi tirar fuori una buona valutazione dell'andamento delle donazioni e capire se effettivamente chi parlava in positivo poi ha agito veramente...

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  29. Non ho tempo per rispondere e non leggo solitamente il tuo blog, né molti altri blog.
    ho letto pochi commenti e quindi magari ripeto cose dette da qualcun altro.
    Comunque il concetto è che, né nelle tue parole, né nei commenti che ho letto, ho visto una logica economica, di mercato.
    Non otterresti molti euro per quei motivi.
    Hai sbagliato impostazione già nei paragoni di partenza e in un'idea di patto con il lettore.
    Il lettore invece diventa cliente e non esistono più patti se non un'analisi costi benefici che portino il servizio che offri a superare il prezzo di riserva del cliente.
    Se fai uno studio, anche breve, di beni sussidiari e complementari al tuo ti accorgi ben presto che non ci sono speranze di offrire a "un euro" questo tipo di servizio e che il prezzo di riserva del lettore medio è vicino allo zero, ovvero viene divorato dalla semplice seccatura/avversione del cliente medio a fare donazione.
    aggiungi il tipo di servizio, di cui, sicuramente, si può fare a meno, vuoi per la mancata necessità di governare la complessità del web (anche tematica, come nel tuo caso) vuoi il fatto che lo si potrebbe fare in modo autonomo ma vuoi soprattutto che ci sono altri che lo fanno a costo zero o meno di zero, con qualità diverse, minori, o forse maggiori, chissà, in ogni caso da scoprire e testare.
    Quindi no.
    Dispiace dirlo ma è un discorso che se non segue logiche di mercato non è del tutto corretto.
    Diciamo che nell'istante in cui "metti un prezzo" devi automaticamente smettere di concepire il tuo blog come un "hobby" e concepirlo come "prodotto"
    l'articolo in cui mi chiedi l'euro, per dire, è già fuori target. Io, questo prodotto, non l'ho gradito, come prodotto. Come articolo di blog e di divulgazione di blogger amico sì, ma come prodotto no.
    Ciao!

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    1. Concordo al 100%. Hai saputo centrare il problema.

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    2. Grazie per la schiettezza e per il parere onesto, Gelo. :)

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  30. Vado controcorrente ma dico che un blog "a contributo" difficilmente riuscirebbe ad avere successo. Ormai siamo abituati a trovare di tutto in rete, nessun blog appare così indispensabile e così unico, per rendere l'idea.
    Va da se che se un certo blog è davvero interessante, dare un piccolo contributo libero ogni tanto sarebbe giusto. Ma tant'é, io mi accontento di usarlo come vetrina per i miei ebook, quelli sì a pagamento, perciò chiedere un contributo anche per il blog mi parrebbe eccessivo.

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    1. Io vedo quel piccolo contributo come un'elemosina... alla stessa maniera di quelli che inseriscono la lista di libri su Amazon. Nessuno ti obbliga ad aprire un blog. E, come giustamente hai detto, nessun blog è indispensabile.

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    2. Vero. Nessun blog è indispensabile. Come non lo è nessuna opinione, dato che contano i fatti. La piccola variabile della storia, che mi ha spinto a fare questo esperimento (e che rappresenta un fatto, e non un'opinione) è: perchè mi trovo almeno una trentina di mail/mp/post al giorno di persone che invece mi ringraziano perchè quello che posto gli piace, passano di qua e mi fanno sapere che sono soddisfatti di quello che trovano perchè gli piace? :)

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    3. @Ariano: chiarissimissimissimo. ;)

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    4. Io non ho 30 persone che fanno così, ma ogni tanto qualcuno mi scrive complimentandosi.

      Metti a pagamento i tuoi post e vedrai che quella trentina di persone scende a zero.

      Inoltre, se anche io avessi mille persone al giorno che mi scrivono ringraziandomi, il mio blog resterebbe gratuito. Non vedo sinceramente il nesso fra persone che gradiscono il blog e farsi pagare.

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    5. Daniele, io un euro per leggere ogni giorno stonzate come quelle dei tuoi ultimi commenti te lo darei :-)

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    6. Primo evita di commentare sotto l'anonimato, secondo rispetta l'opinione altrui. La stronzata, e bella grande, l'hai scritta tu, non io.

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  31. Rendi privato il blog, così che si possa leggere solo su invito, e invita solo chi ti manda l'obolo.
    Credo sia l'unico modo per sperimentare veramente la cosa e capire che succede!

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    1. Ammetto di averci pensato. Più che altro mi sarebbe piaciuto vedere le facce dall'altro lato dello schermo una volta giunti qui, con la richiesta di "Iscrizione a pagamento".

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  32. Buta, io non lo so come andrà l'esperimento, e non so se forse comincia ad essere il caso di crearlo, un fottuto "Albo dei Blogger", comunque io il mio euro te l'ho dato. E t'ho pagato pure Novembre anticipato, che non si venisse a dire che consumo senza pagare.
    Oh, per carità, c'è chi lo fa. Si dice che a Napoli ogni tanto qualcuno entri nei bar e lasci un caffè pagato per chi, magari, non si può permettere neanche quello. Così, se per caso dovesse passare di lì un povero Cristo, si potrebbe prendere almeno un caffè. Pagato. Da altri.
    Gran signori, i napoletani.

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    1. Grazie, prima di tutto. :D

      Sì, è una bella (e strana?) usanza quella del caffè pagato. Qualcuno lo fa ancora.

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  33. Il problema è che tutti (me compreso, non sono un santo) cercano e sfruttano il lavoro gratuito degli altri, si entra in un circolo vizioso in cui ciò che qualcuno dona gratuitamente, pensi che ti spetta di diritto. Lo sforzo degli altri non interessa. Se c'è un team che traduce le scan e ti chiede qualche donazione, automaticamente si passa a leggere traduzioni di altri team. Si cerca la convenienza in tutto. Detto questo però, se a qualcuno interessa veramente qualcosa, non peserà donare (in questo caso l'esempio è 1 euro) qualcosa. Discorso simile a quello dell'iphone: se a qualcuno piace veramente qualcosa i soldi li spende volentieri.
    Io ora come ora, con entrate pressochè minime, probabilmente non lo donerei devo essere sincero. Quasi certamente con uno stipendio mi leverei molti sfizi. Seguirei questa rubrica.
    Ora mi potranno dire "Non hai bisogno di uno stipendio per donare 1 euro al mese" ed è anche vero, ma se facessi questo discorso con tutte le cose che mi piacciono, avrei il portafoglio sempre vuoto :)

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    1. Vero, ma è per questo che esistono le leggi del mercato. Se decidi, che so, di dedicare 10 € al mese alle cose che ti piacciono, donando 1€ ciascuna hai dieci progetti da "finanziare". Vorrà dire che, se di progetti che ti piacciono e segui ce ne sono, per esempio, 20, ne dovrai "escludere" la metà. Come deciderai? in base alla qualità, probabilmente. O alla simpatia per gli autori, magari, ma quando si fa questo mestiere anche "essere simpatici" diventa una capacità professionale.
      Quindi ecco che i lettori, con le loro donazioni, applicheranno una "selezione" sulla qualità: i blogger (o musicisti, o pittori, o vlogger, o altro) più meritevoli riceveranno finanziamenti, e potranno spenderli per migliorare ancora (acquistando le versioni pro delle piattaforme di blogging, organizzando concorsi a premi, incidendo cd, producendo t-shirt o che altro), mentre i meno meritevoli chiuderanno, o continueranno a lavorare gratis "per passione" o cercheranno di migliorare per accaparrarsi i vostri finanziamenti.
      It's capitalism, baby.

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    2. E quindi la morte del blog inteso come tale -.-!

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  34. Aspetta che inizi a fare qualche soldo vero nell'agenzia di webmaster dove sto diventando grafico (ho appena iniziato :D) e altro che euro al mese ti do! Ti passo anche gli alimenti, figurati. Capisco il discorso che hai fatto, in quanto al lavoro teniamo alcuni blog, e stiamo cercando di farli crescere... ma ovviamente è dura.

    P.s. Perdonami per essere sparito per tutto questo tempo! Un sacco di impicci son scappati fuori...

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  35. Ciao! Secondo me è giustissimo cercare un ricavo economico da una propria attività, qualunque essa sia. Non solo blog ma anche qualsiasi impegno e svago, se uno ci riesce, può essere per me una fonte di guadagno legittima.

    Il problema è: come fare?

    Il blog si basa sulla pubblicazione di testi che la gente legge gratuitamente. VENDERE la lettura dei testi temo che snaturerebbe il blog, e forse anche per questo tante persone non vogliono pagare: perché non sembra "normale" pagare per leggere qualcosa su un sito quando tanti siti analoghi non chiedono soldi.

    Per guadagnare bisogna - secondo me - inventarsi dei sistemi alternativi come del resto fanno molti di quelli che lavorano nello spettacolo e nella cultura/creatività. Per dire nessuno paga chi suona in un locale. Cioè se fai concerti sarà il proprietario del locale a pagarti, e nel momento che chiedi soldi agli avventori o sei davvero davvero conosciuto e famoso oppure scappano tutti.

    Io col blog guadagno qualcosa con i banner pubblicitari e vendendo dei link. Se sei bravo avrai più lettori e i tuoi banner saranno più cliccati e più persone vorranno comprare uno spazio pubblicitario da te. Certo è dura trovare così tanti lettori e si parla di cifre piccolissime, ma purtroppo la realtà è questa.

    È anche vero che se stai cercando un guadagno, forse ha senso puntare al mezzo che ti offre maggiori rientri economici. Cioè se col blog non guadagni quanto pensi di meritare cerca di vendere i tuoi articolo a libri e riviste o di scrivere a pagamento.

    Così però vai a perdere la "libertà" che probabilmente ti affascina nel blog: non scrivi più per te stesso ma per chi paga i tuoi testi, e probabilmente tu cerchi invece una cosa diversa.

    Insomma capisco che ci sia della frustrazione, ma forse il blog è un mezzo un po' sfigato da questo punto di vista. Se poi trovi il modo di guadagnare qualsa in più, ti prego di farmelo sapere che mi adatto subito anche io! :)

    Simone

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    1. Il "culopesismo" di cui parla Girola direi che è un altro fattore con un (culo)peso fondamentale.

      Simone

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    2. "Io col blog guadagno qualcosa con i banner pubblicitari e vendendo dei link."

      E già secondo me così non va bene! Perché è professionismo mascherato da dilettantismo! Mah! Prima o dilettante o professionista! Mo... mah!

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  36. Guarda è la prima volta che capito sul tuo blog (merito del link da Book and Negative), quindi non so se per il tuo blog pagherei ;) ma per altri che segue sicuramente sì.

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  37. Cavolo, ci sono troppi commenti e non so se leggerai questa piccola opinione.
    In ogni caso, rispondo.
    Sono minorenne. Sarebbe davvero complesso ottenere il permesso di usare la carta di credito dei miei per poter versare un euro sul conto di un "blogger cazzaro". Se fossi una rivista mensile, arriverei anche a tre eurodindi. Perchè comunque leggo qualcosa che mi interessa, e se non è prettamente un argomento nelle mie corde ho comunque piacere a leggere qualcosa di scritto bene e cui grano salis. E poi, diciamocelo, è davvero sfizioso poter leggere ogni giorno qualcosa di nuovo. L'aggiornamento continuo è un altro grande punto di forza del blog.
    Quindi, sinceramente, mi dispiacerebbe dover pagare per poter leggere le opinioni di uno sconosciuto che considero come un amico (tra DFS, report, fb, blog, ormai sei di casa), ma potrei arrivare a spendere del denaro.

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    1. Leggo tutto, tranquillo. Magari non rispondo subito, ma leggo tutto. Grazie di aver commentato.

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  38. Il segreto del guadagno è il sapersi vendere e per tal motivo vorrei complimentarmi con il Buta.Due sono i motivi della mio plauso:
    1)la "provocazione dell'euro" a quanto pare sta generando temi di discussione indiscutibilmente incredibili;

    2) la geniale trovata di quel piccolo, quasi invisibile,a dir poco insignicante link del Devil's fruit site che recita: "sommobuta's blog".

    Non vuole essere un'offesa, ma ti sei mai chiesto quanti lettori sei riuscito a conquistare in questo modo? Ciò naturalmente non toglie il fatto che alcuni dei tuoi spunti siano davvero interessanti!Hai in tutti i casi la mia stima.

    D.G.

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    1. No, non me lo sono chiesto. Lo vedo dalle statistiche. Sai quanti sono, di media, su 1500? 150 al massimo.
      Posso postarti lo screen, se vuoi. ^_^

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  39. Volevo legger pure i commenti ma sono troppi.
    In realtà tu e altri meritereste di più di un euro al mese, come meriterebbe di più di un euro al mese chiunque scrive cose sensate e di proprio pugno.
    Però io un euro al mese non te lo darei. Perchè se sto qui su internet a cercare notizie, a scaricare manga, ad ascoltare musica su youtube, è proprio per non spendere soldi nel comprare i quotidiani (che comprerei ma che leggo al bar), nel comprare manga o nel comprare cd (compro solo quelli "indispensabili").
    Ovviamente, però, è assolutamente vero che chi fa cultura, perchè chi gestisce un blog in un certo modo fa cultura, meriterebbe una soddisfazione anche economica (cosa che troppo spesso ha chi, invece, cultura non fa).
    C'è anche da dire, però, che di blog scadenti e di blogger scarsi ce n'è a bizzeffe e il materiale buono e una piccola parte del mondo bei blog

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    1. Sì, questo articolo ha smosso un po' la blogosfera, in effetti.

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  40. fossi in te, a leggere certi commenti mi verrebbe voglia di chiudere tutto e scrivere solo per gli account a pagamento, fossero anche dieci.

    Povera italia!

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    1. Più che altro ero (sono) curioso di vedere le motivazioni del "sì" e del "no". :)
      - non è comunque un'opzione da eliminare -

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  41. Io personalmente non donerei per tutta una serie di motivi, dal seguire troppi blog per poter dispensare a tutti i soldi che (non) ho, al fatto che ci siano mezzi meno "aggressivi" ma non per questo ipocriti, per ottenere qualcosa al fine di migliorare il blog e così via, ma poi ognuno fa come crede!

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  42. Comunque, scusa l'ignoranza perché non me ne intendo di robbba web e simili, non puoi creare anche qua un sistema di supporto come sul DFS? Non sto dicendo di farlo al posto della storia dell'Euro, intendo come roba aggiuntiva.

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  43. Leggo con piacere il tuo blog,mi interessano le tue idee,mi fai fare due risate a volte,e ammetto che seguendo qualche tuo consiglio su manga e film,sono rimasto soddisfatto...ma(eh si,c'è il dannatissimo MA),1 euro non lo spenderei.Questo perchè mi piace leggere svariati blog,ed un prezzo che non mi peserebbe al mese è 5 euro,quindi 5 blog...e sinceramente non saresti tra questi 5,nonostante apprezzi il tuo lavoro...magari,che so,una volta ogni 4 mesi potrei pagare 1 euro in tuo favore per vedere "come te la passi" XD

    Facendo un discorso generale,secondo me il problema risiede nel fatto che...la gente si rompe le palle a pagare qualcosa che non ha mai pagato prima,che prima aveva gratis...la benzina aumenta,aumenta,aumenta,le sigarette aumentano,ma vabe,prima uscivo 4 euro,adesso 4 e 50...non ci si pone il problema...ma se invece qualcosa che è sempre stata gratis,diventa a pagamento,anche se il prezzo è minimo rispetto alla qualità del prodotto,diventa un problema....è tutta una questione psicologica secondo me,dà più fastidio pagare 1 euro al mese per un blog che prima si poteva leggere gratis,che pagare 1 euro in più ogni 2 giorni(se va bene) per l'aumento delle sigarette..

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    1. Scusa,ho lasciato anonimo,so che ti dà fastidio
      Luigi:)

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    2. Però in linea di principio quei 5 blog di cui sopra li finanzieresti. Quindi l'euro lo daresti (non a me, ma a loro). Ho capito bene? :D

      Se è così, il tuo è comunque un "sì". :D

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    3. la risposta è un si :)

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  44. concordo con un commento visto sopra... 1 euro al mese è nulla e te lo darei anche visto che tante volte passo dei bei 10 minuti...MA ( ebbene si', eccolo che arriva)... quello che realmente mi frega è il metodo di pagamento, per un lazy come me è una sbatta micidiale procedimento paypal/prepagat/postepay/prestazioni =P pero' per fini puramente statistici SI', pagherei 1 euro al mese, considerando anche il fatto che essendo pagato sforneresti pure con maggior impegno gli articoli (motivo per il quale te lo sconsiglio, imho entreresti in un loop negativo dove tu stesso o bm si aspetteranno sempre piu' e sempre piu' in termini di qualità/quantità) ma chi te lo fa fa! :)

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    1. Ah, tu dici potrebbe essere addirittura controproducente? Interessante punto di vista! :)

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  45. Ci dovevi arrivare a questo punto. Tu non informi, dai opinioni che possono essere o meno condivise.
    Se non avessi sfruttato le scan di One Piece a quest'ora non ti si filava nessuno.

    Però prova a sfruttare le scan economicamente e chiedi alla Star Comics cosa ne pensa.

    Io un euro non te lo darei mai e te lo dico sinceramente. Non sono un'ipocrita come questi sopra che parlano parlano ma tanto non ti daranno un euro.

    Anzi da oggi non vengo neanche più a vedere il tuo blog, senza idee ormai.

    Saluti

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    1. -Non capisco questa cosa delle scan che salta fuori ogni tanto. Prima di tutto Sommo ha già chiarito che dalle statistiche del sito (inattaccabili) risulta che circa il 10% dei visitatori viene dal DFS. E poi... embé? Cioè, non è che viene reindizzato qui da un sito random, ma da un altro sito SUO. Se il successo de "Il Viagra della Mente" fosse dato dal successo del "Devil Fruit Site", sarebbe comunque merito del Buta. O no?
      -Ha mai sfruttato economicamente le scan? Ha detto che lo farà? No.
      -Io sono uno di quegli "ipocriti" che ha donato nel momento stesso in cui ha detto che lo avrebbe fatto, e come me credo molti altri.
      -Un blog così senza idee che in tanti siamo sempre felicissimi di visitare e leggere. :)

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    2. Vabbè, agli anonimi si può rispondere solo così: http://www.sommobuta.com/2011/06/cari-anonimi-dei-miei-stivali.html

      Un anonimo che commenta dicendo che non gli interessa il blog è doppiamente comico.

      Triplamente, dato che è anonimo. Quindi, per l'appunto, è il nulla. :D

      Ps: ma fosse invidia il lavoro che svolgo su One Piece assieme ai ragazzi di sito e forum? Io credo di sì. ^_^

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    3. Giusto per la cronaca, le visualizzazioni di venerdì (quelle di giovedì non le metto, non mi pare il caso, sarebbero fuorvianti):

      Sì, il successo di questo blog deriva dal DFS.
      Decisamente.

      http://i48.tinypic.com/2h51gza.jpg

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    4. Caro Sommo, il fatto che si colleghino da google e facebook non esclude che ti abbiano conosciuto tramite il DFS. Anche se probabilmente sono indotto a pensare così proprio per come ti ho conosciuto io.
      Comunque tornando al tema principale, secondo me non ha senso pagare per un blog. Invece se vuoi fare qualche soldino (ahimè come ti capisco!!!) prova a scrivere un ebook o meglio ancora un periodico online. Naturalmente lavorare per un periodico richiederebbe uno sforzo maggiore ed un lavoro d'èquipe.
      I tuoi blog ed il lavoro al DFS sarebbero la tua base pubblicitaria. Non "appizzarti" (come si dice in gergo siculo) facendoti pagare la pubblicità. Pensaci, secondo me avresti molto più successo!!
      Scusa l'anonimato, mi chiamo Aldo! :D

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    5. No, non mi "appizzo". :D
      Tecnicamente non me la prendo nemmeno su certe insulsaggini, ma mi piace mettere i puntini sulle "i". Quello che dici è giusto, presto arriveranno cosucce che hai "suggerito" tu.

      Per quanto riguarda il discorso che fai (DFS ---> Forum ---> Facebook ---> Blog so che è un passaggio che hanno fatto molti. Per fortuna so anche che è un passaggio che NON hanno fatto la maggior parte delle persone che transitano di qua). :D

      Il mio intento comunque non è(ra) quello di "fare qualche soldino" (lavoro, per fortuna), quanto di smuovere un po' le acque in generale. Ne riparliamo, comunque. :D

      Grazie per aver detto la tua.

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    6. Il primo anonimo poteva evitare la sparata riguardo i contenuti. Forse con questo si è smascherato magari per il troll che o nel discorso sopra ci crede visto che comunque è sensato e non offensivo.
      Certo, ti pareva che era un anonimo a dire la parte finale?

      "
      Un anonimo che commenta dicendo che non gli interessa il blog è doppiamente comico."

      Decisamente! XD
      Comunque anche da qui sommobuta avrà preso spinta per pubblicare i suoi saggi! XD

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  46. Caro Sommo (ormai è la mia presentazione XD), volevo precisare che non ci trovo niente di negativo nel voler monetizzare sulle proprie passioni. Anzi, penso che crearsi il lavoro che più si ama sia uno dei traguardi più alti che una persona possa raggiungere. Secondo me molti tra coloro che bramano il denaro in modo ossessivo, non amano abbastanza il proprio lavoro. Quindi dietro l’espressione “fare qualche soldino” non c’è(ra) ne critica ne ironia.
    Se dovesse uscire un periodico targato Sommobuta potrei (e sottolineo il condizionale) essere tentato dal comprarne un numero … così per vedere di che si parla. Magari dopo qualche tempo ne vedo un altro e … chissà … vediamo che novità ci sono. Finisce che mi faccio l’abbonamento!! XD
    Ciao e stammi bene!
    Aldo

    RispondiElimina
  47. Ciao, volevo fare delle donazioni, ma il tasto non va, o forse è un problema della mia connessione.
    Ti chiedo quindi di mandarmi richieste di pagamento paypal in tuo onore , su scorpione861@hotmail.it

    e pago le tue richieste.

    ciao

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    1. Ciao, grazie per il pensiero, i tastini mi risultano funzionanti, nel caso prova con un altro browser. ^_^

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  48. ...E IO? PAGHEREI? SI, GIA' FATTO,LO TROVO DAVVERO ECCITANTE!!!

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  49. Potresti almeno ringraziare quando una persona manda la donazione.

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    1. Lo faccio sempre, ma i commenti fioccano e quelli nei post vecchi si perdono. ^_^
      Grazie, comunque! :D

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    2. bene,vuole che continuo con le donazioni in suo onore?

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  50. MI PIACE RICEVERE RICHIESTE DI PAGAMENTO PAYPAL AL MIO INDIRIZZO ANTORG86@LIVE.IT , E PAGO LE VOSTRE RICHIESTE,
    POTETE RICHIEDERMI DA 1 A 5 €

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