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Se Marco Travaglio non sostenesse il MoVimento 5 Stelle...

Il mio blog è sempre aperto a tutti.
Più di una volta ho ospitato articoli di amici che volevano condividere con me e con tutti voi un proprio pensiero, perciò oggi lascio con molto piacere la parola a Simone Esposito, che ha scritto quest'articolo molto interessante.
Buona lettura!

Sono un fan degli editoriali di Marco Travaglio, quelli vecchio stampo in cui partiva da un tema e, senza guardare in faccia a nessuno, finiva col rinfacciare a chiunque errori, gaffes e crimini vari. Il tipo di editoriale che faceva prima dell’avvento del Movimento 5 Stelle, insomma. Se Travaglio fosse ancora Travaglio, infatti, non perderebbe un solo istante prima di scrivere articoli ed editoriali non “contro” il Movimento ma quantomeno critici di alcuni sui aspetti. Il materiale di certo non gli manca, così come le capacità sono evidenti, ma sembra mancargli quello spirito perennemente critico che sembrava aver ereditato da Montanelli e che ha invece messo da parte per far spazio all’innovazione del Movimento. Niente più sano giornalismo “old school”, ma un nuovo giornalismo 2.0 dell’era di internet: niente domande né critiche se non rivolte ai vecchi partiti, il Movimento è nuovo e va salvaguardato.

Se Travaglio non sostenesse il Movimento ci metterebbe due secondi a guardare la telecamera con il solito sguardo gelido porgendo domande e risposte al vetriolo, si chiederebbe chi o cosa rappresenta Casaleggio, chi ha scelto e scritto il programma, chi ha scelto i criteri di eleggibilità dei candidati, chi ha scelto le modalità di voto delle “parlamentarie”, chi si è fatto garante della correttezza dei risultati, se la possibilità di essere candidati al Parlamento con un centinaio di preferenze non possa essere influenzata da un “voto di scambio” o da conoscenze personali piuttosto che da capacità oggettive. Dopotutto, persone fortemente “social” come quelle di un Movimento nato con e per internet non dovrebbero avere grandi problemi a creare consenso sulla rete.


Se Travaglio non sostenesse il Movimento ricorderebbe a Grillo che non tutti i “vecchi partiti”, quel calderone in cui il comico genovese condensa tutta la storia politica italiana, hanno potuto governare alla stessa maniera: ricorderebbe a Grillo che il PD è un’esperienza relativamente nuova, che il centrosinistra italiano soffre di grande disorganizzazione ma non certo di mancanza di competenza. Sottolineerebbe che il motto “fuori i vecchi partiti, entriamo noi” è alquanto inquietante, specie se tra i nuovi eletti c’è qualcuno convinto che negli Stati Uniti si impiantino di nascosto chip sottocutanei solo perché “c’è scritto in rete”.

Se Travaglio non sostenesse il Movimento troverebbe quantomeno strana se non addirittura inquietante la tendenza di Grillo a parlare per slogan, insulti e battutine, che tutto sembra fuorché “nuovo” linguaggio politico; si chiederebbe perché quello che viene sbandierato come “programma politico” non ha uno straccio di base finanziaria seria, contesterebbe a Grillo la sua insistenza nell’andare in piazza ad urlare numeri inventati e senza senso solo per far credere che le sue promesse siano realisticamente fattibili.

Cito un mio professore, estendendo un concetto che lui ha espresso in un contesto e con finalità diverse: qualcuno dice che uno vale uno, ma non è vero. Noi siamo una comunità, ma non siamo tutti uguali: in ogni comunità esistono delle strutture di potere che determinano la gerarchia interna. Queste possono essere determinate da criteri “giusti”, quali competenza, professionalità, capacità personali, o “ingiusti” come maggior potere economico o mediatico. Ciò non toglie che esistano, e che negarne l’esistenza è stupido così come è inutile tentare di smantellarle: sono parte integrante e fondamentale della società. Una struttura di potere è anche la meritocrazia, colonna portante della “rivolta” 5 Stelle e che molto poco sembra essere stata presente al momento delle candidature.

Insomma, siamo tutti uguali in termini di diritti e doveri, ma non siamo tutti uguali in potenzialità e competenze: credere che chiunque possa stare al governo purché onesto è solo un modo nuovo di andare allo sfascio. Ecco, se Marco Travaglio non sostenesse il Movimento farebbe sua questa osservazione e si farebbe qualche domanda in più. Uno vale uno, ma la mamma degli stolti è sempre incinta: dare il potere di governare alla massa non è la cosa più intelligente da fare. Specie quando non si capisce la massa da chi è governata e rappresentata. Se Marco Travaglio non sostenesse il Movimento, avrebbe già fatto decine di editoriali su ognuno di questi punti.

Di Simone Esposito

43 commenti:

  1. Ecco l'articolo di oggi di Travaglio. Simone Esposito ha sbagliato giorno per il suo post:
    http://www.funize.com/images/frontpages/1361a152727cf56abf47812f6cc45092.pdf

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    1. Beh, la tempistica è sicuramente colpa mia, l'articolo mi è stato passato un paio di settimane fa. :D

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    2. Beh, Travaglio attacca più i portavoce del movimento, che Grillo o il movimento in sè....

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  2. Condivido anche gli spazi bianchi di questo post!!!

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  3. Buta...posso condividere questo articolo?

    Simone Esposito colpisce in pieno tutti i punti "oscuri" di M5S, soprattutto quello che riguarda la meritocrazia (in senso "generale", non solo riguardante gli "eletti")

    m5s sara' la rovina dell'Italia...spero di essere smentito

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    1. Spamma senza pietà, anzi: fatelo sempre quando leggete gli articoli del blog... (se vi piacciono, ovvio). :D

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  4. Su quali basi Esposito ritiene che i piddini siano più competenti? Travaglio scrive liberamente quello che pensa (e che può non essere condivisibile). E lo fa senza un euro di finanziamento pubblico. Tutti gli altri giornali sono impegnati a difendere la loro parte politica ed infatti sono accomunati nell'attacco sistematico al M5S. Il PD sopravvive solo per lo spaventoso finanziamento pubblico,in barba all'esito del referendum, di cui il PD non riconosce "democraticamente" il risultato. Lo stesso PD democratico che decide in un paio di ore, tra tre persone, chi debbano essere i candidati di Camera e Senato. Lo stesso PD che per anni ha fintamente illuso la "massa" contro Berlusconi per poi garantirgli la vita politica per vent'anni e per votare provvedimenti schifosi nel mercato del lavoro. Lo stesso PD che organizza delle primarie bloccate per impedire la vittoria di Renzi (ma ovviamente le primarie del M5S sono il problema). In questo articolo emerge un aspetto che spesso ha fregato la sinistra: considerare la massa un insieme di ingenui cui pochi eletti devono badare. Io credo che la massa deve essere non esclusa ma educata alla partecipazione civica (l'esito del referendum sul nucleare lo dimostra).Lo dico da ex elettore di questa "sinistra":meglio un nemico vero che un finto amico.

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    1. Chi vuole abolire i rimborsi elettorali, non solo svende la democrazia ai potenti, ma permette solo ai milionari di fare politica. Anche nel movimento, alle politiche, chi ha parlato è sempre stato lui, cioè Beppe Grillo. Se si vuole parlare di democrazia, come lo vuoi intendere te, allora che democrazia è dove un partito che arriva 3 vuole avere il governo? Rappresenta una falsità dire che le primarie sono state fatte per bloccare Renzi. Il caro Matteo, manco doveva partecipare, ma Bersani ha modificato le regole per lui. Ma ahimè. ancora nel 2013 un partito/movimento fatti sul capopadrone fanno ancora successo, anche se la storia ha dimostrato che hanno solo fatto male al paese.

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    2. - Sei favorevole a mantenere i finanziamenti, bene è la tua idea. Ma sono sicuro che democraticamente accetti il fatto che la maggioranza non li vuole e che così deve essere.
      - Che democrazia è quella dove una coalizione con meno del 30% vuole il governo? Me lo chiedo pure io, Bersani no.
      - Ma parliamo delle primarie dove potevano votare gli extracomunitari (che non hanno diritto di voto alle politiche) e non chi avrebbe avuto 18 anni alle elezioni no? E mi pare di aver capito che è stato Bersani solo ad aver deciso le regole delle stesse.

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    3. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    4. Che democrazia è, una democrazia che non permette di governare a un partito che arriva primo? Che democrazia è quella dove c'è un partito/movimento/corrente ogni persona?
      Che democrazia è dove un 2% può ricattare un governo, fino a farlo cadere?
      E' capsioso dire che non potevano votare chi aveva avere i 18 anni. Nella mia città hanno votato molti diciottenni.P.s Io c'è li ho con tutti, da pd, m5s e pdl. Infine, io sono favorevole ai finaziamenti pubblici ai partiti, ma non a queste regole. Deve essere assolutamente rivisto e corretto con sanzioni più dure per chi sbaglia.

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    5. Lo stesso PD che organizza delle primarie bloccate per impedire la vittoria di Renzi (ma ovviamente le primarie del M5S sono il problema).

      Scusa, ma cosa intendi con "bloccate"?
      Solo perché per votare bisognava dichiararsi (con una firma, non con chissà cosa) d'accordo con le linee guida del programma del Centro-Sinistra?
      Poi è ovvio che senza questa "limitazione" Renzi avrebbe preso ancora più voti, perché avrebbe preso i voti da elettori di CENTRO e di DESTRA.

      Comunque sono molto d'accordo con Simone Esposito, davvero un bell'articolo! :D

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    6. Intendo, per bloccate, escludere chi avrebbe compiuto 18 anni alle politiche o ancora sottrarre dalle primarie molti esponenti (Finocchiaro, Marini, Grasso...).

      Rendere tutto volutamente farraginoso (impedire iscrizione online) per impedire il voto di un elettorato più giovane.

      N.B. Le elezioni si vincono con i voti "mobili". Per vincere si deve convincere ed essere votati anche da chi ha votato il PDL e non lo vota più perchè deluso o altro.

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    7. @Jesse Pinkman (grande nick, btw)
      Sono Simone. Il PD ha alcuni elementi di competenza, almeno "tecnica" di governo. Non sono totalmente ignoranti di funzionamento del Parlamento e del governo come molti parlamentari grillini. Quello che contestavo in quel punto è l'idea del "prendiamo il PD perché è tutto marcio e da buttare" come se fosse il PDL: che il centrosinistra sia responsabile del Berlusconismo quanto Berlusconi è sotto gli occhi di tutti, ma che sia completamente da buttare senza neppure dargli un'opportunità di rinnovarsi (come tramite le primarie, che comunque sono state molto meno "bloccate" e più trasparenti delle "parlamentarie" a 5 stelle, ndr) mi sembra stupido e inutile. In tutto ciò, io non ho votato la coalizione di centrosinistra. Non lo dico perché voglio "i miei" al governo, ma perchè voglio un governo possibilmente capace di non sfasciarci. Sulle politiche specifiche,ogni politica richiede tempi più lunghi dei miseri due anni di governo Prodi per poter fare una riforma completa ed organica. In ultimo: la vita politica a Berlusconi l'ha garantita l'ignoranza politica italiana e l'ostinazione nel votarlo. La stessa che (a mio avviso, eh) caratterizza una fetta sostanziosa dell'elettorato 5 stelle. Ciao

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    8. Non credo che il voto a chi avrebbe compiuto 18 anni entro 2-3 mesi avrebbe coperto il 20% finale tra Renzi e Bersani.

      La Finocchiaro ha partecipato alle Primarie, è stata la più votata nella sua circoscrizione.
      Marini invece è stato inserito nel "listino bloccato", comprendente il 10% di tutti i candidati, ma la sua posizione era così buona da non essere neanche entrato in Parlamento. :)
      Hanno comunque entrambi avuto una delega dalla Segreteria (perché per Statuto non potevano ricandidarsi dopo tre legislature o più in Parlamento, ma lo stesso Statuto prevede la presenza di qualche eccezione); delega concessa a 25 persone, mi pare (il massimo consentito dallo Statuto era 30).

      Le elezioni si vinceranno anche con i voti "mobili", ma se un Partito per vincere deve completamente snaturare se stesso che senso ha?
      È come se io andassi a votare Alfano in un'ipotetica Primaria del PdL (che mai ci sarà), solo perché non sopporto Berlusconi. Non mi sembra giusto e non ha senso.
      Allora tanto valeva che Renzi e i renziani si candidavano in proprio, no? Nessuno glielo ha impedito.
      E comunque la cosa non è così immediata, con Renzi il PD avrebbe acquistato voti da Destra, ma ne avrebbe persi a Sinistra (il mio di sicuro). :)

      P.S. Gente che dice "Con Renzi avrei votato il PD, con Bersani voto Berlusconi o Grillo" secondo me farebbe davvero meglio a starsene a casa il giorno delle Elezioni.

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    9. Bel dibattito e grazie a Simone per la risposta.

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    10. Di nulla! Grazie a te (ed a tutti gli altri, ovviamente) per i commenti! Mi fa piacere che non sia stato letto passivamente! :)

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    11. Un pensiero a caso: io quando vedo Renzo, vedo Silvio...

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    12. Ciao :)
      sulla base di quali caratteristiche personali e partitiche accomunate politicamente Renzi e Berlusconi?

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  5. L’articolo solleva diverse questioni e in generale sono d’accordo. Ma allargherei l’osservazione all’intera testata “Il Fatto Quotidiano” che a mio modo di vedere si sta ponendo come house organ del Movimento 5 Stelle. Per un giornale che vive solo vendite dirette e abbonamenti e che, come premessa per la sua esistenza, vuole occuparsi solo di “fatti”, non è una mossa poi così ispirata.
    La qualità del lavoro di Travaglio mi sembra drasticamente peggiorata. Anche nel linguaggio. Non so dire perché ma la direzione è diventata praticamente univoca e tende a far scivolare fuori dal focus dei suoi pezzi qualsiasi seria critica a favore di un costante sostegno a qualsiasi attacco rivolto verso il PD. A un commentatore distratto o a chi avesse la ventura di non sapere nulla della scena politica italiana potrebbe davvero sembrare che PD e PDL siano in pratica la stessa cosa.

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    1. Concordo. Il fatto quotidiano è da un annetto buono che giornalisticamente parlando sembra aver perso un po' la rotta. Mi interessano di più i commenti dei blog interni del sito che non gli articoli, ormai. Essendo post di blog con opinioni e non fatti, sono immensamente più interessanti da leggere

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    2. "complotto mode on"

      http://www.casaleggio.it/editore/ca/editore.php

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  6. Ottimo articolo che esprime esattamente ciò che ho pensato e penso del rapporto Travaglio-Grillo. Condivido subito! ;)

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  7. C'è una cosa di cui bisogna dare atto ad Esposito: ha scritto il pezzo come un editoriale di Travaglio. Ad un certo punto io ho sentito la sua voce che me lo leggeva. (poi mi sono girato ed era lì)

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    1. eheh è il complimento migliore che mi si potesse fare, grazie mille :)

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  8. Sinceramente Travaglio ha sempre espresso mille dubbi sul Movimento, ma allo stesso tempo ci ha visto anche la forza ovvero persone che vogliono entrare in politica non per soldi e carriera ma per cambiare effettivamente L'italia, senza prendere accordi con la vecchia politica, proponendo temi che a molti sembrano populisti ma che in realtà sono già adottati in altri paesi, poi ovviamente chi ha scritto l'articolo è poco informato su chi è stato in parlamento negli ultimi anni, un parlamento con moltissimi non laureati, pochissime donne e con tantissimi condannati 3-4 volte in ultimi grado, fra pd e pdl nell'ultima leggislatura c'erano 120 condannati o processati.
    Ma infondo il cambiamento è una cosa brutta e cattiva, in questi anni è andato tutto OK! perchè cambiarlo?

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    1. Ciao, grazie per il commento.
      Non mi stancherò mai di ripetere (perché è una critica che mi viene mossa spesso, la tua) che io non sono contrario al Movimento e a me non interessa mantenere lo status quo. L'ho seguito con molto interesse ai suoi albori. Semplicemente, non ne condivido due grandi aspetti: uno è il rapporto con Grillo e Casaleggio (che hanno in mano il "cuore" del movimento, ossia il sito, e nessuno gli chiede più trasparenza, e che inventano favolette tipo il reddito di cittadinanza, che dove esiste equivale più o meno ai nostri sussidi di disoccupazione, ma dicendo "reddito di cittadinanza" fa più figo) l'altro è il voler cambiare così radicalmente da non interessarsi di chi va in parlamento. In pochi giorni questo è venuto tremendamente a galla con varie "figuracce" di Parlamentari a 5 stelle. Insomma, i criteri di scelta dei parlamentari a 5 stelle sono stati senza senso, ed il risultato è che molti stanno lì senza manco sapere effettivamente cosa devono e possono fare. Inoltre, la totale chiusura a qualsiasi dibattito (e la pretesa di governare nonostante siano secondi/terzi in termini di voti come coalizione) rende palese l'ignoranza politica che li contraddistingue. Politica non in termini di "magheggi", ma in termini di filosofia politica: in tutto il mondo due grandi forse politiche che dividono l'elettorato cercano punti in comune. è così che funziona, anche perchè bisogna avere rispetto sia di chi ti ha votato sia di chi ha votato altri (pure Berlusconi, ahimè). Questo il m5s non lo fa, ed ha addirittura mancato di rispetto al Presidente della Repubblica (cosa gravissima secondo me). Riassunto in due parole: Non ho mai detto che il Parlamento così com'è mi va da bene. Ho esultato alla notizia di Fini e Di Pietro non eletti. Io voglio cambiare, ma voglio cambiare in meglio, e non credo ci sia tutto da buttare nel passato. Non mi bastano facce nuove, voglio facce capaci e che abbiano dei meriti effettivi per poter stare lì, non persone che siano "del partito" e quindi abbiano il diritto di stare lì in barba a capacità e meritocrazia.Ti lascio con una battuta, che rende un pochino l'idea: "tra lo stupido ed il ladro preferisco il ladro, almeno lui ogni tanto si riposa". Pace :)

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    2. Definire gli esponenti dei 5 stelle ''stupidi'' è irrispettoso anche perchè hanno fra di loro il numero più alto di laureati. Forse non ne sei a conoscenza ma prima di prendere decisioni fanno incontri dove ognuno dichiara la propria opinione e quindi sono tutti a conoscenza di cosa stanno facendo ( comunque mi fa sorridere che li giudichi in questo modo quando ancora si devono formare le camere ). Per la questione solo destra e sinistra, sono completamente in disaccordo è giusto che i cittadini possano scegliere non solo bianco o nero ma anche altre sfumature, imporre solo il pensiero di destra o solo di sinistra in Italia è impossibile perchè moltissime volte si aiutano a vicenda sopratutto su materie che interessano entrambi ( scudo fiscali, rimborsi elettorali ecc ), questo perchè abbiamo la sinistra meno sinistra d'europa e non solo.

      Ripeto giudicare questo movimento ancor prima di vederlo all'opera non è volere un parlamento migliore ma solo essere prevenuti sul cambiamento e accontentarsi di quello che abbiamo.

      Ps: io i ladri non li preferisco mai :)

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  9. Sarò estremamente breve: meglio tre legislature di fila con Grillo (qualsiasi cosa si debba inventare) che gli ultimi quarant'anni di governo corrotto, mafioso e ipocrita che abbiamo avuto e subìto, destra, sinistra o centro.
    Così, a naso, eh.... e datemi pure del qualunquista.

    Che i rosiconi continuino pure a controllare che un grillino non parcheggi in sosta vietata.

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    1. Ciao Luke, la tua è una posizione giustissima. Io non sto dicendo che chi c'è stato prima sia meglio di Grillo, tant'è che non l'ho scritto da nessuna parte. Il mio quesito è: il movimento 5 stelle è nuovo, ma è un nuovo positivo o un nuovo che ci può portare al baratro? La mia risposta è stata la seconda. Nel senso che il m5s si è presentato come una forza che io condividevo, ma si è trasformato in qualcosa di indefinito e che per allargare il più possibile il consenso a disposizione ha finito per fare proposte insensate ed insostenibili, tralasciando molti problemi importanti di cui a volte sono persino all'oscuro. Inoltre, tenendo conto della cultura politico-economica scarsissima in Italia, credi davvero che un movimento popolare possa essere capace di fare DAVVERO il bene del popolo? Magari nelle intenzioni, ma nei fatti fa più guai di prima. Per questo contesto fortemente la mancanza di competenze specifiche e la mancanza di trasparenza nella scelta di candidati e criteri vari del m5s. Non è un articolo pro "chi c'era prima", è un articolo di critica verso molti aspetti del m5s senza i quali sarei stato probabilmente il sostenitore più acceso del movimento stesso.

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  10. Ciao a tutti, seguo il blog da un po' e questo post mi ha interessato parecchio :)

    Forse vi può interessare...Grillo ha vantato nobilissime collaborazioni da parte di eminenti economisti nella stesura del programma del M5S. Parliamo di Stiglitz, Fitoussi, Krugman. Inutile dire che il trio di recente ha smentito categoricamente...

    Da appassionato lettore delle pubblicazioni di Travaglio, mi tocca proprio riconoscere che la sua penna sta perdendo colpi. Se questa puttanata l'avesse combinata Berlusconi nei suoi continui deliri incoerenti, ci sarebbero stati già 127 editoriali sul FQ...

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    1. Esatto. Come se poi Stiglitz e Krugman avessero la soluzione a tutti i mali. Io studio politica economica internazionale (sono laureato in relazioni internazionali e diplomatiche) e sento molto il tema della politica economica: sinceramente analizzando la storia economica emerge che l'economia è una scienza decisamente inesatta nel quale ognuno può sembrare grande economista contestando un sistema che ha portato a qualche crisi. Krugman si rifà a Keynes, ad esempio, ma Keynes ha condotto direttamente alla stagflazione degli anni 60-70. Insomma, citare i "professoroni" per fare bella figura è inutile, perché nessun economista è "migliore di un altro", semplicemente si può essere d'accordo o meno con determinate osservazioni e politiche. Io, da parte mia, sono estremamente convinto che un approccio radicale (sia esso neoliberista o neokeynesiano) sia inutile e controproducente perché i sistemi sono tutti destinati ad incepparsi prima o poi. Credo che ci sia il bisogno di impostare la politica economica in termini di flessibilità di risposta ai cambiamenti strutturali, cioè non fare una riforma oggi pensando funzioni per sempre, ma essere capaci di prevedere nel breve-medio e lungo periodo dove andrà ad incepparsi costruendo una strada per evitare o attenuare quei problemi. Un approccio che al m5s ed a molti dell'attuale classe dirigente manca parecchio. Anche perché proporre l'intervento dello Stato per risolvere un blocco di sistema come quello di ora serve solo a mettere una toppa su una falla che esploderà in modo peggiore tra qualche anno. è come se il tuo pc si impallasse ogni 10 minuti: Grillo (ed altri) dicono "vabbè, basta riavviare ogni 10 minuti", io invece cercherei di aggiustare il computer perdendo un pochino di tempo in più ora ma rendendolo funzionante in modo decente. Non so se ho reso l'idea :)

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    2. Hai reso perfettamente :)
      Sembrerà banale, ma come dici tu per uscire da una situazione di crisi profonda e prolungata e di carattere sistemico come quella attuale, il primo passo necessario è quello della classe dirigente sarebbe, che deve far luce e riconoscere apertamente le proprie responsabilità politiche.
      Nel caso specifico, l'Italia sta morendo di debito pubblico ed assenza di crescita per scelte politiche deleterie (e c'è pure chi vuol farci credere che la colpa della crisi odierna sia della Germania).
      Dal punto di vista delle linee di politica economica offerte da PD e M5S (il PDL non lo conto dato che se potesse introdurrebbe per via legali o de facto monopoli a gogo, alla faccia della rivoluzione liberale) mi sembra vi sia una sorta di andamento "schizofrenico".
      Magari sarò prevenuto io, però leggendo i programmi quando si parla di tasse all'improvviso il discorso si interrompe...e pensare che si possano fare le finanziarie con i tagli alle auto blu e ai rimborsi elettorali mi viene da piangere.
      Il risvolto positivo delle fortune elettorali del M5S però è evidente: la competizione tra partiti porterà almeno il PD ad una bella doccia fredda e alla necessità, se non altro per tamponare perdite di voti, di intervenire seriamente sul finanziamento dei partiti, le spese del Palazzo, etc etc.

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    3. Ecco, quello è un punto che mi piace: il movimento 5 stelle come spunto di rinnovamento per i partiti (o meglio per il partito: praticamente esiste solo il PD e la sua coalizione, il PDL è un partito ad personam e la Lega è troppo circoscritta territorialmente per parlare di partito "italiano", gli altri partiti sono tutti molto piccoli). Perciò non condivido per nulla l'idea del buttare via tutti i partiti. Buttare via il passato non serve a nulla, ce ne stiamo accorgendo in ogni campo (ambientale, ad esempio). Meglio riciclare e trasformare in meglio le esperienze passate. :)
      Ti dico la verità, io da queste elezioni mi aspettavo (per meglio dire speravo) in un governo PD + Monti. Il programma Monti è sulla carta il migliore perché è il più fattibile e il più "di lungo periodo", ma un po' troppo drastico e difficile da far digerire ora ed in questo momento (ed in certi punti un po' troppo liberista, cosa che non apprezzo. ecco perché non apprezzo nemmeno il programma di Fare, per esempio) ed il dialogo col PD di una persona molto aperta al dialogo quale Monti (con un'altra persona brava in questo senso come Bersani) avrebbe contribuito ad "addolcire" l'agenda Monti e a renderla più equa e sostenibile per il popolo. Purtroppo il PD è riuscito nella non invidiabile impresa di perdere tutti quei voti. Da Monti mi aspettavo il 10%, non mi aspettavo (e mi ha fatto molto felice) il fatto che cannibalizzasse Fini e Casini, che alla Camera non contano nulla (tant'è che Fini è rimasto fuori, Casini c'è solo perché era capolista della lista unica al Senato).

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    4. Beh, sulla bontà dell'Agenda Monti mi sono trovato piuttosto scettico.
      Premesso che non aveva sufficiente legittimazione politica per avviare una sorta di "palingenesi" economica e politica, avevo salutato con un po' di speranza la sua nomina almeno per "spegnere l'incendio", ma mi sono dovuto ricredere ben presto. Monti può dire quanto vuole che i partiti in Parlamento hanno bloccato le misure più incisive...mi chiedo però perché non abbia fatto una bella conferenza stampa di inizio mandato in cui diceva:

      -il Paese è allo sbando, i cittadini non hanno fiducia nei partiti e nella politica. Adesso io mi insedio e vi faccio dimagrire per bene e vi faccio anche le pulci con una legge anticorruzione.
      -le imprese sono subissate dal fisco. Vediamo di trovare un po' di spese da tagliare per poter alleggerire il carico fiscale.
      -le nuove generazioni italiane saranno le più penalizzate dalle scelte politiche degli ultimi anni. Diamo loro una speranza con università, ricerca, merito, start-up etc etc etc.

      Doveva dire "bene mi avete chiamato per l'emergenza, ora vi accollate tutte le mie idee per salvare la baracca. Se non vi date una svegliata, io rimetto il mandato e ve la vedete voi, prendendovi le vostre responsabilità di fronte al Paese, manica di incapaci. Tanto Giuliano Amato è sempre pronto".

      Io penso che Monti avrebbe dovuto tenere un approccio molto deciso nella sua azione di governo, tenendo conto che già a inizio 2012 si era capito che sarebbe rimasto in carica per più di un anno, dicendo peraltro di se stesso "non tiro a campare".
      Alzare l'IVA, le accise della benzina e fregare l'IMU ai Comuni per "spegnere l'incendio" e de facto tirare a campare 13 mesi* è servito alla fine solo per far tornare vergine Berlusconi e far crescere Grillo. Il top era se minacciava le dimissioni in caso di mancata riforma elettorale.

      *ovviamente ci sono cose positive fatte da Monti, ma il punto principale è: troppo comodo lamentarsi dell'immobilismo dei partiti DOPO la frittata. Doveva far pesare la sua investitura facendo capire almeno ai cittadini che era il momento delle responsabilità dei partiti.
      Mi sembra come l'allenatore di calcio che inizia a luglio in una nuova squadra e a fine anno va via litigando col presidente dicendo "eh ma i giocatori non mi andavano a genio, ne preferivo altri". Dirlo PRIMA, durante il calciomercato estivo no eh?!? :D

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    5. In un paese completamente slegato dal contesto internazionale avrebbe potuto farlo, ma non dimenticare che Monti è forte europeista e legato a doppio filo all'esperienza in commissione europea. Non avrebbe potuto minimamente rischiare di stuzzicare ulteriormente la fiducia all'epoca totalmente compromessa nell'Italia dicendo "o fate questo o addio". Ha assolto agli impegni (in termini quantitativi) presi da Berlusconi prima delle dimissioni facendo ciò che lo spazio parlamentare gli ha concesso. Quando ha proposto qualcosa "fuori dal coro", gli sono arrivati moniti da tutte le parti. Pensare a quella esperienza di governo come fosse un'esperienza di governo "normale" mi sembra un po' troppo forzato, perché una cosa è rischiare e tornare alle elezioni ora, un'altra cosa è rischiare e tornare alle elezioni nel mese di novembre 2011 quando o ci sarebbe stato un paese spaccato (tipo ora) o un paese governato dal PD che in quel momento non avrebbe fatto mezza manovra di quelle necessarie per non giocarsi l'appoggio elettorale alla prima occasione buona. Insomma, quasi tutte le alternative portavano al disastro. Poi sul fatto che abbia parlato un po' in ritardo è vero ed è una cosa che gli rinfaccio pure io, però i giochi di palazzo purtroppo son così, non li ha fatti mica lui.

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    6. Infatti non era in alcun modo un "governo normale". Era un governo di emergenza. Ora però concedimi che gli scenari possibili a novembre 2011 di fronte a Monti e Napolitano erano probabilmente solo due:

      1)Governo della sola emergenza finanziaria, con rassicurazioni sul debito italiano, proseguendo sulle linee intraprese da Berlusconi (pareggio di bilancio, fiscal compact, modifica art. 81), qualche altro decreto di stimolo all'economia, invito pressante alla legge elettorale e stop. Elezioni nel giro di 6 mesi a primavera 2012.

      2)Governo della emergenza finanziaria e del risanamento stabile dei conti pubblici su arco triennale con forte spinta verso la ripresa economica (ciò implica porre le basi di una riforma del lavoro, del fisco, della giustizia civile, dell'università, dell'industria pubblica)

      In soldoni, 1) corrisponde all'idraulico che ti mette una toppa al tubo di casa che perde acqua ma non vuoi comprare il tubo nuovo perché costa troppo o lui non lo può/vuole mettere, 2) corrisponde all'idraulico che viene per la solita perdita dal lavandino ma ti rifà l'impianto di tutta la casa e pure 4 bagni nuovi.

      Io propendevo per lo scenario 1) perché, come dici tu, ci sarebbero stati troppi vincoli politici, col tempo, per realizzare uno scenario 2) senza finire come il classico governo da Prima Repubblica.
      Niente peraltro - ovviamente IMHO - impediva che Monti lasciasse ad Amato (in odore di vicepresidenza del Consiglio o sottosegretario alla Presidenza nelle consultazioni a novembre 2011) o Visco (BdI), per gestire affari correnti e riforma elettorale, tenendo conto che i mercati (e i partiti) già avevano visto all'opera un tandem simile (Amato-Ciampi) rimanendone anche soddisfatti. L'importante per il resto dell'Europa era mettere una toppa allo squilibrio italiano del deficit, con buona pace della riforma Fornero, Michel Martone, i deliri di Polillo e le cazzate di Balduzzi!

      Se solo Monti avesse avuto un piglio molto più deciso ora magari non avremmo parlamentari complottisti e ignoranti, Berlusconi al 25% e nuove tasse in arrivo da parte del prossimo governo, chiunque vi sia.

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    7. Si, su questo concordo. Certo è che non dev'essere stato facile per Monti (completamente digiuno di esperienza politica) trovarsi di fronte quel caos lì. Insomma, la politica italiana è anni luce lontana dalla politica di qualsiasi altro paese, un po' per carattere dei personaggi un po' perché in Italia tifiamo i partiti come le squadre di calcio: non hanno difetti e se perdono è colpa dell'arbitro. Immagino che anche il premier abbia fatto queste stesse considerazioni, ma che abbia preferito lasciare il suo faccione a rassicurare i mercati (dopotutto lui viene proprio da lì, "è uno di loro") e rassegnarsi a fare ciò che gli veniva concesso di fare. Anche perché il problema non era Monti, il problema è che le riforme rifiutate a Monti le avrebbero rifiutate anche a Gesù Cristo se fosse stato eletto premier tecnico. Quindi sarebbe cambiato poco, insomma. Eravamo destinati a far emergere un movimento popolar-complottista da tempo, proprio per conformazione "intellettuale" del paese...un piglio più deciso di Monti avrebbe potuto migliorare le cose, ma non di molto. Anche perché il 25% di Silvio è un 25% guadagnato sulle spalle di ladri, truffatori e stupidi. Che di sicuro non avrebbero ascoltato nessun altro.

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  12. Aggiungo una piccola riflessione dell'ultimo secondo, visto che son cose che ho appena trovato. Marco Travaglio negli ultimi giorni ha "sforato" un po' dal suo stile, parlando di troll, "merde" e robe varie che lo accusano di servilismo verso questa o quell'altra persona. Per scrollarsi le accuse di filogrillismo, nell'editoriale di Servizio Pubblico ha "attaccato" (per modo di dire) i parlamentari grillini con un "santi ragazzi" (mamma mia che attacco duro) suggerendogli quasi fosse lo zio giovane ed amichevole cosa fare per sfruttare la loro posizione. Ora, Marco Travaglio venduto non è (voglio sperare) nè servo di nessuno, però dovrebbe un attimo spiegare il suo conflittino di interessi riguardo al fatto che la Casaleggio Editori abbia pubblicato un suo dvd (Democrazya, 2009) e che sul sito di Beppe Grillo (fondamento del m5s) siano in vendita alcuni suoi scritti (i vari Passaparola). Insomma: venduto no, ma in determinati rapporti si. Quali? Finora non si sa.

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    1. Non vorrei sembrare "invasivo" dato che stiamo monopolizzando i commenti al tuo articolo XD ma gli spunti utili di riflessione sono tanti.
      In effetti, Travaglio già dai tempi del V.Day era legato a Grillo, partecipando alle sue manifestazioni e facendo interventi pubblici. La sua video-rubrica è stata ospitata -direi sponsorizzata, a giudicare dai video- da Grillo per anni, per non parlare dei suoi libri come giustamente ricordavi tu.
      Per carità, sono comportamenti professionalmente ineccepibili, nel senso che i giornalisti vivono di notizie, collaborazioni varie e libere opinioni, però appunto tali attività "continuative" con il Movimento ed il blog di Grillo possono portare qualunque giornalista a perdere parte della loro obiettività o quantomeno del loro "metodo" di lavoro, una volta che l'associazione privata intraprenda la strada parlamentare.
      Il metodo di Travaglio è basato sull'archivio, sulle dichiarazioni pubbliche e sulle carte processuali quando occorrono. In questo senso, è palese che Travaglio non stia "indagando" sul rapporto tra Casaleggio e Grillo (formale? informale? economico? ideologico?) e non stia più di tanto battendo la lingua sul talune dichiarazioni ai limiti del ridicolo rese dai parlamentari M5S (per non parlare della repulsione per i giornalisti). Se la storia del chip sotto-pelle negli USA l'avesse tirata fuori una Santanché o un Borghezio, vai con gli editoriali! Quindi l'occhio di riguardo - MT è un cittadino come tutti noi e ha le sue idee politiche - e il favor verso il M5S è abbastanza palese...non gli si può nemmeno addebitare di non rispettare il precetto montanelliano ("il tuo padrone deve essere solo il lettore") in quanto perlomeno Grillo predica da anni ciò che MT ha sempre pensato e ribadito, cioè che questa classe dirigente fa pietà e si è mangiata tutto. Diciamo che gli sta dando una possibilità e attende di vederlo all'opera, una volta strutturato in Parlamento.
      Deve però continuare ad essere inflessibile come lo è stato con tutti gli altri partiti. Vedremo...

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    2. ahah tranquillo al massimo gli altri potranno leggere qualcosa in più :D
      comunque "il tuo padrone deve essere solo il lettore" è un precetto che in parte sta tradendo. Mi spiego: Montanelli è sempre stato chiaramente e palesemente schierato politicamente (in senso di idee, non di partiti) ma ciò non gli ha impedito di criticare comunque tutto e tutti e, anzi, di criticare in modo più duro quelli che avrebbero potuto fare ciò che lui voleva ma non l'hanno fatto. Se Travaglio seguisse lo stesso concetto, dovrebbe stare lì a dire a fare le pulci al m5s come le ha fatte a tutti. Per esempio: Grasso è stato avvantaggiato "indirettamente" da leggi fatte da Berlusconi che non voleva l'altro candidato come procuratore antimafia. Ora se ascolti Travaglio, Grasso è amico di Berlusconi. Gli basta un collegamento logico per saltare dall'idea all'accusa: allo stesso modo dovrebbe comportarsi con Grillo e Casaleggio, spiegare chi sono (dopotutto lui ha spiegato per anni chi era dell'Utri, perché non farlo di Casaleggio?) fare domande, porre questioni centrali. Ma non lo fa. In questo modo manca di rispetto al lettore 5 stelle che non sa tante cose che MT dovrebbe quantomeno sottolineare ed evidenziare. Invece nulla, zero proprio. Io ho sostenuto il governo Monti, ma questo non mi ha impedito di criticarne (più e più volte!) gaffes, politiche che non condividevo, errori e strategie varie.

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