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Superman Terra Uno - J. Michael Straczynski e Shane Davis

Il giovane Clark Kent approda a Metropolis pieno di buone speranze e intenzioni.
Ha il potenziale per sfondare in ogni campo, dato che risulta essere un eccellente atleta, un brillantissimo scienziato, un geniale analista finanziario e un arguto giornalista.
Tuttavia, nonostante le offerte lavorative che gli piovono da ogni dove, il giovane Clark sembra confuso e dibattuto.
C’è qualcosa in lui che lo spaventa.
Un qualcosa di terrificante e sconosciuto, con cui non riesce a rapportarsi.
E l’arrivo a Metropolis è solo l’inizio di un viaggio che lo porterà a scoprire chi è veramente…

Il primo volume di Superman Terra Uno di Straczynsky è uno di quegli albi imprescindibili, soprattutto per gli amanti dell’Azzurrone.
Per quanto mi riguarda è anche uno dei più belli, ma essendo io di parte (perché sapete che Supes è il mio supereroe preferito in assoluto) il mio giudizio conta poco.

In realtà Superman è il supereroe più rognoso in assoluto: il suo essere al di sopra degli uomini, il suo essere (a conti fatti) “Dio” lo pone in una posizione scomoda rispetto a tutti i supereroi (e supercattivi) presenti in tutti gli Universi Fumettistici, perché si fa oggettivamente fatica ad empatizzare con qualcuno che è invulnerabile, praticamente invincibile e senza “problemi” di sorta.
Se a ciò aggiungiamo il fatto che dagli anni ’40 ad oggi il personaggio è rimasto praticamente lo stesso, e che tutti i tentativi di svecchiamento sono stati solo pallide sperimentazioni che si sono infrante contro il muro granitico rappresentato da quella “S” rossa su campo giallo, capiamo il perché l’ultimo figlio di Krypton sia un supereroe

Pure Supermàn ha da pava' l'affito...

Anche il narrare (o il ri-narrare) le origini dell’Azzurrone è una perdita di tempo. Non si può andare oltre Krypton che esplode, non si può andare oltre Jor El e Lara che spediscono il figlioletto sulla Terra consci che sarà un Padreterno, e soprattutto non si può andare oltre Smallville e la casa da Mulino Bianco con Ma’ e Pa’ Kent dispensatori di buoni e amorevoli consigli che saranno le fondamenta morali del futuro difensore degli ideali “Stars&Stripes”.

Straczynsky allora fa un’operazione semplice e (anche un po’) subdola: ci racconta un Superman “work in progress”. Un Superman che non sa da dove viene, ma che sa di essere diverso dal resto del mondo perché sa fare cose che il resto del mondo nemmeno si sogna.

In genere siamo abituati a vedere un Superman sempre positivo, che non si abbatte mai, anche in virtù del fatto che incarna un po' la figura di un dio "solare  e benefico.

In Terra Uno è tutto l'opposto.
Oltre ad essere molto giovane, abbiamo un Superman spaesato, il più delle volte triste e quasi sempre depresso.
Un Superman tormentato, che non sa come trovare il suo posto nel mondo in quanto “diverso”.
Un Superman che non sa come utilizzare i suoi molteplici talenti – e che può permettersi di rifiutare contratti milionari con squadre di Football o con laboratori scientifici hi-tech miliardari.
Un Superman che non è ancora Superman, e che è alla ricerca prima di tutto di sé stesso e del proprio io.

Il tormento e l’inadeguatezza nei propri confronti sono il leitmotiv di Superman Terra Uno, dalla paura di sbagliare perché “superiore” agli altri, alla paura di deludere i genitore che sanno di aver allevato qualcuno in grado di cambiare il mondo, fino ad arrivare alla paura di non riuscire a realizzare sé stesso, sempre perché diverso dagli altri.

E perché la diversità, si sa, fa sempre paura.

Ecco perché Superman, a differenza della maggior parte dei Supereroi, non può portare una maschera (come dirà saggiamente Martha Kent): perché se deciderà di mostrarsi al mondo, tutti dovranno vedere un volto radioso, gentile, che emana fierezza e bontà d’anima. Perché un “Dio” che sa fare tutte quelle cose strabilianti e che porta anche una maschera può incutere solo paura.

Perciò la maschera vera Superman dovrà indossarla tutti i giorni (in pieno discorso “Bill style” sulla filosofia di Superman, per intenderci), decidendo di essere qualcuno che in realtà non è.
E allora, dopo la nascita del Superman consapevole dei propri mezzi, ecco nascere anche il “vero” Clark Kent, free-lance del Planet.

Per l’inizio di una nuova leggenda.


Ps: spero caldamente che il Superman made in Nolan&Snyder peschi a piene mani da questo Superman. Sarebbe un interessante punto di partenza.
Non fosse così, faremmo meglio a riguardarci il Superman di Donner, e tanti saluti…

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5 commenti:

  1. Evvabbuò, tenterò di pigliarmelo pure questo :D Condivido buta caro, condivido ;)

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  2. Sabato sono passato in fumetteria, ma non l'ho visto.
    In compenso, ho comprato QUESTO. Ho letto solo il primo (di due), ma non sembra male.

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    1. Non l'hai trovato perchè è Planeta DeAgostini, e la Lion non l'ha ristampato. Lo troverai tra un mesetto, quando la Lion rimetterà sul mercato la roba della Planeta. :D

      Nemesis: tutti dicono che fa schifo, a me è piaciuto tantissimo. Ne ho parlato qua: http://www.sommobuta.com/2011/11/nemesis-millarmcniven.html

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  3. MI era sfuggita la tua recensione. Grazie. :)

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