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Mario - Una serie di Maccio Capatonda (Marcello Macchia, 2013)

Mario, pluripremiato e pluritelegattato anchorman dell’MTG, telegiornale di punta delle reti italiote, si ritrova invischiato in una serie di disavventure pazzesche che guardasetelodicononcicredi. La scomparsa improvvisa (e nel nulla) del direttore dell’MTG, nonché suo mentore (nonché suo padre adottivo) Paolo Buonanima, provoca una serie di eventi a catena che portano l’MTG ad essere acquisito da Lord Micidial, perfido magnate e proprietario delle industrie Micidial, produttore di prodotti micidiali.
A causa di una mossa sleale, “la sciabolata”, una clausola scritta in diagonale tra le righe del suo contratto, Mario non può andarsene dall’MTG – riconvertito in Micidial TG -, pena una causale da 4 milione di euro.
L’unica via d’uscita è addestrare il figlio scemo di Lord Micidial, Ginetto, e trasformarlo in un anchorman provetto.
Riuscirà Mario a risolvere il mistero della sparizione di Buonanima, ad addestrare Ginetto, e a svincolarsi da Lord Micidial annullando la “sciabolata” e allontanandosi dal Micidial TG?
Scopriamolo insieme leggendo questo articolo in compagnia dei fratelli Peluria…


Quando si parla di produzioni e telefilm italiane spesso si commette l’errore di generalizzare, pensando che sia tutto brutto, orrido e putrido. È facile infatti associare alle parole “telefilm” e “italiani” titoli quali “I Cesaroni”, “Un medico in famiglia” e altri abomini del genere.
In realtà, prodotti d’eccellenza made in Italy, a cercare bene, ce ne sono: pensate a Boris, pensate all’Ispettore Coliandro, pensate ovviamente a Romanzo Criminale.
Da qualche tempo, a questo elenco, possiamo tranquillamente aggiungere Mario, di Marcello Macchia – o come tutto il mondo lo conosce, Maccio Capatonda.

La miglior serie tv italiana di tutti i tempi

Mario è una serie tv geniale, dissacrante e – sotto certi aspetti – urticante e inquietante.
È la cartina di tornasole, nonchè specchio ideale, di come si è trasformata non solo la tv italiana, ma anche il giornalismo nostrano.
Mario di Maccio Capatonda è la critica contemporanea alla nostra società.
Una sorta di “Fantozzi 2.0”, se mi permettete il paragone.

Così come Villaggio criticava la società degli anni ’70, il capitalismo rampante, i suoi eccessi e decantava le gesta tragiche dell’italiano medio, Maccio Capatonda decanta la decadenza della tv spazzatura e dei telegiornali, esaltando tutto il marciume che quotidianamente, tv e telegiornali ci propinano.


L’impoverimento dei contenuti, la pochezza o la futilità dei servizi del Micidial TG, assieme alla stupidità e al pressapochismo dell’anchorman Mario (e di tutti coloro che lavorano all’interno del telegiornale da lui condotto) sono il leitmotiv della serie.
In un’Italia ormai assuefatta da trash tv, reality e amenità di questo genere è normale che anche i telegiornali siano diventati brutti e insignificanti.

Fateci caso.
Programmi come “La vita in diretta” o “Pomeriggio 5” fanno della realtà un vero e proprio reality, delegando ai tg un compito di mera “velina”. Senza contare che ormai i telegiornali nostrani si occupano solo di cronaca*.

Da questo punto di vista il Micidial TG è l’apoteosi del telegiornale che dà notizie di cronaca pressoché inutili, utilizzando idiomi e tormentoni ricorrenti “tipici” della televisione italiana.
Non mancano rubriche dal fascino perverso come “Il morto del giorno in HD”, in cui l’inviato Oscar Carogna gode nel raccontare, con minuzia di macabri particolari, le disgrazie che hanno portato il malcapitato di turno a “morire ammazzato male”.

I zingari!

Sono presenti gli inutili servizi di glamour su feste ed eventi, presentati dalla “classica” inviata bella ma stupida. Pressoché imperdibili gli inserti medici di Ippolito Germer, che come un novello Luciano Onder ci porta alla scoperta di malattie incredibili quali peni superflui, vene vanitose, scorbutici e approfondisce disturbi quali attacchi di pane e caduta dei capezzoli; sono presenti naturalmente anche gli aggiornamenti dell’inviato dall’estero, e come ormai ogni “normale” TG nostrano inframmezzato dalla pubblicità, anche l’MTG ha i suoi sponsor personali, provenienti direttamente dalle industrie Micidial.

Si ride a crepapelle con Mario, salvo poi fermarsi a pensare che si sta ridendo della degenerazione della televisione (e del giornalismo) nostrano. La critica di Maccio Capatonda – fine osservatore della realtà televisiva (e non solo) - è impietosa, asfaltante, completa.

Dritto pe' dritto!

L’aspetto inquietante è che, paradossalmente, l’MTG condotto da Mario funziona più e meglio di un “medio” telegiornale di casa nostra. Sarà perché confezionato con cura, a differenza della sciatteria con cui i nostri tg ormai si presentano.

Mario – Una serie di Maccio Capatonda.
Imperdibile.
La miglior serie tv italiana dell'anno.
Se non l’avete ancora visto…che aspettate?
E voi che l'avete vista, invece? Che ne pensate?

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E’ ormai un dato di fatto i telegiornali abbiano perso la loro funzione primaria: quella di informare. A fronte dei primi 5 minuti di notizie, dove sono presenti i classici “panini politici”, il resto dei tg catalizza la propria attenzione su fatti di cronaca. Che non rappresentano di certo “notizie”.

19 commenti:

  1. la definizione di fantozzi 2.0 è quanto mai calzante.
    serie italiana dell'anno, e forse, la serie italiana più geniale di sempre!

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    1. Più geniale non saprei, di certo è un prodotto molto valido. :D

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  2. Ineccepibile dal punto di vista satirico, d'altronde già si sapeva che Macchia è un genio.
    Se devo dire la mia, mi ero appassionato anche all'assurda trama di fondo che, sebbene mero pretesto per "sciabolare" i dissacranti servizi del TG e la comicità nonsense tipica di Capatonda, secondo me ha avuto dei picchi di scrittura degni di una serie ammeregana (salvo poi perdersi in un finale imho un po' buttato lì).
    Spero ci sia una seconda stagione, i presupposti ci sono tutti...

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    1. Lo speriamo tutti. Il finale è stato da applausi. :D

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  3. sono daccordo in tutto e per tutto... e sempre dritto per dritto!!!

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  4. Maccio è un grande XD
    Io lo seguo da annoi e trovo la sua comicità geniale e divertentissima :)
    avevo moltissimi dubbi sul fatto di riuscire a rendere i suoi sketch adatti ad una serie televisiva di 20 minuti a puntata.
    Detto questo direi che la seconda serie sia solo una formalità ^^
    Grande Marcello!!!
    Ps ai miei occhi, dato che Maccio e Ivo sono delle miei parti, la loro comicità acquista ancora più valore perchè spesso usano termini, modi di dire, modi di fare ecc tipiche del centro Abruzzo XD
    Cosa che nella tv italiana non compare mai!
    guardare Gabriele Cirilli che è di Sulmona(AQ) che parla romanesco è una sorte di tradimento per me!!

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    1. Diciamo che ha messo insieme l'esperienza di All Music mischiando roba come Unreal TG a Intralci. :)

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    2. Già XD
      Alla fine forse la scelta del tg come trama principale con i vari sketch sotto forma di servizi è la scelta migliore per non perdere troppo :)

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  5. Da sempre adoro Maccio Capatonda, ma con "Mario" ho scoperto che ci devo andare pian piano. Effettivamente mi ha fatto ridere solo la prima puntata, forse parte della seconda, poi tutte le altre le ho guardate senza alcun coinvolgimento di quel tipo, perché sono essenzialmente tutte uguali.
    Ora sono fermo alla decima, magari prima o poi sentirò un impulso a proseguire.

    Ciao,
    Gianluca

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    1. E' vero. Al di là della storia orizzontale (che comunque c'è), i servizi dell'MTG sono sostanzialmente simili - pur variando le varie dinamiche.
      Io però l'ho vista come un'ulteriore critica al nostro sistema tv. Che se ci pensi, propone e ripropone all'infinito sempre le stesse cose. No?

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  6. Serie carina, gentile ma esagerato imho il parallelo con fantozzi.
    Il problema è che non si ride a crepapelle, soprattutto per via dell'eccessiva ripetitività a mio avviso.
    Se le prime tre volte la "catapulta" mi fa ridere, alla sesta mi sono annoiato e alla dodicesima smetto di seguire la serie.
    Con questo non dico che la serie sia da buttare e seguo troppo poco la tv italiana per pronunciarmi sul suo valore relativo; diciamo che una miniserie di 6 puntate di qualità l'avrei enormemente preferita ai 18 episodi che non ho intenzione di terminare.
    Idee buone, ma mancanza di misura.

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    1. Vale la stessa cosa che ho scritto a Gianluca. Secondo me la ripetitività è funzionale al fatto che la tv italiana, fondamentalmente, è ripetitiva dato che presenta da anni sempre le stesse identiche cose.

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  7. Condivido tutta l'analisi della serie, Maccio è un mito! XD

    Invece non sono molto d'accordo su quello che dici riguardo i TG nostrani, nel senso che la situazione non è ancora così pessima.
    Ci sono ancora telegiornali che hanno come scopo principale l'informazione, penso soprattutto al Tg3 (in versione sia nazionale che, soprattutto, regionale). O anche al TgLa7, che dedica un'attenzione morbosa alla politica, è vero, ma di certo non campa sul gossip o sui fatti di cronaca nera.

    Poi vabbe', se mi parli di Pomeriggio 5, Quarto Grado e dei Tg dei primi sei canali escluso Rai3, non posso far altro che concordare.

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    1. 2 tg su 7 non è proprio il massimo, comunque.
      Per carità, pure io a casa guardavo solo Tg3 e il Tg de La7, ma non si può non riconoscere che la situazione giornalistica (in generale) sia abbastanza urènda.
      Poi è normale che ci siano zone un po' più felici... :D

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  8. Ti dirò, avevo tante aspettative per questa serie e un pochino m'ha deluso. Io adoro Maccio, mi fa ridere da sempre, però credo in questo formato così ''lungo'' non renda. Alcuni sketch sono fighissimi, assolutamente, però nel complesso non mi prende tanto, non mi incolla al televisore... Peccato :/

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    1. Secondo me è una di quelle serie che vanno viste col giusto umore. Ma ci sta che possa non piacere, ecco. :)

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  9. Sugli attacchi di pane sono morto...

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