14

Come ti ammazzo il mercato del fumetto in Italia (e dico che è colpa tua)

L’altro giorno mi segnalavano sulla mia fanpage facebook che Star Comics ha deciso di mettere in vendita, sullo store Amazon, la versione Kindle di Suore Ninja.
A fronte del cartaceo (2,90 euro), la copia digitale costa 1,99.
Non un grandissimo affare, a dirla tutta.
Per carità, l’ho anche comprato – nonostante mi avessero passato le scan sottobanco perché sono in Albiolandia e lo volevo leggere e qui in Albiolandia ovviamente non c’è e blablabla ma…Rimango dell’opinione che la copia digitale di un volume (sia esso un libro o un fumetto) non debba mai costare più della metà della sua controparte cartacea.
In questo, quelli della BAO Publishing sono dei pionieri.
O quantomeno hanno capito che il futuro sarà il digitale, senza dimenticarsi dell’importanza del cartaceo per coloro che amano leggere nel formato classico e sono feticisti del contenitore (perché comunque diciamocelo: il brossurato della Lega degli Straordinari Gentlemen fa sempre la sua buta figura in libreria).
Ottima prodotto cartaceo + ottimo prodotto digitale.
It’s the future, baby!
E allora perché anche gli altri editori italiani che si occupano di fumetti non sono ancora sbarcati sul mercato digitale?

La risposta è semplice.
Paura.
E incompetenza.

Ma qui bisogna fare un discorso molto più ampio.



L'altro giorno mi segnalano che l’editor di una casa editrice fumettistica ha mandato una mail ad un forum di scan per farli chiudere. Ogni tanto succede. E la ragione è loro, naturalmente.
Va detto che l’editor, pur ventilando problemi nel caso in cui blablabla – insomma, immaginate la situazione e traete le conseguenze – è stato piuttosto conciliante nello spiegare le sue ragioni.
Peccato che, nonostante abbia ragione (perchè si violano copyright e blablabla), la mail, per i suoi contenuti, aveva dei toni esilaranti.
Il passo più divertente è il seguente:
"Se le cose andranno avanti così [se tutti si premurassero a fare scanlation, in soldoni], nel giro di qualche anno tutti gli editori italiani chiuderanno e non ci saranno più manga in italiano."


Il problema, in realtà, è ben diverso.
Il problema non sono le scanlation o la pirateria digitale (ne abbiamo parlato QUI e QUI). Se fosse così, caro editore che parli del fatto “Che il fenomeno delle scan illegali han dato un contributo significativo a mettere in ginocchio il mercato del manga, sia in Italia che in Giappone che nel resto del mondo”, Shueisha non avrebbe mai e poi mai inaugurato la sua linea digitale con Shonen Jump disponibile per il mercato online cinese, giapponese e anglofono (a prezzi più che ragionevoli, tra l’altro).
E ComiXology – probabilmente il sito di scan online più grande al mondo – non esisterebbe nemmeno.

Il problema è che in Italia il mercato fumettistico è saturo.
Di merda.
L’editoria fumettistica, salvo poche eccezioni, ha rigurgitato tutto e il contrario di tutto. A prezzi anche spropositati. Spesso con edizioni che non valevano un decimo del prezzo con cui venivano vendute.
Da quando c’è stato il boom di case editrici (soprattutto di manga), le fumetterie sono state letteralmente sommerse di cacca e pupù.
Con copie di copie di cloni di cloni dello "Shonen X".
Portato dalla casa editrice “Y” per fare concorrenza alla casa editrice “Z”, “J”, e “Alfa”.

Pezzi informi di materia organica anfibia comunemente detta...

L’editoria fumettistica nostrana è andata a puttane (sta andando a puttane?) non per colpa dei soliti 4 stronzi che leggono scan illegali a scrocco (e che tanto One Piece, Naruto e Bleach non l’avrebbero MAI e poi MAI comprato perché col cazzo che spendo 10 euro in fumetti), bensì a causa “di anni di speculazione editoriale, di mosse andate male di cui nessuno sa niente, di insabbiamenti a fumetti, di licenze comprate per forza e fumetti pubblicati in modo coercitivo, di ricerca a chi fa meglio l'incularella all'altro editore, di manovre bastarde dei distributori che convincono gli editori a comprare di più per essere più competitivi così loro distribuiscono di più!” (cit. Caverna di Cacacazzone).

E poi, diciamoci la verità: dal punto di vista delle letture, si stava bene quando l’editoria fumettistica – per ciò che concerne il panorama nipponico – era appannaggio solo di Star Comics e Planet Manga.
Da quando sono sorte come funghi tutte le altre 120438443437 case editrici, c’è stato il caos.

Sia perché comunque i migliori manga, volenti o nolenti, finiscono nel 90% dei casi nelle mani delle CE di cui sopra; sia perché le altre, che si devono accontentare delle briciole (quando non mettono fortunosamente le mani sul capolavoro illuminato), per rientrare coi costi propongono fumetti di caccapuppù a prezzi indecenti.

Che se vendono 20 copie in tutta Italia è tanto, a fronte di migliaia di albi stampati.
Un lettore "forte" di fumetti

No, il problema è la saturazione di un mercato arrivato allo stremo, unito alla paura di chi non vuole mettersi in pari con il resto del mondo, e all’incompetenza di chi rimane cieco difronte ai nuovi mercati.

Già mi vedo gli editor delle CE fumettistiche cagarsi in mano nel buio delle loro stanze al solo pensiero di “formato digitale”.
Perché pensano (o forse sanno?) che nessuno comprerebbe una scan.

Il che potrebbe essere vero, ma fino a un certo punto.
Perché il lettore forte, la scan del fumetto “X” la comprerebbe ugualmente, se costasse il giusto* e non venisse preso in giro.



Invece questi non solo si sono scavati da soli la fossa in questi anni di negligenze editoriali; non solo sono pronti a riempirla; non solo si sono già comodamente stesi all’interno della bara: ma hanno anche dato mandato ai loro uomini di piazzare l’ultimo chiodo per chiudere la loro cassa.

Il buon Girola parlava di lettori italiani (di eBook) diversi dal resto del mondo.
A ben vedere, anche i lettori italiani (di fumetti) – quelli veri, quelli che cacciano moneta sonante come il sottoscritto, lo sono.

Se una CE fumettistica italiana muore per colpa della sua negligenza, ‘azzi suoi.
Siamo un mondo globalizzato.
Un rapido click e trovo tutti i fumetti che voglio.
A prezzi stracciati.
Su ComiXology.
Su Shonen Jump digitale.
Su altri millemila store legali.

E sì, anche su forum e siti ILLEGALI vafancùlo.
E poco male se devo leggere in inglese.

Tanto se voglio leggere in italiano, su Amazon, per fortuna, c'è sempre la BAO.
-----

*Ed essendo un nerdone del cazzo, lo comprerebbe anche cartaceo dopo qualche tempo. Perché Zerocalcare in digitale a 5 euro è un affarone. Ma vuoi mettere avere poi anche il cartaceo da esporre in libreria?

14 commenti:

  1. Verissimo, il boom dei manga ci ha dato la possibilità di leggere le peggio schifezze. Ricordo ancora qualche anno fa quando la GP Publishing iniziò a portare in Italia tutto ciò che gli passava per le mani, pubblicando in Italia merdume vario come "Spray King", "Magatsuhi.com" oppure "Out Code". Roba che non leggerei NEANCHE in scan.

    La cosa che poi mi fa più imbestialire è che la concentrazione sul settore giapponese rende difficili l'arrivo di altra roba da altre nazioni.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non posso che quotare! Ho scoperto che è stata importata pure robaccia come "Mahoromatic"! Ovviamente mi pare lasciato incompleto! Chi se lo fila per fortuna? XD

      Elimina
  2. Le case editrici si sono messe persino a portare a casa serie cinesi, i cosiddetti Manhwa, ma al di là di alcune situazioni e alcuni editori, il mondo del fumetto internazionale vede 2 direttrici molto importanti, il giappone e l'america, e poi alcune perle che possono essere di origine belga o francese (vedi Asterix o Tin Tin o i Puffi).
    In realtà proprio come dice buta, in Italia pur di fare numero, o per riempire vuoti nelle caselle delle testate editoriali, portano a casa fumetti ignobili che difficilmente si leggono pure i Giapponesi, infatti alcune serie hanno pochi volumi perchè vengono droppate miseramente perchè hanno pochi estimatori.
    La star comics in un momento di crisi pre-uscita dei kappa boys aveva preso questo andazzo, ossia di prendere tutto e il contrario di tutto, risultato? perdite economiche, manga invenduti, errori clamorosi e siluramento dei kappa boys che sono passati a GP, e poi sono andati ad aprire la ronin nel cortile di casa a bologna.
    E la Gp dopo solo pochi anni di vita si è unita a J-POP e a BD.... un caso?
    Il mercato giapponese la crisi non la sente (checchè ne dica l'editor che ha mandato la mail, e che era tra i saggisti da cui trassi spunto per la mia tesi di laurea), intanto perchè i prezzi rimangono a portata di tutti e non crescono a ignoranza come in Italia, un esempio su tutti One piece volume 1, prezzo 390 yen + 5% di tasse, One piece volume 71, prezzo 400 yen + 5% di tasse, ossia un aumento di 10 yen effettivi dal 1997 al 2013 (1 euro oggi sono circa 130 yen, qundi al cambio di oggi sono 0,07 euro in 16 anni).
    Il mercato giapponese fa cose che in italia solo gli appassionati comprerebbero, ma ad esempio per vendere di più fanno edizioni speciali in cui aggiungono peluche, gadget, portachiavi, monete a tiratura limitata, ossia aggiungono valore ai PRODOTTI DI VALORE, mentre la merda viene messa nella massa a galleggiare tra le librerie.
    E contate che in giappone c'è un mercato dell'usato clamoroso, ma soprattutto ci sono negozi di manga usati che vengono invasi da gente che legge volumi gratuitamente, li richiude, li mette nella libreria e se ne va... e lo fanno nelle librerie di usato (tipo book off) perchè nelle librerie che vendono volumi nuovi ci sono solo volumi incellophanati.
    Quindi la cosiddetta pirateria c'è pure in giappone, ed è la pirateria degli scrocconi, ma non mi sembra che il manga in giappone stia crollando verticalmente, anzi ci sono serie con vendite spaziali...

    scusate la verbosità...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. per non dire che la shueisha si sta lanciando nella creazione di prodotti digitali (vedasi jojo, one piece a colori, naruto, uchu kyodai...)
      Poi per darvi un'idea, il volume 21 di uchu kyodai è stato venduto sia in formato normale, sia in versione special con un peluche di apo, e non una cosa di 2x2cm, ma una prodotto di ottimo valore e di una dimensione normale.
      In giappone lavorano di comune accordo con le televisioni per incrementare le vendite e le televisioni seguono le vendite dei manga per produrre cartoni animati.
      In italia quando arrivarono i manga in maniera massiccia ebbero il traino anche degli anime. Quanti volumi di capitan tsubasa si sarebbero venduti senza l'anime di holly e benji? quanti volumi di one piece si sarebbero venduti senza l'anime uscito in maniera contemporanea al manga? Di inu yasha, full metal alchemist, evangelion o full metal panic senza l'anime night di mtv?
      Le case editrici purtroppo stanno perdendo denaro perchè non riescono a fare prodotti di valore e non sanno più come pubblicizzarsi, anche a causa di un crollo verticale della tv dei ragazzi in italia che non trasmette più i prodotti che trasmetteva anche solo pochi anni fa.
      Una casa editrice che vuole vendere una serie va a parlare con una casa distributrice (dynamic, dynit e company) e cerca di spingere per il ritorno di certi anime in modo tale da poter fare da traino al prodotto che vendono.
      Ci sono state crescite esponenziali e ora le case si turano il naso e guardano l'altro medium con lo sguardo di chi si sente superiore, quando alla fine sono 2 fratelli cresciuti insieme.

      Guardate la marvel. Lei ha saputo unire 2 medium importanti come comics e cinema, ma non mi sembra così in crisi, anzi si auto-alimenta e si auto-sponsorizza in maniera clamorosa, e col passaggio sotto l'ala della disney ha fatto si che questa sinergia fosse ancora più forte e conveniente.

      Le case editrici italiane hanno disimparato come dare valore alle proprie opere e come rivitalizzare quelle opere che sono in crisi. Da questo punto di vista dovrebbero cercare di imparare dai maestri...

      Elimina
  3. E dire che in un mondo nemmeno troppo ideale la concorrenza dovrebbe essere tutta a vantaggio del lettore.
    Eppure sono 2 anni che non compro niente di nuovo in fumetteria.
    Diosanto, la melma che c'è.
    (E si, sono uno di quegli stronzi che legge le scan prima di comprare un fumetto, perché visto quanto li fan pagare non posso permettermi esperimenti e salti nel vuoto).

    RispondiElimina
  4. Ha detto tutto lei sig. Buta e c'è anche l'aggiunta del sig. Mala (che verboso è dir poco ) :PPPPP

    RispondiElimina
  5. io leggo unicamente scan, sia perchè non comprerei mai al buio un prodotto, sia perchè un qualcosa che ho già letto/visto/giocato/etc... mi annoia ripetuto un altra volta

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Mamma mia che consumatore usa e getta! XD Altro esempio comunque di cui sopra forse citato da sommobuta.

      Elimina
  6. hai ragione sopratutto per la saturazione su ogni cosa pubblicano mille mila cose tutte insieme , tipo ora in italia c'è la moda delle riedizioni : prima c'èra peanuts , poi i puffi , ora tutta la roba della silver , uno ci rimane senza respiro, infatti un po' a malincuore devo fare una scelta

    RispondiElimina
  7. In italia c'e' una tremenda paura di innovare,portare avanti qualcosa di nuovo,le case editrici hanno paura che la gente che legge esclusivamente le scan continuera' a leggere quelle nonostante la presenza di albi digitali a prezzi ridotti,e in parte,e ripeto sottolineandolo in parte POTREBBERO avere ragione,conosco gente che non compra niente online,nonostante la convenienza solo per la negligenza di farsi una postepay,o solo per il fatto che non sanno neanche come si fa a comprare qualcosa online e non hanno nemmeno voglia di imparare a farlo quando basterebbero appunto 2 click per capire.Pero' quantomeno bisognerebbe provare,ci sono tanti fumetti di merda in giro che sforna la planet,perche' comprare alcuni diritti dei suddetti fumetti di merda e provare a spendere quel minimo di fondi necessari per poter distribuire una copia digitale di un fumetto famoso,solo per curiosita',per vedere se va bene,secondo me nonostante tutto qualche pazzo che spenderebbe la meta' di quello che costa un volume di carta fatto di merda c'e'.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. perche' non provare a non comprare alcuni diritti*

      Elimina
  8. Hai ragione e purtroppo questo discorso potrebbe essere ampliato a mille altri "mondi" gambizzati dall'incompetenza di quelli che dovrebbero essere esperti del settore...se ci pensi, con i soldi che vengono sprecati nella pubblicazione di fumetti e manga scadenti, si sarebbe potuto venire incontro a giovani fumettisti entusiasti e capaci, rischiando, è vero, ma non più di quanto si rischi attualmente.
    preferisco pagare troppo per un prodotto inedito italiano che per uno scadente (già conosciuto) giapponese.

    RispondiElimina
  9. Io non credo che l'editoria italiana sia così pessima per il cliente dal momento che bene o male portando di tutto e di più nel mercato si trovano anche buoni prodotti, non credo che in giro per il mondo, Francia esclusa, abbiano questa scelta. Però è indubbiamente vero che molte serie arrivano colpevolmente in ritardo e credo che gli editori al posto di minacciare i siti di scan dovrebbero seguirli per vedere quali sono le promesse tra i nuovi manga e spingere su quelli.
    Per quanto riguarda le pubblicazioni online la maggior parte li scaricherebbe gratis comunque, quindi tanto vale fare un prezzo a cui chi è onesto compri il prodotto.

    RispondiElimina
  10. "si stava bene quando l’editoria fumettistica – per ciò che concerne il panorama nipponico – era appannaggio solo di Star Comics e Planet Manga."

    E prima della PM, la Granata! XD Al max c' era la Hazard che era alternativa. XD Comunque quoto. Ricordiamo la D/Visual che c' ha messo 100 anni per fare uscire l' edizione speciale di Ken! Mah!

    RispondiElimina

 
Copyright 2009 Il Viagra della Mente Template creato da Angelo "sommobuta" Cavallaro