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Altrove e con Nessuno (Luca Angioli, 2013)

Ho avuto il privilegio di vedere Altrove e con Nessuno, questo splendido cortometraggio, in anteprima, l’estate scorsa, mentre Luca Angioli e compagnia lo proiettavano a tutti i festival cinematografì dell’italico stivale, riscuotendo ovunque un enorme successo.
Successo meritato, perché Altrove e con Nessuno è un lavoro superbo.
Non ci credete?
Fate male.
Perciò prendetevi 8 minuti di tempo, mettetevi comodi, e godetevi lo spettacolo.



Fatto?
Bene.
Ora apriamo il dibattito.

Ho un doppio debito nei confronti di Luca, nel senso che con i suoi cortometraggi presenti sul web ha saputo intrattenermi come pochi e che è stato colui che mi ha fatto scoprire quel gioiello che è V!P. Tuttavia, rispetto ai suoi precedenti lavori, gustosi, ma ancora acerbi, talvolta grezzi, Altrove e con Nessuno è l’inizio della maturazione, tecnica e artistica, del buon Luca.
La regia è impeccabile, il ritmo incalzante, la fotografia eccellente, gli effetti speciali ottimi.

Questo articolo, originariamente, nasceva come fotogallery del film. Avendolo visto in anteprima, avevo fatto un botto di screen e commentato le scene, per raccontarvi di cosa parlava il cortometraggio (e incuriosirvi prima dell’uscita ufficiale).
Ma poi mi sono reso conto che come articolo sarebbe stato molto autoreferenziale, e che quindi era meglio parlarne solo quando tutti avessero avuto la possibilità di guardarlo.


Un Superman sperduto...

La storia è molto particolare, come avete avuto modo di vedere. Il signor Pascal si ritrova ammanettato a un morto, e cerca di scappare. Salvo poi scoprire che in realtà il morto ammanettato è ammanettato a lui morto.

Si tratta di uno di quei corti dove gioca molto il fattore psicologico, ma soprattutto, dove ognuno può vederci quello che vuole. La spiegazione che mi sono dato io è molto semplice, e ha come chiave di volta il dialogo iniziale tra il Signor Pascal e la sua Analista: come la dottoressa si è ritrovata a sognare questa cosa particolare col signor Pascal “trasfigurato”, il Signor Pascal si è ritrovato ammanigliato a un tipo che però, fondamentalmente, è la Dottoressa.
Dottore e paziente legati indissolubilmente.
Tuttavia, anche se siamo legati a qualcuno, come recita il titolo, siamo sempre, indiscutibilmente, da soli con noi stessi.
Ma questa è la mia interpretazione, e non è detto che le cose stiano così.


Roberto Gallaurese, l'autore della sceneggiatura del corto

Ultimamente, in rete, si parla di “qualità”, associata a non si sa bene cosa.
Personalmente non riesco ancora a capire chi è che affibbia (o può arrogarsi il diritto di affibbiare) il bollino di “qualità” a questa o a quella produzione, ma posso azzardarmi a dire che progetti come quelli di Altrove e con Nessuno fanno solo bene.
Al fruitore e a chi li crea.

La situazione culturale del nostro Paese è quella che è, quindi benvengano cose del genere.
A Luca Angioli, Roberto Gallaurese, Davide Francato e tutti coloro che hanno lavorato a questo corto, i miei assoluti complimenti.

Aspettiamo con gioia il prossimo lavoro!

5 commenti:

  1. Buta,non ci ho capito un cazzo!!!!XD
    La scena finale cosa sta a rappresentare?

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  2. Buta la tua interpretazione sul rapporto analista/paziente mi ha fatto venire la pelle d'oca, perchè pur non essendo una delle idee da cui è scaturito il film, in realtà rispecchia appieno alcune cose che ho provato direttamente nella vita reale... non posso come sempre che ringraziarti...

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  3. Bello! :)
    Non sono una grande appassionata di questo genere di filmati "dal senso nascosto" però è obiettivamente fatto egregiamente.

    Riguardo alla chiave di lettura, io ho interpretato tutta la parte del protagonista ammanettato come il processo mentale che si svolge nella sua mente ogni volta che l'analista gli chiede "come si sente oggi?" e per il quale appunto non riesce mai a rispondere... infatti poi nel finale si vede che lo scambio "morto-vivo" si ripete molte volte... però sinceramente non ho idea su chi sia esattamente la persona con cui si scambia! :)

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    1. Fantastico... era proprio questo che volevo dal film: creare un infinito numero di interpretazioni personali che spingano lo spettatore a interrogarsi interiormente su molte cose!!!

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