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L'allegro zoccoleggiare delle quattordicenni

Ho letto quest’articolo sul Fatto Quotidiano: in buona sostanza, le quattordicenni di oggi vanno in giro a zoccoleggiare non per diletto personale, bensì per sfoggiare il loro status di sverginate, pena la mancata entrata nei ranghi di quelli “più grandi” e l’emarginazione del gruppo che a scuola conta di più.

Parte subito il coro indignato delle Marie Goretti di turno, di chi condanna il giovin zoccoleggiare delle soavi fanciulle, perché quelle sono zozzerie che a 14 anni nun se fanno, perché si è piccoli, non si capisce, blablabla.
Spesso, quando leggo queste cose, mi chiedo se chi fa queste uscite ci è o ci fa.
Nel senso: è così che va il mondo. Senza voler fare gli ipocriti, per essere accettato dal gruppo dominante devi sottostare alle regole del gruppo dominante.


Vuoi fare i soldi in finanza?
Fai come il gruppo dominante: ruba e specula.

Vuoi essere il campione sportivo di staceppa?
Fai come il gruppo dominante: dopati e fotti il sistema.

Vuoi essere presidente del Consiglio?
Fai come il gruppo dominante: mettiti a 90° davanti Silviuccio, e vedi che un posto ci esce sempre.

Vuoi essere accettato a scuola?
Fai come il gruppo dominante: la devi da’ (cit.)



Il mondo funziona così, così si è sempre fatto, si fa da sempre così e sempre così si farà.
Non se ne esce.
Il punto non è che queste vanno in giro a zoccoleggiare con chi gli pare (saranno pure cazzi loro – in tutti i sensi – no?). Il punto è se si è disposti a sacrificare il proprio “io” in virtù di un’accettazione sociale derivante dal passaggio di una sorta di rituale collettivo.

Vuoi far parte della cumpa?
Scopa, altrimenti sei uno/una sfigato/a.

Al che parte la mia domanda: ok, ma chi lo dice? Chi è che affibbia il bollettino di sfigato/a, e in base a cosa?
Davvero vi interessa così tanto il giudizio che gli altri hanno di voi?
E vi interessa più della stima e del pensiero che voi stessi avete di voi stessi?


Non sta a me fare la morale, non sta me dire quanto (o se) sia giusto o sbagliato fare certe determinate cose ad una certa età.
Posso però dirvi che non ne condivido (e non ne ho mai condiviso) la logica di fondo: della famigerata “cumpa”, non è mai fottuto un’emerita ceppa. E questo valeva quando avevo 15 anni, e vale oggi che di anni ne ho (quasi) 30. Quello che faccio, lo faccio in virtù di come si muovono gli ingranaggi all’interno del mio cervellino (bacato, ovviamente).
Il resto, se permettete, si fotta.
E vaffanculo alla maggioranza.

Non sacrificherei (e non l’ho mai fatto) il mio “io” per compiacere/chiedere favori a qualcun altro in modo da rientrare nelle grazie di chi conta o ottenere un qualche tipo di successo socio-personale*. Non è nella mia natura, e il solo chiedere un favore mi provoca anche fastidio.


Ritornando al zoccoleggiare delle quindicenni, tutti siamo stati al liceo. E io me lo ricordo bene quello che faceva la gente della mia classe. Nessun zoccoleggiamento, ma ho davanti agli occhi le immagini di figuri che adoravano passare i sabati sera in quel di Piazza del Gesù, a provare i piaceri proibiti del fumo (normale e non).
E se non facevi parte del cerchio magico dell’amicizia, se non accettavi la sigaretta quando il cerchio si stringeva per passare il calumet in puro stile indiano, e se dicevi “No, grazie”, quando il calumet passato da cumpa a cumpa veniva spinto nelle tue mani, nel cerchio magico dell’amicizia non ci entravi (o al limite venivi bellamente ignorato, o mai interpellato).
Punto.

A me, a quindici anni, interessavano altre cose: giocare a pallone, il fantacalcio, i libri, i fumetti, i film, i videogiochi. Sarà pure per questo che al fumaiolo di Piazza del Gesù ho sempre preferito i miei sabati sera in compagnia di libri, fumetti, videogiochi, film, eccetera...
Che poi, guardacaso, sono le stesse cose che mi interessano anche adesso.
Puro nerdismo?
Puro nerdisimo.

Ma almeno posso dire di aver nerdato (e fatto tutto quello che volevo fare in modo consapevole, e solo) con la mia testa.
E, ancora una volta, vaffanculo alla maggioranza.



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*L’unico pseudofavore che mi sono azzardato a chiedere in questi anni su Internet è stata la lettura del mio saggio uanpisoso ad alcuni elementi fidati che potevano darmi qualche suggerimento in fase di correzione (Dellimellow, Luca Verbatim, e alcuni amici che se lo meritavano), e l’invio di qualche “copia staffetta” a chi, sempre interessato a One Piece, avrebbe potuto eventualmente (e l’ho specificato sin da subito agli interessati, senza impegno di sorta o costrizione alcuna) parlarne in un’eventuale recensione. E vi dico anche i nomi: quel pokècoso di Dario Moccia (che disse che sarebbe stato carino poi organizzare una live per parlarne una volta letto il saggio), quel cacacazzo di Caverna di Platone (che ricevuto il file se n’è uscito con un “col cazzo che lo leggo è troppo lungo mi faccio la palla”) e Raffaello Gomma (aka Yasopp SniperNW, che poi ci ha fatto un video sopra).

22 commenti:

  1. Eccallà, sempre stato così e sempre sarà. Però, penso siano casi un po' estremi questi. Gruppi di amici con la tendenza ad escluderti se non fai qualcosa, specie a quell'età, ci sono, però non sono tutti così, dai. Magari la cosa è accentuata nelle grandi città, non lo so, ma da come è la mia esperienza per un gruppo di deficienti come questi che si descrivono ce n'erano 10 di sani. Per sani non intendo santi, sia chiaro ;)
    Chiaramente leggendo ho anche pensato che quand'ero 15enne io col cazzo che la regalavano in giro la figa. Tante pugnette insomma... xD

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    1. Ma infatti alcune cose sembrano davvero leggende metropolitane. Il gruppetto elitario c'è ovunque (la Ka$$$$ta), ma se quello dell'articolo non è la realtà dei fatti in assoluto (e non lo è), è plausibile che in parecchi posti succedano cose del genere.

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  2. Ottimo articolo.
    Visto che condivido il tuo pensiero dalla A alla Z (di zoccola) aggiungo solo uno spunto di riflessione: io non credo molto nei valori assoluti, ma com'è che negli ultimi 10-15 anni c'è stato un ribaltamento totale della situazione?
    Essere "zoccole e stronze" viene percepita come uno status positivo, qualcosa che t'innalza sopra il volgo.
    Non a caso io stesso ho incrociato molto ragazzette volgarissime, che si atteggiavano a cattive (per non dire crudeli), ancor prima che a zoccole. Facendo di tutto ciò un tratto distintivo. Mah.

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    1. Come dicevano altri commentatori sotto, ormai è un problema culturale. Sicuramente centra tantissimo il ruolo di certa tv "educatrice" che ha fatto passare - e quindi sdoganato - certi atteggiamenti.

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  3. Infatti se lo facessero per propria volontà non ci sarebbe nulla di strano.
    Il problema nasce se diventa un "per moda". Tutti sono liberissimi di seguire le mode per sentirsi accettati dal gruppo dominante, ma il fatto che ci sia una sempre maggior tendenza a farsi accettare, piuttosto che ragionare con la propria testa - in ambito sessuale, in questo esempio, ma anche in altri - è un pericoloso segnale di allarme.

    Ciao,
    Gianluca

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    1. E' una deriva pericolosa, che fa anche un po' paura. Ma ovviamente vale per qualsiasi cosa, il discorso è generalissimo.

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  4. Sempre pensare con il proprio cervello (bacato o meno che sia) e "vaffanculo alla maggioranza" xD

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    1. Vaffanculo alla maggioranza sempre!

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  5. il vero problema non sono le ragazzine di 14 anni che fanno le zoccole,ma la società italiana che glielo insegna:basta pensare al fatto che abbiamo eletto un pervertito come premier (senza offesa a coloro che lo seguono).

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    1. Sicuramente è anche un problema culturale, ormai. Impossibile dire il contrario.

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  6. Nemmeno io mi sono mai omologato alla massa, ma la conseguenza è stata che purtroppo sono sempre stato piuttosto solo, con pochissime persone su cui contare (e lo sono anche tutt'ora, in ogni caso XD). Non credo che per stare insieme ad altre persone si debba per forza uniformarsi; tuttavia, qui in Italia, e non solo tra i giovanissimi (conosco casi di gente di quarant'anni che fa lo stesso), abbiamo quella che io chiamo "la logica dei gruppetti", ossia che ogni gruppo umano è rigidamente chiuso in se stesso e nei propri rigidi principi, ed i suoi membri vivono della logica del "o con noi o contro di noi": ne consegue che uno che non ha la forza di rimanere del tutto solo, debba per forza conformarsi. Non so se è una caratteristica italiana o proprio dell'umanità, ma in ogni caso trovo la cosa piuttosto triste.

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    1. Vado di detto antico: meglio soli che male accompagnati. Poi si, arrivo anche a mettermi nei panni altrui. La cosa è comunque triste, concordo.

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  7. La morale cambia. Più andiamo avanti, più la società peggiora...prima (quando avevo 14 anni) si tornava a casa alle 23:00 massimo, ora le mie cugine di 15 tornano alle 5 del mattino...che dire, ormai non mi stupisco poiù di nulla ;)

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  8. Bell articolo!
    I tempi sono davvero cambiati!
    Cazzo a 15 anni io pensavo a divertirmi in modo pulito, pallone, attivitá con gli scout..
    I gruppi in zona mia erano fatti con quelli che avevano il motorino o la moto (al massimo)
    Non ho mai frequentato quelli del fumo XD

    Non mi sono mai voluto far condizionare se una cosa non mi piaceva.. Poi crescendo si capisce cosa è davvero importante, rispetto, lealtà, intelligenza.

    Poi queste cose credo che accadino principalmente al nord ( Milano e dintorni)
    Perché mia sorella 15 enne, non fa assolutamente queste cose ( e se le facesse ( bastonate) !
    Qui ancora come mentalità sono leggermente indietro.. ( in questo caso è una enorme fortuna)

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  9. Gran bell'articolo. Spruzzata di luce in un giorno grigio.
    Niente moralismi, ma solo il nocciolo del problema: il coraggio della libertà. Mai uniformarsi se è quello che vuoi! Mai non uniformarsi se è quello che vuoi!

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  10. Sarà un mio serio limite di comprensione... ma mi sfugge come qualcosa di piacevole come il sesso, possa venire degradato ad "atto dovuto", e mezzo per guadagnare approvazione sociale. Già è abbastanza patetico utilizzare uno dei piaceri della vita come strumento di baratto professionale, ma farlo male (e controvoglia) per qualcosa come la reputazione... mah.
    Che poi zoccoleggiare, fino a qualche anno fa, era un mezzo per migliorare la propria reputazione (wtf!), adesso pare proprio un requisito minimo per qualsiasi forma di socialità adolescenziale.
    Preciso, io non ho titolo per parlare granchè, non conosco le dinamiche di gruppo dei gruppetti femminili... probabilmente sono più complesse di quelle maschili... quindi sono solo i miei due cents di ignoranza xD oltretutto mi trascino dall'adolescenza il fastidio per la massa e i gruppi allargati ù.ù

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  11. Sommo, concordo con la tua posizione in pieno.

    Tuttavia, debbo rilevare che, il tipo di condotta descritta nel tuo articolo, è tipica di coloro che sono privi di carattere. Cosa che si verifica sempre più spesso nelle giovani leve, anche in relazione al fatto che i genitori di oggi dedicano sempre meno tempo all'educazione dei figli.

    Ne discende che la responsabilità di questo tipo di comportamenti (in parte ovviamente) è da attribuire ai genitori.

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  12. Io sono sempre stato uno che sfugge alle omologazioni di massa, e ritengo giusta l'affermazione di chi considera la democrazia "la dittatura della maggioranza".
    Però, nel caso specifico, mi permetto di avere qualche dubbio minimo. Non dubito che "darla via allegramente" o fumarsi una canna con gli altri del gruppo sia un modo per sentirsi uguale a loro, essere accettati, ed è sicuramente degradante fare qualcosa solo per essere uguali alla massa.
    Però, nel caso specifico del sesso e delle canne credo che ci sia un'inevitabile curiosità, peraltro comprensibile. Poi, ovvio che si spera che dietro ai quattordicenni ci siano famiglie - e possibilmente scuole - che insegnino loro a fare attenzione affinché una curiosità non lasci un segno che può marcare negativamente un'intera esistenza. Quattodicenni incinte e loro coetanei già pericolosamente tossici purtroppo non sono un'invenzione di Studio Aperto. Diciamo che quattordici anni è un'età difficile in cui, anche con una famiglia salda alle spalle, si rischia costantemente di sbandare per l'eccessiva (ma inevitabile) fragilità emotiva dell'adolescenza.

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  13. Concordo, "Fanculo alla maggioranza!" non le capisco e quella persone che per farsi accettare fanno cose contovoglia, soprattutto il sesso barattato per qualcosa, che sia in ambito lavoratio, politico o per mantenere uno "Status" nel gruppo di "amici" (che a parer mio tanto amici non lo sono... un amico ti è amico per quello che sei, non per quello che devi essere!) io non ho mai fatto cose controvoglia... ciò che ho fatto corrisponde a ciò che sono e non ho rimpianti! Questo non ha impedito di avere la fidanzata e, seppur pochi, avere amici... meglio pochi ma buoni! E comunque a parer mio il sesso (sarò all'antica) è un gualcosa che va fatto solo con la persona con cui vuoi avere un futuro!

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  14. io forse invidiavo chi mi PAREVA sapesse lasciarsi davvero andare qualche volta, e quindi davvero divertirsi. crescendo, ai miei occhi, ben poche persone tra quelle che ne credevo capaci sono rimaste capaci di farlo e mi chiedo se lo sono solo ai miei occhi o no. mi pare che l'uomo a volte abbia bisogno di credere in cose del genere.

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