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Goku ha sconfitto Majin Bu perchè l'Universo ha condiviso con lui la sua energia

Come si fa a vivere di scrittura in Italia, un paese i cui abitanti:
a)- non leggono;
b)- non leggono;
c)- non leggono;
d)- ho già detto che non leggono?

Una risposta plausibile sarebbe quella di dare in pasto ai “pochi” che leggono quello che vogliono loro.
Il che vorrebbe dire “snaturare” la propria vena creativa, svilendosi e svendendosi al mercato che, in un dato momento, frutta di più.
In QUESTO ARTICOLO Alessandro Girola si domanda se, per uno scrittore che vuole vivere di scrittura, sia meglio coccolare il proprio pubblico oppure ammaestrarlo.
Davide Mana, QUI, gli “risponde” dicendo che il pubblico bisogna rispettarlo. E in caso non si possa farlo, bisogna scrivere cose idiote per un pubblico idiota.

Io mi sono accorto che effettivamente, con buona volontà, un po’ di fortuna – e l’aiuto dei propri lettori -, vivere di sola scrittura potrebbe essere plausibile.
Forse.
Se proprio va di culo.
Vediamo se siete d’accordo con me oppure no.

E che c'entrano Goku e Majin Bu?
Tranquilli, che ci arriviamo...

CHOMP!

Mettiamolo le carte in tavola: il saggio su One Piece (che nei primi due mesi ha fatto letteralmente sfaceli) continua a vendere molto bene. È sempre in classifica, e va praticamente da solo. Il libro su Holly e Benji, invece, è stata la sorpresa: non gli avrei dato più di 10 copie vendute, invece, in una ventina di giorni gli hanno dato fiducia, un centinaio di persone.
Per la vostra gioia potete farmi i conti in tasca, perché il saggio tsubasiano+ saggio uanpiso, in cinque mesi di avventura amazoniana, li hanno letti quasi un migliaio di persone.

Numeri “piccoli”, ma per quanto mi riguarda molto “grandi”, tenendo conto che io sono un illustre signor nessuno, e che a parte gli amici (arhaarharha) del blocco “C” della blogosfera e la community italiana di One Piece, nessuno dei “big” italiani che si occupano di fumetti ne ha mai parlato (o condiviso le news nemmeno per “sbaglio”, pur sapendo che c’erano).

Il giorno in cui i bimbi "Hann' scassat' tutt' cos'"

In Italia, sbandierare al vento il fatto di voler elevare una “passione” a “lavoro”, equivale a mettersi un bersaglio dietro la schiena con su scritto: “SPARATEMI FACILE”.
Eppure, questa storia degli eBook (almeno per quanto mi riguarda) è stata una sorpresa. Probabilmente perché il lettore che ha sganciato moneta sonante per leggermi (e se ci penso, spalanco gli occhi, perché voi avete tirato fuori soldi per leggere proprio me) ha capito che al di là della “passione”, in entrambi i libri proposti, c’è stato un duro lavoro di documentazione.
E il duro lavoro in fase di scrittura è il primo passo per rispettare il lettore, proprio come dice Davide Mana.

Ma nel mio caso, il lettore l’ho coccolato, oppure l’ho ammaestrato?

Posso dire, con una punta di malignità, di aver fatto entrambe le cose.
Tanto con il libro su One Piece, quanto con quello su Holly e Benji. E questo sarà il criterio con cui preparerò il prossimo libro su 300 di Miller, e poi quello su Dragon Ball (e ovviamente il secondo saggio natalizio su One Piece).

Pronti a leggere il saggio butico su Dragon Ball? :D

Penso soprattutto che qualsiasi persona che abbia un minimo di velleità di scrittura debba rivolgere un occhio al pubblico e l’altro a dove vuole lui.
Inutile (di nuovo) nascondermi: il saggio su One Piece era un saggio di storia “mascherato” attraverso One Piece.
Ma a voi è piaciuto, perché siete stati “al mio gioco e alle mie condizioni”. E alla fine, la cosa che vi è piaciuta di più, è stata proprio la parte prettamente storica.
Stesso discorso per Holly e Benji, che vi è piaciuto ancora di più del saggio piratesco: con la “scusa” di Holly e Benji, come potevo lasciarmi scappare l’occasione (nell’anno del mondiale, poi) di mettere al centro della discussione il come un fumetto può influire in modo #totaletombale (e decisivo) su una cultura nazionale e sportiva (a riprova che i fumetti non sono semplici cose per bambini)?
Impossibile resistere.

E qui arriviamo all’utopia vera e propria.
Se ogni mese (auto)pubblicassi un libro (saggio o novelette, fate voi), e ogni mesi avessi la (quasi)certezza matematica di avere lo stesso volume di lettori/aquirenti che ho avuto per i libri di One Piece e Holly e Benji, potrei pensare seriamente di dedicarmi alla scrittura 24 ore su 24.
E trasformare l'hobby in lavoro.

L'Utopia

Per vivere degnamente di scrittura, conti alla mano*, potrebbero bastare “solamente” 700 lettori “sicuri” ogni mese.
Voglio assumere le dimensioni del “Grandissimo” (non me ne voglia il buon dellimellow), ma penso che per quanto mi riguarda sono lettori che posso aspirare a raggiungere.
Naturalmente lo ribadisco: è un’utopia, che però prima o poi, lavorando sodo – e rispettando sempre voi che (mi) leggete -, col tempo, potrebbe (chissà, forse, vediamo, magari) diventare realtà.

Ma, ovviamente, qui entrate in gioco voi.
Perché al di là di quello che può essere il lavoro, senza di voi, il lavoro diventa “inutile” e l’utopia rimane nemmeno utopia, ma proprio perchè irrealizzabile sin dal principio.
Se non c'è nessuno che legge, a cosa serve scrivere?

Goku, da solo, non poteva farcela: ha sconfitto Majin Bu perchè l'universo ha condiviso la sua energia

Immagino abbiate capito dove volevo andare a parare.
Siete voi ad avere il più grande potere di questo mondo: la condivisione e il passaparola sono poteri potentissimi.
Goku aveva creato la sua migliore Genkidama per battere Majin Bu, ma se l'universo non avesse condiviso con lui la sua energia...quella Genkidama sarebbe stata inutile.

Di nuovo, faccio un discorso (molto) egoistico (e mi preparo a indossare il target “SPARATEMI FACILE”, assieme al coro “Si è montato la testa”).
Quando vi imbattete in qualcosa che vi interessa, oppure vi è piaciuta, fate come hanno fatto tutti gli esseri dell'universo con l'energia per Goku: condividetela.
Una condivisione sui vostri social network è del tutto gratuita, e può raggiungere un numero infinito di persone. E non vi ruba che un clik, e mezzo secondo di tempo.


Anche tu hai sollevato la mano al cielo...E puoi rifarlo!

Mi ritrovo a pensare, oggi, che se ognuno di quelle (quasi) mille persone che mi hanno acquistato avessero condiviso tutte la loro felicità per aver acquistato/letto i saggi butici*, avrebbero allargato il “giro” a un numero altrettanto “grande” di persone.

Ribadisco: utopia pure, forse.
Ma perché non “pensarci seriamente”, dopotutto?

Ps: quest'articolo è l'esempio lampante di come, partendo da un esempio "stupido" di un fumetto, si possa parlare di tutt'altro, senza andare minimamente fuori tema. Ho rispettato voi lettori perchè ho parlato comunque di Dragon Ball. Ma allo stesso tempo, vi ho portato esattamente dove volevo portarvi io.


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*Al di là del mero guadagno personale (e non mi vergogno a dire che io e Deborah abbiamo usato proprio i soldi provenienti dalla vendita dei libri per fare bellamente la spesa, in questi mesi – alla faccia di chi “con la cultura non si mangia” XD), la cosa che davvero mi ha fatto più felice (lo dico di nuovo, ma perché è una conquista assoluta) è aver avvicinato centinaia di persone alla lettura digitale. Urrà!

**Naturalmente mi prostro ai piedi di tutti quelli che mi contattano per lasciarmi un feedback, mi “ringraziano” per quello che ho scritto, mi lasciano sempre una review su Amazon, mi fanno critiche (ne ho lette tantissime, e di giustissime) e soprattutto, mostrano con orgoglio i libri butici con una selfie.
Quando vedo queste cose, e sono sincero al 100%, mi commuovo.

32 commenti:

  1. Sai che c'è? La cosa incomprensibile è l'assenza di condivisioni anche nel caso in cui si sia gradito il post/ebook/titolo che dir si voglia.
    E nessuno mi toglie dalla testa che sia (anche) a causa di una sorta di sfiducia/invidia/competitività. Tutto molto triste.

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    1. Leggendo quello che mi raccontate, sì, è probabile che c'entri anche il discorso "invidia". Se non riesco a stare alla stessa altezza, meglio far finta che non esista.

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  2. Sommo hai bisogno di un mister Satan.

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  3. Non ho ancora letto nessuno dei tuoi saggi perchè sprovvisto di ebook, nonostante sia piuttosto curioso di leggere entrambi quelli che hai pubblicato!
    Anche se scommetto ci hai già pensato, direi che il boom vero e proprio potresti farlo traducendo i tuoi saggi in inglese. Raggiungeresti fette di pubblico ben più grosse di quelle attuali! :)

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    1. Sì, presto o tardi arriverà anche lo sbarco in terra anglofona.

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  4. Io condivido la tua Utopia, Sommo. Non ho un blog ma ho usato FB per scribacchiare qualcosa e alla fine, dopo un misererrimo, graditissimo successo l'idea di, mi ha sfiorato non poco. Poi sono incimpato sul Op report e sul tuo Blog. Ci vuole coraggio, e ne hai avuto tanto, non è facile mettersi in gioco così, specialmente oggi. Sei un buon esempio, almeno per me. Ho apprezzato, come sai, entrambi i tuoi saggi. Premessa a parte credo che oggi la rete offra la possibilità di poter coltivare bene la propria passione, indipendentemente dal successo di pubblico o meno, e filtrate le critiche si può davvero migliorare. Lo scrittore è per sua natura un buon osservatore (si spera per lui) troverà sempre una via di mezzo. Per ora ci sei riuscito, aspetto di leggere il saggio su DB.
    Girom

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    1. Una critica azzeccata è più salutare rispetto a 100 "complimenti". :D
      Per il resto, più che coraggio, conta molto la componente "divertimento". Quella è imprescindibile.

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  5. Che gli italiani leggano poco è un dato di fatto (in totale conosco solo due persone che leggono qualche libro in un anno, e una sono io) e ultimamente sta divenendo praticamente impossibile emergere come scrittore. Personalmente, non capisco perché ci sia il bisogno di condannare qualcuno che vuole sopravvivere/vivere decentemente/diventare milionario lavorando a stretto contatto con la propria passione. Sarà che di questi tempi siamo un po' tutti frustrati o invidiosi, ma proprio non ne comprendo il motivo. E poi, per dirla tutta, preferisco di gran lunga che qualcuno si faccia conoscere attraverso il proprio blog/canale youtube (che richiede un impegno e un’abilità mica da sottovalutare) rispetto a chi lavora in un ambiente solo perché conosce l'amico del figlio della moglie ecc... (che poi magari sono gli stessi che criticano). Spero che ciò non passi per una leccata di c**o, perché non era mia intenzione. ;)
    Ti auguro di poter lavorare solo col tuo blog (e saggi, ovviamente). Ti consiglio di provare a tradurre il saggio di op in inglese (magari col passare del tempo potresti trarne delle grandi soddisfazioni)

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    1. Penso che chi ritiene di diventare milionario con la scrittura ha sbagliato mestiere. A meno di non avere (per l'appunto) qualcuno alle spalle, è impossibile. Ma si può campare dignitosamente, coi numeri/lettori che ho indicato io. E diciamo che "si può fare". :)

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  6. Sono di corsa, e non ho tempo di radunare le idee per offrire un commento con un valore minimo per la discussione ^^" Mi riservo il diritto di commentare meglio più tardi, ma nel frattempo condivido, per restare in tema xD

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  7. (riprovo, visto che ilprimoc ommento è scomparso)
    La condivisione è al momento l'elemento critico per chi scrive - non solo per gli autoprodotti, ma per tutti gli autori.
    Nessuno leggerà mai un libro che non sa che esiste.
    E il problema condivisioni è serio.
    Io sono particolarmente infastidito da quelli - e ci sono, e sono tanti - che mai e poi mai hanno condiviso la notizia di una mia uscita, o recensito un mio ebook, eppure continuano a chiedermi articoli e racconti gratis.
    Non confondiamoci - ho dei lettori fantastici.
    Ma c'è anche un sacco di gente che si impegna attivamente per fermare il segnale.
    Come diceva Flaiano (mi pare) questo paese perdona qualunque cosa, fuorché il successo.

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    1. Concordo al 100%, ovviamente.
      Come diceva Germano più sopra, forse (forse) c'è anche la consapevolezza nell'affossare la qualità, perchè si è consapevoli di non riuscire a fare lo stesso buon lavoro.
      E poi sì, il silenzio radio pesa come un macigno.

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  8. Ciao sommo, io ti leggo e ti seguo da un bel po' ormai.. sono partito dal DFF che è stata la mia "culla sommobutica", per poi arrivare alla fanpage ed approdare infine alla Massoneria pura ( :D ), nella quale è anche più facile avere a che fare con te in maniera più diretta..
    Questo articolo mi ha fatto molto pensare.
    Mi sono spesso astenuto dal commentare i dibattiti sugli eBook, dei quali ho un'idea personale controversa..
    A me piace la fisicità, l'avere in mano il libro, l'addormentarmici mentre lo leggo e il non avere bisogno di un caricabatterie per poterlo fare, e se un libro esiste sia in formato cartaceo che in quello elettronico, il problema non me lo pongo nemmeno, anche se significa spendere più soldi.
    Ma grazie al tuo saggio uanpisoso (che ho comprato appena uscito e che ho letto tutto d'un fiato) ho rivalutato la mia idea degli eBook: ho capito che in un mondo come quello dell'editoria è molto difficile affermarsi, specialmente se non si scrivono romanzi o racconti, ma saggi e analisi storiche.. e ho capito che un mercato libero come quello di Amazon, specialmente per un signor nessuno (citando te) che non ha soldi da investire o le conoscenze giuste, e non si chiama Dan Brown è veramente il modo per liberarsi da un circolo vizioso che rende molto difficile pubblicare con le "major" e quasi impossibile fare un alto numero di copie vendute con una casa editrice di nicchia o underground, che non può permettersi di fare pubblicità ai livelli dei big, anche se magari il prodotto è una gran cosa..
    E questo mi rattrista perché io credo che se vengono stampati libri come quelli di Moccia, di Volo, di Bruno Vespa o libri di cucina della Parodi, allora non c'è giustizia, dato che libri/saggi VERAMENTE validi, come possono essere i tuoi o quelli di altri scrittori (che forse non conosceremo mai) rimangono relegati a un documento Word nella cartella documenti di un computer invece che finire su carta..
    Ma forse è ora di arrivare al punto centrale per il quale ho deciso di scrivere questo commento.. Quando tu hai pubblicato mesi fa il saggio su OP, eri sommobuta, "Icona del Devil's Fruit Forum, Creatore del Devil's Fruit Site, Grande ed Emerito Porco" (cito dalle info della fanpage, non me ne volere :D ), attivo da anni sul web con un certo numero di persone che conoscevano/conoscono le tue attitudini e la tua vasta competenza in campi come il fumetto, la storia e via dicendo.
    Ma che possibilità ha un VERO signor nessuno, che non ha una fanpage, che non è conosciuto in un determinato ambito, per quanto di nicchia esso possa essere, ammettendo che il suo prodotto sia veramente valido?
    Io immagino me stesso o un mio qualsiasi conoscente con un romanzo bello e completo, magari anche con grafica e formattazione già fatti..
    E' veramente possibile vendere? Mi sembra veramente molto più facile a dirsi che a farsi..

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    1. *esegue saluto massonico* ;)

      Diciamo che oggigiorno chi vuole fare un lavoro "self" (qualsiasi), non può prescindere dall'avere quantomeno una pagina facebook. Meglio se accompagnata da un blog. Mettiamoci pure un canale Youtube.

      Sono contentissimo, davvero, nel sentir(mi) dire che i saggi butici vi hanno avvicinato al digitale, è una piccola conquista di cui vado fiero.

      Sul One Piece come "sommobuta" hai ragione, ma la "sfida" ora è far vedere che c'è anche "altro"; nel senso che se riesco far avvicinare più lettori anche ad "altro", è un'altra conquista

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  9. Io di solito invece di condividere se qualcosa mi piace ne scrivo una recensione, anche se come dicevi tu qualche giorno fa le recensioni ormai nessuno le legge più (specie sul mio blog, in cui si può vedere la classica balla rotolante di fieno che passa, ogni tanto XD). Faccio mea culpa, quindi: dovrei condividere di più, ne sono consapevole, e proverò a ricordarmi di farlo più spesso :) .

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    1. Si, purtroppo le recensioni sono diventate un po' "malviste". Però mica possiamo darla vinta al "Malvisto", no? ;)

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  10. Bellissimo articolo :D
    Ho comprato, letto e recensito sul mio blog il tuo primo saggio...
    Comprerò e leggerò sicuramente il saggio su Holly e Benji tra pochi e se mi piacerà lo condividerò sicuramente da qualce parte!!

    Continua a scrivere Sommo! E continua anche sempre ad essere così semplice, onesto e veritiero :D

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  11. Splendido articolo.

    Sai cosa? Pochi anni fa c'erano giusto un paio di mezzi per condividere un post (Facebook e, in misura assai minore, Twitter e forse Myspace). Eppure la gente li usava.
    Per assurdo, ora che ci sono dozzine di spazi gestibili con un click, la gente fatica a condividere.
    Invidia e senso di competizione? Senz'altro. Ma anche apatia.
    Apatia totale, che avvolge questo paese come un sudario.
    Forse gli appelli pubblici - come il tuo - servono a scuotere qualcuno.
    Quindi, ben venga!

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    1. Di contro c'è da dire che le "puttanate" vengono condivise urbi et orbi. E' questa la dinamica che capisco meno.

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  12. Fremo alla sola idea di un saggio su 300 scritto dal grande sommo (anche se pure quello su Dragon Ball mi incuriosisce).

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    1. Spero però in una pubblicazione cartacea dei tuoi libri(una volta raccolti i giusti soldi ovviamente)

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    2. Se fossi in Italia potrei fare come i ragazzi di V!P, solo che il cartaceo tramite amazon costa parecchio, ed è un casino prepararlo. Vedremo. :)

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  13. Considerato quanto è ancora piccolo e "sfigato" il mercato italiano degli ebook, da editore digitale ti dico che quelle cifre sono un colpaccio. Purtroppo è veramente dura avere visibilità sul web, siamo tutti troppo egoisti e tendiamo ad essere invidiosi del successo altrui anche se frutto di duro lavoro. Quello di Dragon Ball te lo compro appena esce :)

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    1. Nativi Digitali. Come no, conosco! :D
      Credo ci sia un grosso problema da noi in Italia, che vale tanto per il mercato youtube, quanto per la blogosfera, quanto per youtube: si ha paura di "perdere" pubblico. Quindi non si fa pubblicità "ad altri" perchè sennò si pensa di perdere il proprio audience.

      Il che è una cazzata. Se io scrivo un libro, non vedo perchè poi non ne dovrei consigliare dieci che per me sembrano validi (cosa che sto facendo mensilmente). C'è spazio per tutti. Stessa cosa con blogosfera e yt. Se io consiglio o "mipiaccio" un video, se i miei spettatori lo vedono, perchè dovrei temere che non verranno più a vedere i miei video?

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  14. spero di esser abbastanza fortunato io con la mia fumetteria per ora è un disegnino su un foglio in mezzo ad un fumetto che non ricordo quale sia T,T

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