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La Via dei Re (aka: Cronaca di una disfatta letteraria 2 - Il non ritorno)

E siamo alla seconda disfatta, alla seconda Caporetto letteraria del sottoscritto.
Correva l’anno 2011, e come scrivevo in QUESTO ARTICOLO, avevo bellamente lasciato perdere It di Stephen King arrivato esattamente a metà.
A 3 anni di distanza è successa la stessa identica cosa con La via dei Re di Sanderson.
Il che mi ha confermato una volta per tutte che non riesco più a tollerare libri e mattoni che superino un “tot” di pagine.

Ma andiamo con ordine.

In quell’articolo del 2011 scrivevo che leggevo un mattone da 1000 e passa pagine una volta all’anno, così da potermi concentrare anche su “altro”. Tendenzialmente, un mattone “medio” da 1000 pagine lo si riesce a buttare giù facilmente in un paio di settimane. Ma sarà “il pensiero delle 1000 pagine”, sarà una specie di blocco psicologico che mi avvinghia arrivato a un certo punto della lettura, rimane il fatto che no: ‘sti mattonazzi non fanno più per me.

Guaglioooneeee... (cit.)

E dire che quand’ero un teenager nerdazzone andavo a caccia proprio di questi mattoni infiniti, per godere di una lettura bella lunga e bella coinvolgente.
I classici mattoni da 6 miliardi di pagine puro stile Tolstoj, Dostoevskij, Proust, Manzoni, Tolkien, Dumas (e via dicendo) li ho letti tutti. Ci sguazzavo proprio, nella lunghezza.

La controtendenza penso sia arrivata proprio con Dumas. E con Il conte di Montecristo.
Ora: Montecristo è il mio secondo libro preferito evah della mia top 10 #totaletombale.
Ma quando l’ho letto, più andavo avanti e meno vedevo il finale. Lo adoravo, e allo stesso tempo lo odiavo.

Sempre una figata

Da dopo Montecristo qualcosa in me è cambiato. E i mattonazzi che tanto adoravo…ho cominciato a tenerli alla larga. Anche perché ho cominciato a pensare che forse (forse) è un tantino più interessante leggere 3 libri da 350 pagine l’uno, che uno solo da 1000.
E quindi ho cominciato a limitare i tomoni.

Fino a quando It non mi ha bellamente frantumato la guallera (va’ che francesismo).
E fino al mese scorso, quando sono rimasto inchiodato a pagina 400 delle 1300 del mattone di Sanderson.

Vedete, il problema, in questo caso, non è il libro. Posso dire, anzi, che oggettivamente “La via dei Re” è un bel fantasy. Sanderson scrive molto bene, il mondo creato è davvero originale e interessante, così come molto particolare è la gestione della magia.
Ma sarà che anche qui più andavo avanti e meno vedevo il finale, sarà che non ho più l’età per leggere ‘sti mattuozzi infiniti (e se penso che Sanderson ha detto che ne vuole scrivere altri 10 per completare la saga, sta bene dove sta), sarà che adesso preferisco gran lunga leggere quei 3 libri in 15 giorni invece di uno solo (e magari leggere il doppio degli ebook, spesso novelette interessanti), allora posso affermare, candidamente, che il romanzo fantasy di Sanderson è l’ultimo di questa mole che leggerò.


Conoscendomi, non credo finirò mai di leggere nemmeno Martin e le sue cronache (la mia lettura si ferma al terzo libro, mi mancano quarto e quinto: e dato che non li leggerò probabilmente mai, me li sono andati a spoilerare su Wikipedia, così azzero spoiler dal telefilm – e comunque: sticazzi).

Insomma: per restare in tema, a maggio mi sono sentito come Gandalf, sconfitto dal Caradhras e costretto a prendere la via delle miniere di Moria.

Ma le mie miniere di Moria, in questo caso, sono molto più piacevoli rispetto a quelle dello stregone grigio… XD

16 commenti:

  1. Bell' articolo Sommo ma non ho molto da dire! Quindi cmmento perchè boh... mi va!

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  2. Io ho sempre avuto un atteggiamento abbastanza indifferente nei confronti dei mattoni, nel senso che la mole di un libro non mi ha mai scoraggiato ma neanche invogliato alla lettura.
    È vero che i mallopponi permettono di immergersi maggiormente in mondi immaginari, quindi sono perfetti per i fantasy, ma funzionano altrettanto bene le saghe con tanti volumi di dimensioni più ridotte, secondo me.

    Forse nel tuo caso influisce anche la mancanza di lunghi periodi in cui dedicarsi intensamente alla lettura, cosa che invece abbondava ai tempi del liceo?

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    1. No. Leggere fa parte di me, quindi quando leggo un libro faccio anche le ore piccole. Credo, come detto, che sia un fattore prettamente psicologico. Vedere che leggi tanto, e sei ancora a 1/4 del libro. Arrivato a questo punto, anche se il libro mi piace, perdo interesse. Credo incida questo.

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  3. A me capita con il cinema.
    Quando leggo che la durata di un film supera le due ore, mi parte lo sbuffo automatico.
    Credo sia legato ad un fatto puramente anagrafico, più invecchio e più mi si abbassa la soglia di attenzione.
    Viceversa non mi accade con la lettura, dove la mole delle pagine non è un fattore determinante nella scelta del libro.
    Spazio volentieri dalla novella al tomone senza nessun problema.
    Discorso inverso per gli ebook, dove scelgo di concentrarmi su romanzi che non superino mai le 400 pagine, poiché quando si tratta di saghe o tomoni propendo per la lettura cartacea che trovo molto più appagante e meno faticosa.

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    1. Col cinema no, la durata del film non mi pesa. Coi libri invece sì.

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  4. Guarda sommo ti capisco abbastanza bene: "the dome" di king per quanto mi sia piaciuto qualche mese fa quando l'ho letto mi ha così saturato con le sue mille e passa pagine che mi son ripromesso di centellinare al contagocce sti mattonazzi(king in particolare)nel futuro prossimo. Ho notato tra l'altro che la tendenza c'è anche nell'aspetto "fumettaro", con le lunghe serie manga scalzate ormai da volumi di graphic novel autoconclusivi...ma forse qui c'è anche il fatto della serialità che "odio et amo"

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    1. Concordo al 100%. Anche sul versante fumettistico. A parte One Piece e poche altre eccezioni, è uno dei motivi per cui oggi come oggi preferisco le Graphic Novel al resto.

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  5. Pure LoTR è un mattonazzo, lo sai? E l'ho letto in poco, trovato troppo (piacevolente) semplice e lineare. E' la densità del libro il problema, l'ho imparato coi saggi scolastici. Meglio due chili di broccoli che mezzo chilo di peperoni!

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    1. E infatti se non l'avessi letto a 13 anni e lo dovessi leggere oggi...non penso ce la farei. :)

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  6. Stessa cosa, una volta andavo in cerca di saghe infinite e mattonazzi adatti a uccidere un uomo con un colpo ben dato, ora non ce la faccio più. Sarà l'età.
    Il Moro

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  7. come Sommo? Non sei in pari con le "cronache"?

    http://www.youtube.com/watch?v=qY0eTmMeX5Y
    (da 1.20 a 1.30 e da 2.20 alla fine)

    :D

    a parte le battute, concordo a meta': e' vero che e' meglio leggere 3 libri di media lunghezza, piuttosto che uno infinito (soprattutto se e' "na' palla mostruosa")...pero', se si inizia un libro...bisogna finirlo...magari a "spizzichi unt bocconi" nei ritagli di tempo...ma non abbandonarlo! :D

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    1. Da ragazzo era così. Adesso...nì. Se arrivo al 10% del libro e quel libro non mi piace, lo appendo e passo al successivo.

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  8. Io volevo iniziare La Via dei Re prossimamente, spero di farcela xD

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  9. Wow io per leggere un libro che supera le 1000 pagine (se tutto va bene) ci metto almeno un mese XD

    Comunque... Dumas e di Tolkien? Perfetto, siamo pari LOL Io sto proprio ora leggendo il Conte di Montecristo, mi trovo a quasi 700 pagine sulle oltre 1000 (almeno della versione che ho comprato)... bellissimo. Dopo ho già in cantiere I Tre Moschettieri dello stesso fantastico autore francese. Di Tolkien spero avrai anche letto Il Silmarillion (bellissimo, capolavoro per me!) oltre allo scontato ISDA XD

    Comunque... avevo in mente di leggere It, lo faro sicuramente, comunque condivido che i libri di 1000 e passa pagine non siano di certo una passeggia.

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