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5 validi motivi per leggere My Hero Academia

Avevo già scritto un articolo su My Hero Academia. Due anni e mezzo fa. Su un blog che, purtroppo, causa tempo, non ho avuto più tempo e modo di gestire. Ed è un peccato, perché Buta’s Bookmark faceva la sua porca figura. Ad ogni modo, a distanza di quasi 3 anni, mi sono messo in pari con il manga di Horikoshi. Complice anche l’acquisto di tutti i volumetti (e sia chiaro: non li volevo comprare, la colpa è tutta di mia moglie che si è fissata con il cartone animato), ho fatto una scorpacciata di 150 capitoli in poco meno di una settimana.
Il video #totaletombale su My Hero Academia? Arriverà, promesso.
Magari il 4 novembre.
Per il momento però, meglio un articolo soft, sulla scia di alcuni fatti in passato su Bleach, Naruto e One Piece.
My Hero Academia è un fumetto meritevole? Sì.
Dovreste leggerlo? Sì.
Perché?
Eccovi ben 5 motivi validi per cui dovreste leggere My Hero Academia.
Pronti?

Continua a farti del male...
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5 serie tv per cui ho una scimmia grande come CAZZO FATEMELE VEDERE ORA!!!!

La serialità.
Croce e delizia di tutti noi. C’è questa strofa di una delle nuovi canzoni di Caparezza che in poche parole fotografa quello che siamo diventati quando parliamo di serie tv: “Delle sere chiuso per la serie culto, della serie: “Chiudo e siamo assieme, punto”.
Il fantomatico Binge Watching – ovvero quella pratica malsana di vedere una intera serie tv in una sola, unica tranche, a costo di non dormire – è uso comune, e tanto più una serie ci piace, tanto più il nostro hype e le nostre aspettative sono alte.
Ecco allora le 5 serie tv nel brevissimo periodo che non vedo proprio l’ora di vedere, per cui ho un hype che dire “gigantesco” è poco…e per cui la scimmia sulla spalla è talmente enorme che al confronto King Kong è un cucciolo di Pokèmon.
Pronti per le serie che proprio non vedo l’ora di guardare?

Continua a farti del male...
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ONE PIECE: Com'è cambiato il mercato dei manga (e come si è evoluto dalla pubblicazione del fumetto di Eiichiro Oda)?

Eiichiro Oda è uno dei mangaka più schivi in assoluto. Nonostante il suo manga sia già nella storia della nona arte anche solo per essere il fumetto singolo più venduto di tutti i tempi, si rifiuta di far vedere la sua faccia sino a quando non riterrà di essere diventato un mangaka – a suo dire – veramente grande.
Tuttavia, nonostante la sua indole timida, a causa del ventennale di One Piece ha dovuto partecipare a diversi eventi, e soprattutto, rilasciare una serie ininterrotta di interviste.
Per i fan più accaniti di One Piece, le nuove interviste di Eiichiro Oda sono senza dubbio una miniera d’oro di informazioni riguardanti il “backstage” del manga. Sentir parlare della genesi di alcuni personaggi, di come escono fuori determinate idee, di come l’Eiichiro-sensei mette in pratica diverse tecniche (e anche leggere alcune curiosità spicciole su abitudini, vezzi e manie “di tutti i giorni” riguardanti lui e il suo staff) è senza ombra di dubbio interessantissimo.
Tuttavia, quello che a me ha colpito maggiormente dalle interviste rilasciate da Oda è un altro aspetto.
Un aspetto che sembrerebbe marginale, ma che in realtà denota un epocale cambiamento all’interno dell’industria dei fumetti giapponesi, e di come sono cambiati i rapporti tra un autore di successo e la casa editrice per cui lavora.
Pronti a scoprire di cosa si tratta?

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IT - La recensione del nuovo film in anteprima (e senza spoiler)

Ci sono alcuni “mostri”, alcuni dei quali nati negli anni ’80, che sono entrati prepotentemente nell’immaginario collettivo, e ancora oggi, nonostante siano cinematograficamente dei “vecchietti”, sono adorati da milioni di persone.
Michael Myers, Jason e i Cenobiti di Hellraiser – tra cui spicca, su tutti, Pinhead – sono forse i più famosi.
E là, nella mia personale classifica, troneggia Freddy Krueger.
In questo pantheon mostruoso però, chi non mi ha mai fatto né caldo né freddo è Pennywise, il simpatico pagliaccio palloncinodotato reso celeberrimo da Tim Curry nella miniserie degli anni 90 di It, il cult dei cult di Stephen King.
E adesso It è tornato.
Al cinema.
Cioè, voi amyketty che state nel belpaese potrete iniziare a pensare di galleggiare solo tra un mese, ma qui a L’Ondra il film è uscito da un paio di settimane, e io sono andato a vederlo.
Più per curiosità che per amore nei confronti del mostro – o del romanzo di King (che come raccontavo in questo articolo, ho abbandonato intorno alla metà).
E com’è questo film?

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Quella volta che ho stroncato un fumetto (che poi è diventato bellissimo): Dada Adventure

Un paio di anni fa, il mio amyketto uanpisoso Re, mi dice che sta aiutando due baldi giovani in un progetto fumettistico che, a suo modo di vedere, avrebbe spakkato.
Immagina un fumetto che ha come stile di disegno un mix tra Toriyama e Oda”, mi racconta. “Si tratta di una sorta di shonen ma con una storia molto originale e decisamente occidentale. Ti andrebbe di leggerla e di far sapere agli autori cosa ne pensi?
Ora, c’è questa cosa che io non so perché la gente tenga tanto e si fidi del mio giudizio, ma non potevo MAI dire di no al Re.
Così mi presenta questi due baldi giovanotti, Leonardo Berghella e Alessandro Starace.
I due babbi di un webcomic che si chiama Dada Adventure.
E com’era, questo webcomic?

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5 cose che mi dispiacerebbe non vedere in caso di Guerra Nucleare

Ciccio-Kim e i suoi missili che solcano i cieli della Nippolandia…
Ciccio-Kim e i suoi test atomici che sbriciolano montagne della Corea…
Ciccio-Kim che accoglie a braccia aperte il Senatore Razzi.
Sì, insomma: la fine del mondo è vicina, la guerra nucleare è imminente e l’inverno radioattivo è ormai alle porte.
Tuttavia, prima di scorrazzare in lande desolate come un Mad Max qualunque, o dedicarci all’apprendimento di Hokuto (o Nanto, o Gento, a seconda dei vostri gusti marziali), mi sembrava quantomeno opportuno stilare una piccola lista di cose di cinque semplici cose che mi dispiacerebbe non vedere – o non portare a termine – in caso di imminente guerra atomica.
Pronti a fare il botto?

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Perchè è SACROSANTO bannare i rompicoglioni dai propri profili

Qualche giorno fa, per la primissima volta in dieci anni, Facebook ha bloccato il mio account per 24 ore.
Il motivo? Secondo gli amyketty di Zuckerberg avrei scritto un post che violava le norme comportamentali del social network più utilizzato della Via Lattea.
Il post in questione era in realtà un attacco al manifesto xenofobo-razzista utilizzato da Forza Nuova (e ripreso paro paro dalla propaganda fascista degli anni ’40). Ma evidentemente agli amyketty di Zuckerberg (o a qualche zelante camerata dal click facile che ha segnalato la mia personalissima critica) la cosa non andava bene e hanno provveduto alla cancellazione e al mio blocco temporaneo.
Poco male.
Ci può stare.
Amici come prima.
A questo punto però le cose sono diventate interessanti.
Perché, per ribadire per la ventordicesima volta quello che sanno tutti, facendo mie le immortali parole del Marco Pagot nazionale, un troll mai visto sulla mia pagina mi scrive tra i commenti che sono il primo fascista del web, perché banno tutti quelli che commentano in maniera critica e non la pensano come me.
Dopo averlo ovviamente bannato (così da dargli pienamente ragione), mi sembrava doveroso scrivere due righe al riguardo, dimostrando non solo perché un commento del genere sia una cagata pazzesca, ma anche (e soprattutto) per chiarire definitivamente perché è giusto e sacrosanto bannare tutti quelli che, di punto in bianco, vengono a rompere le palle sui nostri profili.
Pronti?

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ONE PIECE: Perchè Mother Carmel È Bonney (e non è assurdo pensarla così)?

Sapete quando dovete fare un video su Youtube a tema One Piece (o dovete scriverci un articolo) e dovete soppesare ogni singola parola perché ogni singola parola sarà passata al vaglio da migliaia di persone?
Forse no.
Tuttavia, per me, ogni volta che devo registrare un video su One Piece (o scriverci un articolo), è una sfida.
Di che cosa parlo? Di che cosa non parlo? Cosa dico? Cosa NON dico?
Ma soprattutto: COME lo dico?

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Lo ONE PIECE TOUR inizia ufficialmente ADESSO

Tipo “Chiuso per viaggio in Giappone”.
Ci ribecchiamo ufficialmente sul blog dal 5 giugno.
Ma può essere che possa scrivere qualche post da Tokyo, se la connessione regge (cioè tecnicamente vado nella città più tecnologica del mondo, non in Burundi, in Mozambico o a Napoli).
Quindi tenete d'occhio "Il Viagra della Mente".
Se però volete seguire il viaggio, potete tenere d’occhio la pagina facebook QUA, il mio Instagram QUI e per cose esclusive #fichissime il mio Telegram QUA.
Lo ONE PIECE TOUR comincia ufficialmente adesso.
SAYONARA!

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1001 Fumetti che DEVI assolutamente leggere prima di schiattare (e non solo)

Paul Gravett è un simpatico signore di mezza età che ha scritto per i più importanti giornali e periodici inglesi. Inoltre è uno dei più importanti #massimiesperti della critica del mondo dei fumetti. Ha scritto diversi saggi, tra cui l’imprescindibile (per chiunque voglia parlare di fumetti giappici con un minimo di cognizione di causa*) Manga: Sixty Years of Japanese Comics.
E nel 2011 gli viene l’idea di creare una sorta di vademecum in cui riunire alcune letture di fumetti fondamentali provenienti da ogni parte del mondo.
A questo scopo riunisce un team di #massimiesperti, per vagliare quali sono i fumetti (davvero) imprescindibili per ogni lettore.
Il risultato?
1001 fumetti da leggere prima di morire.
E com’è sto mattone, che al confronto la Bibbia sembra un inserto scialbo di Repubblica?

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ONE PIECE REPORT - Capitolo 865: Anatomia di un capitolo

Come già detto più di una volta, io i capitoli di One Piece "di questo tipo" li soffro tantissimo.
E per due ragioni.
La prima è che, essendo capitoli di azione #totaletombale, non mi danno la possibilità di fare approfondimenti di sorta da nessun punto di vista.
La seconda è che nella discussione (o nella critica, o nell'approfondimento - fate un po' voi) del capitolo, non voglio lanciarmi nelle ipotesi più sfrenate, senza avere uno straccio di supporto garantito dalla storia.
Per quello c'è "L'angolo delle Illazioni", che come dice il nome, sono "illazioni". Non sono discussioni.
Per me, la discussione "seria" (virgolette d'obbligo) riguardante One Piece esula totalmente da speculazioni gratuite.
Ad ogni modo, come potevo sfangarla ancora una volta, visti i vincoli così stringenti sul capitolo?
Facendo una cosa che non avevo ancora fatto.
Un'analisi #totaletombale dal punto di vista tecnico.
Come nasce un capitolo di One Piece? Quali sono i mezzi grafici e narrativi utilizzati da Oda per comporre il mosaico del capitolo settimanale?

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Perchè il finale di Naruto non è un finale brutto

Sono passati quasi tre anni dal finale di Naruto, e nonostante il reiterato successo interplanetario, vari sequel, OAV, spinoff e manga sul figlio, non si placano le polemiche sulla decadenza del manga di Kishimoto, reo di aver rovinato quello che, fino a metà, era senza ombra di dubbio uno dei migliori manga dei primi anni 2000.
La domanda che mi sono fatto io, soprattutto alla luce del video sui 5 shonen coi finali demmerda (e dei commentatori, che si sono stupiti di non trovarlo in classifica) è stata: ma il finale di Naruto è davvero così brutto?

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FLOP 5: I 5 Shonen coi Finali più #Demmerda della Storia dei Manga

Ritorniamo a scrivere idiozie sul blog, ma soprattutto a proporre video brutti a tema fumetti.
Pensavo da tempo a un video del genere: i 5 Shonen coi finali che (secondo me) sono i più brutti in assoluto. La Storia del Manga infatti è piena di gran bei fumetti che deludono le aspettative dei lettori con finali non all'altezza, perciò mi sono chiesto quali sono, secondo me, i 5 più insopportabili.
E' uscita fuori una "classifica" che in realtà cela delle scelte editoriali ben precise, per ciò che riguarda i finali...
Non ci credete?
Allora guardate il video.
Pronti?

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ONE PIECE: Realtà e Illusione al Tea Party di Big Mom

Facciamo un esperimento nell’esperimento, ok?
Il capitolo 862 di One Piece è online nella sua “aScrocco version” da ieri, quindi immagino l’abbiate letto tutti. Sono sicuro che avrete fatto i peggiori pipponi mentali su Dogtooth Katakuri vs Sanji, che abbiate esclamato “WOOOOW” con Rufy che esce dalla Torta di Big Mom come un Naruto qualunque, e che magari non vi sia andato giù il modo in cui Charlotte viene “sconfitta” dal nostro cuoco preferito, perché Oda l’ha fatta facile e blablabla.
Giusto?

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YouTube è un lavoro (vero)(?)

Partiamo da un fumetto, ok?
Un lavoro vero, di Alberto Madrigal. Che è uno dei miei preferiti in assoluto – dove per assoluto intendo un piazzamento nella mia personale top 10 #totaletombale mista tra manga, comics, fumetti, bande dessinèee, graphic novels -.
Un lavoro vero è la storia di questo giovanotto che coltiva il sogno di fare un fumetto, presentarlo ad Angouleme e pubblicarlo. Solo che quando dice ad amici e familiari che fa fumetti, il giovanotto si sente dire che forse – forse – è meglio se si cerca un lavoro vero. Perché fare fumetti – quindi provare a campare con la propria passione - non equivale a lavorare.
Immagino che molti di voi la pensano così.
Vero?

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Il finale di One Piece: altre 4 cose che mi piacerebbe vedere

Il finale di One Piece.
Stando alle dichiarazioni rispettivamente degli editor di Oda e dello stesso Eiichiro-sensei, One Piece è arrivato prima all’80%. Poi al 75%. Poi al 70%.
Insomma, il finale di One Piece non lo vedremo mai – o lo vedremo in una età molto avanzata -, per il semplice motivo che il finale del manga più venduto della storia dei fumetti sembra essere come quella del Conte di Montecristo, che più vai avanti nella lettura e più la storia diventa così intricata che il finale sembra allontanarsi sempre di più.
Eppure un giorno Eiichiro Oda metterà la parola Fine accanto a One Piece.
E, secondo quello che dice lui, il finale sarà altamente figo.
La domanda, tuttavia, rimane: Quando finisce One Piece?
E quando sarà, cosa vedremo?
Qualche giorno fa ho pubblicato sul mio canale YouTube sommobuta un video: 4 cose che mi piacerebbe leggere durante il finale di One Piece.
Solo che mi sono reso conto che non erano proprio “tutte le cose” che mi piacerebbe vedere.
Ecco quindi un “Round 2”: quali sono le altre cose che mi piacerebbe vedere alla fine di One Piece.
Pronti?

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5 regali nerd COSTOSISSIMI che mi piacerebbe ricevere per il mio matrimonio

Tra 26 giorni mi aspetta una di quelle date da cui non si torna indietro, chè il matrimonio è per la vita e blablabla.
Ok, c’è sempre quella simpatica opzione chiamata “divorzio” nel caso in cui le cose non dovessero andare proprio bene, opzione che però nel mio vocabolario non è contemplata.
Pertanto, come dice il Joker ne Il Cavaliere Oscuro: “There’s no Going Back”.
In genere, nei circoli illuminati dei futuri sposi, esistono lizze di nozze o cose simili.
Ma poiché io sono un nerd…come posso esimermi dall’esprimere desideri da nerd?
Ecco quindi i 5 costosissimi (e INUTILISSIMI) regali nerd che mi piacerebbe ricevere per il mio matrimonio – ma che nessuno mi farà perché sono ultra-costosi.
Pronti?

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ONE PIECE: I legami nel mondo dei pirati del manga di Eiichiro Oda

Oh, no tranquilli!
Non sono sparito.
Ho solo preso qualche giorno extra per organizzarmi su un progetto che mi sta portando via un bel po’ del mio tempo in fase di preparazione (e di cui è ancora un po’ troppo presto per parlarne).
Ad ogni modo da lunedì ritorniamo col trittico articolesco “lunedì-mercoledì-venerdì” in forma stabile e fissa fino alla fine dei vostri giorni.
Non dei miei.
Io sono immortale.
Per il momento però…eccoci con un nuovo video butico.
A tema One Piece.
Contenti?

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Perchè Iron Fist (ci) fa cagare

C’è questa moda di dire che tutto fa schifo, quindi per una volta mi unisco al coro dei negativisti e sì, anche il nuovo serial Netflix Marvel su Iron Fist fa cagare.
Perché anche se è bello, divertente e intrattiene, Iron Fist fa cagare.
Non c’è soluzione di continuità: pure se il telefilm ci è piaciuto, dobbiamo dire che fa schifo.
Perché se una cosa è bella, non attira. Se invece è brutta, ne parlano tutti, perché è più divertente demolire che costruire.
E poi vuoi mettere il titolo PALESEMENTE clickbait che fa fare views?
Per cui continuo – così ANCHE Google mi vuole bene: Iron Fist fa schifo.
Anzi no: Iron Fist fa cagare.
Così mi becco la views anche da chi cerca Iron Fist è brutto – oltre che quelli che cercheranno Iron Fist fa cagare.
Giusto?

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Cosa ne penso di Doctor Strange, X-Men: Apocalypse e Suicide Squad (Spoiler: Suicide Squad è una merda)

Ho voglia di suicidare il mio blog, perché ogni volta che parlo di un film, faccio il vuoto intorno a me. Sarà pure che invece di parlare di roba come Logan, e di farvi pure il lavaggio del cervello con un martellamento tale che il film, anche se non l’ho ancora visto (lo farò quando? Boh, tra un sei mesi?) è come se l’avessi visto scena per scena – finale compreso, che nessuno ti spoilera ma che tutti ti suggeriscono non dicendotelo (azzardo, eh: Wolverine muore tra le braccia di baby Wolverine con il Professor X rincoglionito che piange senza sapere perché piange) -, oggi vi parlo di Doctor Strange, X-Men Apocalisse e Suicide Squad.
Una bella tripletta nerd, che tutti avete sicuramente visto.
Ma io no.
Non fino a ieri, quantomeno.
Pronti?

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Perchè sono tornato a fare One Piece Report

Probabilmente ve ne sarete accorti(?) anche voi, ma sto vivendo una sorta di rinascimento/risorgimento TuoTubico. Nell’ultimo periodo sto caricando una media di ben (BEN!) due video a settimana. Un video il lunedì e uno il venerdì – ovvero il One Piece Report, tornato agli antichi splendori, ma con una nuova formula, più dinamica e flessibile.
“sommobuta, c’hai quasi gli anni di Cristo, ma non ti rompi le palle?”

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Quando presi 4 al compito di Storia (aka: cosa succede se un professore sbaglia?)

Questa è la storia di un tempo lontanissimo.
Il tempo dei Miti e delle Leggende.
Gli Antichi Professori erano Crudeli e Meschini.
Soltanto un porco osò sfidare la loro potenza: sommobuta!
- ok, diciamo che mi sono lasciato un po’ prendere la mano, ma poiché oggi vi racconto fatti piuttosto lontani nel tempo e nello spazio, ci voleva un’intro diversa dal solito.
Perché oggi parliamo di quando i Professori sbagliano, e noi studenti dobbiamo metterci una pezza.
Perché quanti di voi hanno sognato, almeno una volta, di alzare la mano e dire: “Professore, guardi che si sta sbagliando!”
Ecco, io l’ho fatto.
Diverse volte.
E come è andata? Qual è stato poi il mio destino?

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HITLER, di Shigeru Mizuki: L'Arma perfetta contro i Fascismi 2.0

Shigeru Mizuki è stato uno dei #massimiesperti della nona arte giapponese. Assieme a gente del calibro di Osamu Tezuka, Yoshihiro Tatsumi, Sanpei Shirato, Leiji Matsumoto, Go Nagai, Tatsuo Yoshida e Shotaro Ishinomori è uno dei padri del manga, nonché uno dei giganti della prima generazione di artisti che hanno reso monumentale il fumetto giapponese.
Tra i suoi capolavori, spicca senza dubbio la biografia a fumetti su Hitler.
Erano anni che volevo leggerla. E finalmente ho colmato la lacuna.
E com’è, Hitler di Shigeru Mizuki?

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Come uscire vivi dal Municipio di Napoli (una storia vera)

Quella che state per leggere è una storia vera.
Una storia avventurosa al limite delle possibilità e capacità umane.
Una storia dove l’Uomo è spinto a dare il massimo per raggiungere un obiettivo ben preciso.
Una storia dove l’Uomo si fa eroe per il bene del prossimo e dell’Umanità.
Una storia che vede protagonisti due giovani uomini, alla ricerca di una stanza segreta apparentemente irraggiungibile.
Un percorso impervio.
Un cammino irto di ostacoli insormontabili.
Un segreto oscuro, custodito da una setta addestrata alla sottile arte degli enigmi.
E scale.
Tante (troppe scale).
Riusciranno i nostri eroi a trovare la stanza segreta, risolvere gli enigmi, svelare il mistero, e uscire vivi dal Municipio di Napoli?

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Avviso IMPORTANTE (che se non lo leggi, muori)

Come dice il titolo, questo è un avviso importante, che se non lo leggi muori.
Sono in italia per finire di preparare e organizzare il mio matrimonio.
Non è che non ho tempo questa settimana, eh – cioè, sì: non ho tempo.
Ma ho dimenticato, come l’ultimo degli stronzi (cit.), il caricabatterie del computer.
Potresti dire: “Ricompralo”.
Eh.
A Napoli.
AHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAH.
Come se non avessi passato ieri a fare il girogirotondo per vedere se ne trovavo uno compatibile.
Questo vuol dire che col blog e col resto ci aggiorniamo direttamente lunedì prossimo.
#staytuned

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ONE PIECE REPORT - Capitolo 856: Bugiardo!

Da oltre un mese sono tornato alle sane, vecchie abitudini di un tempo.
Il che vuol dire:
- Scrivere sul blog con una cadenza fissa;
- Scrivere articoli sul blog a tema One Piece;
- Leggere (o rileggere) volumi a caso di One Piece (dato che li ho tutti con me a Londra, adesso);
- Postare immagini random tratte dai volumi di One Piece sulla mia fanpage facebook, e discuterne con tutti voi;
- Fare video su YouTube con una certa frequenza (vedi QUI o QUI).
Quindi la domanda è ovvia: potevo non ricominciare ANCHE a fare video su One Piece?

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ONE PIECE TOUR: Vieni a Tokyo, alla scoperta del vero mondo uanpisoso!

Quando ero piccolo c’erano due posti che volevo assolutamente vedere: l’Egitto e il Giappone.
Per l’Egitto ci stiamo ancora lavorando, che con questa faccenda del terrorismo e della primavera araba e delle rivoluzioni e quant’altro le cose si sono un po’ complicate; per il Giappone, invece…Beh, succede che dal 20 al 28 maggio, vado a Tokyo.
In compagnia con l’amyketto Tosky di OnePiece.it, e in collaborazione con viaggigiovani.it, a fine estate ci è venuta questa MALSANA idea di proporre un viaggio in Nippolandia.
Chiamatemi stronzo o paraculo: non mi offendo.
Ma potevo non incentrare il tutto su One Piece?
Ovviamente no!
Ecco, quindi, che ho partorito lo “ONE PIECE TOUR”.
Ok, ma cosa facciamo e che cosa andiamo a vedere durante ‘sto viaggio?

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Perchè dovresti vedere Deadpool e Lo chiamavano Jeeg Robot?

Questo articolo su due dei più importanti cinecomics dello scorso anno, Lo chiamavano Jeeg Robot e Deadpool, lo “dovete” all’amico Francesco. Gli ho fatto un piccolissimo favore (ed è stato un piacere farlo), e in cambio lui ha voluto per forza ricambiare mandandomi i due film dalla mia whishlist amazon.
E poiché sono un paraculo, prima ancora di parlare di Deadpool e de Lo chiamavano Jeeg Robot, vi ricordo che ho una Whishlist Amazon (che potete consultare CLICCANDO QUA) e che potete usare per mandarmi qualcosa, nel caso il vostro amore nei miei confronti abbia raggiunto livelli over 9000, oppure nel caso vogliate ringraziarmi per questi meravigliosi articoli - o per video sublimi COME QUESTO*.
(mi rendo conto che sono paurosamente vicino all’accattonaggio puro)
Ad ogni modo, come ho trovato i due film che Francesco mi ha gentilmente regalato?

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ONE PIECE: Brook, Superscheletro Sempre Snobbato

Premessa: a me Brook sta antipatico.
E non poco, eh.
Molto.
In una mia eventuale classifica di gradimento degli strawhats, si piazzerebbe ultimissimo. Persino dietro Rufy. Questo perché lo scheletro canterino di One Piece l’ho sempre trovato irritante, con le sue battute tutte uguali, e il continuo rimarcare di non avere “questo o quell’altro”.
Tuttavia, bisogna dire la verità: al netto dell’antipatia personale che provo per lui, Brook è senza ombra di dubbio uno degli strawhat meglio caratterizzati in assoluto.
E sebbene sia l’ultimo personaggio ad essere entrato a far parte nel novero della ciurma dei pirati di Cappello di Paglia, Eiichiro Oda è stato in grado di dargli delle caratteristiche peculiari che lo rendono unico e indispensabile, tanto agli occhi del lettore, quanto all’economia della storia.
Brook, infatti, si è sempre distinto, portando a termine compiti importantissimi, e salvando la ciurma in svariate occasioni.
Solo che nessuno se lo ricorda mai.
Perché?

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Suicidarsi a 30 anni: quando vivere non è un obbligo

Ho letto questa lettera agghiacciante di Michele, un trentenne (uno come me) che si è tolto la vita.
La lettera la potete leggere QUI.
E il mio sensei Davide Mana mi ha messo in guardia: “Io non me la sento di mettermi a sindacare sulle sue osservazioni, o di offrire la mia versione.”
Personalmente, da trentenne, credo che una riflessione vada fatta, per il semplice fatto che, da coetaneo di Michele, vivo tutti i giorni paure, incertezze e insicurezze (ormai fisiologiche) di quella che i #massimiesperti hanno denominato, senza appello, “la generazione derubata”.
Ma derubata di cosa?

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24

Tolkien fa cagare!

Ci sono ricascato.
L’ho fatto di nuovo.
Ho aperto un nuovo canale YouTube. Dedicato ai libri. Più in particolare, alla narrativa fantastica.
Voi non ci crederete, ma al mondo non esiste un canale tematico dedicato a fantasy, horror e fantascienza.
Perciò mi sono detto: “Ok, perché no?”
E cosa è uscito fuori?

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ONE PIECE: Perchè i membri della ciurma di Big Mom sono tutti degli imbecilli

Premessa doverosa: da quando è iniziata la saga della Mammona, al netto di qualche capitolo che mi ha veramente infoiato, sto leggendo One Piece nella maniera più semplice e naturale possibile: da lettore.
Il giovedì esce il capitolo, lo leggo e bòn: sono felice.
Non faccio una seconda rilettura, non penso a sottotrame misteriose, riferimenti colti, rimandi culturali o livelli di comprensione.
Mi godo la lettura.
Punto e basta.
Ecco anche perché non ho fatto più podcast tematici su Telegram (a proposito, sì: ho un canale su Telegram. Ci metto immagini stupide, ci pubblico cazzate “esclusive” e naturalmente ci spammo gli articoli del mio blog – se volete unirvi, CLICCATE QUI).
C’è però una cosa che, anche in questa saga, leggendo i commenti sulla mia fanpage (ma anche su forum, siti, gruppi e pagine a tema) è emersa prepotentemente: I MEMBRI DELLA CIURMA DI BIG MOM SONO DEGLI IMBECILLI.
Che poi è una cosa che esce fuori sempre.
Ad ogni saga.
Su ogni ciurma.
Perché?

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18

Spacciarsela alla grande sul web (ovvero di come proclamo di essere un #massimoesperto, anche se non lo sono)

Credo che questa moda dello spacciarsi in tutte le occasioni per #massimiesperti “di qualcosa” sia sfuggita decisamente di mano. Il famigerato “self branding”, ovvero l’arte di fare di sé stessi un marchio vendibile (e/o spendibile) in qualsiasi occasione, rendendo sé stessi “persone di successo”, “esperti del campo X”, “maestri” o “guru” (anche se, di fatto, non è così) è una delle peggiori evoluzioni (o, a seconda del punto di vista, “involuzioni”) del pensiero dei nostri giorni.
“Spacciarsela” (senza averne titoli, o meriti effettivi sul campo) “is the way”.
Autoproclamarsi #massimiesperti del #settore è diventato il requisito “base” (nonché il viatico più veloce) per rendersi credibili agli occhi del pubblico.
Tanto nessuno andrà a controllare se il #massimoesperto è davvero un #massimoesperto, oppure no.
E allora cosa succede?

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Donald Trump merita rispetto

Non so voi, ma io mi sto divertendo tantissimo in quest’ultimo periodo.
Leggo i giornali online, spulcio le news, e non posso fare a meno di sogghignare, soprattutto nel constatare il disgusto generale che sta provocando questa situazione.
Donald Trump che alza muri, Donald Trump che toglie fondi, Donald Trump che chiude le frontiere degli Stati Uniti a persone provenienti da paesi ritenuti “pericolosi”, Donald Trump che vuole un esercito potente.
E così via.
Finalmente abbiamo un politico serio e onesto, che sta facendo esattamente tutto quello che aveva promesso di fare in campagna elettorale.
Solo per questo, Donald Trump merita rispetto.

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Mia mamma ha buttato cose che voi Nerd non potete nemmeno immaginare...

Unico post sul blog della settimana (poi da settimana prossima ritorniamo col solito lunedì/mercoledì/venerdì), perché come sa chi mi segue sulla fanpage facebook (e chi non mi segue è una persona male: CLICCA QUI), sono in quel di Napoli, impelagato a spostare/impacchettare/inscatolare serie tv, videogames, dvd, blueray, action figures, fumetti e libri presenti all’interno di una piccola biblioteca.
La mia.
Quella personale.
Solo che c’è un problema: mia mamma, inconsapevolmente*, mi ha buttato una quantità enorme di cose.
Quello che segue è un elenco mortuario di roba che, quando la leggerete, vi metterete le mani nei capelli.
In alternativa, se siete calvi, i capelli vi ricresceranno.
Siete pronti a sentirvi male?

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Your Name: il film di Makoto Shinkai è da premio Oscar?

Questa recensione su Kimi no Na wa di Makoto Shinkai (proiettato nelle sale di tutto l’universo-mondo col titolo anglofono Your Name) me la sono conservata per 2 mesi.
Per la cronaca: non vi spoilero nulla. Quindi leggete tranquillamente.
Sono anni che si sprecano i paragoni tra Miyazaki e Shinkai, sono anni che gli appassionati di animazione gridano allo “scandalo” perché bisogna dare quanto prima un Oscar a Shinkai, in quanto erede futuro del creatore dello Studio Ghibli.
E grazie a Your Name, per Shinkai potrebbe essere l’occasione buona.
In Italia il film sarà proiettato in alcune sale solo per 3 giorni, dal 23 al 25 gennaio.
Settimana prossima, insomma.
E la domanda è: al netto dei rumors, al netto del marketing, al netto di tutto: com’è il film?

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8 di voi (su 10) non capiranno quest'articolo (ma lo commenterete lo stesso)

C’è questa cosa che a me mi* manda proprio al manicomio.
8 italiani su 10 non capiscono quello che leggono.
Non capiscono quello che ascoltano.
Non riescono a seguire un discorso formale complesso, e non sono in grado di riformulare, a modo e a parole loro, il pensiero altrui.
Queste cose le scrivevo 3 anni e mezzo fa QUI.
Profetico? Niente affatto. Semplicemente constatavo la realtà dei fatti.
E oggi com’è la situazione?

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Top 5: Le Cinque PEGGIORI sfighe che mi sono capitate nel 2016

Sfiga.
Se butto uno occhio alla Treccani, il famigerato vocabolario mi dice, testualmente, che la parola è un “Neologismo del linguaggio giovanile, usato come sinon. di sfortuna, iella: avere sfiga; che sfiga!!!”
Ecco: il 2016 per me è stato un anno sfigato.
Al 100%.
Sono uno che in genere non si lamenta mai dei propri guai, che si tiene sempre dentro tutto. Sono anche una di quelle persone che non racconta mai i fatti propri sul web. Ma il 2016, per me, è stato veramente un annus horribilis.
Probabilmente il peggior anno in assoluto di tutta la mia vita.
Quindi perché non esorcizzarlo definitivamente (mettendomi anche un po’ a nudo) raccontandovi quelle che, per me, sono state le peggiori sfighe dell’anno appena concluso?

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Perchè ONE PIECE non è il mio manga preferito

C’è una cosa che lascia sempre stupiti alcuni dei miei lettori: One Piece non è il mio manga preferito.
Nonostante abbia fatto una classifica shonen in tre parti molto dettagliata (che potete recuperare QUI, QUI e QUI), e nonostante abbia ribadito spesso e più di una volta che il manga di Eiichiro Oda non sia il mio prediletto, non passa settimana che qualcuno ci rimanga male nel sentire che no, One Piece non è il mio fumetto preferito.
Giustamente, la domanda, a questo punto, è legittima.
Perché?

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A cosa serve un blog nel 2017?

Ciao!
Mi chiamo Angelo. A ottobre raggiungerò gli anni di Cristo (e quindi, a rigor di logica, potrei essere considerato a tutti gli effetti nel pieno dell’età della ragione, oltre che della maturità).
Forse vi ricordate di me perché, fino a qualche tempo fa, venivate tutti i giorni su questo spazietto digitale sperduto ai confini della blogosfera per leggere le mie idiozie.

Abitudine che avete perso, per il semplice motivo che lo spazietto digitale ai confini della blogosfera ha iniziato a non essere più aggiornato, sino a rimanere fermo del tutto.
Magari avete pensato: “Che peccato! Anni e anni di attività e dedizione #totaletombale, e adesso il nulla più assoluto! Sommobuta, ma perché hai lasciato stare tutto?”

Poi magari un giorno di gennaio arrivo io e vi dico: “Sapete perché non ho aggiornato più il blog? Perché sono stato 4 (QUATTRO) mesi senza internet a casa*!”
Bella storia, vero?

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