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Perchè il finale di Naruto non è un finale brutto

Sono passati quasi tre anni dal finale di Naruto, e nonostante il reiterato successo interplanetario, vari sequel, OAV, spinoff e manga sul figlio, non si placano le polemiche sulla decadenza del manga di Kishimoto, reo di aver rovinato quello che, fino a metà, era senza ombra di dubbio uno dei migliori manga dei primi anni 2000.
La domanda che mi sono fatto io, soprattutto alla luce del video sui 5 shonen coi finali demmerda (e dei commentatori, che si sono stupiti di non trovarlo in classifica) è stata: ma il finale di Naruto è davvero così brutto?

Personalmente direi di no.
O quantomeno: stando a quello che si vede e si può leggere nel corso dello Shippuden, da un certo punto in poi (diciamo dal “post Pain”), quel finale è stata la naturale devoluzione di un fumetto che, dal punto di vista narrativo, aveva forse detto (e dato) già tutto.


La faccenda di Kakashi “resuscitato” perché Kishimoto ha avuto pressioni enormi dai fan (e probabilmente dalla Casa Editrice) ha pesato moltissimo, e Naruto, da quel momento in poi, ha imboccato una strada senza ritorno che l’ha condotta a un finale non brutto, ma banale e scontato.

E se la Guerra dei Ninja, almeno sulla carta, garantiva un hype mostruoso grazie alla presenza di tutti gli shinobi dell’Universo di Naruto – compresi quelli leggendari, nonché quelli potentissimi ma già schiattati da un pezzo -, gli scontri si sono rivelati essere un’accozzaglia di mazzate random.
Caduti eccellenti non ce ne sono stati – al netto del povero Neiji, sacrificato sull’altare della nostalgia -, e colpi di scena in grado di far ribaltare il tavolo sono stati pressochè assenti.


Tutto è andato “come doveva andare”: Tobi si è rivelato essere Obito, il main villain era davvero Madara Uchiha, e “Il boss finale” Kaguya serviva per dare ai lettori l’ultima missione del Team 7, finalmente riunito.
Anche Naruto vs Sasuke si è rivelato privo di mordente.
Combattono “perché sì”, perché “il pubblico lo vuole”.
E se alcune tavole rimangono comunque impresse nella mente del lettore, le motivazioni (e le emozioni) non sono nulla, se paragonate a quelle del primo, leggendario scontro.

Ma allora il finale di Naruto è davvero brutto? Perché non l’hai messo nel tuo video?
Perché, per quanto mi riguarda, non è un finale brutto: è un finale deludente e scontato.
Deludente perché non colpisce il lettore né lo stupisce con qualche trovata interessante e innovativa; scontato perché, come già detto, segue dei binari prestabiliti offrendo al lettore esattamente quello che si aspetta di leggere.


C’è un però.
Un però abbastanza ENORME, che ti fa bestemmiare come un turcomanno incazzoso che invoca divinità in giappoturco, perchè ti fa capire che Naruto avrebbe potuto prendere un’altra direzione se Kakashi fosse morto, e se Kishimoto non avesse deciso di seguire i dettami di fan e casa editrice.

Il capitolo 700, il capitolo finale di Naruto, è un capolavoro di maestria.
È un inno al fumetto (grazie alla presenza di Boruto, che ci riporta con la mente alla freschezza e alla spensieratezza del “primo” Naruto), e allo stesso tempo una decostruzione gigantesca di tutto ciò che si è visto nel corso dei 699 capitoli precedenti.
Quello del passaggio di generazione e della “coltivazione e trasmissione degli ideali che hanno reso grande il Paese della Foglia”, è sempre stato uno dei leitmotiv del fumetto.


Al netto del fatto che la carica di Hokage si ottiene non perché si è bravi, ma perché si è raccomandati* (Il secondo Hokage è fratello del Primo, che è maestro del Terzo, che allena il futuro Maestro del Quarto, che viene succeduto dalla Nipote del Terzo, che ha come successore l’allievo del Quarto, che lascia il suo incarico a Naruto che è figlio del Quarto Hokage, allievo del maestro di suo padre nonché del Sesto Hokage – “Tutto in famiglia” lo dovevano ambientare a Konoha), il capitolo 700 ti fa capire che il sogno di diventare Hokage di Naruto era un capriccio legato alla sua storia personale – perché da piccolo era il sogno tipico di un bambino solo che, al netto di essere discriminato dai suoi amichetti, non conosceva difficoltà, problemi e responsabilità.

Naruto inizia a comprenderlo nel corso delle sue battaglie: diventare un eroe che protegge i suoi concittadini non significa essere innalzato sull’altare della leggenda. Non significa nemmeno essere accolto da ovazioni e inni.
Significa sacrificarsi per tutti, e non a caso, alla fine, quando Naruto diviene Hokage, è totalmente sopraffatto dal suo compito.


Il suo infatti è un contrappasso antieroico: il combattente che abbiamo visto in azione contro i nemici più disparati adesso ha come avversari diabolici scartoffie, politica e burocrazia.
Senza contare che, a causa di questo, è costretto ad essere un padre assente e un marito latitante, perché in qualità di Hokage ha sposato il villaggio della foglia, e tutti gli abitanti sono adesso suoi figli.

È un finale amarissimo – e secondo me, bellissimo -, poichè anticlimatico (e allo stesso tempo in linea con lo spirito del primo Naruto e di ciò che diceva il Terzo Hogake riguardo).
Forse era l’unico finale possibile, e di sicuro, non è un finale #demmerda (per quanto la guerra, come ribadito, è stata deludente).
Ma se volete vedere veri finali #demmerda, vi rimando al video di ieri.



In ogni caso, sono curioso: com’è stato, per voi, il finale di Naruto?

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*Dai, concedetemela questa. XD

12 commenti:

  1. Un po deludente anche se non scontatissimo almeno nell'anime la fluidità e le mosse nello scontro finale sono state lè più belle a mio parere mai viste nell'anime come manga ancora non sono arrivato li poiché lo seguo color e sono a circa il volume 7/8

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  2. Prima di rileggere Naruto, dopo averlo finito capitolo per capitolo a me era piaciuta anche la guerra oltre che il finale. Rileggendolo mi ha lasciato un senso di delusione per ciò che poteva essere e non è stato , solo questo. Gli rimango comunque affezionato

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  3. naruto, nonostante fosse tra i 3 big, era un manga poco sopra la mediocrità, e ha avuto un finale mediocre come il resto del manga.
    io non sono deluso dal finale ma dal manga in se , corrotto da desideri di lettori nabbi e vogliosi di fanservice. in realtà il burattinaio doveva essere il coso nero, ma siccome non piaceva non ha avuto nemmeno un approfondimento come per la dea coniglio, che sembravano cagata sul momento. troppo random per mettere in posa gente che comunque era tiepida.
    per me solo un finale drammatico poteva salvare quel manga mediocre, un be sacrificio di uno dei due,un naruto che non raggiungeva un sogno, o l'inevitabile morte del suo ""amico"". ma in realtà è finito come una manga per bambini, ma alla fine è ciò che è.

    anche la scelta delle storie d'amore sono troppo prese a caso, gente che non si è cacata per 70 volumi che si mettono insieme ecc.. solo perchè erano le copie più shippate nei forum, nonostante non avvessero un momento concreto del manga che la cosa si potesse fare. questo è un esempio che l'autore è un autore mediocre, di cui non leggerò più un suo manga, perchè di quello che scrive o disegna non ha alcun valore per come procederà il manga.

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    1. in sostanza, non è il finale ad essere brutto, ma a mio parere è il manga ad esserlo, e solo stata coerenza

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    2. Bisogna dire che la prima parte, fino a pain, viaggia sul capolavoro, poi prende la via della mediocrità e dell'approvazione dei fan a tutti i costi. Per me della parte sulla guerra si salva solo il combattimento di gai con relativo flashback

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    3. Ancora a laganrsui sulle coppie ? E uno shonen lo sai ? manco fosse TUTTO incentrato su questo.

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  4. Francamente, di tutti i passi falsi compiuti da Kishimoto, la resurrezione di Kakashi è stata forse l'unica mossa a cui, francamente, non dà alcun fastidio: rispetto ai tanti "miracolati", il nostro jonin preferito (assieme a Might Guy, ovviamente XD) ha comunque avuto un ruolo di spessore post- resurrezione abbastanza di "spessore" (quanto meno nell'anime, lo scontro Kakashi v Obito è una delle battaglie più intense dell'intera serie, bar very few).

    Le bacchettate sulle mani gliele vorrei a Kishimoto per tante altre ragioni (tipo Kaguya; il ruolo di Rock e Sakura; e, sopratutto, le fetecchiossissime battaglie che Madara ha condotto una volta resuscitato da Obito).

    Al netto di tutto, però sono d'accordo con te. Anche se non credo affatto che sia una decostruzione tanto improvvisata. Il tema del sacrificio di sé per il bene comune è onnipresente nell'opera dai primissimi capitolo, e non è mai stato abbandonato. Quello che salva Naruto, secondo me, è forse la parte "positiva" del manga: un mondo rifiorito, dove i vari villaggi riescono a riallacciare rapporti di pace tra loro.
    La vera forza di Naruto, secondo me, è sempre stata nel suo essere "racconto di crescita", i cui suoi protagonisti maturano in uomini forti tra i travagli della vita. Su scala nazionale, la storia del mondo ninja è stata un dolorosissimo processo di "trail and error", dove generazioni interi di uomini straordinari hanno dato la loro vita per creare un mondo più ideale, tra i inciampi e cadute.
    Il messaggio di Kishimoto è sempre stato positivo: ci vorranno decenni, secoli di sacrifici, ma le persone possono imparare a capirsi e ad amarsi gli uni con gli altri, quanto meno più di ieri. Ingenuo? Forse. Ma è sempre stato questo Naruto, idealista e testardo come il suo protagonista. E, come il suo protagonista, è andata avanti, inciampando e cadendo, spesso anche dolorosamente. Dopo tutta la merda che però Kishimoto mi ha lanciato, questo capitolo mi ha comunicato la stesso sentimento dei suoi personaggi e del suo stesso mondo: "abbiamo sofferto come bestie, abbiamo errato tante e tante volte; tuttavia, abbiamo ottenuto una vittoria. Ne è valsa davvero la pena".
    E questo, veramente, è un complimento che posso riservare a pochi finali. Altro che il disfattismo idiota di Shaman King, che devasta ogni possibilità di pace tra uomini e sciamani in un "tanto il mondo è governato dai soldi, gli uomini comuni fanno tutti schifo al cazzo" formulato tra l'altro in modo assolutamente pigro e banale.

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  5. Hai fatto un buon ragionamento sul finale, peccato che non hai citato una delle stronzate più grosse della parte finale del manga: e cioè la parte dove l'eremita delle 6 vie dice a naruto che lui era un predestinato, ed essendolo poteva non fare un cazzo e grattarsi lo scroto per tutto il tempo invece di allenarsi, tanto sarebbe diventato forte comunque, ecco sto fatto sputtana i 700 capitoli di naruto e tutto il discorso sulla crescita, sulla fatica, e sul dolore

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    1. Non ne ho parlato per il semplice fatto che è una discussione che qui sul blog abbiamo fatto molte volte non solo nel corso dei vecchi Baretti, ma anche in un paio di articoli dedicati ;)

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  6. Perché il finale di Naruto, non è un finale brutto... ma un sollievo!

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  7. La penso esattamente come te...
    Alla fine poteva andare peggio.

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